domenica 6 marzo 2016

[La posta dei lettori] - In che direzione vanno i gusti dei giocatori?

scritto da Fabio (Pinco11)

Da quando abbiamo collocato sulla colonna sinistra del blog l'apposito riquadro dedicato al 'contattaci' devo dire che con una certa frequenza ci sono arrivati messaggi da voi lettori.

In alcuni frangenti la cosa è stata solo l'occasione per svolgere qualche discorso più approfondito e ho pensato diverse volte di aprire un'apposita rubrica proprio per valorizzare alcuni dei più interessanti di questi scambi di opinioni ed eccomi quindi qui, con il proposito di aprire un canale più o meno permanente con i nostri numerosi e simpatici lettori, che permetta di comunicare, anche al di là dello strumento, già utilizzato da molti, dei commenti di fine articolo.


Oggi vi propongo, per iniziare, una voce femminile, perché, a dispetto del fatto che alle convention di giocatori la figura maggiormente presente è quella maschile, in realtà il richiamo positivo esercitato dai giochi da tavolo non conosce confini di sesso ed età e dall'amica Teresa ho avuto ottimi riscontri, di quelli che ci spingono, in realtà, a continuare nel nostro piccolo ed oscuro lavoro qui sul blog ;)
Bene, lascio subito a lei la parola, ripercorrendo la sua prima lettera!


Buongiorno ed un saluto a tutto il gruppo del Giochi sul Nostro Tavolo!

Chi vi scrive è una lettrice di 35 anni, mi chiamo Teresa e mi sono imbattuta nel vostro blog ad ottobre 2013 circa quando io e mio marito cercavamo dei giochi alternativi al MonopoliPraticamente ci si è aperto un mondo!!! E di questo non possiamo che ringraziarvi ed apprezzarvi per l’impegno, il lavoro ed il tempo che dedicate a questa passione.
Da allora vi leggiamo quotidianamente e quasi con ansia aspettiamo l’indomani per leggere tutte le rubriche, tutte ed, almeno io, anche quella del venerdì dedicata ai bambini, che non abbiamo ancora ma che leggo comunque per farmi un idea e per avere dei titoli interessanti in futuro…

Scorrevo il riepilogo della lista raccolta per anno degli articoli pubblicati dal vs blog fino ad oggi e notavo, complice anche forse il cambiamento del mercato attuale, che c’è stata una forte attenzione maggiore verso titoli di tipo american ed ai giochi di ruolo, molti dei quali usciti anche grazie a progetti crowdfunding.
Non li ho letti in modo scupoloso come è il mio solito ma una lettura ad occhio per capire il contesto lo do sempre. Per essere sincera questa categoria di giochi non sono quelli che fanno parte della mia ludoteca in quanto sono orientata a titoli di stampo german, pochi party game e qualche astratto.

Però conscia della polemica che si venne a creare diversi mesi fa, in cui un lettore esternò pubblicamente nei commenti il suo disappunto verso…. non ricordo se fosse la rubrica “Non Solo Grandi” o se proprio verso una recensione di un gioco…. , ho ritenuto opportuno scrivervi in privato piuttosto che creare una ennesima bagarre, le quali più delle volte nascono per delle cattive esposizioni dei fatti.
Come scrivevo più sopra, riscorrendo tutti gli articoli pubblicati dal 2013 ad oggi ho notato un incremento di anteprime, di prove su strada e recensioni di titoli american, american cooperativi, di ruolo, pieni di miniature, di carte e di ambientazioni fantasy, galattiche, etc. etc. (queste soprattutto nell'ultimo anno).
La domanda che vi pongo è la seguente: è il mercato che si muove in questa direzione o sono io troppo ferma su titoli german puri e crudi?
Non credo che alla prossima manifestazione di Essen non ci siano german cinghialosi dei quali parlare e presentare! E poi in ultima analisi, vi chiedo se è possibile riuscire a pubblicare delle rubriche che siano incentrate su analisi di strategie e di tattica.

Grazie per la vostra preziosa attenzione e spero che questo messaggio possa essere preso anche solo in parte in considerazione; io vi continuerò a leggere sempre e comunque!
Buon lavoro ragazzi ed un saluto!
Teresa. 

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Beh, come commentare una lettera come questa?
Prima di tutto la soddisfazione di aver contribuito in qualche modo ad introdurre al nostro mondo giocatori che erano fermi al vecchio e glorioso Monopoly, ma che evidentemente avevano dentro una gran voglia di trovare nuovi sfoghi. E poi, soprattutto, quella di vedere tanta proprietà del nostro gergo in dei confessi newbies :)
Passo ora alla mia risposta, nella classica forma 'da lettera' :)
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Ciao Teresa,

questa è una delle mail che vorresti sempre ricevere, quando scrivi un blog.
Da un lettore informato, che scende nei dettagli e ti dà spunti di riflessione: la sensazione di appagamento per chi scrive è totale.
Grazie.

Detto questo, il cambiamento che hai notato è effettivo, nel senso che c'è stata una evoluzione nel mercato. Da una parte sta proseguendo il processo di polverizzazione degli editori, con nuove realtà, spesso monopersonali (l'autore produce il suo gioco ...) che spuntano in continuazione (se non erro ci sono stati 3-4 editori italiani in più anche quest'anno) e quindi l'offerta resta, in senso assoluto, assolutamente variegata.
In generale direi che per i giocatori la cosa rappresenta una sorta di età dell'oro, perché praticamente ogni nicchia del mercato trova soddisfazione, con decine e decine di titoli che escono annualmente in ogni minicategoria. 
Chi scopre ora questo mondo avrà quindi, come maggiore difficoltà, proprio quella di orientarsi ed è per questo che abbiamo pensato di proporre ai nostri lettori due strumenti potenzialmente utili come possono essere la nostra Guida Introduttiva ai giochi da tavolo moderni (qui il link) e poi la nostra 'personalissima' top 100 di sempre (qui l'articolo in questione).  


Passando alla tua osservazione sul 'passaggio del testimone' tra german ed american non credo che il mercato si stia indirizzando in senso assoluto in quella direzione, ma solo che due importanti fattori abbiano contribuito ad una certa diffusione del secondo genere, nonché ad una (per certi aspetti positiva) contaminazione tra di essi.

Il primo aspetto è legato alla diffusione crescente dei giochi da tavolo negli States. Gli amici a stelle e strisce quando fanno le cose tendono a farle sempre in grande ed ecco che il sito più noto del mondo dedicato ai giochi da tavolo è proprio Boardgamegeek, obviously in english language
La sensazione che internet ci dà è quella che i volumi di quel mercato siano in crescita e non a caso là è nata e cresciuta una casa leader come la Fantasy Flight, che muove grossi numeri producendo proprio giochi dotati di tante miniature e che sfruttando efficacemente tante licenze famose, come fino ad un ventina di anni fa nessuno si sognava nemmeno (vedi Assalto Imperiale di oggi, dedicato al mondo di Guerre Stellari).
Il gusto dei cuginoni cowboy è tradizionalmente più attratto da ciò che colpisce l'occhio e dal rollio dei dadi, per cui, quando un mercato anche economicamente ricco come quello si muove, c'è anche molta gente dal vecchio continente che cerca di andare a soddisfare i loro gusti (perché siamo dei buoni) e le loro tasche (perché non siamo tutti filantropi). Da qui un riallineamento del mercato, il baricentro del quale era stato, negli ultimi decenni, fermamente in centroeuropa, verso il nord di essa e che ora vuole tenere conto anche delle esigenze d'oltreoceano.

Dall'altra parte molte risorse le sta assorbendo il crowdfunding, che è nato a sua volta negli States  e che quindi è ancora un poco calamitato dai gusti di laggiù, più orientati a modellini, rollate di dadi ed ambientazioni fantasy o scifi. Poi, se incassi ad ogni giro dai 500.000 dollari in su con un gioco di miniature, ti puoi porre sul mercato con un atteggiamento diverso dalle decine di piccoli editori di casa nostra (Europa), che hanno tirature medie di 2000-3000 pezzi con fatturati spesso intorno o sotto ai 50.000 euro annui ...

Ad Essen di quest'anno mi attendevo così un maggiore sbilanciamento verso l'american e forse una contrazione degli editori (potenzialmente minacciati da Kickstarter e cugini), ma alla prova dei fatti anche a questo giro l'evento ha continuato a proporre tonnellate di roba e, a fronte degli american che arrivano da ovest, ci sono stati a sorpresa dei german nuovi spuntati dall'estremo oriente, con editori coreani o taiwanesi che hanno proposto (aggiungendosi agli oramai noti giapponesi) anche i più esotici dei cinghiali, a dimostrazione del fatto che la globalizzazione ha portato alla diffusione mondiale della cultura. L'esempio è stato, per dirne uno, un assolutamente feldiano Burano (ne ho parlato qui), ma anche lo scorso anno ero stato colpito positivamente da un altrettanto esotico King's Pouch o da Patchistory.
Tirando le somme, quindi, c'è subbuglio, e positivo, sul mercato, che sembra non aver preso ancora una direzione univoca e la speranza è quella che esso stia crescendo di volumi, cosa che, in un periodo di crisi economica generale come questo, non è affatto male.

Ringrazio ancora l'amica Teresa per lo spunto di discussione ed allargo ai nostri esperti lettori il dibattito!!!

Alla prossima.

Fabio

26 commenti:

  1. Do qualche spunto anch'io:
    1) da una parte l'avvento del crowdfunding ha portato alla rinascita a ella riscoperta degli american. Perchè? perché semplicemente sono questi i giochi (con tanti stretch goals, tanti addon, tanta roba modulare insomma) ad adattarsi maggiormente alla formula, cosa che non accade coi german in cui non si possono apportare troppi elementi esterni e d integrazioni senza avere il rischio di appesantire troppo il gioco o, alla peggio sbilanciarlo.
    cfr:
    - Crowdfunding: l'epoca d'oro dei boardgames
    http://www.goblins.net/articoli/approfondimenti-crowdfunding-lepoca-doro-dei-boardgames
    - Un crowdfunding di successo
    http://www.goblins.net/articoli/editoriale-un-crowdfunding-di-successo

    2) i german, che negli anni passati (diciano dalla fine degli anni '90 in poi) hanno rappresentato una vera rivoluzione nei gdt, come meccaniche materiali, estetica, tutto, si stanno un po' avvitando su loro stessi. Il che non significa che non escano german validi, ma che l'innovazione, in questo campo, diventa sempre più difficile. Di tutti i giochi german che ho fatto nel 2015, forse tre presentano qualche spunto davvero originale e interessante. Il resto, per carità, sono ottimi giochi, ma tutti "già visti", reimpasto delle stesse cose.
    Non a caso uno dei filoni più interessanti - e rischiosi - è quello che vede l'ibridazione tra german e american, che potrebbe portare nuova linfa la genere. Rischioso perchè, come in tutte le vie di mezzo, rischi di scontentare entrambi i tipi di appassionato. Fare in ibrido significa prendere il buona da entrambi i generi e fonderlo, mentre a volte vedo ibridi che inavvertitamente fanno il contrario.

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  2. dimenticavo, per un po' di guide strategiche, guarda qui, primo post, terzo paragrafo:
    http://www.goblins.net/phpBB3/indice-articoli-e-rubriche-tdg-t78684.html

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  3. Io credo che la colpa sia del crowdfunding che sta creando una iper produzione, la quale, inflazionando il mercato, oscura i piccoli editori monopolizzando l'interesse delle masse. Essendo questi orientati sull'american, ecco che la sensazione che tu hai, Teresa, si materializza.

    Personalmente preferisco comprare quei 4/5 titoli euro validi all'anno e giocarli il più possibile. In fondo, siam giocatori, non collezionisti.

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  4. ...io crowdfundig però, spesso (non sempre), da l'opportunità ad alcune chicche di affacciarsi sul mercato globale. Io non concepisco ad oggi l'utilizzo del crowdfunding che fanno le realtà editoriali più affermate (vedi Cool-Mini-or-Not per citarne una) al fine di finanziare progetti per i quali possono ampiamente sostenere il rischio economico.

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  5. Mi piacerebbe sapere quali "chicche" un editore non sarebbe disposto a produrre...

    La mia personalissima opinione è che tutti i KS meritevoli avrebbero trovato una propria strada con un editore (e infatti magari vengono distribuiti o localizzati, come è il caso di 8 minuti x 1 impero) mentre tutti gli altri no, e per motivi più che validi. Quindi il ruolo di kickstarter è totalmente inutile, se non per saturare il mercato di robbaccia! :S

    Claudio

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    1. Battle-Con per fare un esempio. Per giochi con una componentistica ricca poi, (e nei giochi american tematici i materiali contano) il cf è l'UNICO modo per uscire. Nessun editore si accollerebbe quel rischio preventivamente. Quindi non esisterebbero gli Zombicide, i Dungeon Saga, i Conan, ecc...
      In compenso ci sono anche tanti giochi editoriali trascurabilissimi eh ;)

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    2. Eh, il rischio d'impresa... questo sconosciuto! :)
      E il bello è che una politica così di cf - simil al preorder - ha fatto sì che i veri cf siano snobbati dai più.

      Posso dirlo che è un sistema malato?
      E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

      Ma ripeto: io sono anche contento. Mi compro i miei 3-4 giochi l'anno e li gioco per più di 10 volte l'uno!

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    3. Ah, il controverso kicstarter ..
      Personalmente chi ci legge sa quanto poco mi attragga il sistema, tanto che mi sembra di aver giusto preso un paio di cose tramite esso, mentre annualmente mi passano centinaia di scatole tra le mani.
      In se, come scrissi parecchio tempo fa (nel 2012: http://pinco11.blogspot.it/2012/02/punti-di-vista-kickstarter-ed-i-suoi.html), l'idea di partenza è il vero 'sogno americano', ma l'uso odierno sembra averla in larga parte snaturata, diventando spesso una forma di preorder per le grandi case.
      Poi c'è l'aspetto del dover attender mesi e mesi per giocare (forse) ciò che vedo (senza spesso neanche sapere bene le regole) e soprattutto pago oggi (sicuramente) e chissà se poi mi piacerà.
      Tutto questo proprio non è nel mio DNA, salvo sempre le dovute eccezioni, perché fare di tutta un'erba un fascio è sempre errato :)

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  6. @agzaroth: Il gioco da tavolo (soprattutto german) è in continua evoluzione e lo dimostra il fatto che se si prendono, semplicemente, dei titoli di anche solo qualche anno fa e li si mettono in confronto con quelli di oggi il classico 'intenditore' non ha difficoltà a capire cosa è di oggi e cosa di ieri. Semplicemente gli standard qualitativi del prodotto sono cresciuti e le singole meccaniche limate e mescolate tra loro. Ogni anno è aggiunto un piccolo mattone, ma la differenza si avverte, come quando crescono i bambini, non di giorno in giorno, ma guardando le foto del passato.
    Per gli american ho invece la sensazione che l'evoluzione ci sia (vedi l'affinamento delle regole tra un Descent ed un Assalto Imperiale), ma che riguardi in larga parte i componenti, con sempre più miniature e sempre più curate.
    Tirando le somme a mio modo dico che si sono evoluti più i german che gli american :)

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    1. ;)
      .. in realtà l'ho detto per farti arrabbiare, perché se si guarda a, per fare altri esempi, come sono cambiati i GMT, alla comparsa di giochi di guerra guidati dalle carte o anche a cose come Quartermaster General, anche lì una evoluzione della specie, sempre graduale (guarda come i GMT cambiano di anno in anno ..) si avverte.

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    2. Non fraintendermi: dico la stessa cosa. I german si sono evoluti in 15-20 anni e hanno evoluto tutto il mondo dei gdt come non mai. Gli american sono spesso fermi a ripetere le stesse cose e le stesse meccaniche, cambiando solo l'ambientazione (del resto puntano su quello). Però negli ultimi anni anche i german han rallentato parecchio. L'anno scorso pareva che il bag buiding dovesse essere una meccanica rivoluzionaria. Quest'anno giochi di bag building? Zero. L'IGA l'ha vinto Russian Raildroads: bel gioco per carità, ma classico che di più non si può. Anche in ambito german le idee originali ormai si contano su una mano.

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    3. Possibili idee nuove e creative? Non saprei ... :)

      .. ma forse ..
      Il curioso meccanismo economico di Ponzi?
      La piramide di cubi di Burano?
      Lo strano meccanismo di deckbuilding / recupero carte di Mombasa?
      Il rutilante combocarte di Grand Austria?
      La sottile evoluzione di Taboo di Codenames?
      Il gestionale da tasca di Royal Goods?
      Il gratta e distruggi di Pandemic Legacy?
      Il GDR + gioco da tavolo di Time Travel?
      Lo Shangai - german di 7 Wonders Duel e Siggil ? ;)
      Le nuove frontiere della schicchera di Flick'em Up?
      Il domino da tavolo di Aya?
      Il tabellone multiscelta variabile di Simurgh?
      Le biglie esplosive di Potion Explosion?
      Il gioco alla Magic senza turni di Epic?
      Ho finito le mani :)
      Sono alcuni spunti per la riflessione (sottolineo che diversi di essi poi non sono riusciti ad applicare la loro idea in modo ottimale, ma ciò che conta qui è l'idea che portano con se).
      Giusto ieri poi ho giocato dei prototipi che contenevano uno un nuovo metodo di piazzamento ed un altro che propone un interessante mix tra costruzione reti e identità segrete in salsa cooperativa :)
      Darwin Rulez!!

      p.s. bag bulding? vedi alla voce Automobiles della AEG :)

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    4. Ma guarda un paio di quelli che hai nominato li avevo in testa come novità. Su tutte il sistema Legacy che però non definirei german...
      Il resto è rimescolare cose note.

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  7. Sono io il lettore che ha scatenato la polemica!!
    Il mio era semplicemente un piccolo sfogo per un periodo carente di recensioni e pieno zeppo di articoli per ME erano privi di interesse.Nonostante ciò apprezzo tantissimo il lavoro di TUTTI i recensori ,-)

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    1. Ma niente polemica, anzi, hai fornito la scintilla per un ragionamento sulla questione, con l'amico Agza che sostiene i crowdfunding mooolto più di me ed io che sono a dir poco tiepido su di essi ;)

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  8. Io noto che ci stiamo avviando verso un futuro collezionistico fatto da bellissimo packaging, super componentistica, superbe scatole per decorare ed abbellire... Da The Gallerist ad un qualsiasi KS malato di ennemila miniature, passando per Blood Rage. Per il momento il contenuto ludico è ancora valido, ma mi chiedo quanto dovremmo apettare perchè diventi pura estetica, collezionismo e acquisto compulsivo?!

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    1. Il fatto che ci sia maggiore attenzione ai componenti è una naturale evoluzione di un settore che ha conosciuto una certa espansione negli ultimi anni.
      Il collezionismo fa parte di questo mercato, perché molti sono spinti anche da esso, però penso che alla fine tutto si equilibri ed alla fine è lo stesso mercato che detta le richieste.
      Traduzione: se la gente continuerà a comprare a quei prezzi si andrà avanti in quella direzione, mentre se si premierà chi resta su fasce di prezzo più contenute, si fermerà quella tendenza. Siamo quindi anche noi a determinare le sorti della produzione futura ... (finchè incassano 500.000 dollari con giochi di miniature non vedo perché debbano pensare di fermarsi ...).

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  9. ricapitolando ks: satura il mercato di robaccia, monopolizza l'attenzione delle masse, soffoca i piccoli editori, é un modo codardo di fare impresa, a breve distruggerà il mondo del gioco da tavolo, alimenta la piaga dei collezionisti compulsivi... diffonde la peste, aiuta il terrorismo, mette il canone rai in bolletta.
    Ho scordato nulla?



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    1. No, no, direi che hai dato un'accurata descrizione del fenomeno :)

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  10. Tralasciando la polemica su kickstarter, che meriterebbe un discorso a sè, voglio rispondere anche io a Teresa.
    Non mi sembra che ci sia una tendenza verso l'American forse se questo è il tuo canale principale di informazione hai visto apparire più articoli American perché il blog si è aperto agli articoli su questi giochi (anche perché direi che gli American sul mercato sono sempre stati bene presenti e ben prima dei German, basta pensare a HeroQuest, StarQuest, Space Hulk, etc...). Nel mio piccolissimi sarebbe come dire che escono più giochi per bambini perché la rubrica nonsolograndi ha cadenza fissa settimanale mentre le uscite in precedenza erano più sporadiche.

    Sicuramente Kickstarter avvantaggia i giochi di miniature e sicuramente le riflessioni di Fabio su americani e KS sono corrette, non sono mai stato ad Essen ma credo che se uno giri la fiera trovi molti più German rispetto agli american e lo stesso è alla Play di Modena.

    Viviamo in un momento in cui, fortunatamente, si possono soddisfare i gusti di tutti e dove c'è una ETA' DELL'ORO per questo piccolo mondo, se ti piacciono i German non preoccuparti credo che saranno sempre presenti e con spunti interessanti, non ho mai giocato a Burano ma ogni volta che leggo qualcosa sul gioco bramerei l'acquisto della scatola.

    Ciao
    Davide (alias simarillon) quello di nonsolograndi che è contento di sapere che lo leggi

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  11. Fabio lo sa già. Ma voglio fare un plauso a questa rubrica che mi piace davvero molto :D

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  12. Buongiorno e un saluto a tutto lo staff del blog.
    Mi sembra doveroso ed educato intervenire non fosse altro per ringraziare Fabio e tutti coloro che hanno risposto alla mia domanda, grazie per le esaustive osservazioni.

    Mi rendo conto che il vostro blog, per i tanti come me appassionati dei GdT, sta diventando al tempo stesso sia un riferimento obbligatorio e necessario per chi vuole approfondire gli aspetti delle nuove produzioni ludiche che un appuntamento quotidiano.
    Un luogo che seppur virtuale ci si puo incontrare per parlare "dei fatti del giorno" cosi... tra amici e questo è molto bello.
    Penso sia lo scopo fondamentale di tutti i giochi: l'aggregazione, il confronto, l'amicizia ...

    Un saluto dalla vostra sempre lettrice Teresa

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    1. Un grosso grazie a te per la delicatezza delle tue riflessioni e per la non comune sensibilità.
      Ciao e grazie

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  13. Buongiorno a tutti.
    Complimenti a Teresa per tutto. In particolare per quelle sue tre parole: aggregazione, confronto e amicizia. Niente di più bello per ricordarci "chi siamo e da dove veniamo".
    Grazie a Fabio per il lavoro che fa per il blog e per noi. Sei insostituibile e bravissimo: passione, intelligenza, moderazione. Bravo.
    Grazie ad Agzaroth, a tutt'oggi il mio analista ludico preferito (gliel'ho già detto e glielo ripeto)
    Grazie a tutti quelli che recensiscono e spendono tempo per la nostra passione (mi dispiace per Davide ma i miei figli sono ormai grandi :))
    Tutto questo per dire che questa pagina di oggi è davvero bellissima!!!
    E a questo proposito, se posso, vorrei aggiungere la mia opinione:
    KS è come la televisione, se non ti piace un programma cambi canale oppure leggiti un libro (tradotto: chi ti obbliga?)
    KS non è sinonimo di robaccia come piccolo editore non è sinonimo di bel gioco o idea innovativa. E' grazie a blog come questo che puoi scegliere, analizzare, confrontare e dopo, se vuoi, comprare. Da chi vuoi.
    Personalmente, vedo German e American in ottima salute, semplicemente il mercato sta deviando verso 2 formulazioni: il German un po' meno hard e l'American alla rincorsa di un canone estetico sempre più elevato: per cui Feld si è ammorbidito (tanto per fare un esempio) e Food Chain Magnate non so quante scatole potrà vendere, spero tante ma non credo tantissime e dall'altra parte le miniature (unico elemento di confronto al primo impatto) stanno diventando sempre più belle, dato che i gameplay american tendono ad essere sempre un po' piatti...
    Chiudo con un ultimo pensiero:
    la crescita del mercato American secondo me si fonda su un altro principio: quello di aver attratto ed inglobato una buona fetta di roleplayers: e come? con i giochi cooperativi, pressochè assenti ad inizio anni 2000 e ormai dilaganti a tutt'oggi. Cosa di più bello che vedere il proprio personaggio non più solo immaginato ma rappresentato in una miniatura dalle splendide fattezze che si muove in un mondo che posso ora toccare con mano piuttosto che, ripeto, immaginare? Heroquest ha rotto questa dicotomia fra role e board games, ma era arrivato, come tutti i geni, troppo presto. Oggi i suoi figli si riproducono fra la soddisfazione di molti coinvolgendo soprattutto quel pubblico forse un po' stanco di master e d20.
    Detto questo, che ognuno giochi a quello che vuole.
    Basta lo faccia
    Ciao amici, buon gioco a tutti
    Guido

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    1. tieni i miei articoli per i tuoi nipoti :) e leggi quelli taggati come nonsolopiccoli potrai scoprire qualcosa si interessante :D

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    2. Grazie mille per i complimenti, benzina che alimenta questo nostro impegno di scrivere sul blog.
      Ottime anche le osservazioni. Su KS io stesso, che non ne sono un fan, quelle due o tre volte mi sono lasciato comunque attrarre e nel coordinare il blog, come avete notato, non ho lasciato che i miei piccoli pregiudizi influenzassero gli altri e potete spesso leggere articoli di titoli che escono su quella piattaforma.
      E' infine ben possibile che i giochi di miniature abbiano assorbito nel proprio pubblico anche dei giocatori di ruolo, rappresentando una sorta di anello di congiunzione tra i due generi del gioco da tavolo e dei GDR.
      Grazie per il corposo commento (quasi un articolo) ed un salutone anche a te :)

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