mercoledì 23 marzo 2016

[Recensione] Deathwatch: Overkill... non tollerare che l'alieno viva!

scritto da Simone M.

"We must scour them from the stars before they do the same to us"
Dobbiamo raschiarli via dalle stelle prima che loro facciano lo stesso con noi

(Cit. Chaplain Ortan Cassius, Ultramarines Master of Sanctity)


Deathwatch: Overkill è l’ultima fatica “da tavolo” della premiata Games Workshop che porta su plancia, modulare, ancora uno skirmish per 2 giocatori ambientato nell'Universo di Warhammer 40.000. L’unità dell’elite Deathwatch, formata dai migliori elementi di tutti i Capitoli Space Marine dell’Imperium, ha un solo compito: spazzare via i Tiranidi. Sotto il comando dell’eroe Ortan Cassius, il suo Kill Team è sulle tracce del Culto Genestealer che ha iniziato a corrompere il pianeta Ghosar Quintus. Scenario dopo scenario, dalla durata variabile (60-120 minuti), Deathwatch e Genestealer si daranno battaglia all’interno di claustrofobiche mappe, sulle tracce dello scomparso Inquisitor J. Chaegryn, che metteranno a durissima prova le capacità strategiche dei giocatori. Deathwatch: Overkill vanta una dotazione di ben 50 straordinari modelli, compatibili con il Warhammer 40.000 base, che possono essere impiegati sia in partite one-shot che in una vera e propria campagna (composta da 9 missioni) che fa da prequel alle Guerre Tiranidi.
Dopo Starquest, Space Hulk, Assassinorum Execution Force e The Horus Heresy: Betrayal at Calth la Games Workshop torna nuovamente a cimentarsi con un titolo Sci-Fi su plancia dando, così, vita ad un gioco muscoloso ma allo stesso tempo fluido. Ciò che vi lascerà piacevolmente colpiti, infatti, sarà proprio il regolamento talmente intuitivo da rendere il gioco adatto anche ai wargamers occasionali. Deathwatch: Overkill resta, però, un titolo prettamente dedicato agli affezionati della saga ed appassionati i quali, prima di ogni altra cosa, dovranno (con sommo piacere aggiungerei) fare i conti con il montaggio e la pittura dei modelli. Ma abbiamo ciarlato anche troppo: è tempo di aprire il coperchio e sbirciare dentro.

I – I Componenti

La plancia di gioco è modulare. 
Forma e dimensione viene decisa dallo scenario. 
Per comporla abbiamo a disposizione ben 10 tile fronte/retro. Cartone ultra-spesso ed illustrazioni mozzafiato che veicolano molto bene l’ambientazione. Inoltre i contorni degli elementi scenici disegnati sulle tile (passerelle, corrimano, tubi) sono in rilievo: lusso sfrenato.
Come anticipato i modelli giocabili sono 50.
La Deathwatch è composta da 11 eroi. 
Le foto parlano da sé. 
Sono dettagliatissime e scolpite in maniera ineccepibile. La moto da combattimento dei White Scar è mozzafiato. Ogni miniatura è associata ad una carta personaggio che riporta le sue caratteristiche di combattimento (Velocità, Armatura), una o più abilità speciali e l’equipaggiamento con i relativi dati (numero di dadi d’attacco da lanciare, gittata e tipo di danno). Le carte personaggio sono a doppia faccia: un lato mostra le statistiche di battaglia del modello incolume, il retro invece le statistiche depotenziate da “ferito” (come in Imperial Assault). Se un modello ferito subisce una seconda ferita è considerato ucciso e viene eliminato dal gioco.
Il Culto Genestealer annovera fra le sue file 37 Genestealers, equipaggiati nei modi più disparati, 1 Magus ed 1 Primarch. A questa fazione è abbinato un mazzo di carte dette Agguato.
Queste carte costituiscono un mazzo di pesca la cui composizione (numero e tipo di carte) varia di cenario in scenario. Possono essere utilizzate in due modi: Agguato ed Azzardo. 
La carta riporta sempre un testo esplicativo dell’effetto della carta in base all’utilizzo.
Il giocatore Genestealer pescherà da questo mazzo all'inizio di ogni turno fino ad avere, almeno, 5 carte. Le carte vengono posizionate in determinati punti d’ingresso e serviranno a piazzare i modelli Genestealer sulla plancia di gioco se usate come Agguato oppure a produrre effetti particolari (esplosioni, pesca supplementare etc.) se giocate come Azzardo. Dentro la scatola, con Ortan Cassius sul coperchio che si lancia nella mischia, troviamo anche 6 d6 neri, un righello flessibile in plastica trasparente per misurare la gittata diviso in tre segmenti (Assalto, Combattimento e Maximum), il manuale di montaggio delle miniature ed il regolamento.
Il regolamento è esteticamente molto curato.


Contiene al suo interno moltissime informazioni sull'ambientazione che fa da sfondo ai vari scenari e sugli eroi della Deathwatch. La parte dedicata alle regole è essenziale e ridotta veramente all'osso. Non va consultato spesso ma vi consiglio di tenerlo a portata di mano: la copertina sul retro infatti ha un’utilissima tabella riepilogativa con le fasi di gioco ed una seconda tabella con tutte le caratteristiche offensive delle unità Genestealer.

II – Come si gioca…

Ortan Cassius è un individuo imponente 
persino per gli standard dei guerrieri Ultramar. 
La sua espressione è fredda come il vuoto siderale e
 tra i ranghi si dice che l'intensità del disprezzo 
nel suo sguardo possa intimidire persino
 un branco di Donorian Clawed Fiends.

Innanzitutto occorre scegliere uno scenario ovvero una missione, anche se è possibile impostare una partita standard con le regole di base.
Scelta la missione ciascun giocatore, il Deathwatch Commander ed il Cultista Genestealer, deve completare alcune operazioni di setup. Il primo sceglierà il numero massimo di Space Marine indicati dallo scenario fra gli 11 disponibili e prenderà per sé i modelli corrispondenti e le relative carte personaggio. 
Solitamente 4 modelli. 
Il secondo dovrà comporre il Mazzo Agguato secondo le indicazioni fornite dallo scenario che indicherà il tipo di carte da includere nel mazzo stesso.
Quando il mazzo si esaurisce ne verrà composto uno nuovo usando gli scarti.
Infine va assemblata l’area di gioco utilizzando le tile a disposizione.
Nel turno zero il Deathwatch Commander posiziona, come indicato dalla mappa della missione, le proprie miniature nelle aree iniziali. Come accennavo prima gli elementi scenografici delle tile sono in rilievo. Questo particolare non è soltanto dettato da una scelta meramente grafica ma anche tecnica in quanto, grazie a tale sistema, è possibile rendersi immediatamente conto in quante “aree” è divisa la tile stessa. 
Il concetto di area, in questo gioco, è fondamentale.
L’unica regola di piazzamento, infatti, consiste nel posizionare in un'area solo il numero di modelli che è fisicamente in grado di contenere. In media un’area può contenere fino a quattro miniature Space Marine.
Giusto per avere un’idea una passerella metallica di un impianto Genestealer è costituita da 3 aree calpestabili e percorribili dai modelli.
Da questo momento comincia la partita vera e propria.


Il turno è diviso in fasi:
- Fase Broodmind (mente collettiva): il Culto Genestealer pesca 5 carte Agguato (o ripristina la mano iniziale) e può piazzare carte, coperte, un massimo di tre all’esterno dell’area di gioco in corrispondenza dei punti d’accesso dedicati a questa fazione ed indicati, ovviamente, sulla mappa dello scenario in corso presente sul regolamento.
- Movimento del Deathwatch Commander: il giocatore che controlla gli Space Marine dell’Imperium può muovere uno o più modelli di un numero di aree pari al suo valore movimento stampato sulla carta personaggio. Se il percorso si interrompe la miniatura può compiere un salto in avanti. Si tira un d6 e si verifica il risultato: con 1 il salto fallisce e lo Space Marine subisce 1 danno. Una volta mosso il modello non può più essere mosso sino alla prossima fase movimento.
- Movimento del Cultista Genestealer: il giocatore che controlla il Culto rivela le carte piazzate nei punti d’accesso e decide come utilizzarle. Se giocate come Agguato le carte del Culto non faranno altro che generare sulla plancia un certo numero e tipo di nemici. Se giocate come Azzardo invece le carte innescheranno una serie di effetti speciali che vanno dalla pesca di carte supplementari (anche oltre il limite di 5), al sabotaggio delle aree di gioco oppure a evocare rinforzi nemici. Quindi muove i suoi modelli sulla plancia.
- Prima fase di attacco del Deathwatch Commander


- Prima fase di attacco del Cultista Genestealer
- Seconda fase di attacco del Deathwatch Commander
- Fine turno
Andiamo nel dettaglio: come si svolge un combattimento?
Ogni modello attacca separatamente dopo aver verificato la gittata con l’apposito righello diviso in 3 sezioni: Assalto (Ravvicinata), Combattimento (Media), Massima (Lunga). L’attaccante sceglie l’arma da utilizzare fra quelle in dotazione al modello e lancia il numero di dadi indicato per la gittata. La carta indica il valore minimo che il dado deve realizzare per colpire. 
Come nel Warhammer 40.000 classico. 
Se l’arma possiede un’abilità speciale la applica. 
Le abilità speciali sono Area (l’attacco colpisce simultaneamente tutti i modelli presenti in una determinata area anche le unità amiche), Fendente (non può essere bloccato dall'armatura), Dilania (se l’attacco avviene a distanza Assalto, ovvero a gittata ravvicinata, si applicano gli effetti di un danno ad Area). Il difensore effettua un tiro di Armatura per ogni colpo andato a segno. Il valore Armatura è riportato sulla Scheda riepilogativa dei Genestealer o sulla Carta Personaggio e come per l’attacco indica una soglia di risultato che il dado deve pareggiare o superare per assorbire il colpo. 
Generalmente un modello del Culto Genestealer ha 1 solo punto ferita. In alternativa ad un attacco un modello può correre, ovvero rinunciare a sparare e muoversi nuovamente, oppure nel caso della Deathwatch curarsi da una ferita (girando la Carta Personaggio sul lato incolume).


Ogni scenario ha una condizione di fine partita specifica per ciascuna fazione. Nel primo scenario Tempesta di Morte, ad esempio, il Deathwatch Commader vince se abbatte 25 modelli nemici mentre il Genestealer Cultist vince se riesce ad uccidere 2 membri dell'élite Deathwatch.

III – Impressioni finali

Il primo pensiero che mi è balenato in mente, ma credo nella mente di chiunque stia approcciando alla mia recensione o abbia visto la scatola, è che Deathwatch: Overkill sia esclusivamente un bundle di miniature. Una super espansione per rimpinguare gli scaffali, già straripanti, dei giocatori di WH 40.000 di tutto il mondo.
La risposta è alquanto ovvia: sicuramente lo è.
Pur non di meno il gioco presenta una sua dignità ed è meno pretestuoso di molti altri titoli similari, anche appartenenti alla stessa saga come il dungeon crawling Assassinorum Execution Force.
Il gioco è uno skirmish puro e crudo, senza fronzoli e senza orpelli di sorta.
Spietato come la guerra, freddo come solo il dado può essere.
Al giocatore che interpreterà il Deathwatch Commander è demandato l’unico momento “cerebrale” della partita ovvero lo squadbuilding attraverso il quale cercare di creare il Kill Team più performante ed adatto allo scenario ma soprattutto al tipo di nemico. È vero che gli Ultramarine possono subire il doppio delle ferite e sparare in maniera più devastante ma, come in ogni schermaglia che si rispetti, paga molto di più ottimizzare movimento e posizione delle unità.


Muoversi in maniera errata o approssimativa significa lasciare una propria unità in balia del nemico.
Complesso e difficile il compito del Culto Genestealer che da un lato, deve gestire in maniera tattica
la propria mano di carte ma, dall’altro, deve elaborare gli elementi di una strategia a lungo termine per contenere la potenza offensiva degli Ultramarine con il tipo di modelli che gli sono imposti dallo scenario.
Il sistema di gioco è veloce, elimina i dadi speciali di The Horus Heresy: Betrayal at Calth e ritorna ai d6 classici ed il bellissimo concetto del: “colpisce al…”.
Scatola d’espansione travestita da gioco da tavolo, sicuramente sì, ma anche titolo che potrebbe sorprendere i curiosi che si tengono alla larga dai giochi di modellismo targati GW per paura di appassionarsi troppo. Il prezzo però della curiosità, in questo caso, è salato.
Consigliarlo o sconsigliarlo?
Risposta difficile, altra domanda.
È divertente?
Molto, si lascia giocare ed un purosangue “americano” non può rimanere indifferente al fascino tridimensionale di queste sculture in plastica che si muovono sul campo di battaglia.
Vi lascio con un po’ di acquolina in bocca.


IV – La Scheda

Titolo: Deathwatch: Overkill
Autori: non accreditati
Anno: 2016
Editore Originale: Games Workshop L.T.D.
Editore ITA: Games Workshop L.T.D.
Giocatori: 2
Durata: 60-120min

Componenti: immensi. Qualità elevatissima di ogni componente. Gli appassionati del 40.000 non resteranno sicuramente delusi. I modelli vanno montati e possibilmente dipinti, astenersi perditempo.

Ambientazione: elemento fortemente esaltato soprattutto dal Regolamento che contiene pagine e pagine di dettagli sugli scenari, cronache e biografie dei personaggi.

Meccanica: gioco di schermaglia su plancia modulare che mutua il sistema di combattimento dall'originale Warhammer 40.000. Il gioco si assimila facilmente, i warhammeristi sono ovviamente geneticamente più avvantaggiati.

Longevità: purtroppo scarsa se pensiamo al gioco in sé e per sé. Le missioni sono effettivamente poche però i modelli sono trapiantabili nel 40.000, poiché godono di totale compatibilità, come già detto, con il sistema di base. Quindi il gioco è sicuramente una manna per gli specialisti della saga e meno per i giocatori da tavolo.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: ecco l’informazione che tutti stavate aspettando, quanto costa questo scherzo? Deathwatch: Overkill costa 150,00 euro. Chi possiede dimestichezza con i prodotti della Games Workshop avrà familiarità anche con i suoi listini. Il rapporto Giocabilità prezzo è, dunque, assolutamente sfavorevole visto che si tratta di un titolo per wargamer specializzati che non cercano sicuramente la longevità o la staticità circoscritta all'esperienza ludica di una sola scatola. Comunque la modularità delle plance e lo squadbuilding, seppur accennato, vi daranno mesi di piacevoli scontri fino a quando verrà, inevitabilmente, il tempo di rimuovere Ortan Cassius e compagni dalla scatola di Deathwatch: Overkill e destinarli a tavoli di altro tipo.


Consigliato: come anticipato è difficile rispondere a questa domanda, più difficile che rispondere al suo contrario. Ma una riflessione è presto fatta: se siete appassionati di Warhammer 40.000 ed i titoli realizzati su licenza da FFG vi hanno lasciato l’amaro in bocca, se nella vostra collezione manca ancora qualche pezzo pregiato da usare in battaglia, se la vostra passione per l’elite corazzata dell’Imperium è sempre accesa e non si è mai spenta allora siete pronti all’acquisto di Deathwatch: Overkill.


Sconsigliato: a tutti i giocatori che hanno consapevolmente voltato le spalle all'universo tridimensionale creato dalla casa editrice di Nottingham per non cadere all'oscuro fascino del modellismo competitivo sui tavoli da wargame. Per voi c’è molto altro, molte altre strade.

12 commenti:

  1. Bella recensione Simone, mi riporta ai vecchi tempi di Warhammer...
    Dimmi una cosa, gli 11 marines come sono differenziati? Ci sono lo psionico? Il cappellano? Armi pesanti? Spade a catena?

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    1. Ho dato un occhiata alle miniature, non sono ferratissimo su Space Marine Vanilla, ho sempre preferito Orki o Chaos, ma mi pare ci siano:
      1 Cappellano Cassius
      1 terminator
      2 assaltatori
      1 space con arma pesante
      1 su moto

      gli altri modelli mi paiono Veterani standard

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    2. Caro Agz, sono abbastanza analfabeta in materia WH. Grazie Andrea... del soccorso!

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    3. ....mi sono molto gasato ma sono un profano. L'amico con cui ho giocato è navigatissimo e mi ha spiegato molti dei retroscena e soprattutto le varie dietrologie della saga. Io mi sono sempre limitato ai giochi da tavolo: starquest e soprattutto il vecchio Space Hulk... Comunque scherzi a parte sono tutte unità di Elite... Andrea poi è entrato nel dettaglio...

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  2. Ottima recensione, in molti si lamentano scrivendo che Space Hulk è 10 volte meglio di questo, confermi le loro impressioni?

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    1. In D.O. si perde la componente Dungeon Crawling che invece si ha in Space Hulk. Qui la plancia è tutta sgombra, non ci sono porte da aprire, computer da consultare, artefatti da manipolare... la plancia è aperta, armi in pugno e pronti al fuoco...

      Sicuramente è una specie di versione zippata (e molto circoscritta) di WH 40.000...

      Prendi questa riflessione con le pinze!

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    2. Ok valuterò ma al momento sto aspettando l'uscita in ita del gioco da tavolo 40k ispirato a Starcraft, fra l'altro dovrebbe uscire la prossima settimana e mi sa che questo non lo prendo ;)

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  3. Io non capisco come possano mettere fuori titoli a questo prezzo.
    Sono io che non ci arrivo o 150 euro mi sembra una cosa da pazzi?

    Piccola precisazione. Sono stato nel mondo WH/GW dal 2009 all'anno scorso quando ho mollato. Vi garantisco che la cosa che più ho odiato sono stati i regolamenti scritti in questo modo:

    Il tuo SERGEANT può attaccare il CHAOS DESTRUCTOR usando la sua CHAIN SWORD.

    Non si può leggere.


    Zamma.

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  4. Come scritto in rece sembra proprio solo un bundle di miniature e basta; le tiles del tabellone non si possono guardare e riguardo le regole mi sembra che ci sia di meglio in giro.
    Riguardo il prezzo forse è conveniente rispetto a prendere miniature singole, personalmente amo dipingere e non giocare a WH40k; quelle degli space marines sono molto belle quelle dei genestealer invece non mi sono mai piaciute.

    Piccola nota a margine: ho smesso di prendere miniature della GW da quando col passaggio dal metallo alla plastica nelle finecast mi son trovato dei modelli con bolle, INACCETTABILE.

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  5. "A tutti i giocatori che hanno consapevolmente voltato le spalle all'universo tridimensionale creato dalla casa editrice di Nottingham per non cadere all'oscuro fascino del modellismo competitivo sui tavoli da wargame. Per voi c’è molto altro, molte altre strade."

    Questo è il mio caso. Faccio l'eccezione solo per Blood Bowl

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  6. Su ebay si trova a meno di 100 €, preso a questa cifra è davvero conveniente, fosse anche solo per le miniature. L'ho ordinato a metà con un mio amico.

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