lunedì 18 aprile 2016

[La posta dei lettori] Il futuro dei giochi da tavolo (e la Play del 2036)

scritto da Fabio (Pinco11)

Ad ogni articolo di posta si va consolidando il legame virtuale con i nostri lettori, che diventa sempre più stretto e di pari passo con ciò anche i contenuti affrontati ed il piglio con il quale i temi sono proposti va crescendo.
Oggi dialoghiamo quindi con l'amico Luca, il quale, da relativamente poco dentro al nostro mondo, si chiede che futuro esso abbia, nutrendo la speranza di vedere questo hobby crescere progressivamente, invadendo centri commerciali e fieristici, per diventare mainstream.
Il tema era davvero intrigante, per cui ho pensato di coinvolgere nella risposta anche due editori, ovvero Asterion e dVgiochi, i quali (rispettivamente con Massimo Bianchini e Barbara Rol), hanno partecipato al nostro piccolo dibattito.
A chiudere, poi, una parentesi comica, grazie al lettore Alessandro, che ci ha proposto un suo report della fiera di Modena del 2036, che mi pareva particolarmente a fagiolo con il tema di oggi :)
Sentiamo, per prima cosa, gli spunti offerti da Luca.

Ciao,
mi presento sono Luca e da diversi anni seguo con attenzione ed interesse il vostro Blog. Non sono un giocatore assiduo, sia per tempo che per la difficoltà di riuscire a mettere insieme il gruppo di gioco. Nonostante questo cerco di essere sempre aggiornato su questo affascinante mondo. Con questa lettera volevo condividere con voi una riflessione su quello che potrebbe essere il destino dei giochi da tavolo.
Essendo io pessimista per natura potrei liquidare il tutto con questa affermazione:
I giochi da tavolo sono destinati a scomparire, tra 50 anni saranno antiquariato”.
Per una volta, però, voglio essere ottimista e mi sento di lanciarmi in una affermazione completamente in antitesi con la precedente: I giochi da tavolo si diffonderanno ancor più di quanto non lo siano oggi e, voglio esagerare, vedremo sugli scaffali dei supermercati italiani almeno i titoli più diffusi”. Non sono ovviamente certo di quanto ho detto. Ma tutto è possibile nella strana società in cui viviamo.

Io ho 33 anni e faccio parte della generazione la cui vita è stata travolta dall'avvento della tecnologia.
Quando ero alle elementari si sono diffusi su larga scala le console di gioco (Super Nintendo, Sega Mega Drive).
Quando ero alle medie si iniziavano a diffondere i Personal Computer (vai con il 386-486)
Quando ero al liceo il mondo della telefonia mobile ha sconvolto il modo di comunicare.
Negli anni dell'università la diffusione capillare della banda larga ha rivoluzionato il modo di reperire informazioni
In questi ultimi anni l'evoluzione è continuata con gli smartphone che uniscono tutti i punti precedenti: abbiamo sempre con noi il punto di accesso ad un mare di informazioni e di infinite possibilità.
Spesso per seguire tale evoluzione abbiamo tralasciato altre cose. Come i giochi da tavolo. Esattamente come accade per le mode: un prodotto ne soppianta un altro.

In questa evoluzione tecnologica siamo cresciuti da soli. I nostri genitori erano impotenti, difficilmente riuscivano a stare al passo con questa corsa alla tecnologia e molte volte l'hanno guardata con diffidenza non provando neppure a comprendere di cosa si trattasse e quanto avrebbe influenzato le nostre vite.
Ma ora siamo noi la generazione che è chiamata ad essere genitori. Siamo consapevoli e preparati sulla tecnologia e abbiamo gli “strumenti” per aggiornarci su di essa nelle sue prossime evoluzioni.
Un genitore molto probabilmente non permetterà al proprio figlio di essere schiavo delle nuove tecnologie e quasi certamente cercherà di tenerlo lontano da esse almeno nella sua infanzia. Per farlo è necessario individuare alternative: e cosa c'è di meglio di un bel gioco da tavolo?
Non c'è videogame che possa creare le emozioni e la forza aggregativa che portano questo tipo di giochi in un bambino, per non parlare inoltre degli innumerevoli effetti educativi che possono raggiungere.

Tutto questo sta già avvenendo e ne ho avuto una prova partecipando alla festa Red Glove a Sarzana. Moltissime giovani famiglie hanno portato i loro figli a giocare, ho visto tanti bambini e genitori con sorrisi sinceri e molte persone che non andavano via prima di aver acquistato i giochi che avevano provato. Forse i bambini che riceveranno questo tipo di “educazione” saranno sempre una minoranza.
Sta a noi diffondere il gioco da tavolo nella società! Ad esempio iniziando a regalare giochi ai figli dei nostri amici genitori. Basta poco ed inizieremo ad educare giovanissimi futuri giocatori.
Sicuramente i bei momenti di gioco rimarranno impressi nella loro mente per tutta la vita e vorranno probabilmente continuare (o riprendere) a giocare in età adulta. E quando saranno genitori a loro volta tramanderanno questa tradizione ai figli. Questo già di per sé garantirebbe un progressivo incremento dei giocatori o comunque un mantenimento al livello attuale.

Manca ancora un tassello. Qualcosa in gran parte casuale. La MODA.
Se giocare da tavolo diventasse di moda?
Non è impossibile che questo avvenga in un futuro prossimo.
Come detto sopra, si stanno ponendo solide basi alla diffusione dei giochi, la cultura Nerd è sempre più condivisa (di fatto è anch'essa oramai una moda), le fiere comics & games vanno generalmente molto bene, i giocatori attuali stanno formando i proprio figli.
Non dimentichiamo, inoltre, che le nuove generazioni, diciamo i nati da 10 anni fa in poi, sono nati già calati nella tecnologia e nel nostro modello di società tecnologica. Per loro la tecnologia non è una moda, come la è stata per noi, ma una parte degli ingranaggi del mondo.
C'è “bisogno” quindi di nuove mode.
Potrebbe bastare una scintilla e la Moda potrebbe diffondersi su larga scala.
Ma come potrebbe cambiare il mondo dei giochi da tavolo di fronte ad un incremento del mille percento dei giocatori? La qualità dei giochi sarà intatta o avremo una deriva commerciale?
Su queste domande non è facile dare ora delle risposte, ma se arriverà il momento è meglio non farsi trovare impreparati!

Voi cosa ne pensate?

A presto
Luca. 

Da bravi 'cavalieri' la prima risposta decidiamo di lasciarla a Barbara Rol di dVGiochi, la quale condivide l'ottimismo del nostro lettore riguardo al futuro e si lancia nella speranza di vedere aumentare anche gli spazi, nel mercato di massa, dedicati ai giochi da tavolo, proponendoli come esponenti del Gioco di qualità. 
In questa logica Barbara imposta, così spesso facciamo anche noi nei nostri articoli, un parallelo culinario, paragonando i titoli dei quali siamo appassionati al cibo più adatto, dal punto di vista dietistico, al nostro organismo. Il tutto nella convinzione che ci siano tutti gli spazi perché il boardgaming ridiventi una moda :)

Ciao Fabio, Luca e lettori di Giochi sul nostro Tavolo,

condivido la riflessione: il gioco da tavolo è destinato a crescere e a raggiungere una diffusione capillare. Continueranno a esserci genitori che abbandonano i figli davanti allo schermo di una televisione, di un computer o di un tablet per ore, ma saranno sempre più numerosi quelli che sceglieranno per i loro figli forme di intrattenimento più socializzanti ed educative. E quei figli diventeranno i giocatori di domani. 
Il gioco da tavolo diventerà di moda? Mi sembra probabile. Consideriamo che la moda non è mai soltanto una, quindi mi aspetto che il gioco da tavolo diventi, nei prossimi anni, una delle mode, proprio come è avvenuto per molti aspetti della cultura nerd. Quello che ora sta accadendo in Italia, è già accaduto negli ultimi anni negli Stati Uniti.
E se, così come avvenuto negli USA, il gioco da tavolo sbarcherà anche negli scaffali di qualche supermercato, sono certa che la qualità delle produzioni non subirà danni di sorta, per due motivi:
1-la produzione si dividerà in due filoni: le copie per il mass market, che a causa delle basse marginalità saranno ripensate secondo standard più economici, e quelle per il mercato specializzato, il cui livello qualitativo avrà addirittura margini di crescita, per merito dell’aumento di risorse economiche.
2-Ritengo che il gioco da tavolo diventerà “di moda” proprio tra quegli individui che cercano la “qualità del tempo libero”. Un esempio un po’ strampalato: l’alimentazione salutistica non è andata a sostituirsi all’abitudine del cibo spazzatura, ma è comunque cresciuta fino a diventare di moda. Chi sceglie quel tipo di alimentazione, proprio per la tipologia di scelta che ha fatto, non sarà disposto a prescindere dalla qualità, proprio come chi sceglie il gioco da tavolo invece dei programmi in tv o i videogiochi.
In definitiva: la mia opinione è che quella del gioco da tavolo crescerà fino a diventare “una moda alternativa” a quella “mainstream” e sono fiduciosa che questa crescita non comporterà nessuna deriva commerciale; l’esempio degli Stati Uniti, avanti a noi di qualche anno, ce lo conferma.  

Grazie per avermi interpellata.

Ciao a tutti!!!

Barbara

A seguire ecco gli spunti offerti invece da Massimo Bianchini, della Asterion-Asmodee, il quale riflette con noi sulle stesse tematiche.
Lui vede nella Francia un esempio ispiratore, cogliendo come i cugini d'oltralpe siano rimasti coinvolti prima di noi nell'onda lunga della 'rinascita' dei giochi da tavolo e non vede motivi per cui quell'onda giunga pienamente anche da noi, vedendone i chiari segni nel successo che le grandi manifestazioni fieristiche sembrano ottenere nei confronti del grande pubblico.
L'auspicio, anche da lui, è quindi quello di una ulteriore diffusione della nostra passione.

Ciao a tutti,

da anni abbiamo preso come riferimento il mercato francese, un po' a causa del nostro DNA aziendale, un po' perché lo riteniamo il mercato più vicino a quelli che sono i gusti del giocatore italiano. Una sorta di sintesi tra le produzioni tedesche e americane. 
I giochi moderni, alla "francese", uniscono qualità estetiche e game design con "fortuna-ma-non-troppo", che vanno un po' incontro ai gusti di tutti gli appassionati. Dixit naturalmente è l'esempio eclatante, una pietra miliare del gioco da tavolo, quello che in tempi non sospetti definii un gioco per il quale non ci fosse nessuna ragione per cui non dovesse essere in casa di qualsiasi famiglia italiana.
Perché mi dilungo sulla produzione francese? 
Perché l'Italia oggi sembra la Francia di vent'anni fa. Siamo rimasti indietro di un paio di generazioni rispetto al resto del mondo ludico. E questo è avvenuto per una serie di ragioni e di scelte commerciali, spesso errate, che hanno lasciato l'Italia dominata dai classici giochi conosciuti dal grande pubblico (i soliti Risiko e Monopoly), senza accorgersi di cosa stesse avvenendo altrove.
Bene, non ci sono ragioni socio/demografiche/culturali per cui la Francia debba essere così avanti rispetto all'Italia. Oltralpe il potere d'acquisto potrà essere anche più alto, ma ciò non giustifica una tale differenza a livello di mercato. Quindi, a grandi passi, grazie al contributo nostro e di tante altre piccole e medie aziende, anche il mercato italiano sta diventando considerevolmente più rilevante rispetto alla piccolissima nicchia che era anche solo 5 anni fa.
Con questo so che non ho risposto alla domanda, ma ci sto per arrivare. Che il gioco da tavolo "moderno" possa avere una diffusione più capillare nei prossimi anni lo diamo quasi per scontato: ormai gli argini sono stati rotti e anche gli organi di informazione di massa non possono più negare l'evidenza di numeri sempre più consistenti. Nelle ultime settimane si è parlato di gioco da tavolo sul TG1 e su Repubblica.it, ma gli esempi sono ben più numerosi. A mio modo di vedere si sta vivendo un'età dell'oro del gioco da tavolo in Italia, con nuovi giocatori che "nascono" quasi quotidianamente. E questo è un bene.
Che diventi una "moda" tout-court non saprei. Credo che per sua natura, nonostante l'espansione, il gioco da tavolo rimarrà comunque entro certi margini. Di per certo, nonostante l'avanzata inesorabile della tecnologia, l'uomo rimane analogico, quindi la voglia di aggregazione sociale, attraverso strumenti materiali, rimarrà sempre. Il gioco da tavolo vivrà di alti e bassi nel corso dei decenni, ma senza ragioni evidenti per cui debba "estinguersi".
Se non l'ha fatto negli ultimi vent'anni, non lo farà di certo nei prossimi venti.

Un saluto!

Massimo

Non mi resta quindi, da padrone di casa virtuale, che rispondere a mia volta all'amico Luca, dal basso della mia posizione di semplice appassionato.

Ciao Luca,

prima di tutto grazie per averci scritto una lettera così articolata, anche per gli spunti che offre per la nostra rubrica della "posta dei lettori".

Il primo tema che affronti è di quelli impegnativi, perché mi parli del futuro dei giochi da tavolo, facendo un condivisibile excursus di come essi possano apparire, a prima vista, come un divertimento anacronistico, soprattutto se messo a confronto con l'evoluzione bruciante che hanno avuto negli ultimi decenni tutte le forme di divertimento legate al digitale e all'elettronica.
Questa riflessione, che vede i giochi da tavolo scomparire lentamente sotto la pressione dei computer, consolle, videogiochi, social network, smartphone, internet e così via è in realtà per la nostra realtà nazionale del tutto fondata, perché effettivamente nel corso degli anni ho visto, perlomeno tra gli anni '90 e gli esordi del nuovo millennio, lentamente ridursi gli spazi dedicati ai boardgames anche nei negozietti storici di giocattoli, diminuendo gli spazi anche negli scaffali dei supermercati ai classici titoli "di una volta", come Monopoli, Risiko, Scarabeo, pur arricchiti di volta in volta da qualche "novità" come Taboo, Trivial Pursuit o titoli simili (lasciando da una parte titoli più 'giocattolosi' e plasticosi per bambini). La sensazione costante era quella che i giochi da tavolo fossero un poco visti come 'giochi di una volta' o di nicchia (come gli wargames ed i giochi di miniature), destinati quindi ad essere soppiantati da forme più moderne di divertimento e solo negli ultimi anni (facciamo un decennio ...) ho potuto riscontrare un vero cambio di tendenza, con una passione come quella dei giochi da tavolo che sembra combattere una guerra non necessariamente persa in partenza per uscire dai confini dell'hobby 'di nicchia'.

Non so se però la stessa cosa valesse in modo unanime anche all'estero (ed in particolare nei paesi nordici), perché tutto uno dei filoni principali dei giochi da tavolo moderni, ovvero quello originariamente denominato come 'german' ed ora definito come degli 'eurogames', affonda le sue radici in un passato ultraventennale, visto che titoli ai quali oggi ci rivolgiamo quali 'nuovi classici', come Carcassonne o Catan risalgono rispettivamente al 2000 ed al 1995 e, andando ancora indietro, uno Scotland Yard è addirittura del 1983. Parallelamente nell'ambito 'american' si sono diffuse passioni (economicamente assai rilevanti) come Magic o come i giochi di miniature della Games Workshop.
La sensazione che ho è quella che, pur non più dominanti come era una volta, quando non erano comparsi ancora contendenti troppo forti, tutti i giochi tradizionali abbiano attraversato, negli ultimi decenni, un processo di evoluzione ed adattamento, che è stato forse anche stimolato, in qualche modo, proprio dalla presenza di sfide che rischiavano, altrimenti, di farli scomparire.
Penso, per esempio, anche al Lego, che sembrava ad un certo punto in procinto di fallire, per poi scoprire nuovi filoni creativi, abbandonando i classici lidi di una volta (vedi le scatole di mattoncini semplici), per concentrarsi su linee produttive del tutto reinventate, sempre, però, mantenendo alcuni tratti fondanti dle proprio passato.

Credo che per i giochi da tavolo stia accadendo lo stesso, perché l'evoluzione di essi è percepibile in modo evidente: basta prendere una scatola di un gioco medio di venti anni fa e di uno di oggi e ci rende conto di quanto le cose siano cambiate in modo radicale, sia a livello grafico e di componentistica che, soprattutto, di profondità e giocabilità, con un incrociarsi di meccaniche che si fondono spesso in un gameplay decisamente elaborato. La differenze tra un gioco del 1995 ed uno di oggi è, a mio parere, enorme e molto superiore a quella che passa tra un titolo degli anni '30 o '40, come Cluedo o Monopoly ed uno degli anni '80 come il Trivial Pursuit.
A questo ha contribuito però in modo determinante il fatto che in paesi come la Germania (ma ora anche in Francia, Olanda, Belgio e così via a macchia d'olio, con una rapida espansione anche verso l'est, con la Polonia che sta diventando ora una vera fucina di giochi) o gli Stati Uniti (che pure sembrano stiano vivendo un revival ancor più forte dei boardgames nel recente) i volumi di vendita delle scatole da gioco fossero ancora a parecchi zeri, così da spingere sempre più produttori (anche non professionali), incoraggiati dall'abbassamento dei costi e dei volumi di stampa consentito dalle nuove tecnologie ad affacciarsi sul mercato, aumentando l'offerta, la competizione e alla fine la qualità media.
È così che ogni anno ad Essen vediamo centinaia di novità e di editori affollarsi sul panorama internazionale, con una offerta utile a soddisfare quasi qualsiasi palato.

Riprendendo il filo del discorso, quindi, ti dico che non credo che i giochi da tavolo ora come ora corrano un vero rischio di scomparire, nel senso che forse quel tipo di rischio lo hanno corso maggiormente una quindicina o ventina di anni fa, ma hanno efficacemente superato quel momento, grazie allo slancio ottenuto in mercati sotto quel profilo più intraprendenti rispetto al nostro.

Qui da noi, invece, quello che noto è, passando al tuo secondo spunto, che è quello legato alla 'moda', ossia all'auspicio che da noi i giochi compiano lo stesso percorso compiuto in altri paesi, ho la sensazione che qualcosa si stia muovendo. Giù un paio di anni fa ricordo un articolo di Repubblica (se non erro) nel quale eravamo nominati addirittura proprio noi di Giochi sul Nostro Tavolo e si spiegava come la passione dei giochi da tavolo fosse in crescita e pochi giorni fa leggevo un altro articolo (qui il link) nel quale si parlava addirittura (introducendo la Play) di una 'rivincita' del gioco analogico sul digitale.
In effetti le presenze alle fiere sono in crescita, cosa che contribuisce a sdoganare il nostro hobby, che passa dalla pratica nelle classiche cantinette tra amici a quello in club, associazioni ed in palafiere. I volumi di vendita non sono ancora, a livello globale, tali da poter parlare di un fenomeno così ampio come vorremmo, perché se giriamo in cittadine più piccole facciamo ancora fatica a trovare anche poche copie dei titoli che piacciono a noi e perché le grandi masse ancora non conoscono nemmeno titoli come Ticket to Ride, Agricola o Splendor o Dixit, ma effettivamente qualcosa si sta muovendo e gli auspici sembrano buoni.
Purtroppo, come mi diceva un game designer tempo fa, uno dei piccoli vizi degli italiani consiste forse nella ritrosia, in senso generale, a leggere e questo influsce anche sulla predisposizione a leggere le regole dei giochi e quindi a giocare, a meno che, come accade in fiera, qualcuno non ti spieghi come fare, rendendo il tutto più immediato :)

Il tutto parte a mio avviso, comunque, anche dalla cultura del gioco classico da impartire verso i più piccoli, perché io, che sono ora giocatore, lo sono stato anche da bambino ed è assai più facile quando si è grandi riscoprire il gioco, che 'scoprirlo' per la prima volta a venti o trent'anni. È anche per questo che dedichiamo sforzi ed attenzioni verso il nostro settore 'nonsolograndi', perché è sicuramente importante instradare i nostri figli verso l'universo tecnologico, ma un bel contatto con il tradizionale calore del legno, per esempio (non a caso tuttora elemento principe, assieme al cartone, nei giochi da tavolo), non è da tralasciare. Ci aiuta in questo anche la riscoperta, in senso più ampio, della tradizione che caratterizza molti settori del pensiero e cultura.

Nel nostro piccolo, con le nostre recensioni, articoli e quotidianità, cerchiamo di tenere acceso questo fuoco e l'impressione è che ora qualche fiammella si veda, forse superato, spero per sempre, anche qui da noi il tempo del "qualcosa che cova sotto la cenere" :)
L'auspicio è quello che il settore continui, anche da noi, ad evolversi, così come è accaduto in altri paesi!

Spero di averti almeno in parte soddisfatto :) e ti saluto, sperando di continuarti ad avere come nostro lettore

Fabio

Mi rendo conto che siamo stati davvero torrenziali e che questo post si avvia a diventare uno dei più lunghi del recente, ma è arrivata, cascando proprio a fagiolo, anche una simpatica mail di un altro lettore, che ci propone una sua interpretazione ironica e comica del futuro, proponendoci una visione della Play del 2036, con il suo personalissimo report di quell'evento!!! :)
Lascio quindi la parola all'amico Alessandro, con le sue fantasticherie (nota: il lettore immagina il persistere di una certa tendenza della Asmodee ad inghiottire il mondo ...) ...

1 Aprile 2036…
Si è appena conclusa la 28° edizione della Modena “Asmodee” Play, una delle fiere più amate nel panorama ludico europeo. Quest’anno i partecipanti sono stati 33.333.333, con un aumento del 10% rispetto all’edizione precedente. Dopo “Lucca Comics and Asmodee” c’erano grandi aspettative per questa fiera e noi vi riportiamo un primo reportage esclusivo. Buona lettura.

PADIGLIONE “A” (come Asmodee)
Ancora più grandioso e lussurioso lo stand della Asmodee (Asterion), visto che quest’anno occupa l’intero padiglione. Particolarmente degne di nota: la centrale fontana danzante con giochi di luci al laser, il secondo lussuoso piano tutto in marmo bianco con il privé per i giocatori e i blogger VIP e soprattutto la versione in scala 1:1 della maggior parte dei classici giochi di questa gloriosa casa editrice: Takenoko (ma quant’è carino il cucciolo di panda vivo?), Assalto Imperiale (ma vuoi mettere quando ti appare dal nulla con la sua spada laser rossa Darth Vader in carne ossa! E l’AT-ST a grandezza naturale fuori dalla porta dell’avamposto!!! Spettacolo!) e Colt Express (che meraviglia l’antica locomotiva! Ma che fumo!!!).

PADIGLIONE D (come asmoDee)
Qui ci sono le altre storiche case editrici italiane tutte riunite nello stand Giochi uniti… per resistere alla Asmodee (Ghenos Games, Cranio Creations, Uplay edizioni, DV giochi, Red Glove…). Moltissimi i giochi proposti e visitatissimo in particolare l’area Discount con molti giochi scontati (tra i quali Tribunus + espansione e i vari volumi del gioco Cyberpunk 2020 per vivere gloriose avventure nel recente passato): unica pecca le lunghe attese in fila (abbiamo saputo di alcuni giocatori che in fila dal sabato sono entrati solo domenica pomeriggio!).

Passiamo ora ad un primo assaggio delle novità 2036:

Zombicide Gamer Plague: esce finalmente anche in italiano la nuova edizione del successo della Cool no more Mini but now Maxi Or Not: dopo la serie dei colori, White Plague (con gli zombi del Ku Klux Klan a caccia di sopravvissuti di colore), Red Plague (ambientato su Marte con gli zombie-marziani) e Blue Plague (ambientato nell’oceano profondo, tra squali-zombi e pesci pagliacci-sopravvissuti), ecco Zombicide Gamer Plague. Qui i sopravvissuti sono degli appassionati di giochi che ancora non hanno giocato o comprato una scatola di Zombicide i quali devono difendersi dagli zombi-fanatici di zombicide. Il gioco prevede 4.236 miniature di zombi, ognuna diversa dalle altre e rappresentanti i top backers della multimilionaria campagna Punchstarter, 6 tavolini di ebano 1 metro x 1 metro per sostenere le carte e una credenza in stile barocco Rococò dove riporre tutte le miniature.
In linea con le ultime versioni il prezzo: 999,00 €.
Ovviamente già disponibili anche numerosi set di espansione, come le scatole di miniature zombi aggiuntivi NPC-1 Essen, NPC-2 Norimberga e la nostrana NPC-3 Lucca Comics and Asmodee.

Pozioni Esplosive: il Piccolo Chimico: nel lontano 2016 uscì proprio a Modena il gioco Pozioni Esplosive, vincendo anche la classifica di miglior gioco, e in occasione del ventennale anniversario di questo gioco esce la nuova versione: Pozioni Esplosive: Piccolo Chimico. In questa nuova versione (che segue la moda di ripubblicare dei classici con nuovi e migliori materiali) le sagome delle pozioni in cartone sono state sostituite da delle boccette vere, così come le biglie degli ingredienti sono state sostituite da vere sostanze chimiche. Si è rivelato molto divertente combinare gli elementi chimici e realizzare vere e proprie esplosioni (l’area di gioco attorno al tavolo deve essere di 30x30m per la sicurezza degli altri!), ma soprattutto molto sfidante è la scelta se bere o meno le pozioni realizzate. In dotazione nella scatola: occhiali protettivi, guanti in lattice e un lunghissimo foglio di controindicazioni per l’ingerimento delle sostanze.

HeroQuest: dopo le infinite vicissitudini delle varie edizioni di HeroQuest che purtroppo non hanno mai visto la luce (HQ25, HQ30, HQ35, HQ40…), quest’anno proprio a Modena doveva essere presentato HeroQuest 55, la nuova edizione del classico gioco di dungeon crawling, però la maledizione di HQ dopo oltre 50 anni continua a colpire. La Tax Haven Miniatures, la nuova ditta con sede alle isole Cayman, aveva infatti annunciato di aver acquisito i diritti di HQ e che avrebbe fatto uscire la scatola proprio quest’anno, ma la Hasbro “Asmodee” Games ha subito intentato causa, così come la Games “Asmodee” Workshop, la Gamezone “Asmodee” Miniatures, la Moon “Asmodee” Design e perfino il creatore Stephen “Asmodee” (no qui l’Asmodee non c’entra, scusate!) Baker. Non si sanno bene quali siano gli sviluppi futuri di questa vicenda: la Tax Haven Miniatures ha rilasciato un comunicato dichiarando di avere i diritti di HQ per il solo mercato delle isole Cayman (e infatti dalla loro pagina FB si legge che i backers dovevano ritirare la propria copia del gioco recandosi di persona presso la loro sede nelle isole Cayman!). Comunque la querelle non è certo finita, visto che sembra che la Tax Haven Miniatures sia stata appena acquisita dalla Asmodee…

Flick ‘em Up Space Cowboys: riedizione di un classico degli anni 2020, Flick ‘em Up. Questa nuova edizione non è più ambientata nel far west, ma bensì in un fantascientifico mondo del futuro, violento e pericoloso e per rimanere in tema la componentistica è stata drasticamente aggiornata: bellissimi i dischetti affilatissimi in acciaio per rappresentare i colpi, un po’ meno quelli in uranio impoverito per i movimenti dei cowboy spaziali. Stupenda poi la versione demo in scala 1:1, anche se molti che l’hanno provata hanno riportato contusioni e ferite varie.

Assalto Imperiale - L’assopimento della forza: basato sul nuovo Episodio 17 di Star Wars, in questa espansione potrete trovare tra gli eroi la meticcia Reybacca, la figlia di Rey e del nipote di Chewbacca; Finché, il figlio di Finn e della contrabbandiera aliena Ché; mentre per il Secondo Ordine spiccano i RenTrooper, i nuovi soldati clonati dal defunto Kylo Ren, che hanno l’abilità di infuriarsi e spaccare tutto il tabellone quando non ottengono il risultato voluto col dado.

Trono di Spade LCG: dopo le polemiche decennali da parte degli appassionati per l’uscita delle varie edizioni (che man mano hanno reso obsolete le versioni precedenti costringendo a ricomprare tutto!), finalmente è uscita anche in italiano la nuova edizione dal titolo: Trono di Spade - il Gioco di Carte - Edizione Definitiva! Speriamo che almeno questa metta tutti gli appassionati d’accordo (anche se già si vocifera di una Seconda Edizione Definitiva prevista per il 2037).

Star Wars X-Wing: la Wave 41 è la nuova espansione per il classico gioco di duelli spaziali che comprende il caccia XY-Wing (il maschio), il veicolo nato dalla fusione di un X-Wing e un Y-Wing, il caccia XX-Wing (la femmina) nata dalla fusione di 2 X-Wing.

Warhammer the Age post the age of Sigmar: numerosi I tavoli per il nuovo gioco (mi raccomando non dite che è la 9ª versione di Warhammer!) della Games “Asmodee” Workshop che continua nella sua operazione di avvicinare i nuovi giocatori con un’opera di semplificazione dei suoi grandi classici. In WtAptAoS puoi ricreare, con un regolamento di appena 1 riga basato sulla morra cinese, lo scontro tra 2 miniature qualsiasi tra tutte quelle pubblicate negli ultimi decenni. Come per la versione precedente numerose sono state le polemiche tra gli appassionati, ma crediamo che alla fine anche questa gioco di Warhammer sarà un grande sucesso.

Star Wars Armada: purtroppo i numerosi fan arrivati con il desiderio di acquistare finalmente anche in italiano la nuova Wave sono stati delusi e se ne sono tornati a casa a mani vuote, nonostante l’uscita fosse stata annunciata. Toccherà aspettare ancora un po’ per poter mettere le mani sulla Wave 2 di Armada.

Panama Papers: nuovo gestionale-economico-cinghialoso con meccanismo di aste e worker placement, basato sul famoso scandalo scoppiato nel 2016 e che ha sconvolto gli assetti mondiali (si proprio quello che ha portato alle dimissioni di numerosi uomini politici invischiati nel caso, tra cui anche quelle di Vladimir Putin, un tempo potente presidente della Russia, diventato poi ambasciatore ONU e insignito con il premio Nobel per la pace nel 2028). In questo gioco vestirete i panni di un miliardario uomo di affari e cercherete di aprire società off shore nei paradisi fiscali di mezzo mondo nel tentativo di evadere più tasse possibili del proprio paese.

PADIGLIONE TENDONE E (come asmodEE) BOARD GAME STORICO
Qui come gli altri anni i numerosi volontari hanno reso possibile provare i wargame e board game storici più conosciuti e apprezzati. Come sempre presente il solito negozio tedesco specializzato nella vendita di wargame d’importazione con marchi tipo: GMT “Asmodee” Games, Multiman “Asmodee” Publishing, Lock’n “Asmodee” Publishing, Clash of “Asmodee” e tanti altri.
Unica nota negativa la posizione del tendone: non è troppo comodo e anche un po’ pericoloso dover attraversare l’autostrada A1 per raggiungerlo. Positiva invece la distribuzione di giacconi, guanti e sciarpe all’ingresso dello stesso per impedire che i visitatori soffrano troppo il freddo e l’umidità.

Tra i wargame e i boardgame storici provati segnaliamo:

Italian (Refugee) Abyss, 17° gioco della famosa serie COIN della GMT “Asmodee” Games: come da tradizione di questa serie di successo, i giocatori impersoneranno le fazioni in guerra tra loro, con il Governo Italiano (guidato dal Presidente a vita, Matteo Renzi) che dovrà lottare contro le Organizzazioni Criminali, lo Stato Islamico e il Governo Centrale Europeo per impedire che il flusso di profughi diventi incontrollabile e porti al collasso dello stato. Riuscirete a ribaltare la storia e salvare la vecchia repubblica italiana?

Wings of Wings: Dopo Wings of War e Wings of Glory arriva finalmente la terza edizione dell’apprezzato gioco sui duelli aerei: Wings of Wings! Grazie alle 3 scatole base potete scegliere il teatro e l’epoca che più vi piace tra Wings of Wings: WW1, Wings of Wings: WW2 e Wings of Wings: WW3.

Advanced Squad Leader: presente anche quest’anno il più classico dei wargame, Advanced Squad Leader! Questo gioco immutato da quasi cinquant’anni conta anche in Italia su uno zoccolo duro di appassionati: infatti quest’anno c’è stato il record di iscrizioni per il torneo con ben 3 iscritti (per un’età di 281 anni in totale!!!). Ma tutta l’attenzione era sulla più grande modifica al gioco che sia mai stata proposta! Infatti se n’è discusso per oltre trent’anni sui forum di tutto il mondo, con posizioni diverse e molte dispute agguerrite, alla fine quest’anno la modifica è stata approvata dalla comunità mondiale: d’ora in poi ASL si chiamerà advanced Squad Leader con la “a” minuscola (aSQ). 

Wir waren das Volk: nuovo gioco che riprende le meccaniche di un classico degli anni 2020 (Wir sind das Volk) e le applica alla situazione attuale dell’Austria, che con i suoi muri e i suoi reticolati cerca di tenere fuori dai propri confini i profughi e tutti gli extracomunitari dal confine del Brennero.

2032 The Making of the President: basato sul famoso gioco degli anni 2000 (1960: The Making of the President), questa nuova edizione permette di giocare l’ultima campagna elettorale per la carica a presidente degli Stati Uniti tra il leader repubblicano, Donald W. Trump (figlio del 2 volte presidente Donald Trump), e quello democratico, Justin Bieber. Riuscirete a far eleggere il vostro candidato?

E con questo termina il nostro piccolo reportage! Il prossimo anno si prospettano grandi novità per la nostro amata Play: cambierà il format ma soprattutto cambierà il nome, diventando Asmodee Play. Sì, avete capito bene, il colosso francese dei giochi da tavolo ha infatti comprato l’intera città di Modena e l’ha ribattezzata Asmodee, così da rendere il nome della fiera più facile e orecchiabile per gli anni a venire. Arrivederci al prossimo anno!

Bene, dopo aver affrontato il tema più 'serioso', legato al futuro dei giochi da tavolo, ci stava anche una ventata di ironia e simpatia: ringrazio chiunque sia arrivato in fondo a questo piccolo tomo di lettura e lascio ora la parola ai nostri pazienti ed informati lettori, sperando di aver suscitato la scintilla del dibattito :)

16 commenti:

  1. Spassosissima la parte finale di Alessandro, complimenti:)

    Per la domanda seria, spero anch'io in un futuro radioso, anche se il timore di essere dentro a una bolla c'è (un po' come i fumetti negli anni '90, che pareva dovessero conquistare il mondo).

    I timori sulla massificazione, intesa come cultura di massa, da parte mia sono sempre due:
    1) semplificazione. Delle meccaniche e della difficoltà, con abbassamento del target.
    2) diluizione della qualità con abbassamento della qualità media.
    Spero che se davvero ci sarà questa diffusione di massa, continuino anche a sopravvivere le nicchie di giochi per gamers, anche se temo fortemente che tra 20 anni noi saremo quello che sono i wargamers oggi: una specie in via di estinzione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' lo stesso discorso che si faceva a suo tempo per i videogiochi, col risultato che è vero che l'aumento della quantità di uscite ha "diluito" la qualità media e portato a una semplificazione generale, ma è anche vero che nella massa si trovano comunque prodotti complessi e di qualità altissima per i palati più fini, basta saper cercare e informarsi ed è proprio per questo motivo che blog come questo sono strumenti preziosissimi.

      Dal mio punto di vista sono proprio i prodotti di massa che possono fare da cavallo di Troia per prodotti più raffinati e per palati esigenti, oltre a fornire fondi alle aziende per sviluppare anche progetti "di nicchia" (sempre per continuare col parallelo videoludico Ubisoft tra un inutile Assassin's Creed e l'altro ti tira fuori un Child of Light e un Valiant Hearts, EA un Unravel tra un Fifa e l'altro ecc.)... Ergo vedo benissimo (o meglio, spero) in futuro un Dixit o un Carcassonne nei supermercati a fare da apripista a chi vorrà approfondire le sue esperienze ludiche con prodotti sempre più ricchi e sfaccettati, ci sarà chi si fermerà alle "basi", ma ci sarà sempre qualcuno che vuole di più.

      Piccola nota di colore: al solito Cremona è la città che fa da contraltare alle tendenze di mercato, quando il gdt era ancora più di nicchia di ora ha aperto un negozio di gdt, ora che il mercato "tira" la proprietaria ha preferito dismettere i gdt e fare concorrenza alla fumetteria storica della città :/

      Elimina
  2. Io sono un ex wargamers, ma penso il contrario. L'abbandono del wargame è dovuto a regole ingestibili di migliaia di pagine, tempo per prepararsi a giocare di mesi tra pittura e regole, spese immense per le miniature e i regolamenti. Mentre il gioco in scatola ti dà tutto in 40 euro con regole da 6 pagine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma è esattamente quello che ho detto. Forse mi sono espresso male. Con la massificazione arriva necessariamente l'abbassamento dell'asticella. Quello che oggi è il wargame, domani potrebbe essere il gioco per gamer con 16 pagine di regole e tre ore di partita. Quello che oggi è un introduttivo (8 pagine, 60 minuti), domai potrebbe la norma.

      Elimina
    2. per essere più chiaro: oggi giochiamo a Splendor per arrivare a Food Chain Magnate, tra 20 anni potremmo giocare a 5 Cetrioli per arrivare a Carcassonne...

      Elimina
    3. Questa visione è una specie di spirale ma verso il basso; oggi il gioco entry ha difficoltà 5 per arrivare a 8, domani 3 per arrivare a 5. Non so se sarà così, questo proprio non riesco a vederlo e non mi esprimo (tra l'altro, sono un giocatore fortemente saltuario e conosco pochissimi titoli). Ma sui numeri dei giocatori credo che mai il boardgame si porterà alla pochezza dei wargamers. Il wargame è un secondo lavoro, il boardgame no.

      Elimina
    4. Il parere di Barbara al riguardo mi sembra azzeccato, ossia è possibile che ad un certo punto si inneschi una divisione tra ciò che andrà nel mercato di massa (tipo centri commerciali), che avrà un coefficiente di difficoltà e tempo più contenuto e ciò che resterà nel circuito più per appassionati (negozi specializzati, fiere ed online), che continuerà nella sua evoluzione, non necessariamente verso una semplificazione.

      Elimina
  3. Nessun dubbio che i giochi da tavolo avranno davanti grandi margini di crescita per due motivi: diffusione degli acquisti sul web, dove è possibile trovare molta più varietà rispetto alle solite 4 scatole che ha il negozio di giocattoli standard. Oggi è facile venire a contatto con prodotti che altrimenti non si sarebbero mai trovati e spesso se ne viene a contatto anche se non li si stava cercando! Secondo motivo, i giochi per smartphone: conosco diverse persone che non giocavano con i boardgame ma che si sono comprate Carcassonne dopo averlo giocato sul telefono. La verità semplice semplice è che i giochi da tavolo sono belli, sono divertenti e se tante persone si sono fossilizzate per decenni su Monopoly e Risiko è solo perchè non sapevano che esistesse qualcosa di diverso (e più bello). Poi oggi ci sono tanti giochi adattissimi anche a solo due giocatori e questo aiuta.
    Infine è probabile che se da un lato una diffusione più capillare porterà ad avere più giochi entry level di scarso interesse per i giocatori abituali, dall'altro darà maggiori mezzi economici a chi realizza, localizza e commercializza i giochi, e questo è sicuramente un bene. Ci si vede alla prossima Play (quella del 2037).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciò che conta è allargare la base, perché in questo modo, di conseguenza, come in tutte le piramidi, si amplia anche la punta, ovvero i titoli dei settori più di nicchia .. :)

      Elimina
  4. Premetto che io sono pessimista di natura, ma non credo che il gioco da tavolo diventerà mai "mainstream" o di moda.
    In Italia molto probabilmente avrà un'ottima crescita nel prossimo futuro, anche perché come dicono giustamente le lettere siamo un mercato ancora all'inizio, ma non credo raggiungeremo mai la diffusione di Germania o Francia per motivi essenzialmente culturali. E saranno proprio i trentenni come me e Luca a fare da traino a questa crescita: chi ha vissuto sulla propria pelle l'avvento della tecnologia e ora cerca qualcosa di "diverso", anche per i propri figli.
    Non credo però troveremo mai Carcassone in vendita all'Esselunga (dove già oggi si trovano Risiko, Monopoly etc.) o andremo oltre a Catan al Toys, concordo con Barbara quando parla di "moda alternativa" per il nostro hobby....più diffusa ma sempre un hobby molto alternativo. L'effetto sul mercato che nella mia ignoranza posso prevedere è una maggiore attenzione ai giochi entry level a scapito dei "cinghiali"...ma non credo che questi ultimi spariranno mai dal mercato...resteranno di nicchia con poche uscite annuali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti sul mercato dei veri e propri cinghiali sono rimasti pochi editori fissi, come Spielworxx, What's Your Game e Splotter, mentre i più grandi si limitano a qualche incursione, sempre cercando di limare tutto il limabile per contenere tempi e difficoltà delle regole (vedi Russian Railroad o Mombasa).
      Nonostante ciò, come amante del cinghiale, non mi lamento ancora, perchè la scelta c'è sempre :)

      Elimina
  5. Mi permetto di fare anche io alcune considerazioni:

    in Italia c'è molto spazio di crescita, quindi si crescerà ancora sicuramente molto a patto di trovare EVANGELIZZATORI LUDICI (a in questo dobbiamo essere bravi noi appassionati). Almeno il settanta per cento delle persone che ho invitato a casa a giocare hanno, con il tempo, chiesto di acquistare giochi (parliamo di Carcassone, Dixit, Transamerica) oppure sono venuti con sempre più spesso a giocare, certo magari non hano retto Tzolikn' ma...

    il mercato dei cinghiali difficilmente crescerà a causa del modo di vivere sempre più accelerato che ci propone la vita e della scarsa voglia che c'è nella maggior parte delle persone di impegnarsi seriamente e a lungo, io mi ci diverto a giocare a Terra Mystica ma posso capire che non per tutti sia un'esperienza rilassante e divertente.

    sicuramente siamo arrivati a quella generazione che è cresciuta con i giochi in scatola e che (se ha conservato la passione) la vuole trasmettere ai propri figli, se si cresce giocando sarà più facile mantenere (o recuperare per me ad esempio è stato così) questo hobby. Io devo ringraziare tantissimo i miei genitori che mi hanno insegnato la passione per il gioco e che spesso hanno giocato con me con gioia e passione, quindi per creare uno zoccolo duro di giocatori bisogna iniziare a giocare (con i giochi corretti!) sin da piccoli.

    RispondiElimina
  6. Condivido diversi pensieri espressi nei commenti. Io credo che quella che ora è una nicchia nel futuro sarà la stessa nicchia, magari un pelo più larga. Quello che cambierà sarà il "mondo esterno", che forse scoprirà qualche titolo e aggiornerà la sua cultura in materia. Sfruttando un sempiterno adagio, L'Alessandro del 2036 (pezzo ottimo! :-D ) si sentirà chiedere cose del tipo "Giochi da tavolo? Ma tipo Carcassonne o El Grande?" (Sì, il RisiKo del futuro sarà El Grande).
    In altre parole, prevedo un passo in avanti per entrambe le categorie, chi gioca e chi non sa che gli altri giocano.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, no , no e no sull'ultima frase. RisiKo è IL MALE, uno di quei giochi che hanno contribuito a far rimanere l'italia nel Medioevo dei gdt. Ed è anche un gioco BRUTTO. El Grande è un signor gioco, a mio parere il migliore tra quelli di maggioranze ancora oggi a distanza di 20 anni e ha contribuito a sdoganamento e diffusione dei gdt alla tedesca.
      Cattivo Signor Darcy, cattivo. :P

      Elimina
  7. @Signor Darcy.
    Noooo.
    El Grande non lo puoi considerare un entry-level.
    Ho avuto un colpo al cuore...

    RispondiElimina
  8. il gioco già adesso è diventato quasi "di massa" in Italia, nel senso che capita abbastanza facilmente di conoscere persone che praticano questo svago (e i giochi di ruolo, di carte ecc...). Ai tempi che furono era una cosa da cospiratori. Mi preoccupa la tendenza frequente a contrarre i tempi di gioco, certo si può dire che la qualità dell'esperienza è quello che conta, ma secondo me una partita "significativa" un minimo di durata deve averla e oggi si esagera... anche se questa tendenza ha qualche cosa di buono: mi consente, le rare volte che riesco ancora ad andare a spasso a giocare da qualche parte, di essere a casa prima di mezzanotte.

    D'altra parte i giochi per "specialisti," quelli assai complessi (e i vecchi wargame tanto per intenderci), li vedo meglio gestiti dai computer e tablet, che invece nel boardgame più semplice e più "sociale" faticano ancora a sostituirsi al classico faccia a faccia.

    RispondiElimina