martedì 17 maggio 2016

Flip City [Recensione]

scritto da Chrys

Anche per alternare un po' il peso delle mie recensioni, dopo quella della scorsa settimana (Forbidden Stars) oggi mi dedico ad un gioco più leggero che aggiunge un paio di meccaniche nuove al genere di cui fa parte.

Sto parlando di Flip City (1-4 giocatori, 30-50 minuti) edito dalla TMG, editore che può vantare parecchi propri giochi interessanti a catalogo, spesso caratterizzati da idee intriganti abbinate ad un'estrema cura della grafica e dei materiali. Pensiamo per esempio a Belfort, Microcosm, Eminent Domain e Orleans (edizione Kickstarter DEU/ENG). L'autore di questo titolo è Chih-Fan Chen ennesimo portavoce della corrente orientale del game design.

In questo caso siamo di fronte ad un gioco di carte molto compatto in cui andremo a costruire una città aggiungendo e migliorando i nostri quartieri in forma di carte. Potremmo definirlo un deck building ma caratterizzato da alcune caratteristiche: non esiste la mano di carte, c'è una componente push your luck (molto ben ragionata e controllabile) e le carte hanno 2 facce diverse. Vi ho incuriosito?

NELLA SCATOLA
La scatola è piccolina e compatta... lo spazio basta a contenere comodamente i due mazzi del gioco, il regolamento ed anche l'espansione (se uno decidesse di comprarla). Le carte non hanno un retro, perché ogni lato presenta un fronte diverso con da un lato il quartiere base e dall'altro la sua evoluzione.

La grafica delle carte è molto bella e caratteristica, con immagini pulite e moderne, grafica chiara e con la particolarità (non necessaria, ma molto gradita) che le carte possono essere accostate sia verticalmente che orizzontalmente a creare una vera città con strade e isolati continui. Per quanto mi riguarda, standing ovation per il grafico (Adam P. McIver).

Come in tutti i loro giochi non mancano mai alcune citazioni (andate a
leggere la recensione di Belfort se siete curiosi e ne scoprirete moltissime).
In questo caso nella fontana troviamo il draghetto mascotte della TMG.
COME SI GIOCA
Al centro del tavolo si creano 5 pile con i quartieri acquistabili: negozi, uffici, Ospedale, Fabbrica e Parco. Ogni giocatore riceve un mazzo iniziale contenente 4 carte "area residenziale", 1 carta appartamenti (l'evoluzione del quartiere residenziale) e una carta di ogni quartiere acquistabile ad eccezione degli uffici. Ognuno lo mescola e lo mette davanti a sé.

Attenzione che essendo le carte a doppia faccia, si dovrà mescolare il proprio mazzo facendo attenzione a non girare le carte e senza guardarlo. Ovviamente avremo sempre visibile la prima carta del mazzo.

Al proprio turno si possono spostare dal proprio mazzo al tavolo quante carte vogliamo, una alla volta, mettendole in fila. L'effetto della carta in cima al mazzo si applica quando è in cima al mazzo e le sue icone contano già.  Se in un qualunque momento avessimo visibili, tra carte e mazzo, tre icone faccina triste (malcontento) abbiamo "sballato" e il turno passa a sinistra. Possiamo inoltre usare l'abilità monouso di qualunque edificio avanzato negli scarti, rigirando però la sua carta dal lato base (vedi poi).

Finché non sballiamo possiamo fermarci in qualunque momento e applicare le icone. Qui guadagniamo monete e punti vittoria... se abbiamo 8 punti vittoria visibili abbiamo vinto, altrimenti sommiamo il denaro ottenuto che possiamo usare per fare una sola di queste 3 cose:
  • Comprare un nuovo edificio (costo in alto a destra);
  • Sviluppare un quartiere da base ad avanzato (costo in basso a destra con la freccia viola) a scelta tra quelli nei nostri scarti;
  • Comprare un quartiere avanzato pagando sia il costo di acquisto che quello di sviluppo.

Alcuni effetti degli edifici obbligano il giocatore a giocare la carta, scoprendo quella dopo, mentre altri influenzano il mazzo o elementi del gioco... ad esempio l'ospedale da 1 soldo per ogni faccina triste, la chiesa (sull'altro lato dell'ospedale) alza di uno il massimo di faccine tristi che scatena il fallimento, ecc. Questo è importante da valutare nel mazzo che andiamo a creare.

MODALITÀ SOLITARIO
Le regole sono le stesse del gioco normale ma si gioca, ovviamente, da soli ed ogni mazzo di edifici acquistabili ha solo 4 carte (contro le 8-12 del gioco normale). Dopo ogni nostro turno dobbiamo eliminare dal gioco una carta edificio da uno di questi mazzi: se le 20 carte acquistabili finiscono prima della nostra vittoria abbiamo perso.

Per gli amanti delle modalità in solitario, che estraiate Venerdì in spiaggia sul lettino o vi avventuriate in partitone di Le Havre in solitaria, chiarisco che il gioco in solo mode è un buon allenamento e vi farà sudare sette camicie. I turni sono proprio pochi e in più l'acquisto di nuovi edifici avvicina ulteriormente la fine della partita, obbligandovi a valutare ogni acquisto cone estrema attenzione!




CONSIDERAZIONI FINALI
Un titolo interessante con alcune idee davvero originali... il genere del deck building è pieno di giochi editi, ma spesso sono la stessa solfa ritematizzata. Questo, come anche alcuni altri titoli di questi anni (Mythotopia, Legendary, Mage Knight, ecc.), trova un modo più originae di introdurre la meccanica. Nell'insieme mi sento di consigliarvelo, dato anche il costo contenuto e la portabilità.

Edizione originale cinese
Parto subito a parlare della durata del gioco, perché è potenzialmente l'unico punto negativo... infatti, anche se giocandoci qualche partita abbiamo abbassato il tempo di gioco a una mezzoretta in 4, la vostra prima partita in 4 vi porterà facilmente via i 50 minuti dichiarati dalla scatola.
Un tempo un po' lunghetto considerando che, a parte gli effetti di due carte, l'interazione è pochissima e la componente di pesca (elemento che come in Port Royale dà un notevole pepe al turno) rende poco utile la pianificazione anticipata, anche se ammetto che potendo guardare gli scarti un po' di conti ve li farete per capire quanti malcontento avete ancora e tra quante/quali carte. In compenso è un gioco che permette serenamente di chiacchierare al di fuori del turno restando performanti e senza rallentare. ^__^

Per il motivo sopra a livello di scalabilità lo considero un gioco fantastico in 2 e 3 giocatori, ma che tiro fuori in 4 più volentieri se le persone al tavolo già lo conscono (in questo caso il round gira decisamente più in fretta).

La realizzazione grafica come detto già sopra secondo me è molto bella e ha l'indubbio pregio di invogliare a giocare (Cos'è quella scatola? Possiamo provarlo?).

Il pubblico a cui si rivolge è assolutamente trasversale... le regole sono poche e si spiegano con chiarezza in 5 minuti, ma il gioco permette allo stesso tempo strategie molto differenti ed è quindi interessante da padroneggiare

La rigiocabilità è quindi garantita proprio dalle numerose interazioni tra le carte e dalle molteplici strategie. Costruiamo tante chiese ed ospedali per tenere sotto controllo il malcontento o cerchiamo di esternalizzare il comparto residenziale, mandandolo agli altri, così da poter creare una città industriale senza malcontento? Cerchiamo di arricchirci con le fabbriche o con negozi e centri commerciali? Raccogliamo punti vittoria con i parchi o puntiamo a diventare un polo energetico? E così via...

La dipendenza dalla lingua è alta e bassa allo stesso tempo... mi spiego meglio: tutte le carte hanno rendite e costi in simboli ma un effetto scritto e l'uso degli effetti è fondamentale. Allo stesso tempo però l'inglese usato è semplice e in gioco avremo solo 6 carte diverse (quindi 12 tipologie di edifici contando base ed evoluto) e le carte sono sempre giocate scoperte. Questo significa che basta una conoscenza basilare dell'inglese o un minimo di memoria, e che si può sempre chiedere aiuto. ;)
Che io sappia non sono previste edizioni italiane quindi... o così o pomì (citazioni vintage pubblicitarie degne della rubrica Vetust Games del buon Charlie ^^).

Il prezzo è accettabile ma non proprio economico piazzandosi sui 19 euro... personalmente sono contento dell'acquisto per l'originalità delle meccaniche (come sempre segnalo che lo trovate in vendita sul sito che ci supporta).

Un mio piccolo scatto per mostrarvi come le carte si uniscano perfettamente tra loro. *__*

-- Le immagini sono tratte da BGG o sono state scattate da me; alla casa produttrice (Huch!, dVgiochi) appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

4 commenti:

  1. Appena rigiocato settimana scorsa. Anch'io lo trovo simpatico. Mi aveva colpito molto a suo tempo proprio per questa meccanica "fresca" che mescola deckbuilding e flip delle carte. Per tale motivo è stato un acquisto a scatola chiusa ad Essen 2015.

    Quando ho iniziato a leggere la recensione mi sono proprio detto "l'unico neo è la durata" ed effettivamente lo hai confermato anche tu. È vero anche che, conoscendo le carte, i tempi si assottigliano. Infatti, quando tocca a te, devi poi soltanto decidere quante carte girare e cosa acquistare (in questo caso teoricamente una certa strategia la dovresti impostare).
    Cmq è un titolo leggero che risulta divertente e teso man mano che la partita avanza. E poi è una goduria veder sballare gli avversari :)

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    1. Mi fa piacere vedere che condividi le mie opinioni... e grazie di avre condiviso la tua esperienza di gioco con tutti. ^__^

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  2. Non lo comprerei per me, ma in ludoteca lo vedrei bene...

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  3. Salve! C'è un misunderstanding nella recensione...sono considerate carte giocate solo quelle sul tavolo, non quella in cima al mazzetto: in sostanza la faccina su quest'ultima non fa sballare se già due sono state giocate.

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