venerdì 13 maggio 2016

[nonsolograndi] Zoom Out

scritto da
Simarillon (Davide)

Red Glove oggi protagonista a nonsolograndi e protagonista con il suo recente gioco di carte Zoom Out. Il gioco può essere giocato a partire dai 6 anni in partite di massimo dieci minuti da due a sei giocatori. Autore del gioco Martin Nedergaard Andersen e illustratore, naturalmente, Guido Favaro, il tutto con la revisione di Simona Lombardo.

Zoom Out è una gara tra Astrofotografi, le carte rappresentano delle fotografie e si rilancia di volta in volta con foto sempre più importanti.  


I MATERIALI 
Come sempre il paragrafo è molto snello essendo i materiali un semplice mazzo di carte, composto da 55 carte divise per il progressivo valore numerico crescente: si parte dal numero 1 per arrivare a 50.000 passando da 100 e 5.000 tra gli altri; ci sono poi le carte al Photobombing, assimilabile a tutti gli effetti ad un jolly.

materiali in gioco

Difficile giudicare i materiali quando questi sono un semplice mazzo di carte, ma per non deludervi ci provo lo stesso. Le carte sono normali, ma se usate molto suggerisco di sicuro l’imbustamento, anche se il formato un po’ particolare rende il reperimento delle bustine un pelo più difficile (ma non impossibile, tranquilli!). La confezione è molto riuscita, essendo un bel cartonato spesso e plastificato, molto colorata e contenendo il tutto senza eccessivo spreco di spazio.

Le illustrazioni delle carte mi sembrano particolarmente riuscite, come sempre apprezzata da me la matita di Favaro, come spesso nei giochi Red Glove con il tono evocativo e scherzoso nel disegno.


IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Scopo del gioco è quello di sbarazzarsi il più rapidamente possibile di tutte le sette carte che vengono distribuite all’inizio della partita (chiaramente il numero di carte può variare per allungare o accorciare la lunghezza della partita).
Viene girata una carta del mazzo delle carte che costituiranno il mazzo di pesca e ogni giocatore al suo turno può fare una delle seguenti azioni:
  • scartare una carta se ha il valore più alto rispetto a quella presente in tavola, oppure se ha un valore uguale ed è la prima carta con valore uguale (non ci potranno mai essere più di due carte con lo stesso valore vicine);
  • giocare la carta Photobombing, esclamando a voce alta la parola photobombing; quando la carta viene giocata tutti gli altri giocatori provano a liberarsi di una delle proprie carte a scelta, solo il più veloce si libererà della propria carta; il gioco riprenderà dal giocatore dopo di lui;
  • pescare una carta qualora non si possa (o non si voglia) giocare, la carta pescata non può essere giocata immediatamente, ma si deve attendere il giro successivo.

zoom-in... zoom-out...
La carta 50.000 Zoom Out resetta la pila e il giocatore successivo può giocare una carta qualsiasi.
Durante il gioco si può esclamare photoombing, anche mentre si gioca una carta qualsiasi. Se uno o più giocatori avversari cascano nel tranello, quelli che hanno giocanto una carta sono obbligati a riprendere la carta giocata e a pescarne una del mazzo.

Variazioni sul tema
Il regolamento suggerisce una piccola modifica qualora si giochi in due giocatori. In una partita a 2 giocatori il Photobombing cambia leggermente: il giocatore che gioca un Photobombing inizia a contare 3... 2... 1... allo zero entrambi i giocatori calano una carta: il più veloce, si libera della carta giocata e il turno riprende normalmente dal giocatore che non ha giocato il Photobombing.


CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Zoom Out è un gioco veloce che permette più partite in serie e va giudicato proprio per questo. Sicuramente positivo.
Un po’ debole, invece, la meccanica del Photobombing in due giocatori, tanto che mi sembra quasi un gioco da almeno tre giocatori. Anche la variante suggerita dal regolamento sembra confermare che questo è fondamentalmente un gioco in cui ci si diverte di più se si è almeno in tre, a me non ha per nulla convinto il gioco in due, che anzi se giocato tra due troppo competitivi può generare qualche attrito. Inoltre, personalmente, avrei penalizzato chi gioca un finto Photobombing (e così noi facciamo) qualora nessun avversario caschi nell’inganno.

Come ho già scritto, belle le illustrazioni e soprattutto carina l’idea di una rappresentazione che va sempre più nel dettaglio, si parte dalla visuale nello spazio per arrivare al pidocchio, passando, ad esempio, per la mucca che pettina il gatto (50) o l’aereo distributore di pizza che sorvola la città (1.000) in perfetto stile Favaro.

Il gioco funziona a partire da tre giocatori (e migliora con l’aumentare del numero di giocatori) e la
le carte
meccanica del bluff aggiunge un po’ di pepe ad un gioco diversamente piatto, positivo quindi e significativo di come piccoli aggiustamenti possano fare la differenza, un piccolo twist per non bocciare il gioco. È un gioco di carte e quindi se ti arrivano le carte sbagliate non c’è (quasi) nulla da fare e in generale una sequela di uno o di dieci porteranno verso una sconfitta più o meno sicura, ma questo è un meccanismo tipico di tutti i giochi di carte con pesca e gioca: se la fortuna non gira non ce n’è!

Il produttore suggerisce per questo gioco come età un 6+: mi trovo abbastanza d’accordo con questa fascia di età, anche se i più piccoli potrebbero avere qualche difficoltà nella progressione numerica; diciamo che non è semplicissimo a sei anni sapere cosa è un numero diecimila o ventimila, ma, in questo caso le illustrazioni sempre meno dettagliate, forniscono un utile aiuto; un 6+ che tende verso il 7, almeno secondo il mio giudizio.

Un’ultima piccola nota simpatica: il gioco contiene tre carte espansione per l’ottimo gioco Red Glove Vudù, carte che sono state rilasciate durante le festività 2015/2016 sulla pagina Facebook della casa del guanto rosso.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
photobombing!!!
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che “la fotocamera è molto più di un apparecchio di registrazione, è un mezzo attraverso il quale i messaggi ci raggiungono da un altro mondo” come disse Orson Welles.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Zoom Out:
  • la prima cosa è quella di progressione numerica e c’è un bel range tra l’uno e il cinquantamila, le prime partite è stata difficile, ma ora padroneggia ottimamente questa progressione;
  • altro concetto interessante quello di zoom che va a crescere progressivamente il dettaglio di quanto inquadra;
  • ad ultimo il concetto di bluff e di rischio verificando quando è opportuno provare a giocare un finto Photobombing per penalizzare gli avversari.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 6-99 age. Il gioco si presta bene ad essere giocato sempre, d’altronde alla fine è un gioco di carte con una meccanica basilare molto semplice e che non richiede approfondite riflessioni, ma ha dalla sua una longevità praticamente infinita, a fronte di un costo esiguo. Zoom Out può essere un bel regalo per far sapere che non esistono solo i giochi che passano in TV e che con una semplice idea ben implementata si può tirar fuori un gioco carino.


PERCHÉ CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Appassionati di fotografia, sia mamme sia papà, eccovi il modo migliore per introdurre il concetto di Zoom a vostro figlio e poi il gioco è davvero veloce, per cui una partita non la si deve negare a nessuno, inoltre in tre il gioco rende meglio che in due, quindi mamma sarà obbligata a giocare per rendere il gioco un po’ più divertente.

Si ringrazia Red Glove per la copia di review concessa.

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