venerdì 3 giugno 2016

[nonsolograndi] Hungry Tummy

scritto da
Simarillon (Davide)

Oggi nonsolograndi è molto… notonlyadults così, nella stessa giornata, ci troviamo nuovamente a parlare di un gioco che si propone di insegnare l’inglese ai più piccoli (la scelta non è casuale e vuole fornire spunti di riflessione comparati): parliamo di Hungry Tummy. Impara l’inglese a tavola con Momo. Editore del gioco CreativaMente, si può giocare a partire già dai tre anni, da due a dieci giocatori in partite di una lunghezza molto variabile (comunque mai eccessiva) dal momento che il gioco è una collezione di giochi. Il gioco, come siamo abituati per i giochi della casa brianzola, è frutto della creatività di Emanuele Pessi con le co-autrici Elisabetta Mohwinckel e Federica Frigerio, ed è illustrato da Gabriella Bianco.

Hungry Tummy fa parte di una collana di giochi che si propone di coinvolgere i bambini, anche molto piccoli, con l’inglese facendoli giocare con quanto più comune li circonda.


I MATERIALI
Scatola nel formato classico CreativaMente e che è simile a quello di giochi come Ticket To Ride o
Village dove troviamo:
  • un poster tabellone suddiviso in cinque aree, che rappresentano i cinque pasti della giornata (ma quanto mangia questo simpatico orsetto!);
  • cinque schede obiettivo con i cinque pasti ed ognuna con sei elementi da mangiare alla specifica ora (almeno nell’immaginario più comune);
  • dieci cartelle della tombola che rappresentano, sui due lati, rispettivamente nove gettoni-immagine e nove gettoni-parola;
  • sessanta gettoni in cartone divisi in trenta gettoni immagine contenenti l’illustrazione di uno degli elementi del gioco e trenta gettoni parola, con il corrispondente vocabolo in lingua inglese;
  • un sacchetto per contenere i gettoni, nei giochi dove richiesto.
Belle le illustrazioni, oltre che perfettamente funzionali al gioco, con il simpatico Momo intento a mangiare. Buoni tutti i componenti in cartonato spesso e materiali promossi (con l’eccezione del poster tabellone che forse tenderà a rovinarsi un po’ troppo in fretta).


IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
La scatola e il regolamento prevedono ben dodici modalità di gioco, qui sotto sintetizzate nelle loro caratteristiche principali.

Scendo nel dettaglio di alcuni di questi giochi, che sono, a mio giudizio, i più significativi (o che contengono indicazioni anche per gli altri giochi della scatola).

Hungry Tummy Apparecchia
Ogni giocatore sceglie una scheda che raffigura un pasto e tutti i gettoni delle schede scelte vengono capovolti sul tavolo. Al proprio turno ogni giocatore gira un gettone e se quel gettone fa parte del proprio pasto ne dice il nome in inglese e lo pone sulla propria scheda. Vince chi ha tutti i gettoni del proprio pasto e ne ripete a voce alta i nomi. Insomma un memory con il plus dell’inglese. 

Bingo
Ogni giocatore prende una cartella bingo e bisogna essere i primi a coprire le nove caselle. Il gioco è la classicissima tombola con il plus dell’inglese; vince chi ricopre tutte le caselle e ripete a voce alta i vocaboli corrispondenti.
 
Double
Tutti i gettoni vengono mescolati e distribuiti equamente tra i giocatori in modo che ognuno ne abbia un numero pari. Prima di iniziare ogni giocatore scarta tra tutti i gettoni quelli che formano una coppia immagine + parola. Inizia il gioco e tutti contemporaneamente passano un gettone al giocatore alla propria sinistra, si verifica se si sono create delle coppie immagine parola e si scartano pronunciando la parola a voce alta; vince chi termina i propri gettoni. Insomma una meccanica alla asino (almeno in Piemonte si chiama così) con il plus dell’inglese.  

Find It
Si inseriscono nel sacchetto tutti i gettoni immagine e si apre il poster tabellone: al proprio turno il giocatore pesca a caso dal sacchetto un gettone immagine, pronuncia la parola a voce alta e lo mette al suo posto sul tabellone, poi ne pesca un secondo e se appartiene alla stessa tavola lo mette sul tabellone, altrimenti lo rimette nel sacchetto e così via. Il giocatore guadagna un gettone parola per ogni gettone immagine che ha girato e vince chi ha più gettoni quando tutte le tavole sono state apparecchiate. 

Tic Tac Toe Four
Vengono disposte quattro cartelle bingo in modo da formare un quadrato 4x4 e ciascun giocatore prende dieci gettoni dello stesso tipo. A turno i due sfidanti scelgono sulla cartella bingo un’immagine non ancora coperta e dopo averne pronunciato il nome a voce alta pongono sopra il proprio gettone (un giocatore sul lato Momo, l’altro sul lato Hungry Tummy). Vince chi riesce ad allineare quattro gettoni in orizzontale, verticale, diagonale. Se vengono giocati tutti i gettoni senza che nessuno sia riuscito ad allinearne quattro la partita finisce in parità. Insomma un Forza Quattro con il plus dell’inglese.

Ci sono poi ancora:
Hungry Tummy Words
Memory
Bingo Words
Tic Tac Toe
Tic Tac Toe Five
Find it Words
a cui rimando al sito CreativaMente per maggiori dettagli sulle regole.

Variazioni sul tema
Tutte quelle che si vuole, combinando i diversi elementi di gioco. Noi ad esempio facciamo il Bingo con le schede pasto posizionando i gettoni estratti sul tabellone centrale.


CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Ho scritto due recensioni nello stesso giorno su giochi simili proprio per provare a fare un paragone
fra i due. La più blasonata Clementoni con il suo Sapientino. Imparo l’Inglese crea un prodotto buono, ma che davvero si farà difficoltà a giocare un numero di volte superiore alle dita di una mano; la meno famosa CreativaMente, come oramai ci ha abituato, mette quel qualcosa in più e con una spesa di poco superiore offre un’esperienza di gioco ampiamente superiore rispetto al suo competitor per un gioco che avrà buona vita durante il range di età per cui è proposto, nel complesso quindi, almeno in questo caso, CreativaMente batte (e nettamente) Clementoni, anche se entrambi i giochi hanno una longevità dichiaratamente ridotta.

Mi piace molto la cura che viene messa nella creazione dei giochi CreativaMente con il coinvolgimento di persone esperte nel settore nel quale il gioco vuole operare, così oltre a Pessi ci sono le professoresse di inglese Elisabetta Mohwinckel e Federica Frigerio, che possono mettere nel gioco le proprie competenze, acquisite anche con il proprio vissuto: la prima ha una lunga e comprovata esperienza, dal momento che da più di vent'anni insegna l'inglese ai bambini, anche piccolissimi e ha anche fondato una scuola di inglese (L’albero di Momo) e brevettato la metodologia di insegnamento (la metodologia Momo, Emotional Learning, Emotional Teaching, a questo link maggiori dettagli). Così, dal sito CreativaMente, “questi giochi nascono da una lunga esperienza d’insegnamento e di studio sul bilinguismo e sulla didattica e offrono, nella loro specificità, uno strumento efficace per insegnare la lingua Inglese ai bambini favorendo altresì processi di sviluppo della dimensione relazionale-affettiva. La Metodologia alla base di questi giochi consente di affrontare in modo naturale e familiare lo studio di una lingua e di coinvolgere il bambino in modo sereno e stimolante”.

Positivo, sicuramente, il fatto di avere più giochi in una sola scatola, così che si aumenta la longevità e allo stesso tempo sarà possibile giocarci più volte in modi anche completamente differenti, rimanendo l’unico tema di fondo quello dell’inglese. Positiva anche la possibilità di modulare il numero dei giocatori che, proprio in base al gioco scelto, può variare in un ampio range (per un gioco in scatola) da due giocatori a dieci giocatori. Da ultimo positivo l’avere utilizzato meccaniche di giochi molto comuni, così che si possa proporre Hungry Tummy davvero a tutti, senza paura che questi vengano spaventati dal gioco in scatola.
I termini inglesi inseriti sono di uso comune e molto semplici e anche il fatto di non avere un eccesso di parole avvantaggia l’apprendimento dei termini stessi per i piccoli giocatori (parliamo di trentacinque vocaboli per il gioco, tutti inerenti la tavola). Hungry Tummy gioco o strumento educativo? Diciamo che a seconda di come lo si approccia può essere entrambi e può aiutare l’apprendimento dell’inglese divertendosi.

Non mi piace molto il poster tabellone che tende a rovinarsi facilmente, avrei preferito un più classico
tabellone cartonato, anche nell’ottica che i giocatori sono piccoli potenziali (anche inconsapevoli) devastatori.

Eccoci alla consueta riflessione sull’età a partire dalla quale si può iniziare a giocare. Sulla scatola è indicato 3+ e direi che mi sembra un target corretto per quei giochi che contengono questa indicazione, ci sono altri giochi che prevedono un 4+ o un 5+ e la riflessione per ognuno dei giochi sarebbe complicata, quindi ci fidiamo di CreativaMente e della sua indicazione.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che i limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo, come scrisse Ludwing Wittgenstein.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Hungry Tummy. Impara l’inglese a tavola con Momo o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • be' come dice il titolo si imparano le prime parole in inglese, specialmente quelle legate alla tavola;
  • si imparano i momenti della giornata e i diversi tipi di pasto;
  • si impara che una scatola di un gioco può contenere giochi diversi con tipologie e durate diverse e può quindi essere approcciata in più di un modo. È significativo, ad esempio, che alcuni giochi si possano giocare in due e altri si possano giocare a partire da due giocatori sino a dieci.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un significativo 3-9 e direi che quanto indicato è corretto, proprio in relazione alle finalità che il gioco si propone, quindi davvero null’altro da aggiungere se non sottolineare il 3+ che è un’età davvero bassa con cui incominciare. 

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 

Perché anche mamma e papà, se non lo sanno, imparano un po’ di inglese… e, visto che probabilmente già lo sanno, coinvolgete i nonni che è più difficile che siamo a conoscenza delle parole inglesi. Poi l’orsetto Momo saprà sicuramente coinvolgere tutti in questo gioco che offrirà spunti soprattutto ai più piccoli.

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