martedì 14 giugno 2016

[Recensione] Nyet!

scritto da Chrys

Nyet! rientra nella grande famiglia dei trick taking game... si tratta di una delle meccaniche più comune dei giochi di carte che è alla base di centinaia di giochi in tutto il mondo, tra cui ad esempio il Bridge o la nostra Briscola (non crederete mica che fosse una cosa tutta italiana e che l'avessimo inventata noi... ^__^).

In anni di divulgazione ho notato che proprio l'associazione con la briscola è un grossissimo deterrente per i giocatori italiani, che da un lato non si rendono conto che per i motivi di cui sopra quella alla base della briscola è una meccanica classica al pari della collezione set o dell'asta, e dall'altro che in realtà anche la stessa Briscola non è un gioco per nulla banale. All'estero i giochi di trick taking hanno invece un buon seguito.

Finito questo preambolo noiosotto, andiamo a parlare di NYET! (2-5 giocatori, 30min dichiarati) ideato da Stefan Dorra ed edito da Iello/uPlay nel 2015 nella versione attuale (ne esiste una solo tedesca decisamente più vecchia). 

In Nyet! ritroviamo il trick taking, ma arricchito da una meccanica furba di scelta strategica delle opzioni di gioco, che lo rende decisamente più intrigante di molti altri giochi del genere e che stempera anche la potenziale incidenza della fortuna. 

NELLA SCATOLA
In una scatola piccola quadrata con chiusura magnetica (lo stesso formato di For Sale) troviamo un inserto che racchiude abbastanza saldamente i materiali di gioco, ovvero 5 carte fazione, 60 carte di gioco (4 semi, ciascuno con una carta per i valori 2-13 e tre 1), 32 token "nyet" con un lato generico e l'altro con la fazione, una carta bonus x2 e una plancia.

La grafica è molto caratteristica ed affascinante, anche se l'ambientazione non è necessaria al gioco, e lo rende molto attraente a prima vista (me lo ha fatto "vendere" bene alle mie cavie ^__^). Grafica, immagini e stile trasudano la vecchia "URSS" da tutti i pori, ma in un interessante salsa furry (sono tutti animali antropomorfizzati).



COME SI GIOCA
All'inizio ciascuno determina la propria fazione (ognuno ne ha una diversa, perché si vince singolarmente anche se in gioco formeremo alleanze temporanee) e riceve i propri token nyet. Il gioco si dipana poi in un certo numero di round e ciascuno è impostato allo stesso modo: 

Si pesca la propria mano
Ciascuno pesca lo stesso numero di carte (da 12 a 16 a seconda del numero di giocatori) che formano la sua mano per quel round.

Si giocano i token Nyet
Questa è l'idea che è alla base di questo titolo... la plancia contiene 5 righe, ciascuna con 4-5 scelte, e i giocatori piazzeranno i loro token nyet (un "no secco" in russo) su una delle scelte libere di una riga, e si procederà così finché su ogni riga vi sarà solamente un'opzione non vietata. 

In questo modo verrà determinato il primo giocatore (che aprirà il round giocando la prima carta, ma soprattutto determinerà le squadre), quante carte scartare/passare dalla propria mano prima del round, quale seme sarà la "briscola" (trump), gli uno di quale seme saranno la "superbriscola" (supertrump) e quanti punti varrà ogni mano (da +4 a -2).

Spesso scoprirete che dall'agire bene in questa fase dipende un buon 50% della vittoria...  le possibilità strategiche sono molte: la più banale è cercare di evitare che sia briscola un seme che si ha poco, o modulare l'importanza in punti di questa mano (una delle opzioni assegna addirittura dei punti negativi a ogni mano vinta, ribaltando l'obiettivo del round). Iniziare per primo può essere importantissimo, perché ci permette di decidere le squadre!

Si determinano le squadre
Il primo giocatore decide chi sta con chi... se si gioca in numero dispari una squadra sarà in minoranza di membri e per questo riceverà la carta bonus x2 che dovrà assegnare ad uno solo dei suoi membri e che raddoppierà i punti fatti da questi.
Notare anche che poiché i token riportano la fazione che li ha giocati possiamo dedurre delle informazioni sulle mani avversarie, che potrebbero anche essere il criterio alla base della scelta della squadra.

Si gioca la mano
Si giocano più round finché tutti hanno esaurito la propria mano... il primo giocatore sceglie e gioca una carta: gli altri a giro sono obbligati a giocare una carta di quel seme, e solo se non ce l'anno possono giocare una carta diversa. Chi ha giocato la carta del seme giusto col valore più alto vince le carte (eventuali carte trump vincono sul seme ed eventuali supertrump vincono su seme e trump). Inoltre ogni carta 1 degli avversari presente nella presa conta come una presa extra.

Calcolo dei punti

I giocatori dello stesso team sommano le prese e gli 1 avversari ottenuti e per ciscuna ottengono entrambi i punti definiti nella fase dei token nyet.

A questo punto si prosegue con un nuovo round mescolando e dando una nuova mano, finché non si saranno giocati il numero di round prefissati, quindi vince il singolo giocatore che ha più punti.

CONSIDERAZIONI FINALI
Per iniziare diciamo che il gioco è una variante molto interessante, perché la fase di gioco dei token Nyet è originale ed estremamente strategica, mettendo il genere in una luce decisamente nuova. Tra l'altro, manco a farlo apposta, vi segnalo anche che potete trovarne i commenti a caldo di TeOoh! proprio nel suo video di sabato scorso. 

In sostanza è un gioco che farà felici gli amanti del genere e che ha quel qualcosa in più per attirare e tenere al tavolo gli altri, anche chi normalmente ha evitato le meccaniche di trick-taking per preconcetti vari. Allo stesso tempo se non avete preconcetti verso il genere ma proprio questo tipo di meccanica vi ripugna (va' che paroloni XD) difficilmente questo gioco vi farà rivalutare il genere.

Detto questo Nyet! presenta secondo me anche alcuni difetti grossi, stranamente tutti facilmente aggirabili o evitabili (quindi mi stupisce molto che siano rimasti).

Il primo difetto è il regolamento che è scritto con con quella parte rotondeggiante che normalmente appoggiamo alla sedia... davvero, sono sconvolto. Parlo del regolamento inglese mentre quello italiano dovrebbe essere più chiaro (ma non l'ho visionato). Quello che mi stupisce è che non è che usi frasi confuse o abbia problemi di questo genere... semplicemente omette intere parti dando per scontato che chi legge sappia perfettamente gran parte delle regole base di un trick-taking game che, per quanto sia un genere diffuso, non ha alcun senso in un regolamento. È come se in Agricola io spiegassi gli effetti delle caselle della plancia ma non dicessi da nessuna parte che si piazzano gli omini uno alla volta a turno perché tanto è un piazzamento lavoratori... bastava un po' di sforzo in più e tra l'altro la Iello non è che sia una casa alle prime armi!

Il secondo difetto è la durata ed è anche questo assolutamente risolvibile... infatti il gioco prevede, a  mio parere, troppi turni: ad esempio 9 mani (pesca, token, partita, punti) in 3 giocatori in modo da essere tutti lo stesso numero di volte quello che mescola e piazza il token per primo... ma 9 è davvero troppo e allunga la partita al punto da far venire a noia le ultime mani (basta fare 6 mani e il prioblema è risolto). Tra l'altro la motivazione è un po' vuota... essere i primi a mettere il token non da uno svantaggio eccessivo, ma volendo basta fare che il primo diventa quello che ha fatto più punti il round prima. Di fatto in questo modo la durata della partita è modulabile a piacere in base a quanto tempo abbiamo! ^__^ 

Allo stesso tempo però Nyet! risolve alcuni difetti di questo tipo di giochi... oltre alla possibilità di gestire le regole con quel che comporta, le coppie sempre diverse e l'avere delle info parziali sulle altre mani, il gioco supporta egregiamente un numero dispari di giocatori pur essendo un gioco a squadre.

Quanto a scalabilità il gioco se la cava bene a mio parere (modulando un minimo il numero dei round) con la sola eccezione del gioco in due che secondo me perde moltissimo ed è quindi tranquillamente evitabile se siete in due, soprattutto considerando la grande quantità di ottimi giochi 1vs1 in commercio (trovate anche una nostra guida... potete iniziare a leggerla da qui).

Inutile dire che la dipendenza dalla lingua è praticamente nulla, ma in ogni caso la differenza tra edizione italiana e inglese è di così poco che non vale la pena risparmiare quei 2-3 euro.

Per il prezzo direi che considerando scatola, token, plancia e tutto mi sembra ragionevole (orbitiamo sui 16,90 euro di listino) e come al solito vi segnalo che potete trovarlo in vendita anche da Egyp.it.

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BGG o dal sito della casa produttrice (Iello/Uplay) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

13 commenti:

  1. Purtroppo con Koi Koi, Tarocchi (ahimè l'uso divinatorio ha offuscato il gioco che in pochi conoscono), Minchiate (o Germini), Trionfo, Tressette, Tichu, Bridge e affini, le componenti tattiche e strategiche che garantiscono tra studio della mano, licitazione, gioco della carta e esercizio mnemonico, la loro "portabilità" e il loro costo più basso, non vedo motivi per acquistare "Nyet!".
    Prezzo più alto, meccaniche fin troppo simili, solo una veste grafica diversa (ma per coinvolgere e insegnare ai più piccoli si può o inventare una narrazione sulle carte e le figure alla Italo Calvino o munirsi di carta e matite e creare il proprio mazzo di carte, magari con i personaggi dei cartoon).

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    1. I motivi per comprare Nyet potrebbero essere: che a Bridge o Tressette non si gioca in tre o in cinque, che la differenza tra Nyet e gli altri giochi che tu menzioni sta nella plancia tokens e nel suo uso decisivo per lo svolgimento del gioco, che non è un gioco per bambini e non ha alcuna valenza di educational, che, seguendo il tuo ragionamento, il database di BGG dovrebbe ridursi a 50 titoli, forse meno, che giocare a carte è una cosa e giocare a un gioco di carte è un'altra, che la veste grafica è importante e quindi è probabilmente più gratificante tenere in mano la lupetta con il colbacco piuttosto che l'asso di coppe, che in vacanza in riva al mare o su in montagna sarà più facile che trovi qualcuno che voglia giocare a Nyet piuttosto che a Tarocchi o Bridge (per i quali comunque hai bisogno di 2 mazzi di carte diversi, 3 se considero anche Tichu, 4 se voglio un Tressette in piena regola etc.) e potrei continuare. Seguendo poi il resto del tuo ragionamento invito tutti a buttare via Hive e giocare a Go, a regalare tutte le copie dei loro wargame hard o light che siano perchè tanto sono tutti derivati del Risiko che ormai compri a costo stracciato, a fare un falò di tutti i dadi che hanno perchè tanto c'è Yatzee, a guardare tutti i giochi di civilizzazione con disprezzo perchè tanto, per farsi un impero, cosa meglio del Monopoli, a buttare via tutte le miniature della CoolMiniorNot perchè tanto ci sono i soldatini dell'Airfix.
      Mi dispiace, Anonimo, tu non vedi motivi per comprare Nyet, io, invece, ne vedo tantissimi...
      Guido

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    2. LOL perché "Mi dispiace"? Mi dispiace che ti dispiaccia :)

      Io non vedo motivi, mentre tu vedi motivi per acquistarlo. Va bene, nessun problema.
      Intervengo solo per sottolineare delle inesattezze che credo d'aver individuato nel tuo commento, Guido.
      Non condivido quanto hai affermato, soprattutto sul numero di mazzi che richiedono i giochi che hai elencato. Tichu si gioca con 56 carte in squadra 2 vs 2 e con le varianti in numero diverso di giocatori. Tressette scala con le sue varianti da 2 a 8 e richiede 40 carte (o sbaglio?). Hive può essere vinto in poche mosse e l'invito a giocare piuttosto a Go (o a scacchi) è, per quanto mi riguarda, ben accetto. :)
      Risiko lasciamolo perdere: il paragone con i wargame mi fa capire che non hai molta dimestichezza con i wargame o gli attuali "card-driven wargame" o "board-wargame" o altri giochi diplomatici e di guerra (per quanto possa avere senso un'etichetta...).
      Sulle miniature, il discorso è diverso: lì si tratta proprio dell'affiliazione del compratore al genere gradito: miniature di zombie, miniature di soldati, di fanti, di cavalieri, di carri armati, di creature mitologiche o dei bestiari fantastici più disparati... Il discorso è sulle MECCANICHE di gioco. Se un gioco gira bene con dei segnalini, è solo per un gusto che non riesco a capire che una persona sia disposta a pagare il triplo per avere delle miniature...
      Che poi anche lì il discorso è ancora più complesso: miniature per giocare su rievocazioni storiche? Miniature da comporre e dipingere? Insomma, ci andrei più cauto.
      Io penso che "Nyet!" sia un esempio di una tendenza manierista.
      Le varie declinazioni o riedizioni o mescolanze di generi e sottogeneri sono numerose e gradite dai giocatori, per carità: "i gusti son gusti" e "Unicuique suum", ma se ci si informa meglio, a costi migliori, si possono giocare capolavori, anche del passato.
      Secondo me.
      Mi chiedo spesso se il cosiddetto giocatore da tavolo si sia evoluto in un giocatore molto ma molto pigro e piuttosto compulsivo che non si accorge che la "novità" è semplicemente un vestito nuovo o un'etichetta nuova...
      Detto questo, mi auguro che i lettori si informino sempre di più e facciano sempre più paragoni: oltre a giudicare un gioco in sé, sarebbe interessante paragonarlo ad altri reperibili sul mercato, altrimenti si rischiano fac-simile in ludoteca. Poi, per carità, se piace così, non c'è problema.

      Anonimo

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    3. L'obiezione che "ci sono tanti giochi che si possono fare con un mazzo tradizionale" e quindi non vedo perché comprarne uno apposta per fare un solo gioco l'ho già sentita e non mi ha mai convinto.
      Se si parte dal presupposto di cercare le somiglianze con qualcosa di noto, infatti, il 99% dei giochi li dovresti scartare per quel motivo e ti vorrei vedere ad identificare quel 1% da considerare come ispiratore.
      Parlando di giochi di carte, poi, quando parli di 'trick taking' presupponi che ad ogni giro ognuno gioca una carta e, restando sui luoghi comuni, il classico commento è "allora è come la briscola".
      Anche qui, però, tutto sta a capire se siamo felici ed indefessi giocatori di briscola o tresette che sia e non abbiamo quindi nessuna voglia di ampliare i nostri orizzonti. Se lo siamo, probabilmente nemmeno leggiamo queste recensioni.
      Se invece ci interessa capire che alternative offre il mercato, allora approfondiamo.
      Se vogliamo sapere qualcosa di più su Nyet possiamo pensare che la sua prima edizione è del 1997 e che, se lo ripubblicano dopo 20 anni, vuol dire che un poco di successo lo ha avuto.
      Se leggiamo con attenzione scopriamo che prevede un meccanismo che precede le mani di gioco che porta alla scelta delle 'regole' della partita, che ricorda il bridge, ma che non è assimilabile solo ad esso (nel bridge si assiste ad una sorta di asta sugli impegni di presa, mentre qui si determinano anche i punti vittoria ed altri aspetti).
      Se si approfondisce si può scoprire che altri titoli che propongono fasi nelle quali, prima di iniziare a giocare le carte, si concorre a determinare le regole, sono Mu and Mehr e Sitch - Meister.
      Alla fine si capisce che è un titolo che, pur essendo un potenziale filler, ti offre diverse idee carine con un packaging potenzialmente attraente (se non ti piace, tanto non compri) e con una longevità potenziale apprezzabile. La fascia di prezzo non è eccessiva. Non vedo quindi perché non prenderlo in considerazione.
      Certo un buon motivo non è, in senso assoluto, "perchè in giro c'è tanta altra roba simile". Se per te lo è, nulla obietto, ma non stupirti se molti altri non condividono la stessa impostazione, soprattutto se la 'roba simile' non si rivela (per come la vedo io) poi 'così simile' come pensi.
      Questo è il mio modesto cent che porto.

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    4. p.s. alla fine tutto 'sto discorrere mi ha fatto anche venire voglia di provarlo, 'sto Nyet, del quale per altro avevo studiato le regole giusto due giorni fa ... ;)

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    5. Intervengo solo per dire che, oltre ad Hive, si può vincere in poche mosse anche a scacchi. Così, tanto per puntualizzare.

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    6. Sì, infatti. Alla fine, a furia di parlarne vien voglia di giocarlo. Solo che il fenomeno delle riedizioni mi sembra stia divenendo eccessivo, come il "more of the same". Sono declinazioni ma il succo cambia poco. Cmq non c'è problema. Io volevo solo proporre meno timore difronte al bridge, considerato arido (mi son toccate estati con massicce dosi di Burraco, quando cercavo di proporre il bridge: che poi me lo etichettavano come "vecchiume").
      Allora, etichetta per etichetta, come un anziano reduce, pur avendo 35 anni, mi metto lì a puntualizzare noiosamente: "Gli cambi il vestito, ma al fondo con un mazzo di carte da tabaccaio ce la caviamo alla grande, mi ricordo che ai miei tempi..."

      Vabbè, cmq, no problem.

      @Kobayashi, è vero pure con scacchi :) però a me ancora non è riuscito, darn!!

      :)

      Anonimo

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  2. Io l'ho preso e lo gioco con babbani di tanto in tanto e si divertono molto e io, da giocatore, non lo trovo così banale.
    Ha il solo difetto di essere troppo lungo, ma riducendo i turni direi che ci siamo ampiamente.

    Continuo a preferire For Sale di Dorra, ma anche questo non è male.

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  3. Non entro nel merito del discorso di Anonimo (che condivido in larga parte tenendo in ogni caso ben presente che per fortuna esiste la mezza misura) perchè ci si potrebbero scrivere tomi. A mio parere solleva in coda al suo discorso una riflessione oltremodo arguta, intelligente e (ahimè) attuale. riporto: "Mi chiedo spesso se il cosiddetto giocatore da tavolo si sia evoluto in un giocatore molto ma molto pigro e piuttosto compulsivo che non si accorge che la "novità" è semplicemente un vestito nuovo o un'etichetta nuova".
    Riflessione che spalanca praterie all'introspezione del fenomeno.

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    1. Bene, annoveriamo tra le nuove categorie di giocatori i Moralisti dell'Ordine Ludico (tipo Alto Passero di GoT), coloro che diffidano i giocatori di tutti i tipi a spendere poco e con morigerazione spirituale, a leggere i sacri testi (scusate, Sacri Testi) per ritrovare la veridicità del Verbo Ludico in quei capisaldi del giuoco che da sempre ci rappresentano. Perchè, o voi sacrileghi, spendete decine di euro per tutte quelle miniature di orchi, maghi, elfi, sacerdotesse quando, in un afflato pauperistico, vi basterebbe una semplice coppia di dadi (e un piccolo manuale di D&D, anni 80) a scatenare la fantasia più pura, più sana, catartica, direi? Perchè comprare wargame di qualunque tipo (mi dispiace, Anonimo, temo di giocare a questi giochi da molto più tempo di te) quando un semplice foglio di carta, un misero lapis e poche lapidarie parole, C4, F3, affondato, potrebbero bastare ad immaginare combattimenti navali di ogni epoca? E mi fermo.
      Caro Davide, la riflessione di Anonimo non è nè argutà nè intelligente: è presupponente e latentemente offensiva. Fabio, Simone, Chrys, Agzaroth e tutti quelli che scrivono su questo blog potranno essere compulsivi (FATTI LORO come spendono i LORO soldi, io dei miei faccio quello che voglio) ma tutto mi sembrano tranne che ludicamente pigri e non in grado di comprendere quello che stanno recensendo. Beato te, Davide e beato te, Anonimo. Grazie a Voi, col capo cosparso di cenere, cercheremo una nuova Canossa dove espiare i nostri peccati di pigrizia e compulsività. Anzi, meglio: ideatecelo Voi un nostro cammino dell'Espiazione, io sono troppo pigro per pensarci.... Buon gioco a tutti
      Guido

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    2. Guido, in quanto a presupponenza direi che non sei da meno, riuscendo a scorgere nel mio post pensieri non espressi. Dove ho scritto che i redattori di questo blog sono pigri e non in grado di comprendere quel che stanno recensendo? Dove hai letto che siete compulsivi? Considero la riflessione finale di Anonimo uno dei cul de sac in cui noi giocatori ultimamente ci infiliamo. Ed è innegabile, basta scorrere le pagine di blog, social e affini traboccanti "quoto!, miomiomio, ho già la scimmia" ecc. spesso senza nulla sapere di questo o quel titolo di prossima uscita. E' un fenomeno e come tale mi interessa (e mi riguarda pure, ahimè, tanto per tirare realmente in causa qualcuno). 'Che quando c'è di mezzo la passione scaturisce spesso anche la compulsione e l'irrefrenabile.

      Ora è più chiaro cosa intendo o devo aspettarmi un'altra disamina concionando di Sacri Testi, Verbo Ludico, percorsi di Espiazione e altre salaci amenità?
      Davide

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    3. @Davide, grazie :)

      Anonimo

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    4. Chiedo scusa a Davide, Anonimo e i moderatori del blog se quanto ho scritto è risultato offensivo per qualcuno.
      La frase "Mi chiedo spesso se il cosiddetto giocatore da tavolo si sia evoluto in un giocatore molto ma molto pigro e piuttosto compulsivo che non si accorge che la "novità" è semplicemente un vestito nuovo o un'etichetta nuova" personalmente, ripeto, non la trovo uno spunto di riflessione arguto e intelligente, la trovo offensiva e presupponente perchè, che piaccia o meno a Davide e ad Anonimo, ha insito un concetto moralistico che non mi piace. Io sono un giocatore di giochi da tavolo e la domanda se non sia diventato pigro e compulsivo implica la considerazione che io non sia in grado di effettuare una mia propria analisi su quanto leggo. Questo mi innervosisce, perchè il tempo in cui mi davano lezioni è passato. Da molto tempo. E rispondere con questi argomenti a chi tutti i giorni passa del tempo per mandare avanti questo blog, se mi si permette, non mi pare carino perchè estende anche a loro le stesse considerazioni di cui mi sento investito.
      Detto questo, comunque, vi saluto e chiudo qui. Ripeto, scusa a Davide e a Anonimo se in qualche modo si sono sentiti offesi dalle mie parole. Chissà, magari un giorno ci troveremo compagni a giocare 6 picche in una decisiva mano di bridge. :))
      Buon gioco a tutti
      Guido

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