giovedì 2 giugno 2016

[Recensione] Onitama

scritto da Agzaroth e Fabio (Pinco11)

Onitama lo avevo adocchiato già un paio di anni fa, ma l'editore ne aveva pubblicate poche copie, subito esaurite. Nel 2016 alla Arcane Wonders (quelli di Mage Wars) lo rieditano in una veste lussuosa e proporzionalmente costosa. 
Non me lo lascio sfuggire e finalmente approda sul mio tavolo. 
È un astratto per due giocatori, della durata di 15-20 minuti, vagamente ambientato in oriente dove mette in scena uno scontro tra due dojo di arti marziali.

Il sapore del gioco è, chiaramente, quello dell'astratto di stampo scacchistico, ma nel contempo si avverte l'estrazione orientale del gioco (l'autore è il giapponese Shimpei Sato), sia per le scelte grafiche, che nella tanto leggera quanto gradevole ambientazione di fondo prescelta.
Uscito nel 2014, grazie a questa riedizione il gioco sta conoscendo una seconda giovinezza, avendo guadagnato ottime valutazioni su BGG (dove ha voto medio di 7,7 ed ha scalato la top20 degli astratti.


MATERIALI

Se la prima edizione proponeva un gioco portatile ed economico, quella della Arcane Wonders è un piccolo gioiello. Scatola con chiusura magnetica, tappetino gommato come tabellone, carte enormi (fuori misura standard...) e pesanti pedine sagomate in plastica, raffiguranti un maestro e i suoi quattro allievi. Da notare che alcune carte riportano una mossa leggermente differente rispetto alla prima edizione, ma nulla in grado di inficiare il gioco.


Io impazzisco letteralmente di fronte ad un packaging ben riuscito, perché la cosa riesce ad attirare la mia attenzione ed a farmi venire voglia di giocare. È un po' come quando una bella bella stilografica riesce ad attirarmi a scrivere, quando è magari una settimana che non produco niente che non sia rigorosamente stampato al computer.
Qui devo ammettere che è stato azzeccato un poco tutto, a partire dalla scacchiera che è realizzata con materiali che ricordano un maxi tappettino da mouse di una volta, nella stessa logica che ho già visto per il tabellone portacarte di Viceroy. 
Le carte, a loro volta, sono essenziali, ma anche curate il giusto, con un ideogramma sopra, la dedica ad una teorica tecnica di combattimento ed il classico flavour text.
Nel mio immaginario forse meglio di così c'era solo la possibilità di inserire pezzi in legno, che mi avrebbero dato il top della soddisfazione, ma alla fine l'impatto visivo d'insieme è di quelli positivi.

REGOLAMENTO

Molto chiaro e semplice: Onitama ha due regole in croce ed è indipendente dalla lingua.

AMBIENTAZIONE

Se il Go è la guerra e gli Scacchi una battaglia, Onitama è una lotta tra due dojo di arti marziali. A livello di ambientazione, non si va oltre, sebbene i disegni posti a sfondo di carte e tabellone siano tutti perfettamente in tema e molto curati.

IL GIOCO IN BREVE

Su una scacchiera 5x5 si dispongono, lungo lati opposti, i due maestri avversari, al centro, con a fianco due allievi per lato. 
La casella da cui parte il maestro è colorata e rappresenta il proprio dojo: portare il proprio maestro al dojo avversario fa vincere la partita (“via del fiume”); è possibile vincere anche mangiando il maestro avversario con una qualsiasi pedina (“via della roccia”).

Da 16 carte se ne sorteggiano 5 per la partita in corso: le altre vanno messe via. Due carte vanno a ciascun avversario, una nel mezzo, neutrale
Ogni carta ha rappresentata una mossa: una casella nera – che è quella della posizione attuale della nostra pedina – e delle caselle grigie di destinazione. Si sceglie una delle proprie cinque pedine e si gioca una delle due carte, eseguendo la mossa corrispondente. Se la pedina finisce su una di quelle avversarie la “mangia”. 
Finita la mossa, si mette la carta usata nel mezzo e la sostituisce con quella neutrale. Ora tocca all'avversario che agisce allo stesso modo, fino alla conclusione della partita.
Ogni mossa che utilizzerete arriverà quindi a disposizione dell'avversario con un turno di ritardo.

CONSIDERAZIONI

Partiamo dai materiali, certamente una gioia per gli occhi, ma forse un po' esagerati per il gioco e forieri di un costo non proprio invitante. Personalmente poi, per questo genere di giochi e per l'ambientazione, il legno sarebbe stato più indicato, ma probabilmente ancora più caro.

Per quanto si sia tentato, con grafica e nomi delle mosse (che richiamano gli animali degli stili del Kung-Fu) di dare una buona connotazione tematica al tutto, rimane un astratto, con tutte le implicazioni del caso.

Guardando la meccanica principale, molti di noi si ricorderanno di aver già visto qualcosa di molto simile in Daimyo di Piero Cioni, in cui, con lo stesso sistema, le carte giocate per muovere le proprie pedine andavano agli avversari con un turno di ritardo. 
Tra l'altro stessa ambientazione orientale (là erano samurai di clan rivali) e stesso sapore astratto. Sarà un caso? Non lo so, comunque era geniale in Daimyo, funziona altrettanto egregiamente in Onitama.
Questa meccanica, oltre ad essere efficace ed elegante, porta ai giocatori una serie di vantaggi:
- sorteggiando 5 carte su 16, aumenta di molto la rigiocabilità del titolo, garantendo partite sempre diverse.
- fornendo solo due carte tra cui scegliere, limita la paralisi da analisi, anche se in certi momenti sarà inevitabile, dato che si cercheranno di calcolare non solo le nostre future mosse, ma anche quelle a disposizione dell'avversario.
- il sistema di scambio carta permette un'ottima profondità, con la possibilità di ragionare almeno un turno avanti (meglio due o tre...).

Anche la doppia condizione di vittoria contribuisce a creare diverse strategie e “stili di combattimento”, favorendo un approccio più aggressivo o più conservativo, aprendo sempre nove strade ed occasioni che occorre saper cogliere.

A fronte delle poche regole e dell'essenzialità del sistema, Onitama può rivelarsi un vero brain burner, in cui il più esperto o semplicemente il più portato riesce a battere facilmente il principiante. Come tutti gli astratti del suo genere (Hex, Mijnlieff, Buffalo), piace a uno specifico segmento di giocatori e non ha caratteristiche tali da invogliare chi normalmente detesta questo tipo di giochi.

Quindi abbiamo un gioco vario, semplice, elegante, fluido, profondo, con bellissimi materiali. Nel suo segmento, uno dei migliori mai giocati.

Il primo impatto con il gioco ti fa pensare ad una versione ultra facile degli scacchi: vedi cinque pezzi, con il re e quattro pedoni e ti confronti con giusto cinque diverse carte movimento, per cui ragioni che sei davanti ad uno scacchi semplificato all'estremo. La memoria mi fa venire in mente The Duke, titolo che partiva da presupposti simili e la domanda spontanea è: "quanto potrà essere difficile una partita di scacchi con 5 pezzi per parte su di una scacchiera striminzita?".
Poi inizi a giocare e capisci che tutto sta non tanto nelle mosse, che sono alla fine semplici, ma nel ritmo di gioco, ovvero nella capacità di prevedere il flusso delle carte. 
Le diverse mosse disponibili in ogni partita sono solo 5, ma la chiave del gioco è quella che ogni volta che ne usi una, la devi mettere a disposizione ed essa diverrà così fruibile due turni dopo al tuo avversario (che la prenderà, infatti, solo alla fine del suo turno).
Nel giro di un paio di partite ci si prende la mano e si elaborano così le prime catene, comprendendo anche come in ogni partita i giocatori abbiano davanti un nuovo puzzle da risolvere, con una prima fase di inquadramento di ciò che sarà possibile e poi l'avvio delle ostilità.
La durata della partita, almeno parlando del numero di mosse, è in genere ridotta, perché il tabellone piccolo rende piuttosto rapido l'avvicinamento all'avversario e gradevolissima è l'idea delle due strade per la vittoria, perché ho ben notato come un re aggressivo, con la giusta combo di due o tre mosse possa rapidamente raggiungere la base avversaria (o una gloriosa morte in battaglia). 
Andando nel pratico il giocatore di scacchi (o di astratti) avrà facilmente la meglio sugli occasionali, perché conosce gli strumenti di gioco e comincerà rapidamente a calcolare le sequenze di mosse, ma il suo meglio il gioco lo dà, probabilmente, nelle partite un pelo più sbarazzine e non esageratamente riflessive.
La sensazione (ci ho fatto solo alcune partite) è quella che chi gradisca l'idea di studiare il gioco per 'risolverlo' potrebbe trovarsi, dopo le prime tre o quattro mosse di 'avvicinamento' (o anche meno, a seconda delle carte disponibili) a fermarsi a riflettere per i classici dieci minuti e ad elaborare catene di 3-4 mosse obbligate, chiudendo così la partita.
Per un giocatore di scacchi tempi di attesa simili sono normali, mentre per gli occasionali subentra rapidamente la voglia di fare quattro chiacchiere :)
Diciamo che il gioco, a mio avviso si presenta come interessante e ben realizzato e propone il giusto mix tra potenziale profondità (si colloca, nella scala difficoltà, più vicino alla dama che agli scacchi) e divertimento accessibile a tutti. L'età indicata sulla scatola, che è 14+, è quindi fuorviante, perché lo vedo come proponibile già a bimbi di 8 anni, che sono perfettamente in grado di capire gli scacchi...
Quanto alla longevità, la scatola contiene 16 carte, per cui le combinazioni che esse generano (se ne usano solo 5 ogni volta) rendono il gioco sufficientemente durevole per chi abbia piacere di sottoporlo a ripetute prove.
Concordo con Agz sul fatto che l'edizione deluxe si colloca in una fascia di prezzo non bassissima, ma alla fine mi chiedo se lo avremmo preso ugualmente in esame con la stessa buona predisposizione se qualcuno ce lo avesse fatto provare in una veste da prototipo e, con tutte le cose che ci sono in giro, probabilmente risponderei di no. Del resto anche per gli scacchi si possono giocare in una scacchierina da viaggio da pochi euro o in una bella scacchiera in legno come quelle di una volta ed in questo ultimo caso un centone potrebbe non bastare ...


CONCLUSIONE

Se avete un po' di soldini da spendere, se vi piacciono gli astratti, se vi piacciono i filler a fortuna zero, se vi piacciono i giochi in cui ci sia da ragionare, questo gioco fa per voi senza se e senza ma.

Onitama è un titolo che assimilo ad Hive come categoria, ovvero un astratto con regole semplici (qui anche più che in Hive), sufficientemente profondo da attrarre i fan del genere e sufficientemente immediato da risultare immediatamente fruibile agli occasionali.
Una giusta via di mezzo che sembra avergli riservato una ottima accoglienza da parte del pubblico.

Link a EGYP per chi fosse interessato.

17 commenti:

  1. Se non avete soldini, fatevelo da soli.
    Bastano un paio di fogli A4 al massimo e dei segnalini.
    Vasel (il gioco ha il blasone "Dice Tower Essentials", ma non cadete nell'hype!) ha pubblicato un playthrough dal quale si possono leggere tutte le carte. Oppure potete inventarvene di vostre. Del resto in questa edizione sono state cassate alcune carte dell'edizione precedente, a dimostrazione che potete personalizzare il gioco come volete, anche in quella componente che è il suo motore, le carte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero. Probabilmente hanno puntato anche sui materiali lusso per scoraggiare questa possibilità, o meglio per offrire qualcosa di difficilmente replicabile.

      Elimina
    2. Da novizio pivello modellista amatoriale é stata la prima cosa a cui ho pensato �� , magari utilizzando come pedine delle miniature di samurai :)

      Un saluto
      Davide nippo

      Elimina
    3. Mi permetto di sottolineare che il fatto che un idea sia replicabile artigianalmente (vale per moooolti giochi) non lo rende meno scorretto: se lo fate state letteralmente sputando sul lavoro dell'autore.

      Se ritenete che un gioco non valga il suo prezzo non compratelo e non giocateci. Se volete giocarlo compratelo.

      Se esce un libro che vorreste leggere ma non avete soldi piuttosto aspettate che scenda di prezzo, ma evitate di fotocopiarlo per averlo gratis... che dite? E nel nostro settore dove i margini sono bassissimi e gli autori di rado possono permettersi di vivere del loro lavoro è ancora più grave come ragionamento che in quello dell'editoria dove abbiamo anche tirature di milioni di copie. :(

      Elimina
    4. Scusate, mi sono espresso male.

      Sono il primo che fa una selezione severissima preventiva degli acquisti in modo da non trovarmi con giochi che rimangono sullo scaffale. In questo il vostro blog è uno dei miei punti di riferimento.

      Volevo dire che spesso mi perdo ad immaginare come sarebbe lo stesso gioco arricchito di componenti "artigianali": La pittura delle miniature per esempio o la sostituzione di "cubetti truppe" con veri e propri soldatini o le carte formato mignon sostituite con quelle standard ecc.

      Ecco, Onitama si presterebbe bene a questa customizazione.

      Scusate il disguido
      Davide Nippo

      Elimina
    5. @Christian, Ma quindi se volessi provare il gioco, anche provandolo in ludoteca parteciperei ad un'azione disonesta, secondo il tuo ragionamento: dovrei comprarmi una copia invece di provare la copia comprata in comune con altri della ludoteca...
      Provare a costruirsi artigianalmente un gioco non mi sembra scorretto. Quindi non posso crearmi la mia scacchiera, i suoi pezzi? Non capisco il tuo ragionamento. Si parla di un gioco astratto che funziona benissimo con i fagioli colorati su un foglio a quadretti... Utilizzando carte o addirittura creando altre carte cui l'autore non avrebbe mai pensato.
      Non sto rubando né sto plagiando. Ho creato la mia scacchiera, ho usato pezzi di carta colorati e segnati diversamente, mi son creato le carte-motore del gioco. Non ho venduto questo "Attacco d'arte"; non ho finto di essere l'autore.
      Non riesco a capire dove sia la scorrettezza.
      Allora anche prestare un libro è una scorrettezza... Anche prestare un gioco è una scorrettezza... In entrambi i casi non ho comprato il libro o il gioco...

      Qui, allora, si è commessa pure un'istigazione?

      http://ideeludiche.blogspot.it/2016/03/tsuro-e-snails-pace-race-due-art-attack.html

      Francamente non capisco il tuo ragionamento

      Elimina
    6. Caro anonimo, non so quanti anni tu abbia (spero pochi) ma davvero devo spiegarti la differenza tra pirateria e prestito? Leggendo i tuoi esempi spero sinceramente tu stia trollando... lo spero davvero.

      Farsi prestare un libro da un amico che lo ha comprato e fotocopiarselo a partire da un PDF scaricato via torrent NON è la stessa cosa.

      Guardare un film con altri che se lo sono comprato e lo hanno portato da te e masterizzarlo a partire da avi scaricato NON è la stessa cosa.

      Favvero credi che piratare Metal Gear Solid sia illegale SOLO se fingi di essere Hideo Kojima? Non stai plagiando... ma sì, stai rubando. E' esattamente quello che hai fatto.

      Riprodurti le carte a partire da quelle che vedi perchè Vasel ha pubblicato un playtrough in cui si vedono le carte sperando nella buona fede dei lettori non si può fare.

      Visto che non ti è chiaro... puoi crearti tutte le scacchiere che desideri perchè il gioco degli SCACCHI è di pubblico dominio e non è coperto da diritto d'autore. Non puoi crearti una copia di ONITAMA perchè questo invece lo è. Cos'è il diritto d'autore?

      Significa che c'è una persona (esattamente come un Chiarvesio, Mori, Zizzi, Feld, ecc.) che ha avuto un idea, l'ha testata, corretta, modificata e bilanciata nelle regole e nelle carte finchè non funzionava, e l'ha venduta ad un editore che ha firmato un contratto per poterla stampare. Quell'autore guadagna solo e unicamente una cifra per ogni scatola venduta: se il suo gioco piace chi lo vuole giocare lo compra (per giocarlo con la moglie, con gli amici, per portarlo in ludoteca).

      A te questo gioco è piaciuto, ma visto che vuoi giocarci senza riconoscere un centesimo a chi lo ha inventato te lo autoproduci vantandotene pure e suggerendo a tutti di fare lo stesso (il che per un vero appassionato di giochi è una cosa terribile)

      Stai dicendo pubblicamente che il lavoro di un autore di giochi per te non vale NULLA. Se davvero non capisci queste cose mi spiace molto...


      PS: tranquillo Davide, avevo capito il senso del tuo post e non rispondevo a te.

      PPS: quell'articolo che linki, purtroppo fa una cosa che non si potrebbe fare e istiga a fare una cosa illegale... puoi crearti un gioco tipo tsuro, ma riprodurre le tessere copiando quelle studiate per il gioco originale, no... non si può fare (tecnicamente puoi se lo hai comprato ma ne vuoi fare una seconda copia per uso personale: se ti compri Onitama ma ti fai poi dei pezzi custom tuoi, sei liberissimo). Posso fornirti un link di un articolo che ti spiega come fare un tubo bomba o come rippare un videogioco, ma non rende legale il farlo.

      Elimina
    7. Visto che mi sento chiamato in causa per via del link di cui si parla vorrei precisare un paio di cose:

      Il mio articolo non vuole istigare a fare un bel niente; dico chiaramente che quei semplici giochi li creo insieme ai miei bambini per farli provare a giocare con qualcosa di prodotto interamente da loro (e infatti si vede il risultato nella foto!), quindi è chiaro che resteranno dei semplici esercizi di stile e non lasceranno mai la cerchia familiare.

      Non ho fatto chissà quali ricerche approfondite per scovare tutte le tessere originali di Tsuro, mi sono limitato a inventarle con i miei bimbi (tra l’altro ci sono siti importanti che forniscono PDF scaricabili gratuitamente con varianti stampabili in A3 per realizzare le tessere di Tsuro… forse forse è peggio quello…).

      Ho preso come esempio giochi che hanno oltre 30 anni (Snail’s Pace Race è del 1985, il “primo” Tsuro del 1979), non penso col mio articolo di aver rovinato l’esistenza di qualcuno degli Autori privandoli delle royalties!
      Tra l’altro ci tengo a sottolineare che sto cercando da tempo una copia di Tsuro ad un prezzo ragionevole, quando la troverò sarò lieto di acquistarla e farla giocare anche al d fuori della mia cerchia familiare!

      Se qualche lettore si è sentito istigato alla riproduzione selvaggia di giochi da tavola dopo aver letto il mio articolo, chiedo scusa e sottolineo ancora una volta che non era quello il mio intento. Lo scopo che mi proponevo era sicuramente più nobile ed educativo.

      Ovviamente il tutto con estrema serenità :)

      Max_T

      Elimina
    8. @Christian. A me il gioco NON è piaciuto. Ho tagliato i fogli A4. L'ho provato e NON mi è piacuto.

      Elimina
    9. Tranquillo Max_T, l'intento del tuo articolo era chiaro... magari l'avrei impostato in altro modo a scanso di equivoci (tipo facciamo una versione bambinosa e colorosa coi nostri figli dei giochi che abbiamo) ma sono certissimo della buona fede... anche se evidentemente sembra che per qualcuno possa essere una giustificazione all'autoproduzione). :)
      Non prendere il mio ps come un attacco personale. ;)

      Elimina
    10. @Anonimo. Non ci capiamo... non mi sembra di essermi in alcuna forma lamentato del fatto che non ti piaccia. Se il tuo commento fosse stato che lo hai provato ma non ti è piaciuto non avrei avuto motivo di rispondere.

      Il tuo post apre con "Se non avete soldini, fatevelo da soli." e dai le informazioni per farlo.

      Quando ho fatto presente che era una cosa scorretta hai risposta dando una serie di motivazioni senza senso (a cui ho risposto) a giustificazione del fatto che autoprodursi un gioco sia corretto e non plagia o ruba nulla (se non ti fingi l'autore).

      Che tu la veda dal punto di vista etico o legale, la cosa non è corretta anche se il gioco NON ti piace. E' un po' come se scrivessi "A me non piace Caparezza quindi a quelli che vogliono il suo CD ma non voglion pagare suggerisco di andare a questo link e scaricarsi le tracce gratis con cui masterizzarselo".

      A me non piace Love Letter (sebbene, come Onitama, abbia un'enorme folla di sostenitori e ottimi voti) ma non consiglierei ad altri di recuperarsi da BGG le immagini e farselo da soli per "risparmiare qualche soldino".

      ^__^

      Elimina
  2. mi stupisce molto questa frequenza delle scacchiere 5*5, chissà da cosa è divuto? Uno dei primi giochi della storia Polis si gioca anche su una scachciera 5*5)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. azzardo un'ipotesi: credo sia dovuto al fatto che esiste sia una riga/colonna centrale che una casella centrale. La simmetria è una funzione estetica semplice da generare e in qualche modo bilancia le scelte.
      La minore scacchiera con queste caratteristiche è 3x3, ma lascia pochissimo spazio ai pezzi/scelte. Quella subito dopo è una 7x7 che invece crea troppissimo spazio e necessita di molti più pezzi per farla sentire "piena".

      Elimina
    2. ipotesi interessante, non ci avevo pensato :)

      Elimina
  3. rileggerò con calma l'articolo, per capire quanto potrebbe piacermi , purtroppo non ho molti soldi da spendere per cui ..e poi le statuine le trovo molto brutte.

    RispondiElimina
  4. Approfitto per denunziare il malvagio Agzaroth che, con un semplice "DEVI provare Onitama, è il tuo gioco" me l'ha fatto comprare il giorno stesso.
    Effettivamente rientra da brutto nei miei gusti, ma... è malvagio uguale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sapessi la scimmia che mi hai attaccato tu con Time Stories... :D

      Elimina