venerdì 8 luglio 2016

[nonsolograndi] DINUOVO

scritto da
Simarillon (Davide)

Oggi a nonsolograndi il nuovo gioco CreativaMente, ovvero DINUOVO, a cui si può giocare a partire dai sei anni, da due a quattro giocatori in partite di una trentina di minuti circa. Il gioco è frutto della creatività di Marco Ippolito e, come spesso accade per i giochi della casa brianzola, di Emanuele Pessi ed è illustrato da Silvia Pignata; la parte grafica, invece, è a cura di Domenico Monforte. Preziosa la consulenza scientifica del noto paleontologo Cristiano Dal Sasso.
DINUOVO offre la possibilità di divertirsi in compagnia e di scoprire l'affascinante mondo dei dinosauri, sfidandosi in famiglia o tra amici riportando le lancette dell'orologio indietro di milioni di anni, in una lotta tra dinosauri senza nessuna esclusione di colpi. Se siete pronti a combattere… continuate a leggere. 


I MATERIALI
Scatola nel formato classico CreativaMente e che è simile a quello di giochi come Ticket to Ride o Village dove troviamo:
  • uno spinner che sarà funzionale ad entrambe le fasi del gioco e che ha come indicatore una
    Materiali in gioco
    brachiofreccia;
  • dieci pedine in legno in quattro colori (grigio, verde, marrone, beige) a forma di brachiosauro, ovvero i pedinosauri;
  • venticinque carte di formato quadrato che illustrano i dinosauri (si va dai comuni Tirannosauro Rex, Velociraptor, Triceratopo, passando dai meno comuni Pisanosauro, Parasaurolofo e Argentinosauro, per arrivare agli importanti Spinosuaro e Scipionyx. Ogni dinosauro si contraddistingue per il tipo di alimentazione (erbivoro o carnivoro), il periodo in cui visse (Cretaceo, Giurassico, Triassico) e la postura; per ogni dinosauro poi sono indicate cinque caratteristiche con una scala di valori da uno a quattro, le caratteristiche sono: corporatura, comportamento, intelligenza, velocità/agilità, armi (capacità sia di difesa sia di attacco);
  • dodici carte evento, sempre di formato quadrato;
  • quarantatré carte domanda, ognuna con cinque domande, una per ogni abilità specifica del gioco; le domande sono tutte a risposta multipla con tre risposte suggerite.
La ruota con la brachiofreccia è perfettamente leggibile, i pedinosauri belli anche se i colori tendono un po’ a confondersi in un ambiente non troppo luminoso (anche se capisco le scelta dei colori proposta da CreativaMente), le carte grammate il giusto in rapporto all’uso che se ne farà, anche se il formato quadrato impedisce qualsiasi idea di imbustamento, e da ultime le illustrazioni dei dinosauri, davvero ben riuscite e per cui rimando a un ulteriore approfondimento nel paragrafo relativo alle considerazioni.


IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco si svolge in due fasi: la prima è la cova delle uova, mentre la seconda fase è la battaglia dei dinosauri.
Prima di iniziare a giocare si dispongono le venticinque carte dinosauro (sedici se si è in due) dal lato dell’uovo e vengono distribuite dieci piccole pedine brachiosauro, che saranno la dote di pedinosauri di ogni giocatore.
Nella fase di cova delle uova ogni giocatore gira la brachiofreccia dello spinner e posiziona uno dei propri pedinosauri in base a quanto indicato dalla coda del dinosauro: se l’azione non si può svolgere il turno verrà perso. La fase termina quando tutte le venticinque uova sono state assegnate. Tra le azioni, oltre al piazzamento dei pedinosauri, ci sono la possibilità di rubare un dinosauro già scelto da un avversario, piazzare due pedinosauri anziché uno, la nascita dell’uovo (così il dinosauro non potrà più essere rubato) e la rottura di un uovo che mette fuori gioco un dinosauro a meno di indicazioni particolari delle Carte Evento. Terminata la fase di cova si passa alla fase battaglia dei dinosauri, dove ogni giocatore dispone davanti a sé carte dinosauro schiuse che costituiranno la propria squadra; il giocatore di turno decide quale dinosauro portare in combattimento e quali avversari sfidare (da un minimo di uno a un massimo di tutti e tre) ogni giocatore sfidato decide a questo punto quale dinosauro portare al combattimento. Determinati i dinosauri può avere inizio il combattimento che avviene girando la brachiofreccia, che indicherà l’abilità in cui si sfideranno i combattenti, vince chi ha il maggior numero di uova nell’abilità (colore) indicato; in caso di parità viene presa la carta domanda e, a partite dal giocatore di turno, si deve provare a rispondere al domanDino del colore dell’abilità in cui ci si è sfidati. Tutti i dinosauri sconfitti tornano nelle mani dei proprietari che li conservano rigirandoli dal lato uovo (esiste, infatti, la possibilità che ritornino in gioco). Lo spinner può indicare, al posto del combattimento, un Evento: in questo caso si gira la carta evento e se ne applicano gli effetti.

Vince l’ultimo giocatore ad avere nella propria squadra almeno un dinosauro.

Variazioni sul tema
Le uova si schiudono, le carte vengono girate ma viene confermato il quadrato 5*5 e il pedinosauro rimane sulla carta. Il giocatore di turno, dopo aver deciso quale dinosauro portare al combattimento sceglie lo sfidante con il vincolo che la sfida può essere lanciata solo a dinosauri adiacenti (anche in diagonale). All’inizio del turno è possibile spostare un proprio dinosauro scambiandolo di posto con un dinosauro morto. Le condizioni di vittoria non cambiano.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
La prima fase che si può considerare una fase di Deck Building è divertente, soprattutto alla ricerca di quel dinosauro che vuoi accaparrarti per completare la tua squadra: Lorenzo va, ad esempio, alla ricerca dei carnivori del Cretaceo sperando di arricchire la sua squadra con il Tirannosauro e/o il Velociraptor, mentre il suo papà è sempre stato affascinato da Triceratopo e Stegosauro e nella mia squadra non possono mancare (sono pacifico io!).
La seconda fase del combattimento è in larga parte dominata dalla fortuna e da quale abilità verrà indicata dallo spinner, anche se entrando per secondi (o per ultimi in caso di quattro giocatori) si avrà una parziale idea di quale dinosauro coinvolgere nella lotta per avere un po’ più di possibilità di vittoria. E poi una battaglia è sempre una battaglia, soprattutto se c’è una vittima alla fine della stessa. Positiva l’idea delle Carte Evento che introducono quella variabile che rende il gioco un poco più imprevedibile. Interessante la considerazione che con la variante il gioco diventi un po' più tattico e possa interessare anche maggiormaente in una visione da gamers: le scelte si effettuano non solo in funzione del deck-building, ma anche in funzione delle scelte degli avversari.

Cristiano Dal Sasso
Mi piace molto la cura che viene messa nella creazione dei giochi CreativaMente, con il coinvolgimento di persone esperte nel settore, e anche con DINUOVO si conferma questa tendenza. La consulenza del più noto paleontologo italiano, Cristiano Dal Sasso, e fra i più noti paleontologi mondiali, è sicuramente un valore aggiunto. Dal Sasso lavora per il Museo di Scienze Naturali di Milano, ha pubblicato diversi studi scientifici sui dinosauri, e, soprattutto, ha partecipato attivamente alla scoperta di Scipionyx (anche conosciuto come Ciro) di cui se vi fa piacere potete leggere qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Scipionyx_samniticus e di cui potete vedere l’immagine qui al fondo del paragrafo, come rappresentato sulla carta di DINUOVO.
Una nota di merito per l’attenzione posta ai disegni dei dinosauri: quasi un trattato scientifico ogni dinosauro rappresentato. Lo Spinosauro (protagonista anche della copertina) è contraddistinto dalla forma della "vela" sul dorso con la sella che deriva dai recenti studi che sono stati fatti dal National Geographic, anche in collaborazione con lo stesso Dal Sasso.

L’amico Pessi non sarà d’accordo, ma ritengo il numero delle carte dinosauro (venticinque) un po’ troppo basso e inoltre questo toglie un po’ di gusto alla prima fase, dal momento che se si è in tre giocatori tutti i dinosauri entreranno sempre in gioco. Avere dei dinosauri che rimangono fuori dal gioco avrebbe sicuramente alcuni effetti benefici, come una maggiore rigiocabilità e un po’ di curiosità aggiuntiva nell’analizzare non solo quali dinosauri faranno parte della propria squadra, ma anche quali non sono entrati in gioco. Quando giochiamo in due con il quadrato 4*4 è simpatico il rimpianto per il temibile Allosauro non entrato in gioco e per lo scampato pericolo di aver aggiunto alla propria squadra il Diplodoco, forte solo nella corporatura.

Le dodici Carte Evento sono ben studiate e danno una buona idea di cosa poteva succedere in un
mondo preistorico a rendere complicata la vita dei dinosauri; una critica non critica per la Carta Evento 'UN ASTEROIDE CADE SULLA TERRA' che è davvero devastante (anche un po' troppo) e che determina, all’atto pratico, l’immediata fine del gioco: io e Lorenzo eravamo belli carichi per le sfide con le nostre squadre... primo giro di ruota... carta evento... asteroide... fine partita... che tristezza!!! Di sicuro le probabilità sono minime, ma quando l’evento ASTEROIDE si verifica all’inizio della seconda fase c’è un po’ di amaro in bocca per un gioco che non si è giocato sino in fondo.

Le Carte Domanda contengono ciascuna una domanda per ognuna delle cinque caratteristiche con una riposta da scegliere tra le tre proposte, di queste spesso una è veramente molto poco probabile (diciamo che si intuisce che non è la risposta giusta) mentre per le altre due qualche volta ci si può arrivare con il ragionamento altre solamente con la fortuna. Gli adulti sono avvantaggiati rispetto ai nongrandi? Be' in qualche caso sì, magari per reminiscenze di quanto studiato o sentito dire, ma nella maggior parte dei casi la lotta è alla pari. Il numero delle carte, poi, garantisce una discreta rigiocabilità: di sicuro le risposte tenderanno ad esaurirsi dopo molte partite, ma questo è un piccolo problema che accumuna tutti i giochi che presentano delle carte con delle domande… e se non avete una memoria super prodigiosa alcune risposte tenderete anche facilmente a dimenticarle, soprattutto dopo un certo lasso di tempo (e magari vi stupirete di come invece i piccoli di casa si ricordino domanda e risposta). Piccolissima nota di merito per la pagina conclusiva del regolamento che rappresenta i venticinque dinosauri con tutte le loro caratteristiche, mentre piccolissima nota di demerito per il regolamento che riesce a essere non proprio chiarissimo in tutti i passaggi, in un gioco fondamentalmente molto semplice.

Eccoci alla consueta riflessione sull’età a partire dalla quale si può iniziare a giocare. Sulla scatola è indicato 6+ e direi che mi sembra un target corretto per il gioco, certo c’è bisogno che al tavolo ci sia qualcuno capace di leggere le domande, meccanismo per dirimere le parità (e quindi il target potrebbe spostarsi leggermente verso l’alto), ma a parte questo il gioco può facilmente essere giocato già a partire dai sei anni, se invece si scelgono altri modi per dirimere le parità (ad esempio rigirare la feccia per scegliere l’abilità che dirime la parità) il gioco può quasi considerarsi come un 5+.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “non abbiamo mai conosciuto dinosauri, ma senza di loro saremmo diversi”, come scrive Giorgio Manganelli, In onore dei dinosauri, su Corriere della sera.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) ha imparato giocando al gioco DINUOVO o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • se siete appassionati di dinosauri… e se avete un figlio maschio prima o poi lo diventerete
    per forza, con questo gioco appariranno (con precisione scientifica) i più famosi dal Tirannosauro Rex, al Triceratopo, all’Allosauro; quindi il gioco vi aiuterà nell’associazione nome-tipo del dinosauro e ne enuncerà anche le principali caratteristiche;
  • la fase di costruzione di un proprio mazzo, possibilmente funzionale al massimo al combattimento, anche se poi sarà la fortuna a farla da padrona;
  • la fortuna può essere un fattore determinante negli scontri, così anche il terribile Spinosauro può perdere con l’innocuo Brachiosauro se la caratteristica in cui ci si sfida è quella della Corporatura;
  • che pterodattili, ittiosauri e plesiosauri non sono dinosauri! Mi cade un mito!

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare il classico termine 99 (accidenti a cento anni non potrò più giocare con i giochi in scatola!) e penso che, se preso con lo spirito corretto, il gioco possa tranquillamente sopravvivere a lungo nella ludoteca di chi lo possiede. Di sicuro è un gioco con uno spirito familiare, per cui la sua longevità dipende anche, e, soprattutto, con chi lo si vuole giocare e quanto spesso lo si metterà in tavola.


PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Il primo motivo è che i bimbi potranno insegnare alle loro mamme i nomi dei dinosauri… visto che, mediamente, le donne sono allergiche al tema (al contrario dei papà, che sicuramente si ricorderanno di quando loro da piccoli erano affascinati dai dinosauri quanto se non di più rispetto ai loro figli). E poi dai, anche mamma sarà costretta a fare a botte per una volta :D.

Si ringrazia CreativaMente per la coppi di review concessa.

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