venerdì 29 luglio 2016

[nonsolograndi] Gallina City

scritto da
Simarillon (Davide)

Finalmente Carlo A. Rossi oggi a nonsolograndi. Ho sempre letto benissimo dei suoi giochi e ho sempre avuto ottime sensazioni leggendo i suoi regolamenti, ma ad oggi non avevo mai avuto la possibilità di giocare con una sua creazione, ma con Gallina City della Cocktail Games (distribuito in Italia da Oliphante) finalmente ho colmato questo vuoto. Il gioco si può giocare da due a sei giocatori in partite che durano 30 minuti circa, Il gioco è illustrato da Olivier Fagnère e si può giocare a partire dai sei anni.
Pronti a scoprire se Carlo A. Rossi ha mantenuto le forti aspettative che riponevo nei suoi giochi? Continuate a leggere.




I MATERIALI
Il gioco si presenta con una bella scatola di metallo di dimensioni contenute e di forma quadrata al cui interno è possibile trovare:
  • 56 carte in formato quadrato ognuna contenente quattro illustrazioni;
  • un regolamento in italiano ottimamente spiegato.  
Materiali minimal quindi giudizio super-difficile. Mi sento comunque di dare un giudizio positivo sia per la scatola in metallo sia per le belle illustrazioni del gioco sia soprattutto per le carte ottimamente illustrate e molto resistenti, importante dal momento che sono tutto il gioco e assolutamente non imbustabili.


IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco prevede una versione cooperativa e una competitiva, con regole molto simili fra le due modalità di gioco (il regolamento suggerisce di affrontare prima la modalità competitiva e solo successivamente quella cooperativa).

COMPETITIVO: Il gioco si svolge in tre turni. Ogni giocatore riceve sette carte da tenere in mano.
materiali in gioco
Lo scopo del gioco è quello di descrivere con precisione le immagini e sbarazzarsi delle proprie carte prima degli avversari. Tutti i giocatori contemporaneamente descrivono una delle immagini sulle proprie carte cercando, al contempo di ascoltare le descrizioni degli avversari. Lo scopo è di trovare un giocatore che abbia un’immagine identica a una delle proprie. Quando due giocatori pensano di avere una carta con la stessa immagine devono gridare chicchirichì e calare le due carte affiancate sul tavolo. L’immagine va indicata con il dito e gli avversari hanno cinque secondi per controllare se le immagini sono identiche o hanno delle differenze. Se le immagini sono identiche (o se non sono state individuate differenze) i due giocatori scartano le carte; se le immagini sono diverse le carte vengono comunque scartate, ma i giocatori che hanno sbagliato pescano una nuova carta come penalità. Se ad un giocatore restano in mano due carte deve gridare FINE, chi chiude fa zero punti di penalità, gli altri giocatori hanno un punto negativo per ogni carta che hanno ancora in mano.
Dopo la prima mano si fanno una seconda e una terza mano con regole analoghe a quelle sopra descritte, ma in cui i giocatori ricevono rispettivamente otto e nove carte.
La partita finisce dopo tre mani e vince il giocatore con il minore numero di punti negativi.

COOPERATIVO: Il gioco è analogo (nelle regole) a quanto descritto in precedenza (lo scopo è quello di trovare una figura identica a quella di un altro giocatore).
Inizialmente si assegnano le carte in base al numero di giocatori e poi si cerca di sbarazzarsi delle carte. La mano può finire perché:
  • si esaurisce il tempo del conto alla rovescia
  • resta un solo giocatore con delle carte in mano 
  • tutti i giocatori sono d’accordo nel dire STOP, ritenendo che non ci sia più alcuna immagine identica in gioco (se è vero i giocatori scartano tutte le carte, se è falso si mettono da parte le carte rimaste che verranno aggiunte a quelle distribuite alla seconda mano con ulteriori tre carte di penalità).

Ci sono poi un secondo e un terzo turno con regole analoghe e con eventualmente l’assegnazione delle carte del turno precedente.
Si vince in caso tutti i giocatori tranne uno abbiano finito le carte al termine della terza mano, in caso contrario… sconfitta per tutti.


CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Dunque Carlo A. Rossi ha rispettato le forti aspettative che avevo riposto in lui come game-designer? Diciamo di sì, anche se mi rimane qualche perplessità sul gioco e quindi lo promuovo, ma non a pieni voti :D.  

scopri la differenza
Gallina City è un gioco divertente ma c’è il rischio che diventi, almeno nella sua versione competitiva, un po’ troppo lungo (almeno per i più piccoli) rispetto all’esperienza di gioco; le immagini sono molto simili e la confusione che si crea nella descrizione simultanea è divertente, ma non aiuta a cogliere tutte le sfumature, c’è quindi il rischio che si impieghi davvero un po’ troppo a raggiungere l’agognato traguardo delle due carte; personalmente abbiamo aggiunto la possibilità di fare una domanda per ognuna delle descrizioni che vengono fatte così che si possa velocizzare un po’ l’accoppiata di carte identiche (soprattutto in caso di partite con i più piccoli). D'altronde nella sua versione cooperativa è, invece, un po’ troppo veloce e nelle partite che abbiamo fatto, soprattutto con i più piccoli, non siamo mai riusciti a vincere nel tempo suggerito dal regolamento: almeno inizialmente il mio suggerimento è… allungate un po’ il timer per ognuna delle manche. Nel complesso positivo avere sia un gioco cooperativo sia un gioco competitivo nella stessa scatola.

Non sono molti i giochi cooperativi per bambini (o almeno quelli in cui mi è capitato di imbattermi) eppure la meccanica del cooperativo può facilitare l’avvicinare al gioco in scatola anche piccoli giocatori alla ‘prima esperienza’. Particolare che si suggerisca di approcciare prima la versione competitiva e poi quella cooperativa, ma questo rende bene l’idea di quanto sia difficile vincere in quest’ultima modalità di gioco. Per finire, è un cooperativo, che proprio per la natura del gioco, impedisce l’effetto del giocatore che gioca per tutto il gruppo invece che con tutto il gruppo.

Mi piace molto l’interazione, divertente, che si viene a creare nella descrizione simultanea, i più piccoli avranno difficoltà a descrivere e contemporaneamente ad ascoltare una delle altre descrizioni e facilmente si focalizzeranno su uno dei due aspetti. Rendendo forse il gioco… un po’ meno interessante almeno per i più piccoli.
Carina l’idea di avere più di una figura e di demandare la scelta sulla descrizione da effettuare al giocatore, ognuno avrà predisposizione a scegliere delle specifiche immagini; ad esempio Lorenzo parte sempre dell’accoppiata gallina coniglio che si inseguono. Molto belle, come già accennato, le carte, con illustrazioni belle, simpatiche, semplici e con assoluta ricchezza di particolari, funzionali proprio allo svolgimento del gioco.

Il gioco risente di un difetto strutturale per cui chi ha già giocato molte volte è avvantaggiato rispetto a giocatori alle prime partite, dal momento che sono state acquisite le informazioni sulle immagini presenti sulle carte e quindi si avrà la tendenza a descrivere con più precisione il dettaglio necessario, così durante una partita ho sentito dire a Lorenzo: “non è possibile, non c’è il gallo con la scarpa di quel colore…” anche se nel caso specifico l’informazione era sbagliata dal momento che nelle precedenti partite non aveva mai visto quell’illustrazione.

Per finire la solita riflessione sull’età: la scatola indica un 6+, credo che sia un’indicazione più che corretta ad individuare il target di età minima dei fruitori del gioco, senza niente altro da aggiungere.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del
uguali?
giocare e che Confusione è parola inventata per indicare un ordine che non si capisce, come scrisse Henry Miller in Tropico del Capricorno.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Gallina City… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • l’insegnamento più interessante è sicuramente quello di porre una notevole attenzione e cura del particolare, che è alla base di tutto il gioco;
  • si impara il concetto di manche e che a volte è possibile vincere… anche senza vincere nemmeno una manche (difficile ma può succedere);
  • per giocare bisogna rimanere concentrati sia nella descrizione della propria carta sia nell’ascolto delle carte degli altri, con la necessità di gestire al meglio la notevole quantità di informazioni che arrivano durante il flusso di gioco;
  • lo stimolo di poter giocare ad uno stesso gioco in maniera cooperativa o competitiva fa approcciare il gioco in modo diverso e quindi lo stesso gioco può fornire sensazioni anche molto differenti… a partire dal si vince e si perde tutti insieme quindi ci si deve aiutare.


FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
come sono andato?
In questo capitolo, come ho già scritto, azzardo delle ipotesi sulla base delle mie limitate conoscenze su età future, che sono tutte da esplorare con Lorenzo, e su delle sensazioni che mi ha trasmesso il gioco ed, eventualmente, sulle poche partite che ho potuto fare al gioco con bimbi di varie età un po’ più grandi di mio figlio. Con piccoli accorgimenti/aggiustamenti Gallina City è un gioco che si può tranquillamente tirare fuori sempre anche tra soli adulti e con una longevità pressoché infinita.


PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Eccoci pronti a giocare tutti insieme con oche, papere, galline e… quindi le femminucce non potranno esimersi. Il fatto che il gioco sia cooperativo e non competitivo può aiutare a farlo apprezzare anche a quelle mamme un po’ meno competitive e che più difficilmente si avvicinano al gioco. E poi le mamme sono sempre attente alla cura del dettaglio, quindi potrebbero essere anche avvantaggiate.  

Se avete trovato il gioco interessante lo potete trovare su Egyp.

2 commenti:

  1. Gioco molto divertente che deve essere giocato con il contagocce perché, dopo una partita, fa venire un bel mal di testa, a dipendenza di quanto ci si scateni.
    La versione competitiva ha una meccanica che trovo molto interessante. Il fatto che gli avversari abbiano solo 5 secondi per verificare la correttezza dell'annuncio e il fatto di poter offrire a tutti indistintamente le proprie carte, rendono il gioco molto dinamico e frenetico.

    Non so quanto sia adatto ai bambini "piccoli" proprio per questa frenesia che si va a creare e per la difficoltà (oggettiva) nel reperire TUTTI i dettagli descritti da ogni disegno. Però non l'ho provato con bambini quindi la mia affermazione non è accompagnata dall'esperienza.

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    1. E' difficile definire "piccoli". Sicuramente è un gioco complesso per i bambini proprio per la necessità di organizzare al meglio le informazioni, sia quelle da dare sia quelle che si ricevono.

      Se troppo piccoli o troppo in difficoltà (snaturando il gioco) io ho introdotto la modifica che si descrive la carta ognuno al proprio turno per il tempo di una clessidra, così da togliere la parte confusione e anche così il gioco rimane interessante per i piccoli giocatori (li si abitua a parlare e alla cura del dettaglio).

      Concordo che il gioco è molto dinamico e interattivo nella meccanica competitiva è l'aspetto che più mi ha colpito, anche la capacità di saper sfruttare le descrizioni degli altri ad esempio.

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