mercoledì 24 agosto 2016

[Altro] Operazione Portabilità: App da Tavolo, l'estate è salva... (terza e ultima parte)

scritto da Simone M.

Ultimo articolo, almeno per adesso, dedicato alle App da Tavolo.
Completo la mia carrellata di versioni digitali di Giochi da Tavolo con un trittico piuttosto muscoloso di titoli. Questi tre giochi, che chiudono il mio reportage, sono probabilmente, insieme a Twilight Struggle, le migliori versioni digitali fra quelle provate.
Nelle conclusioni dello scorso articolo (qui il link) ho cercato di tracciare una sorta di classificazione delle App tratte dai Giochi da Tavolo provando a distinguere trasposizioni e rivisitazioni digitali.
Definire una nomenclatura o una tassonomia non è mai facile.
Si finisce per essere, forse, pretestuosi e magari banali.
La conclusione a cui sono giunto è che ogni applicazione non è altro che un'esasperazione virtuale della versione in cartone, legno e "ossa". Gli sviluppatori restano legatissimi alla scatola senza sforzi creativi di creare, magari, un'esperienza di gioco differente o adattata.
Fortunatamente non tutti questi esperimenti digitali sono aridi surrogati, anzi, complice forse la materia prima da cui sono tratti, spesso il connubio analogico/digitale crea dei piacevoli diversivi ad alta definizione che non hanno l'odore delle fustelle ma la praticità propria dei dispositivi mobili.


"Cabin crew, prepare for landing!"

I – "SetApp" 3

Sezione un po' copia ed incolla.
Ancora una volta come per i precedenti articoli occorre specificare la materia dell'articolo.
Le applicazione sono state scaricate per un dispositivo iOS, pertanto disponibili sull'AppStore. Ho approfittato di alcune offerte lampo, per cui alcuni prezzi potrebbero non corrispondere a quelli citati nell'articolo. A parte queste piccole precisazioni, ancora una volta, vi auguro: buona lettura.

II – PlayList n°3


Lords of Waterdeep 

Lingua: inglese / Interfaccia: fluida ed ergonomica / Account: si può giocare anche senza crearlo. Serve per le partite online. / Modalità di gioco: 1vsIA (fino a 6 giocatori virtuali) / Tutorial: sì (il gioco vi guiderà nella prima partita) / Prezzo (circa): €6,99 / Espandibile: sì (è disponibile Scoundrels of Skullport)

L'originale (in pillole): Waterdeep è una delle città più potenti della Sword Coast e dei Forgotten Realms (D&D) ed è governata da Lord che celano la loro identità ai propri sudditi. I suoi vicoli, le sue taverne ed i suoi sotterranei fanno da sfondo ad incredibili ed epiche avventure.
Questa introduzione farebbe pensare che sotto il coperchio della scatola ci sia tutto l'occorrente per allestire un dungeon crawling ambientato in uno dei setting più famosi della saga di Dungeons&Dragons ed invece Lords of Waterdeep è stato il piazzamento-lavoratori rivelazione del 2012. I giocatori, infatti, vestiranno i panni di uno dei Lord Velati di Waterdeep impegnati ad inviare i propri agenti (worker) per tutta la città a raccogliere le risorse utili (guerrieri, ladri, maghi e chierici) per superare una serie di missioni che garantiranno loro punti prestigio utili a sopraffare gli altri Lord.
Alla fine della partita infatti ciascun giocatore rivelerà la sua identità e calcolerà i propri punti vittoria in base all'abilità punteggio speciale propria di quel Lord.

La versione digitale: impeccabile trasposizione ad opera della Playdek. Spazio di gioco e comandi organizzati in maniera intuitiva ed ergonomica. Il piazzamento lavoratori viene perfettamente simulato mediante il drag (trascinamento)  dei meeple virtuali sulla plancia che, a differenza del gioco originale, presenta qualche leggera e gradevole animazione.
È possibile settare l'aggressività dell'Intelligenza Artificiale degli avversari (virtuali). Il gioco fornisce la possibilità di giocare ovviamente online con altri utenti.
Per completare l'esperienza obbligatorio l'upgrade con l'espansione Scoundrels of Skullport che introduce nuovi Lord, nuove carte Intrigo e nuove carte Missione nonché due locazioni (Skullport e l'Undermountain) e i famigerati token corruzione.
Occhio, come l'originale in scatola, l'applicazione è solo in inglese.

Impressioni: vi dico solo che è l'applicazione su cui inciampo sempre anche quando sono sicuro di non riuscire a completare la partita. Il comodissimo resume game però ci permette di riprendere da dove si era interrotto. Occhio solo a regolare l'aggressività degli avversari se portiamo il livello sul rosso... vincere è quasi impossibile.

Neuroshima Hex

Lingua: inglese / Interfaccia: intuitiva / Account: si può giocare anche senza crearlo. Serve per le partite online e per acquistare le espansioni. / Modalità di gioco: 1vsIA (fino a 4 giocatori virtuali) / Tutorial: sì, giocabile / Prezzo (circa): €4,99 / Espandibile: sì

L'originale (in pillole): Titolo per 2-4 giocatori che, alla guida di una delle cinque fazioni (Moloch, Borgo, Outpost, Hegemony e Doomsday Machine) si sfideranno, in una lotta senza quartiere, per eliminare i propri avversari espugnandone il Quartier Generale (HQ). Vi rimando alla mia recensione di dettaglio dell'edizione 3.0  (qui).
Ciascun giocatore ha a disposizione una serie di esagoni fra i quali distinguiamo Quartier Generale (HQ), Unità, Azioni. Una volta piazzato l'HQ sulla plancia i giocatori giocheranno, a round alterni, i propri esagoni. Le unità si andranno a posizionare sempre in plancia mentre le azioni innescano effetti one-shot che si esauriscono immediatamente. Anche i combattimenti vengono innescati in questo modo: con un esagono azione. Il combattimento si risolve in base al valore d'iniziativa di ciascuna unità presente in gioco. Vince il primo che porta a zero i punti struttura dell'HQ avversario. In caso di parità vince la fazione con l'HQ meno danneggiato.

La versione digitale: Praticamente un clone dell’originale da tavolo in ogni suo aspetto.
La grafica richiama la versione 3.0.
In ogni momento è possibile richiamare la guida rapida per rinfrescare la memoria in merito alle abilità di ogni pedina ed inoltre, cosa da non sottovalutare, è possibile (con un comando undo) annullare l’ultima mossa. I comandi e la sensibilità del drag è buona, ma bisogna acquisire dimestichezza, soprattutto, con la funzione di rotazione delle tessere. Schierare un unità orientata in maniera errata può essere fatale.

Impressioni: Neuroshima Hex costituisce quasi un paradosso tecnico. La sua struttura infatti si presta perfettamente alla trasposizione digitale. Ogni elemento ed ogni dinamica innescata dalle meccaniche di gioco ne fanno l'App perfetta.
Veloce, modulare e longeva. Unico limite forse la lingua dell'applicazione ma, come l'originale la dipendenza dall'anglosassone idioma si sente solo in fase di assimilazione del regolamento poi, il tutto, è abbastanza in discesa.

Pandemic

Lingua: inglese / Interfaccia: user-friendly / Account: no, il gioco è solo locale / Modalità di gioco: 1vsIA (fino a 6 giocatori virtuali) / Tutorial: sì  / Prezzo (circa): €4,99 / Espandibile: sì

L'originale (in pillole): parliamo forse del più famoso collaborativo di sempre, quindi mi limiterò a rinfrescarvi le meccaniche giusto per dovere di cronaca.
Attorno al tavolo i giocatori interpreteranno un gruppo di scienziati, ciascuno dotato di una capacità speciale, occupati a debellare quattro terribili malattie che rischiano di sterminare la razza umana.
Spostandosi da un capo all'altro del mondo dovranno contenere le infezioni ed il livello di contagio eliminando tutti i focolai che i virus accenderanno.
Impresa ardua perché il tempo vola ed ogni disaccordo o passo falso porteranno il gruppo verso un inesorabile fallimento.

La versione digitale: anche in questo caso "copia conforme all'originale". Personaggi, illustrazioni, colori. Se non fosse per le animazioni si direbbe di stare giocando proprio a quello vero con la plancia in cartone telato spesso e cubetti di plastica.
Il livello di difficoltà è regolabile, ma resta un gioco spietato.
Un sollievo, forse misero, vedere il mazzo contagio mescolarsi da solo dopo un'epidemia. I suoni, le animazioni e la colonna sonora, molto curata, rendono benissimo l'idea dell'ambientazione.
Gli elementi di gioco sono organizzati in maniera sobria ed ordinata.
I comandi vengono impartiti in maniera chiara e l'applicazione esegue senza intoppi.

Impressioni:  anche qui ci troviamo dinnanzi ad un prodotto di qualità eccezionale, curato in ogni dettaglio sia tecnico che grafico. L'interfaccia è decisamente user-friendly. L'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è la sensazione che questa versione fosse inappropriata. In sintesi:  fra tutte le tipologie di gioco mi sono convinto che ha davvero poco senso replicare un collaborativo.
Il gioco non permette di giocare online con altri utenti.
Il dover comandare da soli l'intero gruppo di scienziati mentre l'Intelligenza Artificiale gioca la sua partita è, onestamente, piuttosto deprimente.

III – Conclusioni, saluti... baci ed abbracci

Per adesso ci salutiamo, come l'estate.
È stato un piacevole viaggio di gioco e di playtest. Pochissime le cantonate prese e molte interessanti elucubrazioni. Una riflessione plausibile ma alquanto scontata è questa: le trasposizioni sono il preludio di una maggiore integrazione fra i supporti di gioco tradizionali (cartacei) e digitali.
Potrei citare esperimenti più o meno riusciti come Alchimisti o X-COM, il Gioco da Tavolo. Due titoli in cui i supporti digitali entrano a pieno titolo nella lista dei "materiali/componenti di gioco". Nel primo caso come un'interessante alternativa alle plance di gioco fisiche mentre nel secondo caso, invece, come un maldestro tentativo di esperienza ludica a realtà aumentata, non opzionale, che rende legnoso un titolo, in realtà, molto ben progettato.
L'esperienza di X-COM ha spinto però Fantasy Flight Games a sperimentare forme di interazione digitale più ergonomiche e meno pesanti progettando le App Master che trasformano in collaborativi puri, senza la necessità di un arbitro di gioco in carne ed ossa, cavalli di battaglia come Descent e Le Case della Follia (2nd ed.).
Da questo viaggio nasce dunque una pacifica rassegnazione dinnanzi al cambiamento in atto.
Cambiamento però che in alcuni, remoti casi ha portato a processi inversi ovvero giochi nati digitali che diventano da tavolo. È il caso di Plague Inc, applicazione che ha senza ombra di dubbio ispirato Pandemic: Contagion e che giungerà (grazia ad un KS) presto nelle case americane e poi, forse, nelle nostre. Spero di riuscire a provare il titolo per cercare di cogliere gli elementi di reverse engineering proprio alla luce dei miei tre articoli.
Alla prossima.

12 commenti:

  1. Aggiungo 2 app che questa estate mi hanno fatto divertire molto per i fans degli american:
    - Arcane Quest 3, ispirato a Heroquest, nella versione base si hanno 4 su 10 eroi disponibili se si aggiunge 3€ si sblocca tutto e saranno gratis anche i futuri aggiornamenti. Il gioco è molto semplice e divertente, la grafica in 3D è fatta bene ed il gioco scorre bene per finirlo richiede almeno una ventina di ore.
    - X-Mercs gioco ambientazione futuristica uscito un annetto fa, ispirato ad un altro gioco online X-COM, abbiamo la scelta del gruppo fra soldati specializzati in pesanti, ricognitori e cecchini è una volta acquisita l'esperienza ogni classe darà la possibilità di scegliere una specializzazione specifica sulle 2 possibili. Rispetto ad AQ questo è un gioco più lungo e volendo si possono spendere euro per velocizzarlo, io non tirato fuori una lira e con calma sto progredendo.

    Per chi vuole approfondire basta scaricarli e provarli :)

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    1. Buttiamo lì anche un Pathfinder card game (Pathfinder Adventures)? Non l'ho ancora provato, ma il primo set di avventure è gratuito per chi volesse testarlo.

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  2. "La conclusione a cui sono giunto è che ogni applicazione non è altro che un'esasperazione virtuale della versione in cartone, legno e "ossa". Gli sviluppatori restano legatissimi alla scatola senza sforzi creativi di creare, magari, un'esperienza di gioco differente o adattata."

    Fatto salvo che preferisco che una versione digitale di un gioco resti fedele alla versione originale, ti consiglio vivamente di dare un occhio ad Agricola (interfaccia completamente riadattata) e Galaxy Trucker (modalità campagna, modalità a turni ecc.) che sono fatte più che bene... Se non sbaglio in questi giorni GT è pure in saldo per il lancio dell'espansione.

    Di più, i deckbuilding con millemila espansioni col supporto digitale ci guadagnano per il semplice fatto di non dover estrarre millemila mazzetti e fare tediosi setup, inoltre ci sono giochi come Neuroshima Hex e Sentinels of the Multiverse che dalla trasposizione digitale guadagnano il fatto di fare tutti i calcoli in automatico, non vedo l'ora che esca Through the Ages.
    Certo, il feeling al tavolo è sempre inarrivabile, ma è indubbio che ci siano anche lati positivi nelle trasposizioni (Ascension, con tutte le espansioni, è il mio perfetto scacciapensieri per quando devo occupare qualche minuto)

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    1. Ciao Luca, scusa se rispondo solo in serata. Indubbiamente le App hanno un livello di praticità che neanche il più portabile dei filler può eguagliare. Innanzitutto perché sono pronte lì, così a portata di click. Nessun giro di chiamate o di messaggini per organizzare la serata. I giocatori sono lì... virtualizzati o loggati da qualche parte.
      Stessa cosa per i materiali (come giustamente accenni)... nessuna scatola, nessuna carta... è tutto lì.

      La mia personale visione è che però si resti troppo legati, in fase di realizzazione, alla versione "in scatola" senza tentare altro.
      Basti pensare che in molti giochi, almeno di quelli che ho provato, si vede il "dado lanciato".

      Nell'articolo precedente ho apprezzato molto Elder Sign: Omen. Proprio perché tenta, in parte qualcosa di diverso. Sempre di "push your luck" dadoso si parla. Come l'originale. Però gli sviluppatori hanno avuto l'idea, per me ottima, di eliminare carte e dadi nell'editing.
      Il gioco resta, fondamentalmente, lo stesso però l'app ha una sua identità.

      Era questo che intendevo.
      Ovviamente la mia è una riflessione personalissima.
      Grazie per il tuo supporto.

      Simo

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    2. Probabilmente abbiamo aspettative diverse, ad esempio a me non vedere rollare i dadi in un gioco che li prevede darebbe molto fastidio :)

      Come segnalavo nel post precedente ti consiglio vivamente di provare Agricola e Galaxy Trucker (sta a 99 cent), sono due perfetti esempi di "adattamento" a un supporto diverso ;)

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    3. Infatti è solo una questione di punti di vista.
      Ed è normale cehe sia così.

      Li scaricherò sicuramente.
      Grazie per la segnalazione ( e per il confronto!!!) :)

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  3. Grande Simone, bel viaggio: grazie per aver aperto la via e testimoniato il cammino ^_^

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  4. grazie per lo splendido articolo. Ho già Pandemic ma non lo gioco mai perché sono la causa della sindrome del giocatore dominante. :-) Quindi ritengo che come solitario su APP sia assolutamente perfetto. lo compro subito !

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  5. Guardatevi anche Twilight Struggle in versione App...

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  6. Guardatevi anche Twilight Struggle in versione App...

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