domenica 14 agosto 2016

[I filler] Piña Pirata

scritto da Bernapapà

Nel 2014 il famoso Donald X. Vaccarino (autore di Dominion e Kingdom Builder) esce con questo filler, Piña Pirata,  da 2 a 6 giocatori, dedicato ad un pubblico famigliare. Grazie alla Giochi Uniti da quest'anno possiamo goderne la versione italianizzata, considerando che il gioco è sostanzialmente un gioco di carte, senza testo, ma il testo è presente eccome nelle tessere avventura. Ancora una volta ci troviamo nell'ambientazione piratesca, dove saremo chiamati a giocare varie mani per accaparrarci i vari frammenti della mappa del tesoro, ogni mano giocata con regole diverse (dettate dalle tessere avventura) nel tentativo di disfarsi della propria mano di carte. Meccanica collaudatissima, ma resa varia dalla presenza delle numerose avventure che renderanno il gioco sempre diverso. Target definito, ottimo confezionamento e splendide illustrazione ne fanno un gioco ideale per trascorrere le  prossime oziose pause estive.



I materiali e le regole

Nella scatola, che si chiude a libretto con la calamita, troviamo un mazzo di 55 carte e 40 tessere avventura. Sulle carte sono rappresentati differenti tipi di pirati: ogni carta può contenere uno o due pirati e abbiamo 10 tipologie di pirati (identificati da un disegno, un simbolo e un colore di sfondo), che compariranno esattamente 10 volte: 9 in coppia con un altro pirata e 1 come pirata solitario. Le tessere avventura, in cartoncino robusto, hanno riportato un nome e un testo, che definisce una regola di gioco, e opzionalmente uno o due simboli di pirati. Il retro delle tessere avventura sono disegnate in modo che ogni tessera costituisca un quarto di una mappa con al centro il simbolo del tesoro.
Le carte sono molto belle, in formato oblungo, ben plastificate e con bellissimi disegni fumettosi dei pirati tratti dal regno animale. La confezione, come già detto, si presenta molto bene: i materiali sono di primo livello.
Le regole sono molto semplici: ad ogni mano il mazziere distribuisce 8 carte a testa (7 in 6) e viene girata una carta per iniziare il mazzo degli scarti. Vengono poi estratte 2 tessere avventura che definiranno le "regole" per la mano attuale. Si gioca quindi a turno, con la regola che è possibile scartare una carta solo se in essa è rappresentato uno dei due pirati presenti sul mazzo degli scarti. Se non si possiede la carta giusta, si pesca dal mazzo. Giocata la carta, si verifica se nelle avventure attive ci sia qualche regola da applicare.
Il turno termina immediatamente quando il primo giocatore rimane senza carte. A quel punto pesca 3 tessere avventura: una la posiziona accanto alle tessere avventura attive, aumentando il numero di regole da applicare, l'altra la mette sotto la pila delle tessere avventura e la terza la gira a formare la propria mappa del tesoro. Se le avventure diventano troppo complesse da rispettare tutte (o se sono più di 6), le si scartano e si ricomincia con 2 nuove tessere. Il primo che avrà completato la mappa con le 4 tessere sarà il pirata più ricco, perché troverà per primo il suo tesoro.
Queste le regole, ma se non si fa qualche esempio delle tessere avventura, non si capisce la potenzialità del gioco... Ad esempio, c'è la carta che permette di giocare un Pappagallo su una Scimmia, oppure se giochi un Ratto scarta un'altra carta e ripesca dal mazzo, o ancora, i Trichechi contano come Jolly, o se giochi una Tartaruga chiunque possiede una sola carta deve pescarne un'altra, e così via... Le avventure sono 40, per cui le combinazioni sono davvero molte.

Le impressioni

Il gioco è davvero molto semplice ed è quindi necessario individuare il target corretto per goderne appeno: sulla scatola c'è un 7+, ma secondo me, con un adulto che spiega le regole delle avventure, anche un bimbo di 5 anni ci potrebbe giocare senza problemi. Come in tutti i giochi di questo genere, la dea bendata domina l'andamento della partita, ma l'idea di mettere le avventure rende il gioco sempre molto vario aumentando decisamente il coinvolgimento goliardico dei giocatori, con la possibilità di delineare piccoli tatticismi sulla base della propria mano di carte. Validissima alternativa ad UNO, proprio grazie alle avventure, che spesso vanno ad incastrarsi e talvolta risultano quasi contraddittorie, ma ci sta in una meccanica del genere: si ricomincia con nuove avventure e via.
L'autore non ha scoperto nulla di nuovo, ma vuoi la veste grafica, vuoi soprattutto la varietà delle modifiche alle regole, il divertimento è assicurato: stiamo parlando di un filler, da giocare in modo spensierato sotto l'ombrellone o in piena sonnacchiosa fase digestiva. Si possono coinvolgere i bambini ma anche i nonni: insomma un gioco decisamente per tutti, che può essere utilizzato anche per mostrare ai "babbani" che ci si può divertire anche con qualcosa un pelino più "complicato" di UNO.



Potete trovarlo come sempre su Egyp.

Si ringrazia la Giochi Uniti per la copia di review concessaci.


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