venerdì 5 agosto 2016

[nonsolograndi] Fiume senza Fine

scritto da
Simarillon (Davide)

“I tre maghetti vogliono dimostrare di essere davvero coraggiosi e decidono di andare a trovare le terrificanti creature mostruose che vivono lungo il Fiume Infinito. Forse non sono nemmeno così orribili come si pensa! Ma che succede? La barca che trasporta uno dei maghetti cambia improvvisamente direzione. Se solo avesse raggiunto la meta, il ragno gigante! Il Fiume Infinito, infatti, è piuttosto insidioso. E gli altri maghetti non se la passano certo meglio, oppure qualcuno è più bravo a controllare la corrente del fiume? «Zampa di ragno e krill di balena morta! Fiume scorri, dove la mia mano ti porta!» Riuscite ad aiutare il maghetto a deviare la corrente del fiume nella direzione giusta e farlo arrivare sulla riva corretta per scattare la fotografia che manca?“

Questo il contesto in cui si svolge il gioco della Drei Magier Spiele dal nome Fiume senza Fine, gioco di Guido Hoffmann, illustrato da Rolf Vogt; come sempre bravi i tedeschi a contestualizzare il gioco. Il gioco è in Italia grazie a Borella/Orgo Mago che lo importa e distribuisce nel nostro paese.
Questo titolo si può giocare da due a quattro giocatori, a cominciare dai sei anni, in partite con una durata di quindici minuti circa.


I MATERIALI
Tanto, tantissimo materiale in questo gioco targato Drei Magier, ancora una volta rigorosamente ‘made in
Germany’! Andiamo ad elencarli:

  • si parte da una base in plastica, da inserire nella scatola di gioco con un percorso pseudo circolare;
  • tre splendidi maghetti sulle loro canoe, con i cappelli rosso, giallo, blu;
  • trentasei carte di formato quadrato con illustrati i maghetti in varie posizioni ed animali come ragni, rane, serpenti, draghi;
  • un dado a sei facce con i valori 1-2-3.

Le illustrazioni del gioco sono belle, anche se con uno stile molto fanciullesco­; le carte sono ben telate, benché il formato quadro (personalmente) non lo amo troppo; nel complesso, come al solito, quindi, tedeschi promossi… e, se parliamo solo di materiali, a livello di assoluta eccellenza!


IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Al proprio turno i giocatori devono aiutare uno dei maghi ad arrivare al punto di attracco desiderato: entrambe le caratteristiche sono definite dalla carta che si ha in mano. Per far arrivare il mago al punto desiderato il giocatore afferra il fiume con entrambe le mani sui bordi e lo inclina con cautela nella direzione in cui deve muoversi il maghetto; appena la barca arriva tra i due segni del punto di attracco, il giocatore ferma il fiume, mostra la carta agli altri giocatori e la mette scoperta davanti a sé. Poi pesca una nuova carta coperta dal mazzo e tocca al prossimo giocatore.
Anche quando non è il proprio turno, ogni giocatore deve sempre tener d’occhio il fiume: se il maghetto che è raffigurato sulla sua carta arriva al punto di attracco del colore abbinato, deve subito gridare ”Stop!”. Il giocatore che sta muovendo il fiume in quel momento non può più continuare! Il giocatore che ha gridato stop posa la carta davanti a sé e ne pesca una nuova coperta dal mazzo.
Termina così il turno del giocatore che muoveva il fiume e tocca ora al successivo, in senso orario.
Se si mette giù una carta che riporta le tre caselle di partenza, i maghetti devono tornare ognuno all’inizio del percorso. Se un maghetto cade nel fiume o viene scaraventato fuori dalla plancia di gioco per troppi movimenti, si passa il turno. Si mettete di nuovo il maghetto al posto da cui era caduto e tocca al giocatore successivo.
Vince il giocatore che mette per primo davanti a sé sei carte illustrate scoperte, o il numero corretto per modulare le proprie esigenze con il tempo di gioco.

Variazioni sul tema
Le regole del gioco sono le stesse, ma quando sospingi il fiume, il giocatore alla sinistra tira il dado finché non esce un “1”. Poi tira finché non esce il “2“ e poi il “3“. E ogni volta grida il numero. Nel frattempo, si deve continuare a giocare terminando il proprio turno prima che sia chiamato il “3”. Se non ci riesci, si passa la mano e tocca al giocatore successivo.
Il giocatore che tira il dado deve comunque tener d’occhio il fiume, per non far perdere il giusto attracco al proprio maghetto. Vince il giocatore che mette per primo davanti a sé sei carte illustrate scoperte o... come sopra!


CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Drei Magier Spiele è sempre stata specializzata nei giochi per i più piccoli, quindi la cura al dettaglio e ai materiali è ai massimi livelli: le tre imbarcazioni con i maghetti sono assolutamente fantastiche, ma alla bellezza dei materiali fa da contraltare un gioco che ha una giocabilità forse un po’ limitata, rendendolo quasi più bello da vedere piuttosto che non da giocare.

La componente di destrezza è spinta al limite nel gioco ed è sicuramente il twist dello stesso, anzi è praticamente tutto il gioco; simpatica l’idea di collegare l’azione della destrezza con il contesto del gioco, trasformando la scatola in questo fiume infinito che scorre (personalmente, inizialmente, non amavo troppo questa soluzione, che, invece, ho visto essere funzionale e permettere scelte interessanti in molti giochi, soprattutto per i più piccoli), così la scelta di fare della scatola parte integrante del gioco si rivela, in questo caso, particolarmente azzeccata e rende bene l’idea di questi maghetti che navigano in questo fiume infinito.

Altro aspetto intrigante del gioco è sicuramente la forte interazione che si crea tra i giocatori, che possono provare a fermare i maghetti quando questi devono attraccare anche se è un altro giocatore a muovere il fiume: chiaramente la fortuna nella pesca delle carte è fondamentale per arrivare alla vittoria.

Il regolamento indica il gioco come 6+ e mi trovo sostanzialmente d’accordo con questa età: il gioco, infatti, ha difficoltà pressoché nulle ad essere spiegato ed appreso, ma ci vuole un minimo di coordinazione a muovere la scatola e prima dei 6 potrebbe essere frustante vedere che non si riesce a eseguire l’azione di far muovere i maghetti come desiderato.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso ed egli non è lo stesso uomo, come scrisse Eraclito.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Fiume senza Fine:
  • innanzitutto è un gioco di abilità manuale (o se preferite di dexterity), quindi la coordinazione e la mobilità fine sono particolarmente importanti per riuscire a portare a termine una partita di successo;
  • la coordinazione psico-motoria-associativa è un altro fattore particolarmente importante;
  • quanto sono disposto a rischiare, il turno di gioco, infatti, è lungo a piacere e, a meno di eventi contingenti, sarà il giocatore a scegliere quando finisce il turno, aumentando progressivamente il rischio che succeda qualcosa;
  • la possibilità di giocare anche nel turno degli avversari obbliga in un qualche modo a rimanere sempre concentrati sulla partita e sul gioco.


FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE?
In questo capitolo, come ho già scritto, azzardo delle ipotesi sulla base delle mie limitate conoscenze su età future, che sono tutte da esplorare, e su delle sensazioni che mi ha trasmesso il gioco. Non credo che Fiume senza Fine abbia nella longevità il suo punto forte, dal momento che difficilmente potrà superare gli anni delle scuole elementari: questa mi sembra una scelta comune della casa editrice tedesca, che in alcuni giochi per nongrandi del suo catalogo spinge al massimo sulla componentistica e modula le difficoltà di gioco su un target di età assolutamente ben definito.


PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Eh dai mamma, in tre è più divertente e poi i maghetti sono tre... inoltre con la pazienza tipica di tutte le mamme sarai di sicuro avvantaggiata per vincere la partita e per inclinare al meglio la scatola!

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