mercoledì 17 agosto 2016

[Recensione] King's Forge: qui il dado è veramente critico...

scritto da Simone M.

Udite! Udite!
Sua Maestà Re Alphons Sedgwixkson III  è in cerca di un nuovo fabbro per la sua real Forgia. Per questo invia un banditore nelle sue terre con la promessa di questo straordinario lavoro al suddito che per primo riuscirà a forgiare 4 oggetti presenti nella misteriosa ed alquanto particolare lista dei desideri del sovrano.
Questa la, debolissima, trama che fa da sfondo a King’S Forge, titolo per 2-4 giocatori della durata approssimativa di 60 minuti ad opera di Nick Sibicky.
Nato, neanche a dirlo, da una discreta campagna KS nel 2014, King’s Forge mescola piazzamento lavoratori e card collection per dare vita ad un titolo in cui i dadi vengono tirati a vagonate. Gioco inedito in Italia ma disponibile sugli scaffali virtuali di qualche store online e con scarsissima dipendenza dalla lingua. King’s Forge è un buon apripista senza troppe pretese, adatto anche a neo appassionati delle disfide ludiche su tavolo. Chi sarà il martello più abile del reame?
Andiamo a sbirciare dentro questa scatola e rivediamoci alla fine per le nostre consuete considerazioni.

I Componenti

La scatola è piuttosto pesante.
La grafica sul coperchio è fumettosa e sicuramente fa presagire l’atmosfera del titolo.
Il regolamento di gioco, in inglese, è composto da pochissime pagine. Contiene diversi esempi ma alcune informazioni, fondamentali, non sono poi così facili da trovare o comunque non sono sufficientemente evidenziate da saltare immediatamente all'occhio. Utilissimo il riepilogo degli effetti di tutte le Carte Raccolta e di tutte le locazioni sulla mappa.
Il tabellone di gioco pieghevole riproduce un immaginario villaggio con cui i giocatori si scorneranno per accaparrarsi le risorse (i dadi e le Carte Raccolta) utili a creare gli oggetti della lista dei desideri del Re.
I 91 dadi colorati (formato wargame) sono indubbiamente i protagonisti indiscussi del gioco. Sono così suddivisi: 42 neri (metallo), 22 verdi (legno), 14 rossi (gemme), 10 blu (magia), 2 bianchi (biblioteca) ed 1 porpora (cimitero).
Altro elemento cruciale del gioco sono le 54 carte, purtroppo stampate su un indecoroso cartoncino ultraleggero, che distinguiamo in: 33 Carte Forgiatura (rappresentano gli oggetti da costruire ed i dadi che occorrono per costruirli), 18 Carte Raccolta (sono delle carte supporto che forniscono abilità speciali al giocatore durante il proprio turno), 2 Carte di Riferimento ed 1 Carta Setup Veloce (utilissima per la prima partita).

Le 4 plance, fronte-retro, Insegna del Fabbro fungono più da segnaposto che da vere e proprie plance per organizzare la discreta quantità di dadi che ciascun aspirante fabbro accumula durante il proprio turno.
Dovevano essere decisamente più grandi e più funzionali.
Infatti la gestione della riserva dei propri dadi risulta un po’ confusa ed i dadi esauriti e non tendono a mescolarsi proprio perché, tali plance, non danno indicazioni di lettura della propria area di gioco.
Completano la dotazione 4 grossi token di legno: 2 gialli che assegnano, quando spesi, al giocatore un “6 Automatico” di un dado di qualsiasi tipo e 2 verdi che possono modificare di “+1” fino a due dadi. I token si guadagnano spendendo dadi in una determinata zona del tabellone di gioco (i moli) e vanno utilizzati entro il proprio turno.
L’elemento che sicuramente colpisce, una volta rimossi tutti gli altri componenti, è la pesante incudine “Primo Giocatore”.
Tanto scenica quanto inutile. Sicuramente una spesa che poteva essere risparmiata a vantaggio di una migliore, ad esempio, qualità delle carte.

II Come si gioca

Il Setup varia in funzione del numero dei giocatori.
Dal Mazzo Forgiatura si pescano un certo numero di carte (13 per una partita a 4 giocatori) e si dispongono nella parte alta della plancia di gioco a formare la Lista dei Desideri del Re. Le carte vanno ordinate in base al numero stampato in cima dal più piccolo al più grande e vanno sovrapposte in modo che siano sempre visibili il numero e tipo di dadi che occorre per forgiarle.
Da queste carte preleviamo  le prime tre  che saranno  gli oggetti forgiabili di turno.


Si crea un secondo mazzo con le Carte Raccolta (retro scuro) mescolando le carte North Mine, South Mine, East Forest e West Forest ad altre 7 carte pescate a caso. Le carte inutilizzate andrebbero poste nella scatola mentre il nuovo mazzo da 11 andrà posto al centro del tabellone. All'inizio della partita si rivelano 4 Carte Raccolta. Quelle utilizzate durante il turno vanno sempre rimpiazzate.
Alla fine del turno quelle usate e quelle inutilizzate vanno rimescolate insieme per formare un nuovo mazzo di pesca disponibile per il turno successivo. 
In merito a questo parte del setup abbiamo adottato dalla seconda partita in poi una home-rule grazie alla quale abbiamo inserito tutte e 18 le Carte Raccolta nel mazzo. L’esclusione di alcune all'inizio della partita rende alcuni componenti inutilizzabili (come il dado Cimitero o i dadi Libreria) e, soprattutto, i turni abbastanza ripetitivi.
Infine ciascun giocatore prende per sé una Plancia Insegna del Fabbro (scegliendo lo stemma che più gli aggrada) e una riserva di 5 dadi “metallo”. Tutti i dadi non utilizzati nella fase di setup vanno stoccati nelle apposite aree stampate sul Tabellone.
Consegnata, a caso, la “discreta” mini-incudine in plastica dura al Primo Giocatore la partita può cominciare.
King’s Forge si gioca in una serie di round e ciascun round è diviso in 3 fasi:
  • Fase Raccolta;
  • Fase di Forgiatura;
  • Fase di Ripristino.

Nella prima fase a turno ciascun giocatore può, grazie ad un semplice “piazzamento lavoratori”,
usare uno o più dei suoi dadi in riserva per prendere dal tabellone 1 Carta Raccolta e risolverne uno dei due effetti a disposizione (alcuni effetti però possono essere risolti in fasi successive) oppure attivare una delle aree Molo, prestampate sempre sul tabellone, per ricevere una delle ricompense indicate (dadi o token).
In questa fase i giocatori possono esaurire dadi (che verranno posti dopo l’uso in un’apposita riserva personale fuori dalla plancia giocatore) oppure spenderli (in questo caso i dadi verranno posti nella rispettiva riserva generale del gioco).
In alternativa i giocatori possono decidere di passare. Il primo a farlo riceverà un dado nero (metallo) da aggiungere alla propria riserva (immediatamente utilizzabile nella fase successiva) oppure un token +1/+1 da usare per la Forgiatura.

Nella Fase Forgiatura i giocatori prelevano dalla propria riserva tutti i loro dadi inutilizzati e li lanciano a turno. Una volta lanciati sarà possibile modificare i risultati ottenuti grazie ai token o all'effetto di alcune Carte Raccolta. Un dado modificato può valere anche più di 6.
Fatto ciò il giocatore di turno può Forgiare un oggetto ovvero compara il valore ottenuto con il lancio dei dadi con quello di una delle 3 Carte Forgiatura attive. Se il valore del dado è pari o superiore a quello stampato sulla carta ed il colore (ovvero il materiale) del dado corrisponde a quello richiesto, allora il giocatore può mettere la carta nella sua area di gioco ma non nella sua area punteggio sotto la plancia).
Infatti il giocatore successivo, in questa fase, può (dopo aver lanciato i dadi) tentare di costruire uno degli oggetti rimanenti sul tabellone oppure può cercare di “rubare” un oggetto appena costruito da un altro giocatore. Per fare questo deve usare dadi di valore più alto. Quando non è più possibile Forgiare o Rubare i giocatori piazzano sotto la propria plancia la Carta Forgiatura ottenuta.
Questa è l'unica fase che garantisce un minimo di interazione diretta fra gli aspiranti fabbri.

Nell'ultima fase ciascun giocatore ripristina la propria riserva di dadi, tutte le Carte Raccolta utilizzate vengono rimescolate insieme nell'apposito mazzo e se ne pescano nuovamente 4.
Infine vengono aggiunte nuove Carte Forgiatura nell’area attiva riempiendo eventuali vuoti prelevando altrettante carte dalla Lista del Re. Fatto ciò può cominciare un nuovo turno.

Vince il gioco il primo giocatore che riesce a Forgiare 4 oggetti. 
Rompono i pareggi i valori numerici delle carte.

III Impressioni finali

King’s Forge si rivolge ad un pubblico di gamer alle prime armi.
La semplicità delle meccaniche ed il comparto regole piuttosto leggero lo pone al livello di un introduttivo, colorato e rumoroso.
Il gioco è un prodotto alla moda, anche se di un paio d’anni fa, in quanto va ad arricchire la schiera di piazzamento “dadi” utilizzati come lavoratori al posto dei classici meeple cercando però di non snaturarli. Nella prima fase infatti i dadi sono veri e propri “worker” di cui ignoriamo assolutamente il valore esposto mentre nella seconda tornano ad essere elementi aleatori ed il loro valore di lancio ne determina o meno l’impiego in partita.
Quanto sono ben equilibrate ed amalgamate queste due dinamiche di gioco?
Ahimè poco.
Un brutto tiro, se non si è corsi ai ripari collezionando Carte Raccolta o Token, può veramente gettare il turno alle ortiche senza possibilità di  scampo. 
Inoltre alcuni turni potrebbero risultare monotoni.
Le tre espansioni (King's Forge: Queen's Jubilee, King's Forge: Glassworks e King's Forge: Apprentices) tentano di calmierare questo evidente difetto di progettazione inserendo Abilità Variabili, Oggetti con Poteri Speciali, nuove Carte Raccolta e nuovi dadi (il vetro) che innescano ulteriori combinazioni.


Quanto costa questo scherzo?
Parliamo di un gioco che sul listino occupa una fascia alta di prezzo: occorrono quasi 60 euro per portarci questa scatola a casa.
Per rimanere in linea al nostro recente esperimento mediatico (Hangout #00) con King’s Forge si ha quella netta sensazione, per dirlo in romanesco, un po’ di aver preso una sola.
È vero che chi compra ha una percezione, in termini di costo, del prodotto molto al ribasso rispetto a chi lo distribuisce. Poiché entra in gioco anche una riflessione ed una valutazione delle modalità d’uso del prodotto stesso. 
Però alcune considerazioni oggettive, in tal senso, vanno fatte.
I materiali sono tanti, il cartone della plancia è buono ed alcuni dadi sono anche perlati ma alla fine molti componenti non sono per nulla ergonomici e funzionali al gioco (le plance giocatore) mentre altri davvero avvilenti al solo tatto (le carte).
Se uniamo queste evidenze alle lacune in fase di progettazione ci troviamo dinnanzi, allora,  ad un oggetto piuttosto deludente. Vero è che se la compagnia al tavolo è piuttosto scanzonata alcuni di questi aspetti potrebbero passare in secondo piano. 
Ripeto, potrebbero.
Lo salvano in parte la longevità, dovuta alle possibili configurazioni del mazzo Forgiatura ed alla natura stessa del dado, e la semplicità.
Che dire se non peccato.

IV La Scheda

Titolo: King’s Forge
Autore: Nick Sibicky
Anno: 2014
Editore Originale: Game Salute
Editore Italiano: inedito
Giocatori: 2-4
Durata: 45-60 minuti

Componenti: In generale, obiettivamente, scadenti e poco funzionali (vedi le plance giocatore). L’elemento veramente debole fra le dotazioni del titolo è la consistenza delle carte. Al tatto sono veramente imbarazzanti. Parliamo di un cartoncino sottilissimo e soggetto a deformazione. Imbustare, in questo caso, è quasi un dovere morale anche se occorrerebbero le MayDay rinforzate. Peccato perché lo stile grafico, un po’ fumettoso, delle illustrazioni meritava supporti decisamente migliori.

Ambientazione: è tutta demandata a packaging ed alla grafica sui componenti. Poteva essere anche una sfida fra pizzaioli a colpi di dadi-ingredienti colorati.

Meccanica: gestione di dadi, set collection e piazzamento lavoratori frullati insieme in un mix facile da imparare. Il gioco è quasi indipendente dalla lingua. Il turno procede in maniera un po’ monotona senza brividi particolari.


Longevità: il numero di carte presente nella scatola base è sufficiente in quanto ne viene utilizzata sempre una quantità specifica in funzione dei giocatori. Tutto sommato buona.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: altra nota dolente. Il gioco è piuttosto salato per essere un introduttivo. La scatola si aggira intorno ai 60 euro e, probabilmente, per quel prezzo considererei altre opzioni, anche se si apparecchia piuttosto facilmente e senza stress.

Consigliato: a coloro che adorano sentire il rumore che fanno i dadi quando rotolano sul legno. Quegli impenitenti lanciatori che godono del brivido dell’imprevisto ed a cui l’ambientazione fantasy non dispiace neanche se appiccicata con pochissima colla. Se cercate un titolo ultra semplice e con tanti, tantissimi dadi... potete procedere all'acquisto (anche se caro).

Sconsigliato: teutonici... ascoltatemi, so che avete letto metallo, legno, costruire roba… ma fidatevi di me, non c'è niente da vedere qui, girate al largo… su, forza… su via… su… non voltatevi… e allora? Pedalare… su…

Il gioco è ovviamente disponibile su egyp.it (qui)

4 commenti:

  1. Che coincidenza: provato proprio ieri sera per la prima volta.

    Mi è piaciuto molto come è necessario capire quanto investire nella prima parte del round e quanto nella seconda (quanto "arricchirsi" e quanto rischiare). Questo aspetto tra l'altro mi spinge a dire che il gioco non sia così evidente per chi è alle prime armi perché richiede una certa pianificazione a lungo termine che i neofiti non sono così abituati a fare.

    A me è piaciuto, sono però di parte considerato che sono un viscerale amante dei giochi in cui i dadi vengono usati in maniera non convenzionale.

    L'unico aspetto che mi fa storcere il naso è il prezzo che francamente, anche se forse giustificabile per carità, è per i miei standard un po' alto.

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  2. Non avevo riflettuto sull'annotazione che hai fatto all'inizio. O meglio,lo sbilanciamento fra la prima e la seconda fase del gioco è tale che l'impegno da profondere nel gioco (a mio, ovviamente, personale avviso) è veramente minimo.

    Questo proprio perchè il controllo sul risultato del dado (utilizzando ad esempio il Setup base delle Carte Raccolta) non è così scontato. Sicuramente diventa strategico il "quando" passare.

    Concordo in merito all'appunto sul prezzo: costa un po' troppo per l'esperienza che offre. Fosse costato la metà sarebbe stato, tutto sommato, un buon prodotto o quanto meno un po' più in linea con il mercato. Se pensi che con meno di 40 ti porti a casa il Segno degli Antichi.

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  3. Tieni conto che la mia osservazione si basa su una sola partita e quindi è più una sensazione.

    È che a volte, "noi gamers" non ci ricordiamo i vari salti concettuali che eravamo obbligati a fare quando abbiamo iniziato a giocare "sul serio" e quindi li riteniamo scontati (ormai si sono creati degli automatismi) e tendiamo a trasporre quindi tale forma mentis a chi si avvicina per la prima volta al nostro hobby.
    Con questo non voglio sminuire i neofiti perché ho visto come la motivazione possa fare miracoli, però è sempre meglio tenere conto degli aspetti descritti poc'anzi soprattutto nella valutazione del peso di un gioco.

    Caro Simone, queste righe non le ho scritte per fare la morale ma semplicemente come riflessione generale su tale tema (scusa se lo sottolineo ma ciò che si scrive a volte è percepito come una critica quando non ce n'è assolutamente l'intenzione).

    Ciao Pol

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    Risposte
    1. Grazie dell'appunto e della riflessione.
      Ogni commento ed ogni osservazione diventano parte dell'articolo stesso.
      Lo arricchiscono.

      Senza voler entrare nelle tue grazie, in maniera inopportuna, credo di poter affermare che solitamente i tuoi commenti ai post del blog sono garbati, pertinenti e puntuali.
      Non avrei mai pensato il contrario leggendolo. :)

      Comunque, hai fatto un'osservazione molto corretta. Forse il gamer più scafato soffre di "approccio miope" ai nuovi titoli. Dando per scontato cose che non dovrebbe.

      Grazie a te.
      Simo

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