lunedì 12 settembre 2016

[Essen 2016 e dintorni] Siamo all'ottava parte ...

scritto da Fabio (Pinco11)

Acc...
Ogni anno, quando si arriva a settembre, si vorrebbe già avere un quadro preciso di quello che ci  aspetta per la fiera ma, al contrario, ogni anno si arriva a compilare l'elenco delle cose da tenere d'occhio solo proprio mentre si stanno preparando i bagagli.
Ogni anno, poi, alla fiera diversi titoli segnati si riveleranno dei fuochi di paglia, mentre decine e decine di altri urleranno a più non posso nella speranza di essere notati, chiedendo di entrare nel pacco delle cose da portare a casa.
Ogni anno, al rientro, ci si butterà poi a scrivere rapidamente la lista delle cose che 'dovevo prendere e chissà perché alla fine le ho lasciate lì'.
Vabbè, oggi eccomi ancora con un nuovo elenco di titoli, più eterogenei che mai, nella speranza di solleticare le fantasie di più lettori possibile :)


BIG FUN GAMES

L'editore in questione è di Taiwan, per cui eccoci ancora con il classico titolo che 'o lo prendi ad Essen o mai più' ed il motivo per cui ne sono rimasto attratto è che il gioco propone una nuova esperienza sensoriale.
The Perfumer, di Chun Lan-Kao, per 2-5 giocatori, con tempo a partita di 60-90', è stato costruito infatti intorno ad un componente centrale, ovvero ad apposite carte gratta e annusa (in inglese scratch and sniff suona meglio ...) e nel corso della partita i giocatori sono chiamati a riconoscere le fragranze annusando le apposite cartine (le info sono coperte da apposite mascherine).
Intorno a questa idea di base c'è poi un tabellone centrale rotondo, con delle locazioni tra le quali ci si può muovere, così come diverse carte profumo, con i necessari ingredienti che devono essere raccolti durante la partita, carte aiutante e così via ... (qui un estratto delle regole in inglese)


APORTA GAMES

Avenue
Passiamo in Norvegia, dove troviamo l'editore che si è fatto notare negli scorsi anni grazie al suo Doodle City  nel 2014, ovvero un simpatico gioco nel quale si doveva disegnare una rete di strade su appositi fogli forniti in blocchetti quali materiali e nel 2015 con Automania, che tanto l'amico Sergio ha apprezzato.
Quest'anno l'editore batterà il ferro caldo proponendo per prima cosa due titoli che dimostrano una certa parentela con Doodle City, ovvero Doodle China, il quale reimplementa il progenitore cambiando l'ambientazione ed Avenue, che ancora propone, con la presenza di carte, una variante sul tema del disegna su di un foglio quadrettato la tua città.
Al loro fianco ci sarà però anche un gioco di carte che, letto il regolamento, mi ha subito attratto quale potenziale rivale del classici tedeschi del settore, ovvero Capital Lux, del duo Svensson-Østby, per 2-4 giocatori, con tempo a partita di mezz'oretta.
Il mazzo di carte è composto qui da 72 carte di base, divise in 4 colori, numerati da 2 a 6 (con una distribuzione prefissata dei valori), alle quali si aggiungono poi 4 carte capitale e 4 modificatrici.
Dopo un draft iniziale alla 7 Wonders, si passa alla fase di gioco delle carte, nella quale si può scegliere (e qui sta l'idea del gioco) se giocare la carta di fronte a sé (per costruire la propria città di quel colore) o al centro del tavolo (facendo idealmente stabilire la carta personaggio nella capitale). Nel primo caso si terrà la carta, mentre nel secondo si potrà, in cambio del fatto di averla data al banco, svolgere un'azione (legata al colore della carta).
Alla fine di ciascuna mano di carte, si passa alla fase di controllo, nella quale si verifica per ciascun giocatore se il valore totale delle carte che si hanno in ogni colore è più alto o più basso del valore delle carte che sono nella capitale (alle quali si applicano dei modificatori). Se il valore è più basso, tutto ok, mentre se è più alto si devono scartare tutte le carte di quel colore possedute (a meno di avere a disposizione dei gettoni per incidere sul valore ...).
Ci sono poi altre regolette, che qui lascio perdere, ma l'idea di base del gioco mi attira parecchio, nella mia veste di cultore dei filler del nostro gruppo, per cui lo segno già ora nella lista degli acquisti :)

ARTIPIA - STRONGHOLD

Il duo Bagiartakis-Kokkinis è autore di Fields of Green, titolo che si ispira al fortunato predecessore Among the Stars, ideato dal primo dei due, portando l'idea dell'assemblare diverse carte locazione sfruttando al meglio, nel piazzarle e nel costruire con esse una sorta di mosaico, l'interazione tra di esse all'interno di una ambientazione più rilassante ed adatta ad un pubblico anche più ampio.
Qui i giocatori, infatti, sono posti di fronte alla sfida di costruire un motore economico, con sullo sfondo l'agricoltura della seconda metà del ventesimo secolo e, rispetto al precedente titolo, dovrebbe essere presente una fase gestionale più marcata, con la necessità di dar vita a dei motori produttivi, per poter sorreggere le richieste della produzione, con un occhio quindi alla generazione di acqua, cibo ed animali, il tutto funzionale al classico accumulo di denaro :)
Riposante ed azzeccata la grafica, solida l'idea di base, dovrebbe essere un titolo in grado di attrarre con facilità attenzione su di sé ...
Il gioco è attualmente in fase di finanziamento su Kickstarter dove ha già raccolto, mentre scrivo, più di 80.000 dollarozzi, per cui ad Essen lo vedremo di sicuro :) 


BLUE ORANGE

Altro piazzamento tessere, stavolta dalle regole molto semplici e con un target decisamente familiare, ed ecco a voi Kingdomino, di Bruno Cathala, per 2-4 giocatori di età 8+, con tempo a partita di poco più di venti minuti.
L'idea di base qui è quella di andare a costruire ciascuno il proprio piccolo reame, fruendo allo scopo di apposite tessere rettangolari, ciascuna delle quali, come suggerisce la parte domino del titolo, è composta esattamente da due quadretti, che possono raffigurare uno dei diversi elementi di sfondo (terreni coltivati, pianure, montagne, ...).
In ogni turno al centro del tavolo sono piazzate tante tessere quanti sono i giocatori ed essi procedono ciascuno a prelevarne una, collocandola nel proprio reame, in modo tale che sia a contatto o con il castello, o con una tessera già piazzata (in modo tale che almeno un elemento di paesaggio combaci).
Si deve cercare di costruire quindi un reame 5x5 ed a fine partita ogni settore del proprio reame fornisce punti pari al numero di tessere contigue dello stesso tipo che lo compongono, moltiplicato per i simboli corona contenuti. Chi fa più punti ... vince. La presenza di alcune varianti dovrebbe contribuire, inoltre, a donare un pizzico di longevità in più al tutto.


RED GLOVE

L'editore marmifero ha comunicato che provvederà a distribuire in Italia la riedizione, che la HUCH! & friends ha realizzato, della serie GIPF, ovvero gli interessanti astratti ideati diversi anni fa da Kris Burm (il primo, GIPF, è del 1997 - qui il link alla pagina del progetto).
Per ora l'editore ha già disponibili (nella fascia di prezzo intorno ai 30 euro) GIPF e YINSH e ad ottobre arriveranno pure ZÈRTZ e TZAAR, mentre a seguire dovrebbero arrivare altre tre uscite, con l'ultima che lascia incuriositi (i titoli originari sarebbero sei, con DVONN e PÜNCT, visto che TAMSK era stato sostituito, appunto, da TZAAR).
I titoli dei giochi sono pressoché impronunciabili, lo so benissimo, ma si tratta di una serie di titoli davvero di grande qualità, unificati dal fatto di essere tutti facili da spiegare, ma difficili da padroneggiare, così come deve essere per i migliori titoli della categoria.


Nel contempo, nella categoria accessori, l'editore proporrà, per la felicità della LIFI (Lega degli Imbustatori Folli Italiani) che ha a volte commentato alcuni dei nostri articoli, la nuova linea di bustine Sapphire :)

Al riguardo, pur essendo io un amante del nature, segnalo agli esperti che il marchio proporrà bustine di spessore di 6 micron, via di mezzo tra i 4 e gli 8 già diffusi.


MATAGOT

Ma i titoli un attimino più pesanti, che fine hanno fatto? Forse lo starete pensando, per cui, per i nostri lettori amanti di qualcosa di più di spessore, eccovi qualche dettaglio riguardo a Inis, di Christian Martinez, per 2-4 giocatori con tempo a partita di 60-90 minuti, titolo che in questi giorni ha conquistato le prime posizioni della hotness di BGG, ottenendo ottimi riscontri alla Gen Con.
Parto dicendo che tra le meccaniche di gioco compaiono il controllo territorio, il drafting di carte, il deck building, la gestione risorse, il piazzamento tessere, la divisione del tabellone in aree e anche un poca di memoria.
Ci aggiungiamo che la grafica risulta piuttosto curata (è un ovvio understatement, come potete vedere dalle immagini a lato, tratte dalla pagina Facebook della Matagot) e che tra i componenti ci sono anche tante simpatiche miniature e capirete come abbia fatto questo titolo ad imporsi all'attenzione collettiva.
Andando a come il tutto gira diciamo che si parte con una mappa modulare composta da pochi territori, che va ad ampliarsi nel corso del gioco e che si esordisce con una fase di draft di carte (tipo 7 Wonders) nel corso della quale si va a formare la mano di carte azione che si andranno ad utilizzare nel corso del turno, ciascuna delle quali descrive ciò che si può fare con essa.
Le opzioni sono varie, prevedendo anche combinazioni di piazzamento omini, spostamento, guerre e via dicendo.
A livello tattico è subito sottolineato come non sia importante qui tanto il combattere, quanto piuttosto riuscire a conquistare, con logica da german, maggioranze, visto che per vincere è necessario o 1) avere la maggioranza in territori che contengono almeno sei omini avversari o 2) essere presente in almeno sei territori o 3) essere presenti in territori che contengono almeno sei santuari.
Il fatto che nel set di miniature fornite ai giocatori siano presenti, assieme ai guerrieri, anche boscaioli, allevatori e commercianti, dà l'idea che il tutto richieda decisamente di più del solo piazza e combatti.
Le regole, purtroppo, sono disponibili sono in francese per ora (ecco il link per i francofoni) e consistono in una decina di paginette, anche visivamente facili (con poco testo, intendo, da non sufficientemente francofono da capire un regolamento ...). 
Il tutto è effettivamente intrigante, per cui finisce rapidamente nell'elenco dei titoli da tenere molto ben d'occhio :)


HUCH! & FRIENDS

Gunther Burkardt al design e Michael Menzel alle matite: ho attirato la vostra attenzione?
Il titolo del quale vi parlo è Ulm, un gestionale classicheggiante per 2-4 giocatori dai 10 anni in su che si presenta come piuttosto interessante ed assai curato.
L'idea di base del gioco è di quelle carine, perché è proposto un classico minigioco tipo puzzle per la selezione delle azioni. Abbiamo infatti una griglia 3x3 all'interno della quale sono contenute le tesserine azione quadrate: ad ogni turno si può inserire la tessera azione pescata nella griglia, partendo da un bordo e spingendo fuori una tessera, identificando così la riga delle tre azioni che si potranno svolgere nel turno.
Anche qui di base le scelte sembrano facili, perché si può (solo?) ottenere denaro, prelevare le tessere azioni uscite dalla griglia su di un lato, avanzare nel percorso sul fiume, comprare carte (oppure giocarne una extra) o occupare una locazione sigillo.
Le cose diventano più profonde quando si va a vedere che le locazioni sigillo attribuiscono poteri e/o facoltà, così come che esistono diversi tipi di carte azione e che esse consentono di ottenere bonus immediati o punti a fine partita.
Al manuale di base, per capire come il gioco appaia curato (qui il link alla versione multilingua, con l'inglese), si aggiunge anche il libretto almanacco (link), che contiene informazioni sulla città alla quale il titolo è ispirato, ma anche maggiori dettagli su carte e locazioni.
Inutile dire che il gioco, collocandosi nel filone dei grandi classici, è di quelli che sono finiti decisamente nel mio personalissimo radar :)


ZMAN GAMES

È da un po' che scorro le varie liste dei titoli da tenere d'occhio per la fiera e continua a spuntare, piuttosto in alto ed in modo per me misterioso, un gioco a base di carte, che dovrebbe essere edito dalla ZMan, ovvero un certo Caravan di Emerson Matsuuchi.
Il fatto è che la scheda di BGG si limita a dire che si tratta di un gioco per 2-4 giocatori, senza nemmeno indicare il tempo a partita o l'età consigliata e ci sono, a corredo, due righe, che non si riferiscono al gameplay, ma solo al fatto che dovrebbe uscire, all'americana, con due copertine diverse ...
Regole: niente
Indiscrezioni: niente
Il mistero si infittiva, per cui sono andato a vedere nello scarno forum del gioco ed ho scoperto che tutto l'hype che c'è in giro su di esso è legato ai commenti entusiasti fatti sul gioco nel suo podcast, nel quale tempo fa in poche battute lo definì un giocone assoluto, tanto da considerarlo uno Splendor Killer, per la sua capacità di porsi come il successore del fortunato titolo (This game is so fun! I played it and I was like I wanna play it again! It's like 25-30 minutes. I played it with a full complement of five players. I would take my turn and be like what do I do next? Oh, it's my turn again! I love that! This is a Splendor killer. This is the Spiel des Jahres nominee. I'm saying that now.
That is how good this game is).
Vabbè, ora vi ho trasmesso un poco di hype, così anche voi inizierete a cercare (inesistenti) informazioni su di esso e mi farete sapere quando usciranno, senza che io debba continuare ogni giorno a controllare :)

FORMAL FERRET GAMES 

Eccoci ad un altro titolo reduce da una campagna kickstarter di successo, che è riuscito a spiccare grazie all'ambientazione prescelta ed alla sua capacità di attrarre i finanziatori grazie allo stile ironico utilizzato, riferendosi nella scelta di titoli ed attori presenti nel gioco a serie e persone esistenti.
Il gioco è The Networks, di Gil Hova è l'idea è quella che i giocatori impersonino dei produttori televisivi alle prese con la costruzione di un palinsesto.
Ciascuno, partendo con un budget predefinito e con alcuni programmi di base, dovrà cercare di scritturare star televisive, metterle a lavorare per le proprie serie tv, e far crescere il numero di spettatori di anno in anno (turno in turno) e con loro i profitti.
Molte carte tra i componenti, con meccaniche da gestionale, propone una grafica particolare, di quelle che le ami o le odi ... ;) 



THUNDERGRIPH

Eccoci ad un altro progetto kickstarter che ha avuto successo (60.000 e più eurozzi incassati) e che ora arriva sui tavoli della fiera anche per il grande pubblico, per l'occasione con un prezzo (giustamente, per premiare i supporter della prim'ora) ritoccato (25 euro per il preordine).
Vi parlo di Overseers, di Guang Chih Huang, per 3-6 giocatori, tempo a partita 30-45 minuti, con poco testo in lingua (quello sulle nove carte personaggio).
È un gioco di carte, per cui i componenti sono rappresentati primariamente da esse, con un mazzetto di nove carte personaggio (ognuno ne riceve uno ad inizio partita, godendo dei poteri corrispondenti) ed uno da 36 carte tratto, ciascuna delle quali è disponibile in numero diverso  e con un potenziale di punteggio differente.
Completano la dotazione alcuni dischetti voto ed una manciata di gettoni punteggio (oltre alle reference cards e quella per il primo giocatore).

L'idea del gioco è che ognuno riceva sei carte e che, con il classico meccanismo del draft (scegli una carta e passi le altre al giocatore che hai a fianco ed il meccanismo di ripete) tutti ne scelgano cinque. A quel punto esse sono divise da ciascuno in due gruppi, uno da tre, che diviene visibile a tutti, ed uno da due che resta nascosto.
Sulla base di quanto viene rivelato si apre quindi l'intrigante fase di discussione, nella quale i giocatori dovranno ragionare insieme su chi pensano che possano avere accumulato le carte che gli garantiranno la maggioranza dei punti. Nella logica del gioco è chiaro che questa fase dovrebbe essere quella maggiormente interattiva, tesa a garantire la giusta dose di vitalità al flusso della partita.
Segue quindi il voto, ad esito del quale il giocatore votato può o ammettere la cosa (prima di vedere le carte altrui) scartando due carte a sua scelta o rischiare, se sarà effettivamente il maggioritario, di dover scartare le due carte di maggior valore.
Nella fase seguente si attribuiscono i punti a seconda delle carte di cui ciascuno gode.
Il tutto è ripetuto per tre volte e chi ha più punti alla fine ... be', vince :)
Aggiungo che i ruoli legati al personaggio che ciascuno riceve ad inizio del round attribuiscono poteri speciali, attivabili, a seconda dei casi, in diversi momenti del gioco ed idonei ad incidere anche pesantemente sul flusso del turno. Essendoci più personaggi disponibili, numerose sono, evidentemente, anche le possibili combinazioni ...
Il gioco, anche grazie ad una grafica molto curata, compare in diverse liste dei desideri dei giocatori in vista di Essen ed è quindi uno dei titoli che ambisce a trovare spazio ed a proporsi all'attenzione dei giocatori che apprezzano i giochi di gruppo nei quali è prevista la presenza anche di elementi di dialogo tra i giocatori.


2 commenti:

  1. Ciao,
    solo una piccola precisazione.
    Il regolamento in inglese di Inis è disponibile qui:
    http://www.matagot.com/IMG/pdf/INIS_RULES_EN_basse_def.pdf

    Ciao,
    Fra

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    Risposte
    1. Ottimo: quando ho scritto il pezzo non era ancora online (o non lo avevo trovato ...)! Grazie per il link :)

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