domenica 18 settembre 2016

[Introvabili] Palacio de Viana

scritto da Bernapapà


L'anno scorso, in occasione di una vacanzina in Andalusia, mi è capitato di visitare il Palazzo di Viana a Cordoba, e, nel negozio di souvenir alla fine del tour, mi sono imbattuto in questo gioco, Palacio de Viana, opera prima (2010) dell'autore Jesus Torres Castro (noto per Templar, che è di fatto una re-implementazione di questo gioco), edito dalla quasi sconosciuta Jugamos Tod@s, e non ho potuto evitare di acquistarlo. Il gioco è ambientato, ovviamente, nel bellissimo Palazzo di Viana, una delle mete irrinunciabili di Cordoba, la cui caratteristica è la presenza di numerosi patii riccamente decorati con aiuole, fontane ecc, in una esplosione floreale mozzafiato se visitato nella stagione opportuna. Ebbene il gioco, indipendente dalla lingua, per 2-5 giocatori, per un'oretta abbondante di tempo ci proietta, all'inizio del secolo scorso, nel ruolo del giardiniere del palazzo che dovrà acquistare le piante e le altre decorazioni e abbellire i 13 patii nella speranza che la Marchesa de Viana lo ricompensi con i suoi elogi: regole abbastanza semplici e target famigliare, ma con qualche piccola cattiveria attuabile, lo rendono un gioco molto interessante.


I materiali

Partiamo come sempre dal tabellone, che in questo caso riproduce la pianta della villa, con i suoi 13 patii (numerati da 1 a 13): se la si confronta con l'originale, a parte l'adeguamento per inserirla in un tabellone quadrato, è stato fatto un ottimo lavoro. Ogni patio è contornato dal muro con uno o più ingressi che lo collegano agli altri patii: la villa è completamente circondata da mura con soli due accessi esterni. In ogni patio abbiamo 1 o più fontane, alcuni alloggi per i vasi decorativi, ma soprattutto le aiuole che potranno contenere da uno a molte piantine dello stesso tipo di fiore. I fiori, i vasi e le fontane sono rappresentate da talloncini colorati nei diversi colori dei giocatori (5), double face, ma con un lato cerchiato di bianco: nel gioco sono presenti 3 tipi di fiori: buganvillee, cineraria e viola del pensiero. Ogni giocatore viene dotato del suo meeple (il giardiniere) e del suo mazzo di carte azione (8 in tutto).
Su ogni carta è rappresentato un personaggio, con nome, disegno e simboli delle azioni a lui connesse.
Abbiamo poi un piccolo tabellone che rappresenta il mercato, dove si andranno a comprare i fiori, i vasi e le fontane: nel mercato abbiamo 6 bancarelle, ed su ognuna trovano posto i fiori, i vasi e le fontane (rappresentati da talloncini a colori neutri), che vengono conservati in un sacchettino di stoffa da cui verranno pescati. Abbiamo poi i personaggi che si aggirano per la villa, ossia il Marchese, la Marchesa e il gatto, rappresentati da figurine cartonate su stand in plastica.
Termina la dotazione un dado d12 ed una barretta in legno rappresentante una porta che verrà spostata, di volta in volta,  a chiudere uno degli ingressi dei patii,
I materiali risentono un pochino degli anni (le figurine sullo stand in plastica non si usano più tanto), ma nel complesso l'impatto scenico è molto gradevole. Ammirevole l'intento di riprodurre il più fedelmente possibile il Palacio de Viana reale: ogni patio ha, come nella realtà, un nome, ed anche le disposizioni delle aiuole sono riprodotte abbastanza fedelmente.

Le regole

All'inizio il Marchese, la Marchesa ed il gatto vengono distribuiti in patii diversi in maniera più o meno casuale, con il gatto a distanza di un patio dalla Marchesa. La porta viene posizionata fra il patio 9 ed il patio 13. Un certo numero di decorazioni vengono pescate dal sacchetto e vengono posizionate sulle bancarelle del mercato, stando attenti a non mettere più di una fontana in una bancarella. Ognuno poi riceve 2 piante di ogni tipo di fiore nel proprio colore e ne scarta una. Tutti i giardinieri vengono messi all'ingresso principale della villa. A questo punto ognuno sceglie segretamente quale azione compiere, ponendo coperta una delle proprie carte davanti a sé. Questo è l'unico momento in cui è possibile che due giocatori eseguano la stessa azione: per il resto del gioco, giocando a turno, non è possibile giocare una carta che sia già giocata dagli altri giocatori. Eseguito quindi il primo giro di azioni, si procede a turno, selezionando una carta fra quelle che si hanno in mano e posizionandola sopra quella precedentemente giocata, stando attenti a non giocare una carta già presente sul tavolo.
Per capire il gioco è però necessario spiegare le azioni legate alle carte:
  • 3 carte sono legate ai giardinieri (senior, moglie e garzone), che permettono di spostarsi fra i patii e sistemare le decorazioni negli alloggi liberi, con il solo vincolo di non mettere due piante diverse nella stessa aiuola. Il giardiniere si sposta poco (1 passo) ma pianta molto (3 decorazioni), mentre per il garzone vale il contrario. La moglie effettua una via di mezzo;
  • la Marchesa: si sposta di uno o due patii (a patto che non ci sia il gatto, al quale è allergica) e, se nel patio non è presente il Marchese, valuta l'operato dei giardinieri, assegnado 5 punti per ogni fontana, 3 punti per i vasi decorativi e 2 punti per ogni piantina di fiori: le fontane ed i vasi vengono girati dal lato cerchiato, in modo che non possano essere più valutati; dei fiori si gira solo una pianta a giocatore, in modo che gli altri possano eventualmente essere riconteggiati successivamente; il gatto si posiziona nel patio precedentemente occupato dalla Marchesa;
  • il Marchese: si sposta fino a 3 passi e si guadagna un punto: dove è presente il Marchese non è possibile coltivare nulla;
  • il poeta: è possibile spostare il proprio meeple fino a 2 passi e si ottengono tanti punti quante persone ci sono nella stanza che si raggiunge (escluso de stessi)
  • la bambina: permette di prendere una pianta e spostarla in un'altro patio per una percorrenza totale di 3 passi
  • la governante: permette di spostare la porta chiuendo uno degli ingressi fra i patii, ottenendo 1 punto
  • il cocchiere: ci trasporta al mercato, dove si sceglie una bancarella e si ottengono tutti i segnalini del proprio colore relativi al contenuto della bancarella: il rientro ad uno dei due ingressi della villa è previsto al turno successivo, permettendoci di accumulare nuove decorazione se qualcuno nel frattempo rimpingua la bancarella; all'inizio del proprio turno successivo verremo traghettati automaticamente di fronte ad uno dei due ingressi della villa
  • la cuoca: permette di riprendere in mano tutte le carte giocate e provoca il rimpinguamento del mercato, a seconda del numero di decorazioni indicate dal lancio del dado
Il gioco si sviluppa quindi giocando una carta a testa. La fine del gioco avviene quando non è più possibile rimpinguare il mercato con i talloncini contenuti nel sacchetto. A questo punto ognuno ha ancora a disposizione un'azione, dopodiché si conteggia il patio numero 13 (il più grande della villa). Chi ha ottenuto più punti è il vincitore.


Le impressioni

Sarà l'atmosfera che suscita, che mi ricorda una bellissima vacanza trascorsa, ma devo dire che questo gioco mi è proprio piaciuto. Nella sua semplicità può essere proposto a tutti, ma non per questo risulta un gioco banale. Esiste un po' di fattore aleatorio nella pesca delle decorazioni del mercato, ma gli alloggi sono molti, per cui raramente ci si trova di fronte a scelte non "redditizie". L'interazione è presente non solo nel fatto che effettuare un'azione è possibile solo se nel turno in corso nessuno l'ha già effettuata, ma il meccanismo per cui se si è andati al mercato e qualcun altro lo rimpingua nello stesso turno, conduce ad un sottile gioco strategico per cercare di prevedere quando un avversario sia sul punto di voler ripescare le sue carte, avvantaggiandosi nell'ottenere più merce dal mercato.
Inoltre spesso ci si mettono i bastoni fra le ruote spostando il Marchese o la Marchesa (con il gatto a rimorchio) oppure posizionano la porta proprio dove si ritiene che un avversario stia effettuando un'azione molto redditizia. Insomma, qualche piccola cattiveria - ed un pizzico di previsione psicologica - mette un po' di pepe a un gioco che altrimenti sarebbe risultato troppo piatto. La cosa più inportante, in definitiva, è effettuare le azioni nel momento giusto, sia che si tratti di piantare e decorare, che di farsi valutare l'operato dalla Marchesa, che, magari, approfittare dell'affollamento di un patio per ottenere un po' di punti dal poeta. Il fatto di non poter giocare la stessa carta, poi, provoca a volte un po' di malumore, non perché non sia possibile fare nulla (la cuoca è sempre giocabile), ma perché magari si doveva andare al mercato ed uno degli avversari ci ha già preceduto!
Per questo motivo il gioco dà il megio di sé in 4 o 5 giocatori, perché questi fenomeni sono altamente amplificati. Chi invece preferisce avere un controllo maggiore, può giocarlo in 2 o 3 (in 2 c'è un giocatore "morto" che occupa azioni a caso). Gioco più tattico che strategico, in quanto si dovranno adeguare le proprie mosse alla situazione del tabellone in corso. I punti si accumulano strada facendo, per cui la valutazione finale fa la differenza solo se si è arrivati al foto-finish.
Come descritto nel titolo, il gioco è introvabile (a meno di visitare il Palacio de Viana a Cordoba). Se le meccaniche vi hanno attirato, potete comunque procurarvi Templar, che è la trasposizione, in ambientazione templare, delle stesse identiche regole di gioco. Questo lo potete trovare su Egyp.
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