lunedì 3 ottobre 2016

[Essen 2016 e dintorni] Colonizzatori, londinesi, evoluzionisti e filler ...

scritto da Fabio (Pinco11)

Precediamo tutti nel nostro cammino di avvicinamento mentre personalmente procedo a compilare l'elenco delle cose da comprare o almeno da guardare nel corso della fiera. 
Mi avvicino già pericolosamente al centinaio di titoli, per cui dovrò, nell'aggiungere le cose che ogni giorno spuntano, cominciare anche a cancellare qualcosa e la sensazione è simile a quelle di alcune squadre che quest'anno hanno comprato e rivenduto giocatori, senza nemmeno farli giocare una volta.

Passando ai titoli oggi partiamo con Die Kolonisten, bel cinghialino, procediamo poi con Key to the City - London, che promette di riproporre alcune idee alla base di Keyflower, quindi ci occupiamo di evoluzione con un nuovo capitolo di Bios, per alleggerirci poi con i titoli della linea editoriale della Amigo Spiele e quelli della Capsicum, ma non solo ...





LOOKOUT

L'editore in questione è uno di quelli che si tengono sempre d'occhio, non fosse altro per il fatto di essere quello di Agricola e che lo scorso anno ha prodotto quel Grand Austria Hotel che si è imposto nel tamtam sotterraneo dei carbonari del gioco da tavolo come uno dei titoli di eccellenza della scorsa stagione.
Non mi sono quindi stupito, anzi mi sono fatto prendere subito dall'hype nel leggere le prime informazioni legate a Die Kolonisten, di Tim Puls, in larga parte già solo vedendo il 30-240 alla voce tempo a partita, il prezzo consistente, che fa pensare ad un qualcosa di ricco (si parla di 60 euro ad Essen ...) ed il 12+ di età. 

Il gioco è rimasto così, in attesa che trapelassero maggiori dettagli, nel novero di quelli da tenere d'occhio, fino a quando è uscito una specie di tutorial scritto nel quale sono illustrate le prime mosse di una teorica partita a due giocatori, grazie al quale è possibile avere una prima idea delle idee alla base del gioco.
Il macrogenere, lo si comprende subito, è quello dei gestionali spinti e classici, con una bella e generosa gestione risorse ed ogni giocatore ha a sua disposizione una bella scheda personale, con tanti spazi da riempire con edifici e via dicendo e con diversi omini, di almeno due categorie (agricoltori e cittadini) da utilizzare per attivare gli edifici.
Nota: le immagini contengono una grafica non definitiva
Il tabellone centrale, che in Agricola, per fare un esempio, era fisso, qui diventa modulare, perché i giocatori compiono al proprio turno azioni muovendo appositi pedoni sulla plancia, che è composta da esagoni locazione, ciascuno dei quali consente di svolgere diversi tipi di attività.
Nello scenario di partenza si parte così con una quindicina di locazioni e ci si aggira per esse con un omino a testa, ma da quello che ho capito il gioco proporrà una serie di scenari di partenza ed inoltre nel corso dei turni la mappa va mano a mano ad ampliarsi, con l'aggiunta di nuove tessere.
Già sono partite le prime speculazioni su come sarà il gioco ed alcuni già lamentano una teorica scarsa interazione, tuttavia l'autore è prontamente intervenuto per sottolineare come lo scenario di partenza proposto sia appositamente easy e poco confrontazionale, proprio perché è pensato per acquisire le meccaniche di base.
Tra le cose che si intravedono ci sono poi diverse carte azione, le quali consentono a loro volta di costruire edifici e/o di ottenere risorse ed il tutto, per quanto ponderoso, sembra correre su binari conosciuti agli amanti del genere, per cui è possibile che giocare risulti alla fine meno difficile del previsto.
È vero che devo ancora leggere le regole vere e proprie, ma per ora questo titoletto è già finito a piè pari nel carrello degli acquisti ... :)

R AND D GAMES - QUINED

La coppia Breese-Bleasdale torna quest'anno in modo prepotente sul luogo del suo delitto di maggior successo, o meglio del loro gioco che ha maggiormente colpito gli appassionati del genere, ovvero Keyflower, proponendo Key to the City, per 2-6 giocatori, con tempo medio a partita di 60-90 minuti ed età, significativamente, collocata sul 14+.
L'idea alla base del gioco, come gli autori hanno sottolineato in un lungo thread di BGG (qui il link, è tutto in inglese, obviously) è ancora quella che ha segnato il predecessore, del quale questo gioco rappresenta una sorta di reimplementazione, ma con meccaniche, a loro dire, sufficientemente modificate per renderlo qualcosa di diverso dall'ispiratore e quindi né una sua espansione, né una sua versione 2.0.

Parlando delle somiglianze tra i due titoli rimarrà inalterato lo spirito dell'interazione indiretta, così come resta l'idea della costruzione di una propria cittadina utilizzando appositi esagoni locazione, ma lo scopo del gioco dovrebbe vertere maggiormente sulla creazione di una rete, risultando il tutto, nelle idee dei creatori, semplificato (streamlined) rispetto al predecessore ed in particolare l'attenzione dei giocatori, conseguentemente, sarà attratta dai numerosi connettori colorati in legno che compaiono tra i componenti di gioco.

A livello di struttura il turno prevede una fase di asta, poi l'attivazione delle tessere e quindi la possibilità di un loro upgrade, mentre nella fase di punteggio saranno valorizzate le connessioni costruite. Sono presenti poi anche tessere abilità e diverse altre cosette delle quali tenere conto.

Quanto all'ambientazione, infine, le locazioni presenti nel gioco sono tutte ispirate a quelle di Londra, così come spiegato in un libriccino informativo (link) pure reso disponibile dall'editore :)
Qui il manuale per chi volesse approfondire: per me è già nel carrello degli acquisti, visto che me lo ha commissionato il buon Agza ... :)

... dal manuale del gioco ... ;)
SIERRA MADRE

Phil Eklund è un autore conosciuto da una definita nicchia di giocatori, così come lo è la sua casa editrice, ovvero la Sierra Madre. I suoi titoli sono un poco, per fare un parallelo, come certi generi musicali, molto apprezzati da piccoli gruppi di appassionati, ma spesso (quasi) ignorati dal grande pubblico.
Io stesso sono passato vicino diverse volte a prendere qualcosa di suo, incuriosito più volte soprattutto dalla serie Bios (Megafauna ed Origins), per cui a questo giro penso che coglierò l'occasione per approfondire ed inizio a farlo parlandovi proprio del suo Bios:Genesis, un gioco che può essere giocato in cooperativo, competitivo o solitario, per 1-4 giocatori, che rappresenta, come sottolinea l'autore, la sfida creativa più difficile da lui mai affrontata sinora ("This subject is the most difficult and ambitious I have ever attempted, and it has taken many years to get it to work right.").

L'idea di fondo è quella di ricreare nel gioco l'evoluzione della vita sulla terra, per cui si parte dal teorico arrivo di un meteorite portatore di acqua (bolide water delivery) ed ognuno dei giocatori riveste il ruolo di biont, ovvero un composto organico che deve arrivare ad evolversi sino a divenire una vita autocatalica e poi darwiniana.
Abbondano carte con testo in inglese a manate e riferimenti scientifici a go go, per cui se gradite l'idea e l'ambientazione prescelta ed avete una penchant per la scienza e l'evoluzione, potrebbe essere il titolo per voi, mentre se siete alla ricerca di un gestionale più tradizionale, probabilmente potrete ributtarvi sul rock o sulla musica leggera di ogni giorno :)

AMIGO

Prendiamoci una piccola pausa dai titoli più pesanti, occupandoci di una nuova versione di uno dei titoli di maggior successo di sempre nel genere dei filler, ossia 6 Nimmt.
Quest'anno, infatti, la coppia Kramer-Staupe proporrà una nuova sfida agli amanti della serie, con X Nimmt. L'idea di base resta quella originaria, ovvero ad ogni turno i giocatori scelgono in contemporanea una carta tra quelle in mano, tutte sono rivelate e poi, in ordine di valore, sono collocate una alla volta nelle righe di carte presenti sul tavolo.
Stavolta però, mentre nel gioco base chi colloca la sesta carta deve prelevare le carte della riga (che varranno come penalità), ci saranno tre righe che obbligano al prelievo nelle quali rispettivamente il limite è di 3,4 e 5 carte ed inoltre i giocatori avranno di fronte a se una riga extra, la X, nella quale dovranno piazzare, ad ogni prelievo, una delle carte ottenute, dovendo rispettare l'obbligo di costruire una scala di valori ascendenti.
Quando ciò è impossibile, le carte che componevano la propria riga dovranno essere messe da parte ed esse daranno una penalità doppia ... ;)
Semplice, come lo è anche il gioco base, ma le potenzialità ci sono ... e poi costa pochi euri ...

Scorrendo poi le altre novità annunciate dalla casa, noto il particolare Ice Cool, del quale vi avevo parlato già qualche carrellata fa, titolo nel quale si vanno a colpire pinguini a schiccherate, ma anche due o tre titoli appartenenti alla serie Bohnanza (in italia Semenza, di Uwe Rosenberg) con tra di essi un interessante Bohnanza das Duell, per due giocatori.
Curioso è anche Mino und Tauri, di Carlo Rossi, che propone l'utilizzo di magneti e di un tabellone verticale che divide i due giocatori ed al suo fianco altro autore italiano, Leo Colovini, per Freaky.
Per i più piccoli, ma non solo, abbiamo poi una nuova ideazione dello spesso minimalista Haim Shafir (Halli Galli, Speed Cups), ovvero Brain Storm, il quale conta tra i materiali 120 carte ciascuna con una illustrazione e con i partecipanti che sono chiamati a collegare il più rapidamente possibile due immagini tra le nove sul tavolo esprimendo un concetto e/o parola che le accomuni, per potersene appropriare.
Per chiudere una riedizione di Wildlife Adventure di Kramer che è reimplementata in Expedition, un paio di giochi di carte, Naova e Schwuups ed un party game nel quale sono rivolte ai giocatori domande riguardo alle proprie abitudini (es. quante ore passi davanti ad internet al giorno) alle quali tutti rispondono segretamente, cercando di indovinare la somma dei valori indicati dai presenti (chi va più vicino avanza di un tot passi sul percorso) dal nome Privacy Numbers ...



CAPSICUM

L'editore che lo scorso anno mi aveva colpito con Siggil propone a questo giro un paio di uscite, tra le quali Noxford, di Herri Kermarec, un gioco di carte con elementi da astratto per 2-4 giocatori, con tempo medio a partita tra i 20 ed i 40 minuti.
L'idea del gioco è quella che ognuno abbia a disposizione un set di 10 carte, articolate in valore crescente (quattro da 1, tre da 2, due da 3 e una, il capo, da 4), con un mazzo di carte territorio con 12 distretti da controllare e tre stazioni di polizia.
All'inizio della partita si mettono sul tavolo due carte, a contatto tra loro, formando con esse una "L" e si scoprono tre carte del mazzo territorio
A quel punto i giocatori si alternano, giocando al proprio turno una carta del proprio mazzo (a disposizione se ne hanno tre + il capo) o una di quelle territorio, piazzandola sul tavolo in modo tale che tocchi almeno due carte già sul tavolo e sia allineata con almeno due dei bordi di esse.
In alternativa è possibile coprire una carta avversaria con una propria di valore superiore.
Il gioco termina quando uno dei giocatori colloca la sua ultima carta del mazzo e si va a controllare, per ogni carta distretto chi dei giocatori la controlli (un punto per ogni carta a contatto, due per i capi, mentre le carte a contatto con le stazioni di polizia sono eliminate). 
A vivacizzare ancora il tutto ci sono poi le carte gear, che consentono di spostare carte già in gioco, cambiando il tabellone.
Il tutto si presenta come interessante e potenzialmente gradevole anche per gli amanti, come accennavo, degli astratti ... :)


Al suo fianco l'editore presenterà poi la loro edizione di un gioco di carte atipico che ha ottenuto tempo fa il finanziamento (quasi 100.000 dollari raccolti!) su Kickstarter, ovvero Kodama, The Tree Spirit, per 2-5 giocatori, di Daniel Solis.

Il gioco si presenta come visivamente molto carino e diverso dal solito, perché propone ai giocatori la sfida di costruire degli alberi, collocando allo scopo le carte rami in modo tale da non sovrapporsi agli altri rami già presenti, il tutto puntando a creare ramificazioni che contengano il maggior numero possibile di elementi (fiori, lucciole, ...) collegati tra loro, al fine di ottenere punti.
Nel contempo il passare dei turni scandisce le stagioni, al termine di ciascuna delle quali si vanno a totalizzare i punti (verificando le condizioni indicate nella carta relativa) dei propri spiriti Kodama.
Simpatico ed attraente, il gioco sarà ora disponibile anche per i non sottoscrittori della campagna :)


EMPEROR S4

L'editore Taiwanese, fatosi notare lo scorso anno con il suo Burano (quello della piramide di cubetti azione), quest'anno arriverà in fiera con ben quattro titoli, tra i quali un paio di gestionali (Roud House e Planet Defender) e due giochi di carte (Dark Castle e Hanamikoji).
Qui vi parlo proprio dell'ultimo, ovvero un gioco di carte per due giocatori, di Kota Nakajama, con tempo a partita di un quarto d'ora ed indipendente dalla lingua.
I componenti fanno capire che ci troviamo di fronte ad una sorta di microgame, ma non troppo, vista la presenza tra di essi di meno di una trentina di carte ed una manciata di segnalini.
L'idea è quella che i giocatori competano tra loro per aggiudicarsi i favori delle sette geishe poste al centro del tavolo e che per fare ciò debbano giocare dal proprio lato di ciascuna di esse il maggior numero di oggetti possibili del tipo prediletto dalla singola geisha.
Osserverete: "ma come può girare un gioco di maggioranze per due"?
Vi rispondo: "solo provando lo possiamo verificare, ma la sensazione è che possa girare benissimo" ;)




Ad inizio partita ogni giocatore riceve sei carte oggetto (ci sono tre oggetti che compaiono in due copie, due che compaiono in tre, uno in quattro copie ed uno in cinque) e deve eseguire una delle quattro azioni disponibili. Da notare che ogni round consiste nello svolgimento alternato delle quattro azioni (una alla volta, senza ripetizioni, nell'ordine prescelto da ciascuno) ed alla fine del round si va a vedere  se qualcuno ha ottenuto il favore di quattro delle geishe, altrimenti (lasciando i segnalini favore fermi), si ripete la distribuzione delle carte e si riparte.
Le azioni disponibili, per far immaginare il flusso del gioco, sono: 1) gioca una carta in segreto (la girerai a fine round; 2) butta due carte, lasciandole coperte sino a fine round; 3) scopri tre carte: l'avversario potrà prendere per sé una di esse (mettendola sopra alla geisha corrispondente, dal suo lato) e tu le altre due; 4) metti sul tavolo 4 carte dividendole in due gruppi da due e l'avversario sceglie quale di esse prendere (mettendola sopra alla geisha corrispondente, dal suo lato) e tu le altre due.
La lettura delle regole mi ha trasmesso sensazioni positivissime su questo micro filler, che inserisco nell'elenco dei da vedere (bella anche la grafica ...)  :)


CWALI

L'editore olandese, reduce dalla positiva campagna Kickstarter, grazie alla quale ne ha finanziato anticipatamente l'uscita, propone il suo gioco di piazzamento tessere Habitats, di Corné van Morseel, per 2-5 giocatori.
Il tema di fondo prescelto è quello della costruzione di teorici parchi faunistici, che i giocatori sono chiamati a costruire, assemblando allo scopo apposite tessere e le meccaniche rispecchiano, per sommi capi, quelle tipiche dei titoli alla sim city.
A livello pratico qui le tessere si prelevano dal tavolo muovendo sulla griglia i propri segnalini animale, per l'occasione in ceramica (particolare che ha attratto in particolare le attenzioni sul gioco) e quindi si piazzano di fronte a se ampliando di turno in turno il proprio personale parco.

Ogni tessera raffigura un animale o una attrezzatura del teorico parco e propone dei requisiti per attribuire punti (es. avere a fianco acqua ...), mentre un secondo modo per ottenere punti vittoria è quello di aver raggiunto, allo scadere del primo, secondo e terzo anno (dopo un tot di turni, variabili a seconda del numero giocatori) gli obiettivi comuni (che contemplano anche forme di maggioranze).
A fine partita (una ventina di turni/tessere) le tessere piazzate che hanno visti soddisfatti i propri requisiti attribuiscono, infine, punti vittoria ...
Idee classiche per un gioco che si propone come di stampo familiare (ma non solo), adatto per gli appassionati dei titoli di costruzione città (o meglio, di assemblaggio tessere).





NOTRE GAME

Eccoci con un editore ceco, il quale propone un gioco per certi aspetti minimalista che incuriosisce in quanto sfrutta apposite carte che ricordano tanto il diffuso "gratta e vinci" popolare qui da noi.
Ogni giocatore, infatti, riceve semplicemente una carta (in ogni partita si usa uno specifico set di carte uguali) che raffigura un ipotetico paesaggio (es. spaziale), con diverse locazioni ed al proprio turno si esegue un'azione, che spesso comporta il poter procedere a grattare la patina che la ricopre, per poter vedere sotto quanti punti può riservare.
Le azioni sono varie e contemplano anche la possibilità di guardare le carte altrui, in modo tale da orientarsi nel dove grattare.
Il nome del gioco è Planet Surprise, di Jiri Mikolas e l'idea alla base di essa promette di essere utilizzata per il futuro Scratch Wars, nel quale dovrebbe essere rielaborata in un gameplay più complesso.


GIOCHI UNITI

Oltre all'interessante Guilds di cui vi ho già parlato, l'editore italiano si è anche aggiudicato una coppia italiana di successo e garanzia di solidità, ovvero il duo Zizzi-Chiarvesio, per un titolo ad ambientazione fantasy, ovvero Dungeon Heroes Manager, per 2-6 giocatori, con tempo medio a partita tra i canonici 60 e 90 minuti.
Quanto alle meccaniche per ora poco si sa, visto che le informazioni rilasciate parlano solo del tema di fondo, che è quello di provvedere a formare gli eroi destinati ad esplorare i famosi labirinti tipici dei dungeon crawler.
Un paio di passaggi finali, nei quali si parla del fatto che la vittoria andrà ai più ricchi, fanno capire che il gioco avrà elementi di gestionalità e questo, unito alla coppia di autori, contribuisce di per sé a farmi segnare il titolo tra i da vedere, in attesa di raccogliere dal vivo maggiori informazioni ...

NSKN

L'editore è quest'anno molto attivo, essendosi per certi versi sdoppiato, dando vita ad una seconda casa (Strawberry Studio), focalizzata su di un target più familiare (i suoi due titoli in uscita, 3 Wishes e What's Up saranno localizzati dalla Cranio), ma mantiene per la casa madre uno stile editoriale attento al settore fantasy ed una grafica molto curata.

Tra i titoli nuovi ecco quindi In the name of Odin, di Krzysztof Zieba, per 2-5 giocatori, con tempo a partita di 45-60 minuti.
Ottimi i risultati ottenuti nel progetto kickstarter relativo, con 85.000 dollari incassati ed oltre 1600 sostenitori, per un gioco gestionale nel quale i giocatori sono chiamati a competere tra loro per divenire il nuovo jarl, costruendo edifici, reclutando personaggi famosi, costruendo navi e così via. Tra i materiali anche un bel set di vichinghi in plastica ...

Al suo fianco ecco poi, sulla scia di Mistfall dello scorso anno, Mistfall: Heart of the Mists, di Blazei Kubacki, cooperativo per 1-4 giocatori a base di carte il quale si propone sia come gioco standalone, fruibile come punto di partenza nell'universo Mistfall che come prosecuzione ideale del gioco originario. A livello pratico, pur mantenendo la stessa ambientazione, l'editore promette che il nuovo gioco condividerà pochissimi elementi con il precedente, a garanzia della possibilità di fruirne appieno anche per gli utenti del predecessore.

Per chiudere, infine, ecco una espansione vera e propria per Mistfall, ovvero Sands and Snow, la quale contiene 110 carte fruibili con entrambi i giochi base (Mistfall dello scorso anno e Hearts of the Mists), nonché l'espansione per Simurgh, il gioco di gestione draghi del nostro Pierluca Zizzi, il quale ha conosciuto lo scorso anno un successo tale da fargli meritare a questo giro un pacchetto addizionale utile a far esplorare più in profondità l'ambientazione del primo titolo.


DV GIOCHI

L'editore umbro ha annunciato la localizzazione (con distribuzione italiana dal 10 ottobre 2016) dell'interessante gestionale Ulm, originariamente edito da HUCH! & friends, del quale, per l'occasione, copio-incollo il passaggio ad esso dedicato uscito in una precedente carrellata.

Gunther Burkardt al design e Michael Menzel alle matite: ho attirato la vostra attenzione?
Il titolo del quale vi parlo è Ulm, un gestionale classicheggiante per 2-4 giocatori dai 10 anni in su che si presenta come piuttosto interessante ed assai curato.
L'idea di base del gioco è di quelle carine, perché è proposto un classico minigioco tipo puzzle per la selezione delle azioni. Abbiamo infatti una griglia 3x3 all'interno della quale sono contenute le tesserine azione quadrate: ad ogni turno si può inserire la tessera azione pescata nella griglia, partendo da un bordo e spingendo fuori una tessera, identificando così la riga delle tre azioni che si potranno svolgere nel turno.
Anche qui di base le scelte sembrano facili, perché si può (solo?) ottenere denaro, prelevare le tessere azioni uscite dalla griglia su di un lato, avanzare nel percorso sul fiume, comprare carte (oppure giocarne una extra) o occupare una locazione sigillo.
Le cose diventano più profonde quando si va a vedere che le locazioni sigillo attribuiscono poteri e/o facoltà, così come che esistono diversi tipi di carte azione e che esse consentono di ottenere bonus immediati o punti a fine partita.
Al manuale di base, per capire come il gioco appaia curato (qui il link alla versione multilingua, con l'inglese), si aggiunge anche il libretto almanacco (link), che contiene informazioni sulla città alla quale il titolo è ispirato, ma anche maggiori dettagli su carte e locazioni.
Inutile dire che il gioco, collocandosi nel filone dei grandi classici, è di quelli che sono finiti decisamente nel mio personalissimo radar :)


6 commenti:

  1. Ciao, purtroppo Hanamikoji è già sold out :(

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  2. Il regolamento di key city london finalmente è scritto e soprattutto impaginato bene, quello di keyflower e incasinatissimo.

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  3. Ulm vedrá una distribuzione dell'edizione internazionale, ma non una localizzazione, da parte di DV giochi. Alcune carte presenteranno (poco) testo in lingua inglese. I manuali (regolamento e cronache) saranno interamente tradotti

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  4. Non vorrei aprire una diatriba ma pensando ai german proposti quest'anno ho notato una lievitazione dei prezzi in fiera non da poco. Ora non conosco Die Kolonisten (che peraltro è fuori a 60 eurozzi) ma Key to the City London è fuori a 50 euro, ma come altri stile INIS che è indicato a 60 euro (55 in preorder!).
    Diversi giochi hanno subito un aumento che li porta ad essere venduti in fiera a prezzi francamente un po' tanto elevati (tanti sui 50 euro che è una soglia piuttosto alta).
    Non capisco bene quale sia la logica in tutto questo. Pensando oltretutto che su alcuni siti di vendita online i prezzi sono di 5/10 euro inferiori già in prefiera!
    Peccato perché io ho una soglia psicologica di 45 euro per un gioco che reputo interessante e un po' superiore se c'è il capolavoro. Il problema è che il capolavoro lo si reputa tale solo dopo averlo acquistato o almeno provato, non sicuramente in preorder!

    Credo che quest'anno per me ci sarà un magro bottino!

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    1. nel 2008/9: agrocola 39€, alta tensione 32, la guerra dell'anello 45, le havre 27

      Umberto

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  5. Ma The Colonists si sa se verrà localizzato anche in italiano da qualche casa editrice? Mi sembra un titolo molto interessante e promettente!
    Matteo.

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