martedì 18 ottobre 2016

[Essen 2016] Il report finale

scritto da Fabio (Pinco11)

Mi ricordo diversi anni fa una pubblicità di una compagnia di navi da crociera, che riprendeva nella prima parte del filmato una serie di persone piangenti e poco dopo si scopriva l'arcano, ovvero che erano tristi perché ricordavano la bella vacanza vissuta e non si davano pace per il fatto di non essere più là.
Essen dà la stessa sensazione?
No. Perché è vero che questi giorni restano indelebili nella mente del giocatore che si è sobbarcato centinaia di chilometri (o migliaia) per venire in fiera, ma è anche vero che ti porti a casa parecchi souvenir, sotto forma di decine di scatole che ti terranno compagnia per i mesi a venire, rendendo assai più dolce questo partire ...

150.000 PERSONE, 150.000 STORIE

L'organizzazione, mentre scrivo, non ha ancora reso noto il numero dei visitatori, ma l'ordine di grandezza dell'evento è quello indicato. Fermandomi un attimo, a mente fredda, devo dire che i quattro giorni di fiera non sono per me solo una serie continua di sedute ludiche (apprezzabilissime e parte fondamentale del divertimento), ma anche il contorno, ossia le persone che conosci e con le quali interagisci, le quali ti restituiscono, anche da brevi scambi di battute, spaccati di storie che si portano con sé.
Il bello è che qui, quasi un Eden (esagero, ovviamente), entri in contatto subito con la gente e ti basta sentir parlare qualcuno davanti a te, in ascensore, in metro o in fila in fiera di qualcosa che ti interessa e ti metti tranquillamente a dialogare con lui (di giochi, in genere ...) come se fosse un ex compagno delle elementari che non vedi da tempo.
Centocinquantamila storie sono troppe da conoscere, ma qualcuna ti resta in mente.

Pensi a Stefano, che sta per diventare padre ed ha mandato a sua moglie una foto di un tavolo di quelli belli per giocatori, con sopra un cartello con scritto 'sold' ed il prezzo di 5000 euro. La didascalia su WhatsApp diceva : "ho fatto una pazzia" e la moglie si è allarmata abbastanza per telefonargli subito e dire di botto: "ma con un bimbo in arrivo e con tutte le spese che abbiamo davanti ...", prima di capire, senza finire il discorso, che era uno scherzo.
Pensi al Berna che la mattina quando ti svegli apre l'occhio e ti chiede se hai il jet lag di Essen per alzarti sempre alle cinque o al fatto che due sere fa pensavo di essere venuto senza calze e commentavo con gli amici che fine avrebbe fatto il compagno di stanza se non le avessi trovate.
Pensi ai due amici che vivono uno in Inghilterra ed uno a Roma che si sono dati appuntamento qui in fiera per una rimpatriata a sfondo ludico.

Pensi alla spiegazione di Kilt Castle che hai fatto agli autori (due di loro) di Lorenzo il Magnifico quando gli hai lasciato il tavolo, dialogando dei possibili pro e contro delle meccaniche come se con loro avessi cenato la sera prima, mentre li stai conoscendo, di fatto, in quel momento.
Kilt Castle
Pensi al game designer spagnolo che ti racconta di come pochi giorni fa, da tante mail che doveva sbrigare, si è distratto sul treno che prende come pendolare la mattina e di essere tornato a casa (un'ora di viaggio a tratta) prima di accorgersi che avrebbe dovuto scendere alla stazione di destinazione, invece di rimanere sul treno e tornare di conseguenza indietro.
Pensi all'editore italiano che hai incontrato dieci volte mentre eri ai vari stand e che sta studiando cosa importare prendendolo (così pare) dalla tua lista dei desideri (affinità elettive?).

Pensi alla standista che ti ha colpito per la sua simpatia e naturalezza, in un momento poetico di apprezzamento dell'esteticamente bello, facendoti piacere anche una partita ad un'altrimenti poco memorabile variante del gioco della morra.
Pensi a tutti quelli che stanno proponendo in fiera, in rimessa, i loro giochi e che sperano di arrivare almeno in pari, essendo venuti in parte nella speranza di pescare il biglietto della lotteria e in parte semplicemente perché vedere la gente che gioca a ciò che hai ideato e/o prodotto è una soddisfazione.
Pensi all'editore americano che ti ha parlato dei luoghi di origine dei suoi familiari e che si è preso tutto il tempo di sedersi con te a giocare un'intera partita, competitiva, al suo gioco di quest'anno, che si ricordava di te dallo scorso anno e che si ritiene un fortunato, perché a lui piace, soprattutto, giocare.
Pensi alla delusione della casa che ha bucato la scadenza e che è dovuta arrivare in fiera con i prototipi o alla felicità di chi ha fatto soldout con uno stand micro e che promette di incassare uno 'stonfo' perché a questo giro hanno azzeccato tutto.
Pensi che alla fine del sogno ci si sveglia ed è mattina, ma tante volte ti resta in mente, come la canzoncina che hai sentito alla radio appena alzato e che non ti esce più dalla testa, l'eco dei giorni passati e con esso la sensazione di piacevolezza che essi hanno lasciato indelebile nella memoria.

CHI È EMERSO: I CINGHIALI

La prima cosa che si fa, a mente fredda, quando si rientra e si consulta l'elenco del bottino di guerra, è di ragionare insieme agli amici su quali titoli si siano, in questi giorni, distinti maggiormente.
Le classifiche di gradimento che sono diffuse nel corso della fiera aiutano, perché danno una idea, per quanto imprecisa (già il solo fatto di essere vicini agli stand dove sono raccolti i voti aiuta tantissimo), degli umori delle folle, ma alla fine solo con il passare dei mesi si vedrà chi il pubblico davvero apprezzerà.

Terraforming Mars

Per fare un esempio pratico lo scorso anno Grand Austria Hotel uscì in assoluta sordina dalla fiera, tanto che io stesso non lo avevo ancora comprato, per emergere, grazie al passaparola degli appassionati (io colmai la mia lacuna già a fine ottobre), come uno dei titoli migliori dell'annata e una considerazione simile vale anche per Mombasa, che ha acquistato consensi sempre più decisi solo con il passare dei mesi, sino ad essere premiato con il Deutscher Spiel Preis pochi giorni fa in fiera.

Great Western Trail
Fatte queste premesse, inizio con le mie menzioni a trattare dei cinghiali, di piccola o grande taglia, che sono spuntati a questo giro in fiera.
Nelle prime posizioni sicuramente c'è un poco ovunque una cinquina di titoli, tra i quali vi parlo per primo di Terraforming Mars, che è stato edito da una casa decisamente poco conosciuta, ovvero la FryxGames, a gestione familiare. Il titolo sfrutta il volano rappresentato dal successo ottenuto alla Gen Con dove era stato portato dalla Stronghold ed in fiera il piccolissimo stand della casa svedese era preso d'assalto da chi, a partire da sabato invano, cercava di acquistarlo. Il nostro Sergio lo ha preso, per cui a breve vi faremo sapere di più ...
Al suo fianco poi un piazzato annunciato, ovvero Great Western Trail, della Eggert, di Pfister, autore già di Mombasa, che è atteso a questo giro alla sua conferma. In Germania, complici le occupazioni dei pochi tavoli e il lungo tempo di gioco, non lo abbiamo provato, ma è entrato in valigia il primo giorno e la lettura delle regole ce lo restituisce come solido e, al pari di Mombasa, è ricco di meccaniche consolidate, fuse con spunti sufficientemente diversi dal solito per meritare, credo, di farlo finire con frequenza sul tavolo nei mesi a venire.

First Class

First Class, di Ohley, edito da Hans im Glück, si propone invece come un gioco di carte solido e che gira, come mi ha detto uno degli italiani che ha avuto la costanza di far la relativa coda, come un orologio, con diverse combo che si srotolano nel corso della partita in modo crescente. Il fatto che fossero però disponibili solo le regole in tedesco (in attesa, credo, dell'uscita dell'edizione inglese di ZMan), mi ha fatto propendere però, vista la mia relativa ignoranza del verbo di Goethe, per rimviarne l'acquisto, se non altro per non averlo sullo scaffale senza poterlo giocare ...
Al loro fianco, infine, ecco gli italiani, ovvero Railroad Revolution, del duo Canetta-Niccolini, edito da What's Your Game, che ho avuto il piacere di giocare con l'autore ed apprezzare molto. L'idea di partenza è di quelle facili, perché al proprio turno il giocatore altro non fa se non piazzare uno dei propri trippoli a compiere una delle quattro azioni disponibili (non sono cinquanta, come certi gestionali di una volta, per cui si impara a giocare velocemente), ottenendo il risultato desiderato, che è potenziato da un piccolo bonus quando si usano trippoli di colore diverso da quello base (specialisti, di quattro colori).
Lorenzo il Magnifico
Come nei migliori giochi di X-building (dove al posto della x normalmente leggete deck e dove qui potete inserire workers pool) gli omini utilizzati restano sulla propria scheda e si recuperano tutti solo quando finiscono, per cui in corso di partita si deve cercare di affinare la composizione dei propri lavoratori al meglio. Nel contempo, sul tabellone centrale, la lotta si infiamma per la conquista di reti ferroviarie e città. Interazione sempre indiretta, ma spesso bastardissima. Piaciuto e messo in lista acquisti (era soldout) per Lucca, dove arriverà in edizione italiana Red Glove.
A chiuder i primissimi ecco poi Lorenzo il Magnifico, del trio Gigli-Brasili-Luciani, edito da Cranio, che pare abbia esaurito ben 750 copie nei primi tre giorni di fiera. Le sensazioni sono quelle di un Grand Austria Hotel versione deluxe, mescolate, guarda caso, con qualche eco di Marco Polo. Per me questo basta per renderlo un must per Lucca, dove arriverà in italiano.
Una menzione speciale la dedico poi ad Ulm, di Burkhardt, edito da HUCH! & friends (in arrivo in Italia tramite dV Giochi), che non a caso è stato notato dagli attenti utenti della classifica di Fairplay premiandolo con un quarto posto. Arrivato nel bagaglio già venerdì, il gusto è quello classico, con un microgioco di scelta delle azioni ed una grafica ottima (Menzel), era una predestinato, se non per le primissime posizioni, almeno per quelle di immediato rincalzo, a comparire nelle classifiche dei visitatori.

Odino
A questo punto mi chiederete che fine hanno fatto i mostri sacri, e vi rispondo 'tranquilli', perché una parte la dedico anche loro.
Per Rosenberg vi dico che giocare ad Ein Feast für Odin era impossibile in fiera, per cui l'ho inserito nella lista dei desideri per Lucca (arriverà in edizione Cranio), ma in giro, soprattutto nelle borse, l'ho visto comparire davvero spesso e preso in mano aveva il peso specifico del piombo (come Kolonisten, pure acquistato, ma che ha sollevato davvero una limitata eco, ma qui può essere che il suo elevato peso specifico, in assenza però di un nome famoso alla voce autore, abbia contribuito), visto quanto è zeppo di materiali.
Scythe
Per Feld invece è finito, con il suo Oracle of Delphi, della Hall Games, sulla tavola del nostro sabato sera, rivelandosi agli occhi di Sergio e Berna come il miglior titolo da loro provato. Io ho retto, per via della mancanza di sonno (quattro/cinque ore di media a notte alla fine 'spengono'), solo sino al termine del "ridotto" setup tipico dei Feld d'annata, ma i miei sodali non hanno avuto dubbi nel metterlo sul loro podio della fiera.

A chiudere il novero dei pesi mediomassimi ecco poi una menzione per Scythe, esagonoso reduce dalla campagna Kickstarter, che però, proprio per il fatto di essere già noto e da tempo arrivato sulle tavole di chi lo ha supportato, in fiera onestamente non si vedeva (e non se ne sentiva parlare) al di là della zona del proprio stand. Leggermente più distaccati nei consensi, Cry Havoc, che si candida comunque ad occupare il posto occupato lo scorso anno nel cuore degli amanti di Blood Rage ed Adrenaline, che sarà a sua volta localizzato da Cranio, gioco di combattimento con miniature edito da CGE.

PESI MEDI, FAMILY, FILLER E VARI

Che sono i 'pesi medi'? Perché tutto di un tratto ti sei messo ad usare termini del pugilato invece dei soliti culinari?
Be', oggi ero alla ricerca di un nome da dare alla categoria dei titoli 'non troppo pesanti, ma neanche filler' ed eccomi qui a parlare di loro come di 'pesi medi'.
La prima menzione qui va a Cottage Garden, che la paternità (Rosenberg) rendeva naturale bestseller e non a caso la coppia Sergio-Berna lo ha inserito ben presto in borsa ("presto, prima che vada esaurito ..."). Le meccaniche però sono quelle di Patchwork, pur con aggiustamenti per renderlo fruibile nel multigiocatore, cosa che ha ingolosito molti visitatori, tanto da far finire il gioco nella top 10 di ambo le classifiche (BGG e Fairplay).
Fablesaft
A seguire ecco poi Friese, che compare su Fairplay con il suo Fablesaft, la CGE con Codenames Pictures, che si propone di ripetere il successo del gioco di parole che lo ha preceduto sostituite per l'occasione con immagini e Via Nebula, di Wallace, per Spacecowboys, che (qui il merito di essere stato un precursore me lo prendo) sta cogliendo grazie al passaparola buoni riscontri da chi, complice l'uscita estiva (fuori stagione) o quasi, non lo aveva notato.
Un ottimo successo lo ha ottenuto poi in fiera (e sui tavoli dell'albergo) anche l'italiano Capitan Sonar, uscito da tempo per Pendragon ma che a Essen era proposto con un bello stand da Matagot, gioco che ha rivitalizzato il vecchio battaglia navale rendendolo multigiocatore e deduttivo-logico (con appena una punta di gestione).
Fields of Green
Doverosa è poi la citazione (fuori classifica di Fairplay, ma notati da BGG) di alcuni titoli che devo esplorare, come il gioco di carte Not Alone, il gestionalino Dream Home (già edito in Italia da Asterion), Inis della Matagot, che non ha ripetuto il successone che aveva avuto in America (forse troppo interattivo, ma la cosa può essere un pregio per molti altri), Fields of Green della Artipia, che ha fatto il soldout in questa edizione riveduta e corretta in tema agricolo di Among the Stars, Power Grid il gioco di carte, che abbiamo quasi messo sul tavolo una sera a fine giornata, prima di capire che era più solido di quanto a prima vista pensassimo e ci salutassimo quindi per la notte e Mea Culpa, della Zoch, che ci ha respinto ai vari tentativi di provarlo e che è rimasto nell'elenco, classico, degli wannabe che alla fine non hai comprato ma che ti resta il dubbio di prendere a breve, assieme (stesso motivo) a 4 gods, di Boelinger ... :)



Un poco ovunque (molto più di quanto le classifiche dicano) ho visto Kingdomino, della Blue Orange e Cathala (come autore), che sarà proposto da noi da Oliphante, gioco dalle regole facili che propone di costruire una cittadina utilizzando tesserine dai colori vivaci tipo domino. Veloce, non banale, con qualche spunto interessante, propone qualcosa di abbastanza easy per tutti, ma nel contempo stimolante il giusto per premiare chi riflette. Secondo me gli spunti per pensarlo come categoria Spiel des Jahres ci sono, anche se devo verificarne la longevità.
L'autore di Klask davanti alla versione gigante del gioco
Una buona diffusione in giro la ha avuta anche Oceanos, di Bauza, che ha goduto dell'ottimo nome dell'autore e della grafica, come sempre, molto curata da parte di Iello: la Uplay ricordo che lo aveva segnalato come in arrivo in Italia in edizione localizzata, ma nel frattempo nel mio carrello ci è già finito in fiera...
Altra perla è stata poi Klask, una sorta di bigliardino con due paletti mossi grazie ad altrettanti magneti posto sotto il piccolo tavolo da gioco. Le memorie del calcio balilla, pong e air hockey lo hanno reso tappa obbligata per noi e credo che la Oliphante abbia visto giusto nel proporlo per l'Italia.
Nei giochi di carte invece ecco la menzione per Eternity, provato presso la Blackrock, che si candida per me ad entrare nel novero dei giochi che ricordano i tradizionali (qui wist), ma con tocchi utili a svecchiarli e renderli dinamici,
Nei giochi di gruppo ecco poi il nuovo titolo della Horrible, ovvero Raise Your Goblets, dotato a sua volta di ottimi materiali (calici alti in plastica e gocce di vetro o simile), con tradimenti, bluff e controbluff, mentre nella categoria Dixit è comparso, per Zoch, Dreams.
Guilds

Visto il tempo tiranno (voglio andare online abbastanza vicino alla fiera), mi fermo qui, anche se le citazioni 'obbligate' avrebbero dovuto essere molte altre. Nomino in ordine sparso quindi il nostro Christian Giove (il suo Guilds non è arrivato in vendita in fiera, ma ne ho visto una copia di preproduzione e lo attendo per Lucca), Pierluca Zizzi (non lo ho mai incocciato, pur vedendo regolarmente folle di italiani e per lui e Chiarversio vale lo stesso discorso fatto per Chris con il loro Dungeon Heroes Manager), i ragazzi di Brides & Bribes (passato, erano occupati, non li ho poi ritrovati ...), la Placentia, i consumatori di erba di Growerz e qualcun altro che non inserisco mentre sto scrivendo, ma che aggiungerò appena mi faranno notare quanto sgarbato sono stato a dimenticarmi di loro (ma spero mi scuseranno per la mancanza di sonno e la fretta ...).


LE CLASSIFICHE FINALI DEI VISITATORI

Per completezza, ecco, comunque, nello splendore della sintesi tipica degli elenchi, i risultati delle classifiche.

Fairplay Magazine Online

BGG GEEKBUZZ




Jorvik
REPORT PERSONALE

Parlando con diverse persone ho scoperto che alla fine anche la parte di piccolo sunto delle esperienze ludiche è effettivamente di interesse, per cui eccovi una breve carrellata di impressioni sul provato (è chiaro che in fiera devi virare su cose più leggere, perché altrimenti, invece di trenta, ne fai giusto cinque o sei, di giochi ...).
Jorvik. Battezza il nostro ingresso in fiera, grazie al tavolo libero trovato prontamente, che esercita, dopo ore di viaggio, il fascino di una sirena. Alla fine è una riedizione di Speicherstadt + espansione, un Feld d'annata della categoria 'leggeri'. Simpatico e probabilmente assai meritevole per chi non ha il predecessore, meno appetibile per chi lo ha. Astoso.
Honshu
Honshu. Costruisci il tuo reame utilizzando carte divise in sei quadratini, prelevate grazie ad un meccanismo di trick taking. Leggero il giusto, ma con qualche tocco utile a renderlo più gradevole al palato del gamer, diventa qualcosa di più del classico Sim City (che sembra essere uno dei temi trend dell'anno). Incastroso.
Three Wishes. Fillerino microgame (o quasi) nel quale, con un pizzico di bluff e di fortuna, esplori al tuo turno una carta o la scambi. Veloce, lo abbiamo passato ai nostri vicini di tavolo dell'hotel dopo averlo giocato e dopo un'ora e mezzo erano ancora lì all'ennesima partita. Leggero.
Mistakos
Mistakos. Gioco di abilità che propone la sfida di impilare simpatiche sedioline di plastica. Moolto più divertente farlo che dirlo e inaspettatamente azzeccato il disegno delle sedie per le combinazioni che consentono. Equilibristico.

Vikindoms. Evoluzione di Six Making, gioco astratto che si svolge su di una scacchiera 4x4, muovendo ed impilando pedine che, a seconda dell'altezza della torre dalla quale si muovono, hanno diverse opzioni di spostamento. La versione originale è ora edita da Blue Orange e l'autore propone quest'anno questa nuova versione, nella quale sono state inserite alcune tessere da collezionare, utili a variare in modo decisivo la modalità di gioco. Impiloso.
Vikingdoms

Dungeon Rush. Combatti i mostri in tempo reale spiaccicando la carta che li raffigura (e le altrui mani) il più velocemente possibile. Colpo d'occhio e guanti d'acciaio sono consigliati. Schiacciatina.
Amis Cube
Raise your Goblet. Gioco di gruppo nel quale, simpaticamente, cerchi di avvelenare ad ogni turno il tuo avversario designato, infilando nel suo calice (il cui contenuto nessuno vede sino al brindisi finale) forse del vino o forse del veleno. Per chi lo ricordasse cito Vizzini de La storia fantastica e i suoi giochi di parole. Per cognitivi.
Amis Cube. Gioco che sollecita l'abilità di visualizzare forme nello spazio, prima componendo alcuni polimini tridimensionali e poi cercando di combinarli per formare cubi il più velocemente possibile. Grande idea e molto divertente da giocare, con un librotto di sfide anche per il solo play. Tetris 3D.
Eternity
Railroad Revolution. Niccolini-Canetta sugli scudi, con un ottimo titolo a base di costruzione reti e pool di lavoratori, con diverse strade per la vittoria. Occhio al surriscaldamento della CPU ed all'interazione, sempre indiretta german style, ma avvertibile. Non si può dire (altrimenti l'autore si arrabbia) che è un worker placement, ma vallo a spiegare a BGG ... D'annata.
Eternity. Tre semi, trick taking e impegno a prendere un tot di mani. Cosa c'è di nuovo? Che la briscola può cambiare di turno in turno nel corso della partita e che la scommessa sulle mani che prenderai non la fai ad inizio partita, ma nel corso di essa, scartando una delle tue carte. Ottima impressioni per un gioco curato e di buona fattura. Stuzzicante.
Bubble Pop. Un Jewel testa a testa (o solitario) in versione fisica, ripropone in analogico l'esperienza del 'collega tre pietre dello stesso colore per farle esplodere' con qualche effettino speciale e grafica colorata. Bella idea e realizzazione. Androidoso.
Sail Away. L'editore è di quelli noti (Mattel), i materiali ottimi (per quanto in plastica) e la grafica curata, ma alla fine ti alzi con la sensazione che al di là del pubblico dei più piccoli possa far fatica ad emergere. Leggerino.

Kingdomino. Domino + Sim City. Un pacchetto di tesserine composte dai classici due quadrati, una di esse da prendere ad ogni giro e ti costruisci la tua città cercando di creare le migliori combinazioni e collegamenti. Regole che si spiegano in due minuti e partite veloci, con grafica colorata, chiara ed azzeccata, per un successo reale già in fiera. Dominante.
Tallin
Tallin. Bel gioco di carte a base di maggioranze, veloce e teso, nonché per nulla banale, giocato con l'autore che abbiamo, con soddisfazione, battuto. Dimostra come si possa dar vita ad un bel gioco, complesso per spunti, ma con la potenzialità di spiegarlo in 3 minuti. Essenziale.
Samarkand. Un titolo del passato che è rimasto attaccato alle mani passando in una delle maxi pile di scatole in offerta. Mentre lo giochi capisci però perché ci è finito. Dimenticabile.
Costa Rica
Costa Rica. Esplora la foresta scoprendo tessere una alla volta, ma ad ogni tessera che scopri devi capire se accontentarti o lasciare agli altri la possibilità di prendere ciò che hai girato e chiudere così il turno. Bella idea che gira anche meglio di quanto le regole non suggeriscano, grazie ad una declinazione 'da tavolo' del 'tenta la fortuna' (push your luck).  Fotografico.
Dolores. Prendi la morra, aggiungici qualche carta speciale ed un collezione set ed ottieni un giochino più che dignitoso, che poi ricordi grazie alla graziosa standista. Carina (soprattutto la dimostratrice).
Spaghetti. Gioco di abilità nel quale su di un disco che fa da piatto si posano diverse stringhe colorate (spaghetti) ed alcune palline da ping pong colorate (polpette). Si devono estrarre gli spaghetti con una mano, senza far cadere nulla fuori dal tavolo. Carino e ben tematizzato, con alcuni tocchi per allungarne un poco la longevità, l'ho comprato per serate con bimbi ed amici. Gastronomico.

Junk Art
Lex in Lemniscate. Astratto essenziale che ti chiede di collocare pedine in un circuito di caselle a forma di 8 orizzontale, vincendo chi dichiara per primo una legge logica che unisca otto delle pedine presenti. Anomalo, ma interessante. Strizzacervelli.
Junk Art. Gioco di abilità manuale che propone la sfida di impilare, seguendo poche regole base, diverse forme in legno assai strane. Le composizioni finali appaiono effettivamente come piccole opere d'arte moderna. Picasso scultore.
The single card game
The single card game. Un gioco omaggio i cui materiali consistono in una carta che raffigura uno smile. Quando sta a te prendi la carta e la metti davanti alla bocca senza guardare da che lato è girata e gli altri devono farti capire se stai sorridendo (se è girata da un lato) o se sei triste (se è al contrario). Se indovini, resti in gioco, se sbagli esci. Picogame.
Capital. Altro Sim City di matrice polacca, declina in modo sufficientemente leggero ma non banale il tema prescelto, tanto da essersi meritato un acquisto d'impulso. Varsavia wasn't built in a day.
Capital
Coin Quest. Bel gioco con aste nel quale, con meccanica da bag building, ti aggiudichi ad ogni giro monete di diverso taglio e tipo (oro, argento e bronzo), in vista del calcolo finale dei punti. Arrivato in sordina, ci ha colpiti assai, ad onta della grafica scarna, perché bag bulding può non essere sinonimo solo di gestionale. Inatteso

Klask. Prendi l'idea del biliardino e dell'Ice hockey da sala giochi d'antan, li sintetizzi in un tavolino di legno che sta ovunque e la pallina la spingi controllando il piloncino che la colpisce con un magnete che muovi con attenzione sotto il tavolo. Divertente e assoltuamente da fiera. Biliardinoso.
Kilt Castle. Regole facili ed immediate abbinate a materiali ben curati. Costruisci torri in tre dimensioni, spostando ad uno turno una delle (14, se non ricordo male) carte presenti. Interessante, per quanto lasci qualche dubbio sulla capacità di controllo di ciò che accade con il crescere del numero di giocatori. 3D.
Topoum
Trexo. Il tris (qui però devi allineare cinque simboli del tuo colore) in una sua evoluzione tridimensionale. Qui ad ogni turno piazzi una tessera tipo domino, che contiene sia un tuo simbolo, che quello dell'avversario e, rispettando un paio di regoline facili, puoi che sovrapporre alle tessere già presenti. Tris 2.0.
Topoum. Le talpe combattenti sullo sfondo del gioco risultano più che simpatiche ed il gioco gira ed appare solido, fruendo degli otto anni di gestazione dei quali l'autore ci ha parlato. La meccanica è di piazzamento, con carte ad effetto: facile da spiegare, difficile da padroneggiare, ci ha colpiti positivamente. Sotterraneo.

Mondrian
Mondrian. Mescola l'abilità nel lancio dei dadi (con la destra, con la sinistra, dall'alto, alla cieca, ...) con una ambientazione artistica, ritagliandosi in questo modo le attenzioni dei presenti quanto finisce sul tavolo. Artistico.
The Oracle of Delphi. Setup alla Feld dei primi tempi. Prima partita da vivere solo per capire come funziona, con regole ostiche come nella migliore tradizione del genio tedesco. Personalmente, colpito dalla mosca tze tze, non ce l'ho fatta a giocarlo davvero, ma le sensazioni sono di un Luna + Aquasphere. Grafica e componenti essenziali. Prototipale.
Dale of Merchants. Ottimo deck building giocato in aereo come da tradizione. Alla prima prova di presenta come fluido e ben oliato, con un mazzo che non cresce mai troppo, tra carte acquisite, piccole combo e carte, anche potenti, che si devono scartare per vincere. Sorpresa!


TIRIAMO LE SOMME


Ma alla fine, mi chiederete voi, che Essen è stata?
Decisamente più più buona, vi rispondo.
Oracolo di Delphi
Se scorriamo la lista dei cinghiali anche a questo giro diversi titoli sono emersi, promettendo lunghe serate di loro approfondimento e l'elenco dei giochi che si sono fatti notare, se esteso anche ai pesi medi e leggeri, così come avete potuto leggere, è piuttosto esteso.
Nel contempo, pur avendo giocato 'solo' una trentina di titoli, ovvero tra il 3 ed il 4% di ciò che è uscito, devo dire che le sensazioni ricevute da essi sono state mediamente apprezzabili, con ben pochi giochi che abbiamo valutato sotto la sufficienza. Se tenete conto che spesso ad Essen ci si siede non a provare i titoli più attesi (tavoli occupati con code), ma quelli che gli altri saltano, capirete come il fatto di aver apprezzato quasi tutto ciò che si è giocato sia sinonimo di qualità media elevata.

Colonist
Se eravate alla ricerca del famoso bestseller assoluto, anche stavolta forse non lo avrete trovato (anche se i soldout di Lorenzo il Magnifico e di Terraformins Mars non sono da sottovalutare), ma nel contempo devo dire che il parco titoli tra i quali scegliere cosa acquistare o cosa mettere sul tavolo mi sembra piuttosto ampio. Noi stessi, al rientro (in tre) abbiamo portato via una cosa tipo 70 scatole e stavolta tra di esse c'erano davvero poche vecchie glorie prese in sconto, per cui di cose che ci hanno affascinato ne sono uscite davvero diverse.
Alla fine, quindi, i timori del prepartenza sono stati fugati ed ora parte per prima cosa la preparazione per Lucca, che arriverà davvero a breve e poi la lunga strada per provare tutto quanto prelevato e per scoprire le famose perle nascoste che sinora sono rimaste celate ai nostri occhi ... ;)

Bene, sono arrivato anche stavolta in fondo. Mi scuso se in qualche punto posso essere stato poco esaustivo (per esempio non ho inserito nomi di editori ed autori a fianco ai titoli giocati o le didascalie di tutto), ma davvero le poche ore di tempo tra il rientro di domenica notte e l'uscita online non mi consentivano di più!

Ora attendo i vostri commenti (di chi c'era e di chi ci ha letti) sui titoli che più vi hanno colpito!!!





la sala con le copie esposizione stampa ..

Inis


Cottage Garden





Lex in Lemniscate


Una delle ultime classifiche di Fairplay

34 commenti:

  1. Complimenti bel reportage. Sono molto curioso per Great Western Trail. Hai notizie di qualche imminente localizzazione in italiano?

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    1. Non ho notizie su di lui, ma in giro per la fiera gli editori di casa nostra erano piuttosto attivi (nel contempo, però, anche Mombasa non è stato localizzato l'anno scorso, per cui non so che probabilità ci siano per Western ...).

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    2. Sì, invece. Mombasa l'ha pubblicato uplay

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    3. Hai ragione: lì per lì, complice il sonno, mi ricordavo localizzato solo My Village (avevo parlato in fiera a Lucca con loro proprio di come la scatola fosse troppo simile a Village). Tanto li devo sentire per avere aggiornamenti su cosa porteranno a Lucca quest'anno e nell'occasione chiedo a loro se fanno Western Trail!!!

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    4. No Fabio, Mombasa arrivò a Lucca già italianizzato. Lo comprai allo stand uplay. In ogni caso penso che localizzarlo non sia necessario. E' uno di quei titoli dove basta il regolamento che prima o poi qualcuno tradurrà anche solo a livello amatoriale

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    5. E' vero, ma io, se posso, cerco sempre di acquistare le edizioni italiane, non fosse altro per supportare i nostri editori, che così possono essere in grado di localizzare più cose, se vedono che riescono a fare fatturato.
      Su questo argomento so che si potrebbe obiettare che, dal punto di vista del gamer, sarebbe meglio fossero localizzati titoli con più testo, ma non possiamo pensare che un editore lasci perdere tutti i giochi famosi ma indipendenti dalla lingua e si concentri su titoli magari meno noti ma pieni di testo, perché farebbe felice il gruppo (purtroppo ristretto) dei gamer, ma sarebbe un suicidio commerciale.

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    6. Aggiungo che non localizzare molti titoli indipendenti dalla lingua (ad esempio Ticket to Ride e moltissimi altri family come Stone Age, Patchworks, ecc) vorrebbe dire uccidere ogni futuro ludico dell'Italia.

      Sono quelli i titoli che hanno il potere di raggiungere chi non ha giocato e mostrargli il gioco da tavolo moderno... non a caso sono loro (e non i cinghiali) all'estero a tenere in piedi questo settore. Senza localizzazione ci giocherebbe e li conoscerebbe SOLO il mega appassionato che va da solo in Tana o su BGG a scaricarsi le traduzione e compra d'importazione.

      Ed è grazie a queste localizzazioni che oggi, pur da fanalino di coda, viviamo in un italia in cui arrivano tradoti 20 volte i titoli di 6-7 anni fa. ;)

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    7. sono leggermente in disaccordo vedendo il tutto dalla visuale di puro giocatore, in quanto le versioni multilingua funzionano perfettamente per altri mercati non vedo perchè gli editori esteri non dovrebbero aggiungere il manuale in italiano per giochi completamente indipendenti.
      Costerebbero di meno, sarebbero più universalmente a disposizione (e in sconto se del caso....) e cosi chi rimane dei nostri editori si focalizzerebbe su trovare titoli validi/localizzazioni di titoli con molto testo.

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    8. Dal punto del puro giocatore è totalmente controproducente, per due motivi semplicissimi:

      1) la presenza di una edizione multilingua con anche l'italiano da parte dell'editore principale (a parte essere uno sforso poco renumerativo visto il mercato italiano ridottissimo, valiamo quanto la grecia e meno del belgio) e la sua vendita diretta non implica in nessun modo il suo ingresso nel nostro mercato. Implica che te lo compreresti TU che sei un gamer perchè vai su egyp (che compra dall'estero) o la compri dagli store online stranieri, ma l'utente pù di massa nemmeno saprebbe che esiste e il negozio italiano ordina da distributori italiani per ovvi motivi... pensa, anche nel piccolo, a quanto è diffuso da noi Dixit o Ticket to Ride rispetto a Fresco. Non arriverebbe nemmeno in tutti i negozi specializzati (Centri Gioco, Games Accademy, Città del Sole, ecc) mentre oggi finalmente molti titoli, almeno qui in piemonte, inizio a trovarli in normali negozi di giocattoli e di articoli regalo. Poi se vuoi che il gioco da tavolo resti una roba di nicchia per una elite informata e non si diffonda come invece sta succedendo è un altro discorso.

      2) I "titoli con molto testo" sono spesso le peggiori scelte commerciali possibili... non entrano nel mercato in profondità e vendono un decimo delle copie (anche tra i classici, Dominion non ha venduto nemmeno il 5% delle copie di Dixit) e richiedono pure costi enormemente maggiori di localizzazione. Metà degli editori italiani chiuderebbero se dovessero pubblicare solo quelli.

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  2. Mi è letteralmente esplosa la wishlist: Terraforming Mars, Lorenzo il Magnifico, Railroad Revolution, Ulm, L'Oracolo di Delfi, La Festa per Odino... dovendone scegliere un massimo di due (sono in ristrettezza di spazio e tempo col pupo in arrivo) la scelta sarà davvero molto ardua... Lorenzo il Magnifico però è in pole, Luciani dopo gli ultimi due exploit con Marco Polo e Grand Austria Hotel lo tengo d'occhio.
    Conto sui vostri pareri per orientarmi! :)

    Si vociferava di trattative per un'edizione italiana di Terraforming Mars, saranno vere? Anche perché come gioco, parlando anche di materiali non eccelsi, ha un costo discretamente importante.

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    1. Mentre ero allo stand di Terraforming ho visto un editore italiano che parlava con loro, ma non so se chiacchierasse del tempo in Svezia o se stesse discutendo sull'acquisizione. E' chiaro che, essendo uno dei titoli di punta di questa Essen, le probabilità ci sono tutte ...

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  3. Ottimo report e utilissimo per chi é rimasto a casa ma avrei una Domanda egoista: Con si chiama il gioco con le teste di dinosauro colorate che si vede nelle ultime foto?
    Davide nippo

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  4. La parte iniziale del report mi ha molto colpito, complimenti hai reso perfettamente lo spirito di Essen che quest'anno mi è mancato ( non essendoci ), spero di incontrarti nei prossimi anni. Per il resto ottimo resoconto. Ho provato già Lorenzo il magnifico e devo dire che è un bel gioco. io mi son fatto prendere Railroad Revolution perchè avevo letto il regolamento e perchè gli altri giochi degli autori mi erano piaciuti.
    Sono curioso ora di vedere quanto successo avranno First Class e sopratutto il nuovo Pfister che se si riconfermasse diventerebbe già un nome da affiancare a Feld.

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    1. Un poco dello spirito cameratesco che c'era tra gli italiani in fiera avevo cercato di comunicarlo già in uno degli aggiornamenti tramite le foto di tutte quelle facce sorridenti che avevo incocciato nell'arco di poche ore prima di scrivere l'articolo.
      La sensazione è come quella di essere partiti tutti insieme in comitiva: non ti dico il viaggio di ritorno in aereo, dove in modo surreale si parlava tutti solo ed esclusivamente di giochi. Se chiudevi gli occhi un attimo sentivi un blood bowl di qua, un pfister di là, un terraforming in fondo .... sembrava il lunedì mattina al bar, con i giochi al posto dei commenti sulle partite .... impagabile :)

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  5. Qualcuno sa dove trovare le regole di Power Grid - the card game almeno in inglese? L'ho comprato a scatola chiusa ma il mio tedesco non è così buono...

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    1. Ad Essen c'erano entrambe le versioni: tedesco e inglese. Deduco tu abbia preso la tedesca giusto? Se riesco scannerizzo il regolamento in inglese nei prossimi giorni e ti faccio sapere!

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  6. Bel commento e gran bei report giornalieri, bravo Fabio!
    Domandina...Non si sa nulla dell'andamento in fiera di "The Flow of History"??! devo dire che leggendo, ascoltando anteprime e dando una letta al manuale, l'hype personale su questo titolo era notevole. Le aspettative sono poi andate via via calando seguendo l'andamento dei vari report, che ho avvertito come sostanzialmente "neutri".
    Grazie ancora per esserti divertito ad Essen anche per noi!!! Ciao
    Davide

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    1. Io lo ho preso il primo giorno, se non mi sbaglio il giorno dopo era esaurito.
      Ci ho fatto 2 partite e mi sembra solido, è simile ad innovation solo fatto meglio ;)
      È un civ building abbastanza leggero, con molta interazione diretta (puoi rubare carte agli altri giocatori e costruirle tu oppure distruggerle con attacchi militari) il display di carte comuni alla ascension non ti riempie di milioni di scelte ma ti da lo stesso scelte interessanti. Inoltre il sistema economico chiuso è intrigante.
      I miei unici dubbi riguardano la longevità visto che le carte sono sempre le stesse ed una volta che hai assimilato gli incastri potresti giocare con il pilota automatico e che in 3 giocatori (e lo ho provato solo con questo numero) dura un filino troppo per quello che è

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    2. Devo dire che, senza averlo provato, il tempo di gioco pubblicato aveva inquietato un po' anche me...comunque non possiedo troppi giochi di civilizzazione, attenderò una bella recensione e valuterò...grazie:)
      Davide

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    3. Secondo me in 4 si sta tranquillamente in 60 minuti che poi è anche la tempistica corretta per un gioco di questa profondità. in 3 invece dura almeno una mezz'oretta in più che invece è un po troppo per i miei gusti per un gioco di carte.
      quando avrò messo altre giocate in saccoccia quasi quasi provo a buttarla giù io una recensione :)

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  7. Invece io ho trovato questa Essen leggermente sottotono rispetto a quella passata.
    Sarà forse perché i miei editori di riferimento erano presenti con meno titoli nuovi di peso/che mi interessavano rispetto all'anno scorso (splotter 0 - osprey 0 - pdverlag 0-Pearl games 0-whats your game 1-eggertspiel 1)
    Sarà anche perché molti giochi erano stati annunciati a gencon e quindi avevano perso un po' lo status di novità.
    Per quanto riguarda i giochi provati confermo le buone impressioni su oracle of delphi, non è il suo migliore ma è solido, ottimi anche i due di friese che ho provato nei giorni successivi, a fabled fruit ieri sera io e la mia compagna ci siamo fatti 5 partite di seguito non male, power grid è bello denso fossero tutti così i giochini da 15 euro...

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    1. Prima di partire avevo la tua stessa sensazione, mentre al ritorno devo ammettere di essere rientrato soddisfatto come, se non più dello scorso anno. Ci sta che una parte la giochi anche la casualità di ciò che provi in fiera: se sei più fortunato la tua selezione di cose provate può essere migliore e di conseguenza sale il tuo apprezzamento per l'evento .. ;)

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    2. Ti dico la verità Fabio, in fiera provo pochissimi titoli, (quest'anno 4 per la precisione) trovo che sia il peggior luogo possibile dove giocare. Troppo casino, spiegazioni orribili ed incomplete, poca professionalità sopratutto nelle hall più piccole. Se vedo qualcosa di interessante che non conosco mi faccio spiegare il regolamento, al massimo 1 turno di prova se sembra valevole e decisione se comprarlo oppure no. Poi via dalla fiera presto (16.30 max 17.00) e via in albergo a giocare con davanti una buona birra ed in un ambiente bonificato.
      In sunto quindi, visto il mio spirito fortemente critico, un titolo mi deve proprio colpire oppure essere raro (Giappone,Korea e compagnia orientale) per suscitare il mio interesse ed in questo senso quest'anno a mio avviso c'era meno carne al fuoco per i miei gusti :)

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  8. Ottimo report grazie! Quali sono i giochi della lista 'ciinghiale' per i quali non si puo' fare a meno dell edizione italiana? Da un lato vorrei poter provaree al piu' presto i nuovi titoli, ma anche considerando iltrend crescente dei prezzi e giocando con un gruppo con un livello di inglese medio, non vorrei trovarmi con titoli ingiocabili dal mio gruppo! Quali sono quindi i cnghiali di quest'anno per i quali attendere la localizzazione in una situazione come la mia?

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    1. Allora vediamo. Odino e Scythe (con testo) sono già in arrivo in edizione italiana, così come Railroad Revolution e Lorenzo il Magnifico (indipendenti, ma italiani di nascita). Ulm sarà a sua volta distribuito in Italia da dVgiochi con manuale italiano. Degli altri quasi tutti sono indipendenti dalla lingua (First Class, Delphi), salvo il manuale. Per First class però non credo ci sarà in giro a brevissimo un manuale in inglese, almeno sino all'uscita della versione Z-Man. Per Terraforming ci sono voci di una localizzazione italiana, ma qui ignoro (forse a Lucca si saprà di più) da parte di chi e quando.

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  9. Inoltre volevo sapere se si sa qualcosa della localizzazione di Clank! , deck builder che ha ottenuto online delle recensioni entusiastiche ma che essendo basato su carte temo abbia una forte dipeendenza dalla lingua. Ho notato che non ne avete parlato nel report, non era in fiera?

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    1. Il gioco era in fiera, ma è andato esaurito presto. Avevano uno stand piccolo, mi sembra senza tavoli di demo o quasi, in una zona remota della fiera ed è per quello che non se ne è parlato. Noi però lo abbiamo preso (Sergio) e presto o tardi ne parleremo :)

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  10. Articolo magistrale. Invidia a palate... che dire.
    Bravo supermagadirettoreintergalatticosupremo...

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    1. ;)
      Bene, caro sottoposto, i complimenti sono stati graditi e può andare a nuotare anche lei nell'acquario aziendale ...

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  11. Bellissimo Reportage.
    Inutile dire che ho messo nella lista di quelli "da provare" quasi tutti i titoli più in voga, da Terraforming Mars a Scythe, passando per Lorenzo il Magnifico... dovrò farmi un'idea prima di cacciare fuori i dindi e fare acquisti...
    Per intanto grazie del resoconto, come al solito puntuale e ricchissimo.

    Alessandro

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  12. Dale of Merchants ottima chicca, anche a noi sta piacendo molto. Complimenti per la pazienza nello scrivere il report :)

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  13. report preziosissimo... anche ora aspettiamo già il pezzo di lunedì per sapere cosa ci sarà di tutto questo a Lucca!

    chiedo info su alcuni giochi non citati. immagino che Fabio non li abbia provati ma magari qualcun altro sì, avete visto/comprato/provato: esp. 7 Wonders Duel, The Fog of War, Mare Nostrum, 1754 Conquest, Escape from Colditz, Victory or Death, Quartermaster General 1914, North American Railways, London Dread, Seafall, Crisis e Perdition's Mouth?????

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  14. Grazie a voi per i complimenti e per la pazienza nel leggerlo, il report :)
    Appuntamento a lunedì per la guida alle uscite di Lucca ...

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