domenica 23 ottobre 2016

[Essen 2016] ...ma anche no!!! Considerazioni semiserie in controtendenza

scritto da Sergio

In coda a tutti gli articoli dell'inarrivabile Pinco, mi sembra a questo punto doveroso e d'obbligo fare anche qualche considerazione di senso opposto, così tanto per sparigliare le carte in gioco, per dare voce a quelli che a Essen non ci sono o non ci vogliono andare e per una sorta di pluralismo di idee che renda il nostro blog un luogo dove ogni opinione venga espressa senza tagli o censure.
E già, perché oramai Essen sembra diventata la Mecca del Gamer.
In che senso?
Ma nel senso che oramai è uno status symbol: se sei un gamer una volta nella vita ci devi andare, perché li puoi veramente parlare con gli autori, perché solo li succede che magari mentre sei nella hall dell'albergo ti trovi faccia a faccia con Feld, o che ti fai una foto con Rosenberg e puoi ringraziarlo per aver dato al mondo la gioia di Agricola e Caverna.
E poi, dopo esserci stato, sui vari siti on line di gdt "nessuno ne sa quanto te" e sorridi sornione sotto i baffi quando leggi qualcuno che scrive "non vedo l'ora che apra Lucca".
E potrei andare avanti in questo senso ma correrei il rischio di andare fuori tema e non va bene!
Mi soffermerò pertanto sugli aspetti negativi (o presunti tali) dell'evento, aspetti che vengono fuori solo di striscio negli idilliaci commenti che sui vari blog e siti sono stati pubblicati in questi giorni, ma che devono essere messi in risalto una volta per tutte.


E allora cominciamo...
Prima di tutto, andare a Essen costa uno "stonfo" di soldi (e non chiedetemi cos'è lo stonfo perché non lo so). Il viaggio in aereo o in macchina, il pernottamento ed il sostentamento già fan la loro parte e meno male che la birra in Germania costa poco.
Ma il problema vero sorge dentro la fiera. Il problema vero è la scimmia che ti prende all'ingresso il primo giorno e che molla la presa solo quando rientri a casa e guardandoti allo specchio stupefatto, col portafoglio in mano, ti chiedi "ma come ho potuto spendere così tanto?"
Mi spiego meglio: l'adrenalina che scorre nelle vene cresce cresce man mano che ti avvicini alla fiera e già quando sei in biglietteria non capisci più nulla e devi fare uno sforzo di concentrazione disumano per non dare al bigliettaio tedesco la tessera dell'Esselunga al posto del bancomat.
Ma la "Bestia del Boardgame" si impossessa di te quando finalmente entri e vedi il primo visitatore con un enorme borsone o carrello o contenitore carico di coloratissime scatole di giochi.
Da quel momento la Bestia è in te, sei Suo, tu non esisti più, non dormi più non vivi più che per lei, e, come nel peggior film horror, lei ti costringe a girare girare e comprare, comprare, comprare di tutto: dall'espansione più inutile al gioco più bello e tutto senza sosta. Ma non basta, non basta mai... basta una voce su un gioco che va, una classifica che mostri un outsider e Lei ti comanda di informarti di saperne di più di possederlo quanto prima "altrimenti - ti dice la Bestia - che cavolo ci sei venuto a fare fin qua?" 
Ora voi pensate che io stia scherzando o che stia esagerando, ma vi assicuro che è tutto vero.
Provare per credere.
Per farvi un esempio: eravamo io, Pinco e Bernapapà a questo giro di giostra e dopo 4 giorni di giochi e più di 70 titoli presi, alle 6 e un quarto di domenica, a fiera chiusa, io e Berna (rimasti io con 10€ in tasca e lui con 5) eravamo ancora preda della Bestia che pretendeva che comprassimo Karuba come se andare via senza questo titolo sminuisse il nostro pellegrinaggio ludico. 
Tornato a casa spaesato e "rincoglionito" da quattro giorni di "estasi ludica" ti trovi col portafoglio vuoto ed una marea di giochi in arrivo e ti sorgono mille domande cui però preferisci non dare risposte per tenere integra la tua salute mentale. 

Altro incubo tedesco è l'ansia da "sold out", un veleno per le coronarie che leva il sonno e la fantasia.
Ti assale appena decidi di comprare un gioco perché ti sembra che in contemporanea tutti i visitatori della fiera decidano di volere alla stessa ora lo stesso gioco che tu vuoi. La delusione di fronte all'odiato cartello è inevitabile, inenarrabile e sembra stigmatizzare il fallimento di una vita cui non potrai mai porre rimedio.
E parliamo dei grandi sconti di Essen: anche su questo ci sarebbe da dire. Parola sconosciuta nei primi 2 giorni di fiera, prende corpo e forma il sabato e subisce una metamorfosi la domenica. La domenica non esiste più lo sconto: esiste il conto alla rovescia.
Ve lo giuro: alle 3 passi allo stand e vedi Palazzi di Carrara (dico uno a caso) a 18€.
Alle cinque lo vedi a 10 ma sul foglio che reclamizza lo sconto vedi cancellati il 17, il 16, il 15 fino ad arrivare a 10€. Cioè ogni 15/20 minuti lo hanno scontato di 1€. Immaginate come si può sentire chi lo ha preso la mattina a 18€????? Comunque poco male: in Italia costa 25, lo rivendo subito (e qui si potrebbe aprire un altro capitolo che darebbe fuoco al blog...)

"Berna tutto a posto. Si va?"
"Macché c'era una coda di un km assolutamente ferma non ho capito perché."
Non siamo ad agosto sulla Salerno-Reggio Calabria, ma 2 pellegrini che cercano una toilette in un qualsiasi stand di una qualsiasi di queste 4 giornate di Essen. Perché questo è un altro aspetto su cui chi intende andare in questo magico luogo dovrà convivere. Le code... la marea umana... Tanti uomini tante storie dice Pinco, tanti uomini tante code ribadisco io molto più prosaico e materialista
Code al bagno (anche se sei un maschietto); code al caffè, code per entrare, code alla Heidelberger, (supernegozio entrofiera di giochi scontati, dove tra tante cose pessime a prezzi scontatissimi e tante cose nuove a prezzi normali puoi in effetti trovare la rara occasione, motivo per cui è sempre strapieno). Chiudo con le code per accedere alla metro e code per salire sulla metro.

Poi c'è il problema lingua. A Essen giustamente non devi saper il tedesco, ma se non sai bene l'inglese o lo mastichi poco meglio lasciar perdere: e non solo perché non puoi giocare dato che i giochi vengono spiegati in inglese, ma anche perché quello che compri, se ti va bene, è ovviamente in inglese. Ed ovviamente non è elegante appoggiarsi ad un amico che conosce l'idioma di Albione per farsi tradurre in real time la spiegazione di Great Western Trail. Finirebbe per mandarvi a quel paese prima della fine...
Io ad esempio sono border line: riesco a capire dal 60 al 70% della spiegazione di un gioco, poi dipende da chi e come parlano inglese, ma diciamo che alla fine con un po' d'aiuto la partita riesco a farla certo con risultati non esaltanti. Sicuro è che da solo non oserei mai mettermi a un tavolo di gioco dove tutti parlano inglese...

Altro aspetto da non sottovalutare è la prestazione fisica richiesta in questi giorni di fiera. Per farvi un esempio un amico incontrato laggiù, munito di contapassi, alle 4 del pomeriggio ci raccontava di aver fatto non so quanti mila passi per un controvalore di circa 13 km. Considerando che si entrava alle 10:00 e si usciva alle 19:30 e che la maggior parte del tempo la passi ad andare da un padiglione all'altro per i più disparati motivi, si può capire come mi senta oggi.

E parliamo adesso di cosa e come giocare. Se pensate di andare a Essen e giocare come, quando e quello che vi pare siete fuori strada. A Essen i tavoli di richiamo sono sempre pieni (e se sono vuoti sono riservati ai "big"). I tavoli dei giochi di seconda scelta sono sempre pieni; i tavoli di terza scelta sono sempre pieni, ma può capitare che se ne liberi uno mentre passi...
Quindi devi decidere: o vaghi per i fatti tuoi guardando e valutando cosa comprare e informandoti di tutto e magari mentre cammini ti fiondi, contemporaneamente ad altre 20 persone al primo tavolo che si sta svuotando (e qui è tutta una questione di decimi di secondo) per giocare un gioco magari bacato o che più di 6,2 su BGG non avrà mai, o aspetti in piedi anche tanto tempo che un tavolo "importante" si liberi.
Nel primo caso giochi forse un po' di meno ma visiti la fiera meglio e trovi le novità più nascoste e interessanti, nel secondo giochi di più ma non ti accorgi di "Clank" gioiellino nascosto nei padiglioni estremi.

Chiudo, vi giuro che chiudo, ma un'altra cosa ve la devo segnalare.
Occhio alle leggende metropolitane... Chi c'è stato lo sa, chi ci andrà ne tenga conto.
Se si sparge la voce che stanno vendendo Splendor a 5€ alla Heidelberger o che hanno riportato 100 copie di Terraforming Mars, sold out dopo 20 minuti dall'apertura, lasciate perdere... veramente! Non mettetevi a correre... Non esiste!!!!!

Alla fine della Fiera posso dire che quella di Essen è un esperienza forte, forse anche troppo coinvolgente per come la si vive, è estenuante e gratificante al tempo stesso, ma nessuno pensi di non poter vivere la sua vita di gamer senza andarci, perché non è assolutamente così. Io ad esempio lo so che dei titoli che ho preso qualcuno lo giocherò fra mesi e che magari fra un anno li avrei potuti prendere a metà prezzo su un mercatino, ma va bene così. Così come so che un gioco comprato scontato a Essen in fin dei conti non è per nulla preso scontato come so anche che qualcosa venderò dopo averlo giocato una volta, ma va bene così. 

In quel che luccica c'è tanto oro a Essen, certo, ma se scandagli bene e ti fai delle domande serie c'è lo stesso che puoi trovare a Modena Play, forse luccica un po' di meno, ma questa è un'altra storia.

Buone giocate a tutti

--- Le immagini riprodotte possono essere tratte in parte dal altri siti cui appartengono tutti i diritti su di esse e compaiono apparendo la loro riproduzione una forma potenzialmente gradita di diffusione di informazioni sul gioco. Saranno comunque rimosse su semplice richiesta in caso contrario. ---


17 commenti:

  1. Ottima riflessione che corrosponde alla mia unica presenza ad Essen 4 anni fa. Code ovunque, frenesia, acquisto compulsivo e tanta ma tanta gente. Certo, sono elementi comuni a molte fiere, tanto più se famose, ma ad Essen il tutto è amplificato con l'aggravante di spendere una somma di tutto rispetto x 4 giorni di "estasi". Sono d'accordo sul fatto che molti (compreso me) vadano ad Essen per seguire la moda e per sentirsi più "esperti", ma a ben vedere quei soldi li spendi di giochi e ci guadagni anche in stress.
    Peppe

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  2. Io sono sempre andato al Modena Play. E' un mio sogno andare ad Essen ma per le motivazioni descritte lascio sempre perdere. Preferisco godermi il Modena Play con meno stress e più giochi localizzati. Comunque ho la soluzione alla spesa compulsiva ad Essen. Portate le vostre mogli... Con me funziona.

    Ad ogni modo al play 2017 vorrò conoscervi. Vi seguo da tempo e siete troppo grandi...vi stimo

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  3. Grazie Sergio, ci hai provato. Apprezzo il tentativo :D

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  4. Questa visione mi piace, ritrovo molti dei punti chiave di quelli che mi dicono "voglio venire ad Essen perchè risparmio un botto" o "vengo a Essen che provo tutti i gioconi in uscita".
    Segnalo sicuramente nella live di sabato!

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  5. No il compulsivo no.
    Mi tengo i vostri racconti - che mi sa sono pure meglio dell'originale - e se / quando potrò tentero' Play. E le tigelle.

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  6. Dissento principalmente su un punto: il costo in sè.
    Io mi son fatto i miei conti e spesso ad ottobre (anche per non rimanerci secco) faccio una sola fiera e quasi sempre scelgo Essen e non Lucca, perchè il costo è simile.

    Il volo per Essen preso per tempo mi costa sui 120-140 totale (60-70 a tratta... a volte addirittura l'ho trovato a 47), l'albergo 45-50 euro a notte, il treno/navetta Dusseldorf-Essen 20 euro, la Metro sui 3€ al giorno. La tre giorni ad Essen mi costa sui 280 euro (diciamo sui 310 compreso il viaggio diviso 4 fino a malpensa)... tre giorni a Lucca non mi costano tanto meno. ;)

    Ovviamente fatevi i vostri conti... io parto da Torino... se vivete a Firenze 3gg di Lucca vi costano 30 euro di benzina. Se vivete in Sicilia probabilmente con Essen Risparmiate. xD

    Concordo invece a pieno sul fatto che non si vada ad Essen per risparmiare sui giochi sia perchè gli sconti non compenseranno mai le spese, sia perchè sconti seri si hanno solo sui titoli ad altissima diffusione con qualche anno sulle spalle: ricordo che giravo con Andrea e guardando vari stand di negozi, pensavamo a tutti quelli che lamentano che da noi i giochi son cari... mentre al 95% i giochi sono allineati (magari 40 invece di 45); fanno eccezione appunto Carcassonne, Catan, ecc.
    Il mio grosso pregio è che sono veramente poco incline all'acquisto compulsivo (sono capace di vedere 50 giochi belli e comprarne 1 o nessuno) anche perchè ormai da noi arriva quasi tutto il meglio e spesso preferisco prenderlo in italiano dopo, e se ha del testo è imprescindibile (contate che faccio tantissimo "proselitismo" ludico quindi se possibile cerco di avere solo cose in italiano o senza scritte).

    Per me Essen resta un grande evento a cui mi spiace mancare, perchè vedo mille realtà, parlo con gli editori, ecc. Tenete presente che di giochi ne provo pochi per scelta (di quello che mi interessa spesso chiedo solo di spiegarmi le regole di massima o osservo un paio di turni di altri) perchè voglio capire di cosa si tratta, le meccaniche e le idee originali dietro (se ci sono).

    Quando provo poi spesso mi aggiungo a un gruppo esistente (in linea di massima preferisco gironzolare da solo per ottimizzare i tempi e non obbligare nessuno a fermarsi dove non vorrebbe). Ecco... questo lo consiglio a chiunque ci vada perchè:
    1) è difficile trovare un tavo libero per provare in 4 la novità, ma aggiungersi a un gruppetto di 3 svedesi/tedeschi/inglesi/francesi e fare il 4° è spesso molto facile... (spesso sono stato invitato e ho declinato)
    2) conoscere giocatori da altre parti del mondo e farci una partita è per me la cosa più bella della fiera, e i giocatori dal mondo sono socievoli e curiosi.

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  7. D'accordo con Sergio. Essere compulsivo non fa per me - a me piace rigiocare. E i giochi entrano nella mia collezione dopo una durissima selezione.

    Girare da solo in fiera è la soluzione: si risparmia tempo e si prova tutto nel giro di qualche minuto.
    Se parlate tedesco poi è stra facile: non sono molti gli stranieri che lo parlano ed inserirsi in gruppi di soli tedeschi è spesso molto semplice.

    Per il resto io non vado alle fiere per avere lo sconto. Io vado per condividere anche con sconosciuti la mia passione. Per toccare con mano quello che spesso è una thumb su bgg o amazon. Per l'ebrezza di cercare, scoprire, guardare. Giocare giochi brutti - ché quelli non si propongono mai e ovviamente non li comprerei mai.
    E' come andare ad una fiera di fumetti e cercare solo affari nei mercatini.
    Per me la fiera è lasciare i problemi di tutti i giorni alle spalle una volta che prendo la U-Bahn.

    Poi che di acquisti ne faccia uno o due e per giunta a prezzo pieno, fa nulla.


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  8. Non sono d'accordo sul provare pochi giochi. Tantissimi visitatori sono continuamente intenti a cercare lo sconto o l'offerta e vagano senza meta. In 3 giorni di fiera abbiamo provato un totale di 30 giochi. Sicuramente tre/quattro giochi sono offlimits almeno di non dedicarci il tempo di attesa ma per gli altri non ho trovato problemi: es Kanagawa, Kingdomino, ovvero giochi da seconda scelta come citato in articolo, provati subito senza aspettare.

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    1. Concordo con te... poi spesso trovo che il 90% dei visitatori seguono le mode del momento: si accalcano per provare i 7-8 titoli in testa alla classifica e nel farlo spesso si perdono delle chicche, solo apparentemente di seconda scelta.

      Ad esempio il mio pronostico è che Kingdomino (ne farò una review a breve) sarà probabilmente uno dei titoli di maggior successo in termine di vendite e pubblico dei prossimi mesi (e anche un buon candidato per lo SdJ). Si spiega in 3 min, meccanica interessante, materiali fantastici, prezzo basso... :)

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    2. Signori miei non prendetemi troppo sul serio. Le mie sono solo sensazioni provate in queste 4 giorni che ho memorizzato e riportato in questa sede.
      Anche perchè per un evento "enorme" come questo ognuno ha le sue verità, il suo modo di viverlo e di esserne parte ed è giusto che sia così.

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  9. Essen è gioia allo stato puro. Punto. Per un weekend ti cali in un mondo che ti fa provare emozioni e sensazioni indescrivibili. Così è stato per me negli ultimi 6 anni.
    Poi, è vero, ci sono diversi aspetti quasi fantozziani. Ad esempio il pensare di fare degli affari acquistando giochi ribassati dopo aver pagato volo e albergo.
    Ma tutto ciò è finalizzato ad un piacere reale che inizia mesi prima con gli interessanti articoli su Giochisulnostrotavolo e sulla Tana e continua anche dopo la fiera con quelle scatolette incelofanate che aspettano solo l'open the box nei momenti più tristi delle settimane a venire.

    Eccezionale insomma. E come ha concluso l'articolo Bernapapà: spero di poter continuare ancora per anni :)

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  10. Sono tendenzialmente d'accordo con tutto quanto è stato scritto... Ed è un motivo in più per apprezzare (secondo me) tutti gli articoli e contributi che da più parti vengono resi disponibili per chi ad Essen non ci è potuto/voluto andare per i più disparati motivi, in parte elencati proprio in questo post...

    Alex

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  11. Anche Modena Play sta diventanto come Essen di anno in anno, con le dovute proporzioni. Che è una buona notizia, da un lato, perché indica che il bacino dei giochi da tavolo si allarga, ma è anche un problema, perché la struttura rimane la stessa e la gente aumenta sempre di più. Ad esempio, il primo anno di Play non trovai nessuna coda all'ingresso del parcheggio. Quest'anno abbiamo deciso di partire mezz'ora prima e abbiamo trovato comunque una discreta coda. Senza contare che provare i giochi diventa sempre più difficile. Si fa, per carità, ma di anno in anno la differenza si sente. Per quanto riguarda gli sconti c'è pochino...
    Poi ci sono molte altre componenti che ti spingono ad andare, quindi si partecipa volentieri comunque.

    Emanuele

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  12. Articolo interessante ma non concordo su tutto.
    I costi del viaggio non sono esorbitanti, specie se si conosce la zona (si può stare a Duisburg senza grossi disagi).
    Vero che non si gioca a tutto ciò che si vuole, vero anche che le possibilità non mancano, basta avere pazienza di prenotarsi al tavolo e di attendere, cosa che si fa in quasi tutte le fiere del pianeta (e che dovrebbero cominciare a fare anche a Modena Play, ma già quest'anno qualcuno ci ha provato... C'è speranza).
    Per il resto, Spiel rimane un grande evento, diverso da Play, assolutamente diverso dal girone infernale Lucchese e giustamente ognuno lo vive a suo modo ;)

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  13. Ciao sono un gamer molto giovane, dal 2011, mandai anche una lettera qui tempo fa per dei consigli.
    Prima cosa, complimenti bell'articolo, Solidarizzo con te, per vari motivi, personalmente non andrei mai a Essen per via dell'inglese, non lo mastico e sono un italiota nel senso che voglio le mie confezioni in italiano. xD
    Oltre a essere un patito di giochi, sono un patito di fumetti e Lucca è la meta per me (c'è tutto), ma anche li è lo stesso, tra gli autori, i disegnatori e andare allo stand game, è tutta una enorme fila di 4 giorni(5 quest'anno) te ne vai con il conto in rosso, ma con un sorriso che sembra dire "cavolo ti ridi scemo? hai speso più di quanto potessi permetterti" nonostante andiamo li con la nostra convinzione di spendere lo stretto indispensabile, ma alla fine siamo contenti cosi.
    P.s.
    Ho comprato russian railroads l'anno scorso a Lucca, è ancora incellofanato.

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