lunedì 17 ottobre 2016

[Prime Impressioni] Arboretum

scritto da Fabio (Pinco11)

Oggi parliamo di alberi, o meglio, diciamo che l'argomento di fondo appiccicato sul gioco di oggi è quello degli alberi, i quali illustrano comunque riccamente le carte, numerate da 1 a 8 in dieci colori diversi, che compongono il mazzo di Arboretum, di Dan Cassar, edito da Filosofia e Z-Man Games, per 2-4 giocatori, età 8+, indipendente dalla lingua, tempo a partita da 30 minuti in su.
Si tratta, al di là della battuta iniziale, di un titolo che ho trovato subito molto interessante ed assai peculiare, in quanto sfugge decisamente, per le meccaniche che propone, dai classici giochi di carte ai quali siamo abituati, proponendo una lotta serrata (con piccole cattiverie) tra teorici collezionisti di alberi, il tutto con elementi di piazzamento tessere e collezione set.
NONSOLOFILLER

[Prologo]
Qualche anno fa, ad Essen, ho conosciuto Nero e ben presto ho compreso come tra i generi a lui preferiti ci fossero sicuramente quelli dei filler e dei giochi di carte, tanto che a lungo le relative recensioni sul blog sono state da lui monopolizzate.
Ogni volta che ci siamo visti lui ha messo sul tavolo sempre qualche titolo di quella categoria e alla fine, quando ha ridotto drasticamente i suoi articoli, mi sono sentito un poco chiamato a coprire il buco lasciato da lui, andando gradualmente ad appassionarmi a mia volta al genere.
Con il tempo ho finito per arrivare ad apprezzare la categoria e so che a breve dovrò cimentarmi nello scrivere un articolo ad essa specificamente dedicato, nel quale indicare una piccola selezione di titoli pregevoli da possedere.

Comunque, andando al punto, Arboretum credo che per certi versi abbia tutte le carte in regola (gioco di parole ...) per farsi notare in questa classe di titoli, perché, pur partendo dal classico mazzo di carte con numero/seme (qui addirittura i semi sono 10), non propone con esso una variante più o meno fantasiosa di qualcosa di già visto, bensì le utilizza in larga parte per dar vita ad un gioco da tavolo completo, sufficientemente impegnativo pur rimanendo di stampo familiare, ma nel contempo vivace ed interattivo tanto da suscitare l'attenzione e sufficientemente cattivo da poter intrigare anche i giocatori abituali.
Al concetto classico di raccolta di set di carte dello stesso colore qui si aggiunge infatti il minigioco legato al loro piazzamento sul tavolo e, per non farci mancare niente, anche un pizzico di maggioranze, visto che a fine partita si sommano punti solo per i colori dei quali si possiede nelle sette carte che si hanno ancora in mano la maggioranza ... ;)

COME FUNZIONA?

Le regole di base sono facili facili, anche se poi il difficile sta nel padroneggiarle ...
Ad inizio partita ognuno riceve sette carte ed al proprio turno, semplicemente, peschi due carte (o dal mazzo o dai mazzi degli scarti proprio o altrui), ne piazzi una di fronte a te e ne scarti un'altra, in modo tale da riavere 7 carte in mano.
Il gioco procede sino a quando il mazzo di pesca si esaurisce e si calcolano i punti.

Il fulcro del tutto sta nel piazzamento delle carte di fronte a sé, perché esse devono essere collocate una a contatto con l'altra (lato lungo e/o corto), formando una specie di griglia.

A fine partita si procede ad attribuire i punti e solo chi ha in mano il maggior valore di carte di ciascun seme (tipo di albero) segnerà punti per gli alberi di quel tipo che ha di fronte a sé.

I punti si contano disegnando un percorso di carte che va (crescendo in valore) dalla carta più bassa di quel tipo che si possiede (le carte in mezzo possono essere anche di altri semi, la cosa incide solo sui punti ...), arrivando alla più alta (se ne devono possedere almeno due per fare punti). Ogni carta toccata vale un punto, se la prima è un 1 si ha un punto extra, se l'ultima è un 8 si hanno due punti extra, se tutte le carte toccate sono dello stesso tipo si ottengono due punti per carta.
Questo meccanismo è il meno facile da figurarsi mentalmente, per cui inserisco allo scopo un esempio grafico, ma è ciò che rende interessante il gioco ... :)

Nell'immagine sotto le linee rosse identificano i percorsi nei tre colori presenti: l'albero giallo parte dall'uno ed arriva all'otto attraverso 5 carte, più il bonus per l'uno e per l'otto fanno in totale 5+1+2= 8 punti.
Il grigio parte dal 2 ed arriva all'8 con tutte carte grigie, per cui abbiamo punti doppi e così fanno 5x2+2 (per l'otto)= 12 punti. Stesso discorso per gli arancioni (5x2+1=11).
Se avessimo, infine, avuto un olivo da 1 dove c'è la X rossa, avremmo ottenuto 6 punti per le carte più 3 di bonus per l'uno e l'otto ... ;)

COME GIRA?

Il gioco è sufficientemente rapido come flusso, perché ad ogni turno non fai che pescare due carte e piazzarne una di fronte a te ed una negli scarti, ma ci si trova ben presto, nell'arco di pochi giri, ad essere presi da mille dubbi, avvertendo il peso di una mano di carte che sembra sempre essere troppo piccola.
Il primo obiettivo che si ha di fronte è infatti quello di selezionare almeno due o tre semi da coltivare per il proprio arboretum e si tenderà a collezionare, di conseguenza, più carte possibili di quel tipo, per puntare così al raddoppio.

Appena piazzate le prime due o tre carte, però, si inizia a pensare al fatto che qualcosa di quel seme dovremo tenere in mano, per essere sicuri di avere la maggioranza dei valori a fine partita (solo in quel caso si segnano punti ...) e ci si deve lasciare un poco di posto in mano per le carte che dovrebbero garantirci quella maggioranza.
A quel punto il secondo obiettivo diventa quello di attaccare alle prime carte che abbiamo davanti un paio di carte di un altro colore, magari giusto una bassa ed una alta, per sfruttare il percorso centrale del nostro colore primario ed anche qui dobbiamo poi pensare di tenerci una o due carte in mano di quel tipo per garantirci la maggioranza.

Quando compiamo nel nostre scelte, poi, vediamo che magari un avversario sta prendendo decisamente il largo in un colore e minaccia di fare uno sfracello: guarda caso però ho pescato proprio un bel 8 di quel colore e penso di tenerlo a sua volta in mano per rompere le uova nel paniere al furbone.
Poi penso che la mia mano è composta di sette carte e se ne tengo cinque da parte per le maggioranze finali mie o altrui (da rompere) allora me ne restano non più di un paio per pianificare il gioco vero e proprio ... acc ... coperta corta ... ;)
Si deve quindi operare un bilanciamento tra le esigenze di protezione dei propri punti e quelle di attacco degli avversari!

Diciamo che il bello del gioco (a chi piace) sta nel fatto che si devono abbinare delle logiche tipiche di un gioco da tavolo classico, piazzando tessere in modo tale da mettere su una griglia all'interno della quale si costruiscono percorsi, con quelle tipiche invece dei giochi di carte, dove lo spirito è quello di collezionarne dello stesso seme.
La miscela delle due nature risulta particolarmente simpatica, perché l'attenzione è in genere inizialmente attratta dalla fase di costruzione del proprio percorso, ma rapidamente si deve iniziare a pensare molto anche agli altri, facendo il conto delle carte uscite (tutto ciò che è scartato e pescato da altri dà indizi) e di quelle mancanti di ogni seme per capire come funzioneranno le maggioranze a fine partita.

In una recensione su internet, forse esagerando un pelino, il gioco è stato paragonato ad una sfida a coltellate in ascensore, per dare l'idea di come l'interazione possa vivere momenti di cattiveria, soprattutto quando decidi di tenere in mano due carte alte di un seme per tutta la partita, vedendo con piacere che qualcuno sta basando su di esse il proprio gioco e godendo della certezza di portargli via la maggioranza a fine partita. Al riguardo anche la regoletta che fa crollare il valore della carta più alta (l'8) a zero se qualcuno tiene l'uno in mano è la ciliegina sulla torta del bambino dispettoso ;)

La parte di costruzione del percorso è comunque simpatica e nelle prime partite si assiste alle tecniche più disparate, con molti che si concentrano nel partire da una fila di carte di un colore, per poi attaccarci dopo altri semi ed altri che invece partono da una fila orizzontale di carte tutte diverse, puntando invece sulla varietà e quindi sulla speranza di acquisire più maggioranze.
Al suo fianco si sviluppa (e qui può subentrare una piccola fase di profonda riflessione) la parte legata alla scelta delle carte che si tengono per le maggioranze finali, spendendo con attenzione i limitati spazi in mano, parte per curare il proprio gioco e parte per bloccare quello altrui. Importante, ovviamente, è anche fare i conti di ciò che è uscito e di cosa ognuno sta prendendo dagli scarti ...


Sulla scalabilità è chiaro che il gioco a due è più immediato, ma anche che risulta alla fine più prevedibile, perché le carte sono quelle e se non le ho in mano io, le ha alla fine più o meno tutte il mio avversario. Il maggiore controllo rende più dirette le cattiverie e certi giocatori possono non gradire troppo la cosa.
Andando invece a 3 o 4 aumenta il numero di carte in gioco (a due si rimuovono una trentina di carte dal mazzo) ed il numero di semi e l'interazione, pur rimanendo diretta, diviene un attimo meno personale e la cosa incide secondo me positivamente su di un titolo che vorrebbe rimanere, di suo, come familiare. In 3 direi che il tutto resta più matematico, mentre in 4 è sentita l'interazione e non è facilissimo prevedere il momento della fine della partita con precisione ... 

Graficamente assai gradevole (ci sono anche simboli e nomi degli alberi, per aiutare chi ha difficoltà con i colori), con carte sufficientemente robuste da poter pensare di non imbustarle (ma qui le scuole di pensiero sono le più varie ...), la sua bella figura sul tavolo la fa, anche se, come accennavo, se al posto degli alberi ci mettevano degli animali, non cambiava granché, se non il nome, che poteva essere Istricetum o Porcelletum ... :)

CONCLUSIONI

Questo Arboretum è un bel gioco da tavolo mascherato da gioco di carte.
Fortemente interattivo, con poche semplici idee propone una sfida interessante ed adatta sia ai giocatori occasionali (grazie alle regole facili), che a quelli smaliziati (per le potenziali strategie da adottare).
Alla fine si propone come un potenziale anello di congiunzione tra categorie (piazzamento tessere e collezione set) e riesce a farsi notare per la sua personalità forte.
Interessante e da provare, anche se di non facile reperibilità e per questo dal prezzo non economicissimo per un gioco di carte ... ;)

A chi interessasse lascio il link al negozio online Egyp.it.

3 commenti:

  1. Ogni tanto saltano fuori queste nuove meccaniche con le carte che trovo interessanti e utili per introdurre al gioco da tavolo contemporaneo gli amici che con le carte conoscono soltanto i classici. Alla stessa stregua trovo 6... le prendi o quell'altro che avete recensito poco tempo fa di cui ora non ricordo il nome (quello con le aste al contrario, in cui prende la carta all'asta chi più rifiuta le altre sul tavolo).

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  2. Maledetta recensione!!!! Finito in wishlist...

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  3. ci ho giocato e bello

    Guiarne75

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