domenica 16 ottobre 2016

[Vetust Games] - Last Word

scritto da MagoCharlie

Avevo un gioco di parole che era simile allo Scarabeo, ma aveva il tabellone di plastica e potevi mettere le tessere con le lettere una sopra l'altra: online ho trovato Crucimaster ma non era quello! Aiutami che mi sto dannando da settimane!!!”

Grazie a questa segnalazione sul mio Ask (per chi volesse può pormi domande su http://ask.fm/magocharlie) mi è tornato in mente questo gioco dimenticato e bistrattato.

Figlio degli anni '80 e dei giochi di parole 3D dell’epoca, Last Word esce nel 1985 edito da Milton Bradley. Il gioco è strutturato da 2 a 4 giocatori per un tempo medio di gioco di 45-60 minuti.

Un gioco carino, non eccelso, che riprende la meccanica “crea la parola” con le lettere disponibili affiancandola ad una strategia di movimento sul tabellone abbastanza interessante.


IL GIOCO
Racchiuso nella sua prima edizione (1985) nella classica scatola quadrata con banda bianca e foto del prodotto in copertina, viene poi ristampato l’anno successivo 1986 con una copertina elegante ed artistica con il sottotitolo “non sempre i primi vincono”: questa è l’unica edizione che arriva in Italia.

Purtroppo la scelta di posizionare il gioco con una copertina così particolare non ha giovato alla sua affermazione, di fatti non è immediatamente riconoscibile sullo scaffale dall’acquirente.

La copertina risulta abbastanza “piatta” capace di attirare più gli adulti che i ragazzi; in quel periodo vi furono numerose uscite di giochi che erano targetizzati per adulti con colori uniformi e copertine eleganti (Provocation della Clementoni, Scruples della MB, etc..) che servivano anche a dare importanza al gioco da proporre per un dopo cena. 
Nell’argomento copertine eleganti non posso non ricordare la “bellezza” delle copertine di Scarabeo (a rombi) e di Monopoli (a trama scozzese) uscite nello stesso periodo creando minimalismo nell’avere la trama su tutta la scatola ed il titolo stampato in un angolo: sanguinavano gli occhi vendendo queste scatole che messe in mostra nel salotto facevano subito effetto copertina di lana piegata.

Apriamo la scatola minimalista di Last Word ed esploriamone il contenuto:

CONTENUTO
1 tabellone in plastica (griglia 10x10)
92 tessere in plastica con lettere
4 tessere bianche (da utilizzare come rimpiazzo in caso di perdita di qualche originale)
4 pedine colorate
4 piedini in gomma
1 foglio con 4 adesivi
1 regolamento

GAMEPLAY
La griglia contiene 100 spazi: 92 per le lettere e 8 spazi Jolly contrassegnati da una X. Lungo ogni lato della plancia di gioco vi sono degli spazi dove ogni giocatore posiziona le tessere che ha conquistato durante il gioco; le tessere sono posizionate di taglio, così da avere anche un’indicazione di quanti punti si stanno facendo. 
Sopra questo spazio per “archiviare” le lettere conquistate viene attaccato uno degli adesivi in dotazione che definisca anche il colore del giocatore di quel lato di plancia.

Il set up è semplice ma abbastanza lungo: si mettono casualmente sul tabellone tutte e 92 le lettere, senza coprire gli spazi Jolly, ed ogni giocatore sceglie o sorteggia un colore (ogni colore ha un punto di partenza ben definito ovvero parte da una qualsiasi lettera della prima fila di fronte al giocatore).

Il gioco è semplice: durante il proprio turno bisognerà formare una parola con le lettere disponibili partendo dalla posizione del proprio segnalino. Il giocatore formula la parola facendo avanzare di casella in casella la pedina prendendo via via le lettere utili per la parola.
Le parole si possono formare come nel famoso Paroliere: partendo da una lettera si esegue un percorso di lettere una vicino all’altra.

Le caselle Jolly vengono usate come qualsiasi lettera utile a completare la parola.
Come detto si utilizzano le lettere intorno al segnalino (saranno quindi sempre 8 gli spazi che circondano la pedina), nel caso si trovasse ai bordi del tabellone si possono contare le caselle della parte opposta del tabellone (in stile PacMan, dove si usciva da un lato della schermata per trovarsi dall’altro), così da considerare sempre 8 spazi utili.

Durante il proprio turno il giocatore osserva la posizione della propria pedina sulla griglia e decide quale parola fare e segue questa sequenza:
  • Annunciare la parola ad alta voce;
  • Indicare quali tessere si stanno utilizzando;
  • Spostare il segnalino su una lettera alla volta rimuovendo via via le tessere;
  • Le tessere conquistate vanno nel porta tessere davanti ad ogni giocatore;
  • Il segnalino rimane sullo spazio dell’ultima lettera utilizzata.
Facendo così, la griglia via via perde lettere e quindi posizioni utili per il movimento… ed ecco la strategia del gioco.

LA STRATEGIA
Muovendo in diverse direzioni il pedone e “mangiando” le lettere utili per le parole trovate, il tabellone diventa via via sempre più spoglio. Come nel gioco Hey that’s my Fish il movimento dei giocatori crea dei buchi che obbligano gli altri giocatori a trovare altre strade per passare.
La strategia di gioco è presto detta: si cercherà di isolare sempre più i giocatori costringendoli a fare parole sempre più corte per non perdere il gioco.
Difatti in Last Word non è possibile passare la mano.
Se non si trova una parola con lettere a disposizione, il giocatore è fuori dal gioco.

Il gioco prevede anche dei punti bonus nel caso un giocatore riesca ad isolare un altro giocatore lasciandolo senza alcuna lettera adiacente (5 punti)

Un ulteriore bonus si ha per l’ultima parola, la famosa “Last Word” appunto: verso la fine del gioco il giocatore che ha formato l’ultima parola (quindi nei turni successivi tutti passano o non vi sono altri giocatori attivi) guadagna 5 punti extra ed il gioco finisce.

FINE DEL GIOCO
Appena viene composta l’ultima parola il gioco termia, i giocatori conteggiano i punti:
  • 1 punto per ogni lettera conquistata;
  • 5 punti per ogni segnalino isolato durante il gioco;
  • 5 punti per l’ultima parola.
Il giocatore con più punti vince il gioco.


CONCLUSIONI
Last Word è una gioco abbastanza interessante sotto alcuni punti di vista, un po’ meno sotto altri vista la ripetitività del gameplay.
Non si avverte una vera e propria tensione nel gioco; è impostato come un survival game con qualche elemento di strategia che però è un’arma a doppio taglio. Prendiamo per esempio che in una partita in 4 giocatori 3 si alleano contro uno: quel giocatore rischia di non giocare più di 2 turni isolandolo subito e rendendo frustrante il gioco stesso.
Inoltre la scelta casuale delle posizioni delle lettere garantisce al 99% la possibilità di creare una parola di senso compiuto, nell’ 1% dei casi potrebbe creare problemi l’avere sempre e solo consonanti attorno senza la possibilità di andare oltre (le caselle Jolly posso aiutare, ma sui lati è difficile utilizzarle al meglio).

Se consiglio l’acquisto? Ni…
Il gioco si trova facilmente in vendita su eBay (dai 20 ai 35 euro è il prezzo giusto), ha un buon tasso di rigiocabilità se piace il genere, ma potrebbe stufare dopo un po’.

Purtroppo Last Word se la deve vedere con word game più immediati e famosi (come Paroliamo, Scarabeo ed il Paroliere), il layout della plancia di gioco non spicca in originalità ed è facile essersi scordati del gioco dato che si parla sempre di una griglia con parole da cercare (da notare come tutta la dotazione sia incredibilmente simile a Crucimaster, 1981, della stessa casa editrice (poi Parker) con lo stesso colore della plancia e delle tessere).
Il confronto a mio avviso non tiene con gli altri giochi di parole, però è un titolo interessante che è degno di essere giocato almeno una volta.

Rinnovo i ringraziamenti all’utente che mi ha posto la domanda su ASK, mi ha fatto ricordare questo gioco ormai dimenticato!


Tutte le immagini sono tratte da BGG (postate da Shane Harris, Ross G., Pete Belli) e da eBay (paulander2013) e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.

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