mercoledì 16 novembre 2016

[Recensione] Legendary: Big Trouble in Little China

scritto da Simone M.

I consigli del vecchio Pork Chop Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando i fulmini lampeggiano, i tuoni rimbombano e la pioggia viene giù in gocce pesanti come piombo. Basta che vi ricordiate quello che fa il vecchio Jack Burton, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell'occhio e gli dice: 
"Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura".

Con questo monologo Kurt Russell, nei panni del camionista Jack Burton, chiude la sua avventura nei bassifondi della Chinatown di San Francisco dopo aver sconfitto un antico demone, salvato la promessa sposa di un amico e scosso, letteralmente, i Pilastri del Cielo.
Ed è proprio dalla fine che noi, invece, iniziamo.
Legendary: Big Trouble in Little China è infatti, in ordine cronologico, l’ultima ambientazione scelta da Upper Deck per il suo, ormai collaudatissimo, sistema di deckbuilding denominato Legendary creato nel 2012 da Devin Low per portare su plancia un franchise di quelli golosi, ovvero i Supereroi Marvel (Legendary: A Marvel Deck Building Game). La Upper Deck sceglie, questa volta, un film transgenerazionale di culto paragonabile a Ghostbusters oppure ai Goonies, assumendosi un grossissimo rischio in termini di impatto e di resa, e affida questa patata bollente a Rob Heinsoo.
È il turno della pellicola del 1986 firmata dal maestro John Carpenter.

In Legendary: Big Trouble in Little China i giocatori, da 2 a 5, dovranno utilizzare i propri mazzi Eroe per sconfiggere il nemico di turno (ovviamente è possibile scegliere anche Lo Pan), sbaragliare i mostri che controlla, salvare quanti più innocenti possibile e sventare, così, i suoi piani. 
Durante la partita, che sfiora l’ora di gioco, dovranno migliorare il proprio mazzo per riuscire a infliggere i necessari danni al Boss e ai nemici in campo. Sconfitto per 4 volte il Boss la partita terminerà e si conteranno tutti i trofei (carte) conquistati nella propria area punteggio. Vince il giocatore che, nell'ora abbondante che il titolo promette, avrà ottenuto più punti.

I – Componenti ovvero il sacchetto dei sei demoni

Questo paragrafo lo si liquida in fretta.
Aprendo il coperchio della scatola, su cui sono raffigurati gli eroi della pellicola, troviamo 1 regolamento in inglese e scritto impugnando la penna con gli avambracci, un bellissimo mat in sandwich che rappresenta l’area di gioco divisa in tutte le sue sezioni: Twists, Scheme, Strikes, Mastermind, Uncle Chu, Escaped, Hero Deck, HQ, Wounds, Bystenders, Villain Deck e China Town – City (divisa in Sewers, Bank, Rooftops, Streets e Bridge) e 400 carte.
Fra le carte, oltre a quelle di Base dette Grey Heroes (Chang Sing Strategist e Chang Sing Warriors) distinguiamo:
  • Heroes (Eroi): sono i mazzi che rappresentano i personaggi principali del film (Jack Burton, Gracy Law, Eddie, Wang Chi…). Per ogni Eroe esiste un set di carte. Gli Eroi con cui giocare vengono scelti in fase di setup e andranno a formare un mazzo generale di pesca che verrà posto accanto al Quartier Generale (HQ), ovvero la zona in cui sarà sempre disponibile l’offerta di tali carte (in funzione del numero di giocatori). Gli Eroi possiedono un tipo (un simbolo che serve a innescare abilità e combo), un’abilità speciale, un valore d’attacco, un valore in punti reclutamento e infine un costo di reclutamento.
  • Mediocre Heroes (Eroi Mediocri): sono delle versioni depotenziate di alcuni Eroi principali. Se ne inseriscono 2 pescati a caso da un apposito mazzo prima della partita e si innestano nel proprio mazzo di gioco personale. I restanti, non utilizzati, vanno rimossi dal gioco.
  • Wounds (Ferite): inferte dai mostri o dal Boss. Sono carte “zavorra” che appesantiscono il mazzo di ciascin giocatore, poiché non forniscono alcun bonus o abilità.
  • Bystanders (Passanti): vittime innocenti che di tanto in tanto vengono catturate dai mostri. Quando questo accade vengono poste sotto la carta del proprio rapitore. Una volta sconfitto il rapitore anche il Passante viene posto nella propria riserva punteggio. Valgono, generalmente, 1 PV.
  • Villains (Nemici) fra cui distinguiamo Mostri, Gang e Accoliti (Henchmen). Questi loschi figuri si frapporranno fra gli Eroi e il Boss. Sono identificati anche loro da un tipo e possiedono abilità speciali che si attivano in base alla situazione ed alla zona di Chinatown in cui si trovano. A volte vengono anche attivati dalle abilità dei Boss o dagli Schemi. Se sconfitti forniscono Punti Vittoria.

  • Uncle Chu (Lo Zio Chu): forniscono Punti Reclutamento addizionali e servono a eliminare le ferite dal nostro mazzo. Si acquistano come normali carte Eroe.
  • Mastermind (Boss): una carrellata di cattivi tratti dal film fra cui spicca, ovviamente, Lo Pan. Il Boss ha un’abilità speciale, ovviamente deleteria per i giocatori, che si attiva quando vengono pescate dal mazzo le carte Master Strike (Colpo del Boss). Ogni Boss, inoltre, ha un set di 4 tattiche (Mastermind Tactics) ovvero 4 versioni del Boss con abilità differenti. Ogni volta che il Boss verrà attaccato e sconfitto l’Eroe di turno affronterà una di queste carte e, in caso di vittoria, la metterà nella propria area punteggio. Il gioco termina quando si esauriranno le tattiche con la vittoria degli Eroi. 
  • Scheme (Trama): è una carta che dà il titolo allo scenario (ma senza alcun dettaglio in termini di ambientazione), fornisce regole speciali alla partita e si attiva quando dal mazzo dei Villain vengono pescate delle carte denominate Scheme Twist. Quando viene pescato l’ultimo Scheme Twist il male vince.
II – Come gira il gioco ovvero… esplosioni verdi, gente che entra ed esce volando…

I passaggi più laboriosi sono il setup… e il riporre, a fine partita, le carte nella scatola. 
Quest’ultima annotazione è rivolta soprattutto ai maniaci compulsivi dell’ordine. 
Nella fase di setup dovremmo preparare il mazzo Villain ovvero la fonte principale dei nostri Guai. I Villain sono, oltre al Boss e ai Passanti, la fonte principale di Punti Vittoria.
Ad eccezione della Prima Partita, per la quale il manuale fornisce un setup standard, per comporre questo andrà utilizzata un’apposita tabella che indica quali tipi di carte da utilizzare e quanti sottogruppi di carte, di questo tipo, utilizzare.
Nella fase di preparazione il mat diventa uno strumento fondamentale, poiché grazie ad esso potremo riporre, all'inizio, della partita, tutti i mazzi nelle apposite aree di gioco ad essi dedicate.
Ciascun giocatore riceve un mazzo iniziale di 12 carte così formato: 6 Cheng Sing Strategist, 4 Chang Sing Warrior e 2 Mediocre Heroes pescati a caso.
Posti i primi 5 Eroi (6 in una partita a 5 giocatori), scoperti, nell’area denominata HQ (Quartier Generale) possiamo cominciare. I giocatori si avvicenderanno in turni in cui andrà rispettata questa sequenza di fasi:

1) Rivelare una carta Villain (obbligatoria)
2) Giocare carte dalla propria mano (obbligatoria)
3) Reclutare un Eroe (facoltativa)
4) Affrontare un nemico (facoltativa)
5) Ripristinare la mano e passare (obbligatoria)

(1) All'inizio del proprio turno un giocatore rivela la prima carta del mazzo Villain e la pone sulla prima casella libera di Chinatown. Se possibile ne applica immediatamente l’effetto riportato. Altri effetti si attivano in determinate situazioni come il combattimento. 
Se è una carta Scheme Twist si attiva l’effetto della carta Scheme. Si attivano effetti diversi se la carta Scheme pescata è la prima, la seconda e così via. Se invece è una carta Master Strike si attiverà l’abilità speciale del Boss. Se è una carta Bystander andrà posta sotto la carta Villain più a destra del tracciato Chinatown e si considererà “catturato”. Ogni carta Villain fa slittare quelle già presenti di una posizione sul tracciato Chinatown. Se un Villain giunge nell'area Escapes (Fuggiti) i giocatori dovranno scartare, dall’HQ, una Carta Eroe del valore di 6 o meno e scartare una carta dalla propria mano per ogni Bystander catturato.
Alcuni Villain, inoltre, hanno abilità peculiari che si attivano una volta fuggiti.

(2) È tempo di giocare le proprie carte. La meccanica ricorda praticamente quella di Dominion. Si giocano dalla propria mano quante più carte possibile, dividendole fra quante verranno usate per reclutare nuovi Eroi e quante per attaccare. Gli Eroi possono essere anche usati per attivare l’abilità speciale di cui sono dotati. Quando le carte vengono usate per reclutare, ovvero acquistare un nuovo Eroe, forniscono al giocatore tanti punti reclutamento quanto è la somma dei valori iscritti dentro i simboli Stella. L’Eroe reclutato viene posto nella pila degli scarti e disponibile al prossimo rimescolamento.
Quando le carte vengono usate per attaccare si sceglie il Bersaglio (Villain o Boss), si risolve l'effetto di tutte le loro abilità precedute dalla parola chiave Fight e si esegue un confronto di forza. Ogni carta giocata infatti, se dotata di un valore d'attacco, si somma. Il totale ottenuto viene confrontato con quello dell'avversario: se il valore è pari o superiore il Villain è sconfitto e lo potremmo acquisire nella nostra area punteggio. Le carte Eroe sono multi uso: possono fornire punti reclutamento, punti attacco e abilità speciali che spesso si innescano in combo con altri tipi di carte in gioco. 

(3) Reclutare o (4) Attaccare sono azioni facoltative.

(5) A prescindere da quante carte si siano usate nel proprio turno la mano va completamente scartata e prima di passare la parola al giocatore successivo occorre ripescare nuovamente 6 carte.

Come descritto all'inizio il gioco prosegue in questo modo, con turni uguali, sino al raggiungimento di queste 2 condizioni di fine partita:
A) Sono state pescate tutte le carte Scheme Twist e/o si realizza la condizione di sconfitta indicata sulla carta Scheme. Il Male vince e tutti i giocatori perdono la partita.
B) Il Boss viene sconfitto per 4 volte e si innesca un ultimo turno (lo Showdown) in cui tutti i giocatori nel proprio turno rivelano tutte le carte pescate sommando in un unico valore punti Reclutamento e Punti Attacco. Chi ha il totale più alto ottiene la carta Mastermind e la pone nella propria area punteggio. Il Male perde e fra i giocatori viene decretato vincitore chi ha ottenuto più punti vittoria.

II/b – Termini chiave del gioco

Mi permetto di entrare nel dettaglio spiegandovi alcuni termini chiave delle carte in modo da ridurre lo strazio nel dover cercare nel bruttissimo e lacunoso regolamento la loro spiegazione.

Ambush: questa abilità si attiva appena la carta viene pescata e rivelata.
Fight: le abilità precedute da questa parola si attivano quando decidiamo di attaccare quel Villain. Vanno risolte prima delle abilità degli Eroi.
Escape: le abilità precedute da questa parola si attivano quando il Villain riesce a fuggire indenne da Chinatown e raggiungere la pila Escape.
Bribe: i Villain con questa abilità possono essere attaccati usando i Punti Reclutamento come se fossero Punti Attacco.(Questa regola non è spiegata sul manuale ma è presente in altri Legendary)
[Tipo]: come spiegato, velocemente qualche riga più su, le carte Heroes sono identificati da un simbolo che qualifica la carta come combattente, stregone oppure veicolo nel caso – ad esempio – del Pork Chop Express. Questo simbolo lo ritroviamo nel testo di carte particolarmente forti e precede il testo di un’abilità a innesco (trigger). Per attivare una di queste abilità speciali basterà, nel proprio turno, giocare dalla propria mano un’altra carta con quello stesso simbolo. Questa semplice mossa farà scattare la combo.
KO: se l’effetto di una carta impone di mandare in “KO” una o più carte significa semplicemente che dovete scartare quelle carte nella pila generale del gioco e non nella vostra pila di scarti personale. Quelle carte non faranno più parte del vostro deck.


III – Impressioni finali

La mia passione per Carpenter è antica e non è gettata lì, col pretesto di un articolo, per imbonirmi la platea. La mia ossessione per questo straordinario autore americano sfocia nel 2004 con la stesura della mia tesi di Laurea in Storia e Critica del Cinema dal titolo: “La Cosa, Lo Specchio, La Follia – L’Apocalisse secondo John Carpenter”. Immaginerete bene cosa posso aver provato all'annuncio di un gioco da tavolo su Grosso Guaio a Chinatown. 
Qui il primo disappunto. 
Una storia così rocambolesca, un kung-fu movie metropolitano in chiave fantasy, probabilmente meritava una versione ameritrash tridimensionale, un collaborativo con tanto di miniature. Un gioco di carte ha il sapore del ripiego anche se appoggiato su un’impalcatura solida e collaudata come LegendaryPochi deckbuilding riescono a coinvolgerti per l’ambientazione (Blood Bowl Team Manager, Race for the Galaxy, Seasons, Magic The Gathering… Doomtrooper…). A questo cruccio si aggiunge un secondo disappunto in merito: perché non utilizzare la formula Encounters (come già accaduto per Alien, Predator o Firefly)? Ovvero la versione collaborativa del sistema Legendary?
Domande ovviamente senza risposta, semplici tarli che lascerò lì a pasteggiare con il mio cervello.
Ma torniamo a noi.
Gioco a differenza di potenziale massima.
Belle le illustrazioni (peccato solo che non abbiano tutte lo stesso stile) e simpaticissime le citazioni, ma il legame con il film resta assolutamente lì, sul coperchio della scatola e sepolto sotto le 400 carte che compongono il titolo, forse più adatte a simulare le scazzotate cosmiche fra gli Avengers.

Il sistema di gioco, abbiamo detto, ha chilometri e chilometri di rodaggio quindi sulla sua fluidità nulla da eccepire. Anche la rigiocabilità (e dunque la longevità) è ottima e garantita dalla combinazione fra Boss disponibili e Schemi. Il Mazzo Villain poi varia, nel numero e nella composizione, al variare del numero dei giocatori. In questa versione è stata eliminata, credo anche saggiamente, la modalità in solitario, lasciando però intatta l’anima bastarda dell’Intelligenza Artificiale che alimenta la plancia. In Legendary si fa a spallate, però se Villain e Boss iniziano a imperversare sul mat sono acidissimi cavoli per tutti. Questo aspetto del gioco (o meglio del sistema) è davvero interessante: un solo vincitore o tutti sconfitti.
Tecnicamente una chicca per gli appassionati del deckbuilding. In termini d'approccio alla partita ci troviamo davanti a un titolo molto più tattico che strategico anche se, ad esempio, cercare di anticipare lo showdown quando si ha una buona riserva di punti potrebbe essere una via proficua per la vittoria.

Legendary: Big Trouble in Little China è una specie di corpulento gadget legato al film, è un gioco di carte che fa il cosplay di un film di culto. È un acquisto da fare in maniera spudoratamente compulsiva senza cercare per forza di razionalizzare la cosa.

IV – La scheda

Titolo: Legendary: Big Trouble in Little China
Autori: Rob Heinsoo
Anno: 2016
Editore Originale: Upper Deck
Editore ITA: inedito
Giocatori: 2-5
Durata: 60 minuti

Componenti: 400 carte ben illustrate, ma non telate. Vanno imbustate, perché soggette a rimescolamenti selvaggi. Noterete diversi stili nelle illustrazioni: alcuni più fumettistici altri meno stilizzati e più dettagliati. Onestamente una scelta che non ho capito.

Il magnifico mat
Ambientazione: purtroppo relegata nelle illustrazioni. Il ritmo del gioco però è incalzante.

Meccanica: deckbuilding estremo che si ispira a Dominion. Il sistema Legendary è ormai piuttosto affermato in suolo americano. La sua peculiarità è il sistema di intelligenza artificiale che fa da motore al gioco perfettamente bilanciato e plausibile. Serve qualche partita per assimilarlo.

Longevità: molto buona... 

Rapporto Giocabilità / Prezzo: fortemente dipendente dalla lingua, che ne limita forse l'impiego nelle serate giuste se non con la compagnia giusta. Capito il meccanismo la partita è fluida, ma come detto occorre qualche serata di rodaggio per assimilare la sinergia fra le carte. Il conto è salato visto che sfioriamo i 54,00 euro.

Consigliato: agli estimatori della pellicola e agli appassionati dei deckbuilding e soprattutto della saga Legendary. Un pezzo importante nella vostra collezione.

Sconsigliato: se schifate il deckbuilding state alla larga. La scatola è invitante come un piatto di lasagne dopo una settimana di brodino, ma potrebbe rimanervi sullo stomaco.

Come sempre il gioco è disponibile su egyp.it (qui)

19 commenti:

  1. Risposte
    1. Sempre troppo buono. Comunque Carpenter...TOP!!!

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  2. bella recensione. qual'è invece secondo voi il migliore nel sistema Encounters?

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    1. Io ho "odorato" Legendary Encounters: Alien. Mi sono ripromesso di rigiocarlo per bene. Se non ci sono variazioni sostanziali tra un'ambientazione o l'altra (Firefly. Predator) è puramente una questione di gusti. Visto che è un sistema di per se duttile e che si adatta a qualsiasi contesto o franchise.
      Detto ciò non sono un grandissimo fan della serie Firefly... :)

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    2. Alien anche per me!
      Lo gioco spesso grazie a un amico :D
      Se prende anche predator li uniamo per l Encounters epico, anche perché predator da solo ho letto non essere un gran che... Marvel invece troppo facile, ma sei un supereroe..

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  3. Laddove c’è un abuso continuo di “Film di culto!” per descrivere tutto ciò che è anni ’80, comprese pellicole appena appena tiepide e pure minchiate da antologia, Grosso Guaio a Chinatown è stato e resta DAVVERO un film di culto.
    Comunque 54€ mi sembra adeguato per un gioco su licenza con tappetino gommato e 400 carte [in molti giochi paghi 20€ per 110 carte]
    Bravo Simo.

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  4. Alien gira molto meglio di predator, le abilita' delle carte sono piu funzionali, in predator alcune abilita' forzano troppo il gioco (tipo le skill base che funzionano solo in cooperate). Firefly non l'ho provato.

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  5. volevo segnale questo link...

    http://movieplayer.it/articoli/grosso-guaio-a-chinatown-30-anni-dopo-da-flop-e-cult-movie_16043/

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  6. Mi è tornata un po' di scimmia, dopotutto si parla della licenza del mio film preferito di tutti i tempi.

    Peccato che - da quel che ho capito - sia l'unico Legendary a non avere la modalità in solitario, mi avrebbe fatto molto comodo :/

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    1. Si, è l'unica senza la modalità in solitario.
      O meglio, nel regolamento è presente una variante i solitario che ti impone di giocare con due mazzi distinti in maniera alternata. Confusionaria...

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  7. Io comprai alla sua uscita Marvel legendary deck. Me ne innamorai e a breve prese anche le due espansioni. Sono molto tentato,da fan, di prendere alien encounter. L unico dubbio è quanto realmente cambino i vari legendary in base al tema. Non vorrei che stringendo siano più o meno tutti la stessa cosa con stesse meccaniche azioni etc etc
    Comunque grazie per tutte le informazioni che ci date tutti i giorni!

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    1. La differenza più grossa è quella tra i legendary: encounter (Aliene e predator) e i legendary normali. Perché la modalità collaborativa e la regola "coordinate" cambiano tutto il gioco, e pesantemente. In Marvel alla fine è un tutti contro tutti e ognuno fa i suo, in encounter se non lavori insieme agli altri per fare tutti i mazzi bene e specializzarsi in un ruolo, alla fine perdi. E di brutto

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  8. Grazie dell info. Non ho mai provato uno degli encounter. Ho letto che in alien ci sono anche i personaggi con il propro ruolo e potere. Se ne avrò l occasione lo proverò :)

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  9. Sono tra il curioso e lo schifato... Gli darò una change in ogni caso

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    1. E' meno male di quel che sembra. Ma una possibilità dagliela... :)

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