domenica 6 novembre 2016

[Report] Lucca Comics & Games 2016: la mia esperienza

scritto da Bernapapà

Ebbene sì, dopo Essen, sono riuscito a fare anche una giornatina a Lucca (non abito molto lontano, per cui a livello logistico non è stato troppo complicato...). Ci sono andato il 31, sperando di trovare un po' di flessione nell'assembramento che vi si trova nei giorni più caldi, e devo dire che in effetti è andata abbastanza bene, complice anche il magnifico tempo che non ha ingolfato gli stand di persone in cerca di un rifugio dalla pioggia, così come avvenuto altre volte. Vi voglio quindi fare partecipi dei giochi che ho provato, trasmettendovi le primissime impressioni dopo una sola partita, benché tutte portate a termine. Be', vi anticipo che qualcosina di veramente interessante l'ho vista, forse più nei family che nei giochi per gamers, che, ad eccezione di Lorenzo il magnifico, non sono riuscito a provare. Ma andiamo con ordine...

Partenza un po' in sordina...

Il primo gioco che ho provato è un giochino per bambini: Spookies, di Stefan Klob, edito dalla Haba. Trattasi di gioco dadoso con componente di push your luck: il tabellone rappresenta una caseggiato infestato dai fantasmi, con 11 piani. Ad ogni turno si decide quanti dadi tirare (da 1 a 3) in modo di progredire di almeno un piano: ossia se mi trovo al piano 5 devo ottenere almeno un 6 con uno o due dadi (pur potendone tirare 3). Ovviamente se lancio meno dadi avrò una ricompenssa più sostanziosa rispetto a lanciarne di più. Se però i dadi riportano una somma inferiore al piano in cui mi trovo dovrò retrocedere al piano indicato dai dadi, restituendo la ricompensa. La ricompensa è formata da talloncini, il cui esaurimento decreta la fine della partita. Gioco con materiali molto ben realizzati, ma che forse non apporta nulla di nuovo al panorama ludico attuale.

Sempre rimanendo nello stand della Haba, ho fatto un giro anche su Karuba, di Rudger Dorn, che ad Essen aveva attirato la mia attenzione. Chi lo ha spiegato ha sintetizzato dicendo che è un po' un incrocio tra la tombola e Carcassonne e in effetti qualcosa di vero c'è. Ognuno viene dotato di una griglia (6x6) che rappresenta un territorio da esplorare: ognuno ha 4 esploratori e 4 templi da raggiungere, che saranno posizionati sui lati contrapposti della griglia; si parte tutti dalla stessa configurazione iniziale.
Poi un giocatore, che farà da Master, estrarrà la tessera da posizionare sulla griglia e tale tessera sarà la stessa per tutti i giocatori, che però saranno liberi di posizionarla dove vogliono. Le tessere rappresentano strade con l'obiettivo di formare un itinerario che colleghi gli esploratori ai relativi templi; lungo le strade potranno essere piazzate delle pepite: per muoversi si scartano le tessere invece di piazzarle. Se devo dire esattamente cosa mi ha lasciato, direi abbastanza poco: siamo nel target decisamente family e non è nemmeno un'idea così sbagliata, ma siamo veramente nel già stravisto...

...cominciamo a salire...

Il gioco provato dopo è stato invece una bella sorpresa: sto parlando di Rhein: River Trade, edito dalla Giochi Uniti, della collaudata coppia Niccolini-Canetta. Sul bel tabellone troviamo rappresentato il fiume Reno, con le città che tocca lungo il suo percorso: lo scopo dei giocatori sarà quello di acquistare dei contratti per la spedizione delle merci ed effettuare la spedizione tramite i mezzi di trasporto messi a disposizione (treno, nave o aereo), valutando le tappe che essi effettuano e potendo anche condividerli con gli altri spedizionieri. Gioco molto interessante, non particolarmente complicato come regole, ma affatto banale da padroneggiare. Ennesima ottima prova della collaudata coppia, che ha costruito un interessante gioco di pick and delivery (più delivery che pick), incastrato con un minimo di push your luck, nella valutaizone dell'opportunità di caricare più merci sperando di trovare successivamente un contratto per venderle a caro prezzo. Bravi!
La successiva tappa l'ho effettuata allo stand della Oliphante, per giocare a Kingdomino, di Bruno Cathala, che già conoscevo, ma che ho riprovato volentieri, in quanto lo ritengo un ottimo gioco per famiglie, che molto probabilmente farà parlare di sé e di cui a breve avremo una recensione completa sul nostro blog.

...un tuffo nei party games...

Nel bello stand della Asterion, sempre gremito di molti giocatori, ho fatto un giro su Twins, party-game molto interessante, che ricalca un poco le meccaniche di Dixit Odissey, ma utilizzando, al posto di disegni onirici, fotografie con soggetto: si tratta, in definitiva, di formare, segretamente, 5 coppie (+ uno scarto) fra le 11 fotografie messe sul tavolo e si ottengono punti solo se qualcun altro, ma non tutti, hanno effettuato lo stesso accoppiamento (coppia per coppia) o hanno scelto lo steso scarto. Il gioco è abbastanza rapido (a meno di avere pensatori indecisi al tavolo) e a mio avviso otterrà un ottimo successo come party-game.
Senza discostarci troppo da questo target, ho avuto la fortuna di intrufolarmi nella coda per provare, alla dV Giochi, il loro 13 Indizi, di Andres J. Voicu: non proprio un party game, ma un gioco deduttivo per famiglie che mi ha lasciato decisamente soddisfatto (a breve recensione completa): in due parole, una sorta di I Misteri dell'Abbazia, più che Cluedo, ma molto semplificato e diretto. Il gioco deduttivo per il nostro tempo, direi.

...le ultime ciliegine e il botto finale!

Prima di uscire dal tendone ho fatto una partita intera a Zagor: Odissea americana, del duo Ferrini-Orsini, edito dalla Ghenos. La forza del gioco sta nell'ambientazione, che per gli amanti della serie edita da Bonelli (che fra l'altro ha visto spegnersi quest'anno il principale disegnatore) è davvero un gioco imperdibile! Dal canto mio non sono un appassionato di fumetti, per cui, al di là di aver percepito questo grosso sforzo di riprodurre l'ambientazione e la dinamica dei personaggi presenti nel fumetto, che mi pare azzeccatissima, posso riportare le impressioni dal punto di vista ludico. Siamo in un semi cooperativo, il cui obiettivo comune è portare la nave in salvo lungo il tragitto sul fiume, nel quale saremo chiamati a affrontare varie avventure, non solo per sopravvivere, ma anche per acquisire punti personali: le azioni possibili saranno determinate dai dadi, lanciati in comune con tutti, con i quali potremo gestire il personaggio scelto, ma anche i due personaggi "neutrali": Zagor e Cico. Fra incontri con i pellerossa, gli orsi e gli spiriti malvagi, l'eruzione di vulcani e l'irruzione di personaggi cattivissimi, il gioco si snoda per un'oretta abbondante, dove gli amanti del fumetto incontreranno tutti i riferimenti alla loro amata serie, nella specifica storia riprodotta nel gioco: tematico!
Il botto finale è stato possibile grazie all'iniziativa della Tana dei Goblin di Pisa che, anche quest'anno, alla biblioteca Agorà ha allestito un bel numero di tavoli per il gioco libero e la spiegazione dei giochi che arrivavano freschi freschi da Essen o dal vicino padiglione dei giochi. In serata ho quindi provato Dokumus, di Miko PunaKallio, edito dalla Lautapelit (che presto sarà recensito), gioco semi-astratto di esplorazione di territori su griglie semoventi, allo scopo di presidiare i templi sparsi sul territorio: idea innovativa di piazzamento dei propri omini (tende), che si disloca a biscia lungo il percorso, ma che si ramifica a causa della possibilità di variare la posizione delle griglie: gioco intelligente per amanti dell'astratto (benché uno sforzo ambientativo sia presente e le griglie siano riccamente decorate).
Vi dicevo che ho finito col botto, in quanto l'ultimo gioco provato è stato una partita completa a Lorenzo il Magnifico, del trio Brasigli-Gigli-Luciani, edito dalla Cranio, gioco candidato a essere uno dei successi della stagione ludica per quanto riguarda il ramo cinghiali. In effetti il gioco è veramente ben fatto, scenograficamente carino, molto chiaro nelle simbologie. Dal punto di vista delle meccaniche, siamo nell'ambito del piazzamento lavoratori la cui forza è definita, in maniera casuale ma unica per tutti i giocatori, dal lancio dei dadi di inizio turno. Abbiamo poi materiali da trasformare, omini per rinforzare i lavoratori e carte da acquistare che compariranno ad ognuno dei 6 turni che il gioco prevede. Dato che sul sito comparirà sicuramente una recensione esaustiva, vi riporto solo le mie impressioni sulla prima partita fatta: il gioco merita, è ben fatto, ma lo trovo forse un pelino sotto rispetto alle opere precedenti degli autori, sia per quanto riguarda Marco Polo che per quanto riguarda Grand Austria Hotel, che prediligo. Sicuramente è un gioco da masticare a fondo, dove la prima partita serve solo per capire come muoversi e cosa ci si può aspettare, soprattutto dalle carte che appariranno lungo il corso del gioco e che devono indirizzare la strategia da applicare. Giocato in 4 è una coperta abbastanza corta e l'ordine di turno diventa determinante per accaparrarsi le carte o le azioni migliori: molto simpatica (anche se un po' asfissiante) l'idea del favore della Chiesa che se non rispettato diventa un ostacolo per l'uso di determinate azioni o strategie. Promosso a pieni voti, ma da rimasticare con calma.

Conclusioni

Be', la giornata è trascorsa in maniera molto proficua! È sempre bello aggirarsi fra gli stand, lasciarsi attirare dalle sirene delle offerte e andare a zonzo a cercare la perla nascosta che può esser scovata, magari dove non si pensava di trovarla. Nel mio giro, ad esempio, la sorpresa più interessante è stata 13 Indizi, il gioco deduttivo semplice che aspettavo e che spero di poter riprovare presto anche in famiglia (il gioco era già sold out).


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