domenica 8 gennaio 2017

[Recensione] 13 Indizi

scritto da Bernapapà


Uno dei filoni di giochi da tavolo più conosciuti, anche dai neofiti, è rappresentato dai giochi investigativi, complice il successo di Cluedo, gioco che ha fatto divertire generazioni di ragazzini e che è stato riprodotto – ed è tuttora in commercio – in tutte le salse e accezioni. Ma nello stesso filone si inseriscono diversi giochi che, sfruttano l'idea di dover scoprire qualcosa (l'autore di un delitto, il luogo o simili), la implementano in diverse varianti, sempre sfruttando l'attività investigativa che si basa sulla deduzione. Il gioco di cui vi parlo oggi ripropone questa tematica in una veste nuova e adatta ai tempi. Sto parlando di 13 Indizi, di Andrés J. Voicu, edito dalla dV Giochi, da 2 a 6 giocatori senza testo nel gioco, dove saremo proiettati nella Londra (e altrimenti dove?) del XIX secolo, travolta da una serie di efferati delitti, e dove saremo chiamati ad aiutare Scotland Yard a identificare l'autore, il luogo e l'arma di ciascun omicidio. Sì, perché una delle novità del gioco sta nel fatto che ognuno dovrà investigare un crimine differente, sfruttando le investigazioni degli avversari. Volete sapere come funziona? Seguitemi...

I materiali e le regole


Nella scatola troveremo un mazzo di 30 carte, suddivise in 3 categorie: 10 personaggi (identificati dal loro mestiere), 10 armi e 10 luoghi; il contorno delle carte riporta 10 colori diversi, con 3 carte per colore (una per categoria). Ogni categoria è poi suddivisa in due caratteristiche: per i personaggi abbiamo maschi e femmine, per le armi abbiamo armi da vicino e armi da lontano, mentre per i luoghi abbiamo luoghi all'aperto e luoghi al chiuso. Ogni investigatore verrà dotato di uno schermo protettivo, uno stand per le tre carte da mettere davanti allo schermo, un "taccuino" per nascondere gli appunti, una matita e un foglio con la griglia (3x10) rappresentante tutte le carte, con i colori in verticale e le 3 categorie in orizzontale. Terminano la dotazione i segnalini investigazione (lenti di ingrandimento cartonate), un tabellone per le partite con meno di 6 giocatori e una dozzina di stand in plastica.
I materiali sono molto belli, con disegni che riproducono l'atmosfera investigativa Holmesiana. Anche per la robustezza, nulla da dire: carte belle resistenti ed un taccuino di fogli molto grosso, per giocare molte molte partite.
Per le regole, sono presto dette: la preparazione del gioco prevede di distribuire casualmente 5 carte a testa, in modo che nelle 5 carte sia presente un trittico personaggio-luogo-arma. Ognuno sceglierà poi il trittico da posizionare sullo stand del giocatore alla sua sinistra, in modo che tutti i giocatori, tranne lui, possano vedere le tre carte. Le altre due carte, opportunamente posizionate sugli stand di plastica, vengono posizionate dietro allo schermo, in modo che solo il detentore le possa vedere. Se si gioca in meno di 6 persone, le carte rimanenti vanno posizionate coperte sul tabellone. Ogni giocatore riceve anche 1 segnalino investigazione.
Scopo del gioco è scoprire il trittico di personaggio-luogo-arma che si trova davanti al proprio schermo, andando per esclusione sulla base delle carte che si vedono (ossia quelle davanti agli schermi degli avversari, più le due dietro il proprio schermo), e sulla base delle domande (e delle risposte) che verranno fatte durante il gioco. Per aiutarci in questa impresa, all'inizio del gioco, ognuno utilizzerà il proprio foglio per eliminare le carte che vede (quelle degli avversari e quelle dietro al proprio schermo). Inizia quindi il gioco vero e proprio dove, a turno, ognuno potrà eseguire tante azioni quanti sono i segnalini indagine che possiede, scegliendo fra 3 possibilità:

  • guardare una carta del tabellone (se si gioca in meno di 6);
  • fare una domanda a un avversario, cui consegnerà il proprio talloncino. Le domande possibili riguardano esclusivamente quante carte vede di una certa caratteristica (ossia ad esempio quante carte blu o quanti luoghi all'aperto): sono vietate domande esplicite sulla singola carta. Sulla base della risposta, tutti potranno trarre le proprie conclusioni sua base di quello che stanno vedendo loro;
  • effettuare un'accusa, ossia tentare di rivelare il trittico che si cela davanti al proprio schermo: in caso di accusa effettuata correttamente, si ha vinto la partita; altrimenti si prosegue il gioco.
Se al proprio turno non si hanno segnalini, se ne prende uno dalla riserva.

Le impressioni

Nel riportare le mie impressioni, sono sicuramente condizionato dal fatto che il gioco mi è piaciuto molto, sin dalla prima partita. In generale i giochi di investigazione mi piacciono abbastanza, ma devo dire che questo gioco mi ha colpito per la sua caratteristica di essere semplice e immediato, quindi giocabile da chiunque. In pratica è stato ridotto all'osso quanto è presente in altri giochi, lo stesso Cluedo o forse il più simile Il Mistero dell'Abbazia, dove si utilizza la stessa meccanica, ma ci si deve spostare su mappa e sono presenti varie complicazioni che ne provocano un tempo di gioco maggiore.
In questo 13 Indizi, invece, ci si attesta realmente sulla mezz'ora come dice la scatola, rendendo il gioco decisamente più fruibile al vasto pubblico, senza snaturarne la complessità deduttiva data dal capire cosa escludere per scoprire i dettagli del delitto: ovviamente il livello delle domande può influire molto, per cui se si gioca con un gruppo più scafato, le domande saranno un poco più "coperte", atte a far scoprire il meno possibile agli avversari, mentre se si gioca con persone alle prime armi, chi ci ha già giocato avrà un leggero vantaggio.
Ed il fattore aleatorio finisce sostanzialmente qui: ci sono domande che fanno escludere subito alcune carte sospette, mentre ce ne saranno altre che non arrecano alcuna nuova informazione al singolo giocatore. A livello di rigiocabilità, be', le combinazioni di carte distribuite ai giocatori è ovviamente altissima, per cui non c'è il rischio di rifare la stessa partita: certo, la meccanica di base è sempre la stessa, per cui se non si è interessati potrebbe risultare ripetitiva, ma se invece si ama la deduzione, ecco il gioco che fa per voi, con un impegno temporale che favorirà il poterlo proporre anche a non giocatori. Un ottimo compagno per le feste natalizie oramai passate.

Si ringrazia la dV Giochi per la copia di review concessaci.

Chi vuole può trovare il gioco su Egyp

1 commento:

  1. Sono curioso di provarlo, nonostante non sia il mio genere di gioco...

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