mercoledì 15 febbraio 2017

[Riparliamone] Semplicemente... LoW

scritto da Simone M.

Cubomorfosi
Scuola: Alterazione
Livello: 4°
Componenti: Materiale (una manciata di trucioli di legno)
Raggio: 0 (tocco)
Tempo di Lancio: 8 Turni
Durata: 60-120min
Tiro Salvezza: Nessuno
Area d'affetto: 1 plancia di gioco
Descrizione: con questo potente incantesimo, il gamer, può trasformare un avventuriero fantasy in un cubetto di legno da poter utilizzare come risorsa per compiere missioni d'ogni sorta. Un modo comodo per trasportarli in sacchetti di stoffa o Geekbox.

Tornato alla ribalta nelle wishlist natalizie del 2016, Lords of Waterdeep, o per i suoi estimatori semplicemente LoW, è diventato nel tempo un classico da avere nella propria collezione.
Piazzamento lavoratori senza fronzoli per 2-5 giocatori (6 con l'espansione) della durata di 60-120 minuti ambientato in una delle metropoli simbolo dei Forgotten Realms (uno dei setting più cari ai giocatori di Dungeons&Dragons).
Gioco prodotto ed edito dalla Wizards of the Coast non localizzato e dunque in inglese. La dipendenza dalla lingua è moderata e riferita soprattutto al testo delle carte.
Ne abbiamo parlato più volte nelle pagine di GSNT in concomitanza con la sua uscita e con quella dell'espansione Scoundrels of Skullport che lo ha completato in maniera sinergica e perfetta.


0 – L'Ambientazione...
Uno dei miei orgogli... in collezione

Waterdeep, detta la Città degli Splendori, è fra le città più grandi della Costa della Spada e sicuramente è fra quelle più belle di tutti i Forgotten Realms
Si affaccia sul mare vicino alla foce del fiume Dessarin e dal suo immenso porto salpano centinaia di navi per altrettante destinazioni.
La città è governata da un Consiglio di Lord "Celati" la cui identità è sconosciuta ai suoi abitanti. I pettegolezzi sulle loro identità si moltiplicano e sono all'ordine del giorno.
Pare che solo due Lord agiscano alla luce del sole: il nobile Piergairon Paladinson e l'arcimago Khelben "Bastone Nero" Arunsun.
Waterdeep è un crocevia importante per merci e avventurieri di ogni razza conosciuta. Per questi ultimi le strade, i vicoli e i luoghi appena attorno ad essa costituiscono un sfida sempre nuova e fonte di ricchezza, fama e potere. Non è raro infatti incontrare gruppi ben assortiti pronti a partire per le sale dell'Undermountain e il suo labirinto creato dal mago pazzo Halaster Blackcloack oppure svanire nel nulla forse finiti nel sottosuolo... persi a Skullport.
Del resto questa è Waterdeep, la stessa città in cui un tempo poi non tanto remoto andò in scena l'ultimo atto del Periodo dei Disordini quando gli stessi dei, le loro avatar, giravano indisturbati fra i mortali.

I – Componenti e Materiali 

La Wizards of The Coast non ha badato a spese: i materiali sono tutti di prima qualità.
I regolamenti sono ben scritti, con molti esempi e la spiegazione dettagliata degli effetti di ogni area azione e di ogni edificio; inoltre viene dettagliato come effettuare lo stoccaggio di ogni singolo pezzo nei separatori in plastica... che goduria...

Distinguiamo la dotazione fra gioco base ed espansione:

I/a – La scatola base

I materiali sono ottimi: le carte (121) sono telate. Per la prima volta vi dico che, volendo, potete anche non imbustarle (eretico!). Le illustrazioni, su di esse, sono opera di uno stuolo di artisti e non sono sempre coerenti fra loro, però non sono male. Fra esse distinguiamo: Carte Lord (che rappresentano le identità segrete dei giocatori e forniscono punti bonus addizionali a fine partita in base a determinate condizioni), Carte Quest (sono le missioni che i giocatori devono risolvere spendendo risorse e che permettono loro di ottenere Punti Vittoria o bonus di vario tipo) e Carte Intrigue (sono l'unico elemento di gioco che garantisce interazione diretta fra i giocatori e ostacolano gli avversari; molto cattive le "Mandatory Quest" che devono essere risolte prima di poter risolverne altre e dilapidano la riserva del giocatore che la subisce). Ottimo senza ombra di dubbio il cartone della Plancia di Gioco che rappresenta la città di Waterdeep e le relative aree azione.
La dotazione di ciascun giocatore (x5) è composta da: 1 Plancia Giocatore di buona consistenza, anche se un po' ingombranti in relazione al loro impiego, 5 Agenti (ne verrà piazzato 1 sempre nella casella del 5° turno e ne riceverà 4 nelle partite a 2, 3 nelle partite a 3 e 2 nelle partite a 4 e 5 giocatori), 9 marcatori con cui segnalare il controllo degli edifici costruiti, 1 segnapunti (sempre del proprio colore) e un ulteriore marcatore per segnare i PV oltre i 100.
Completano i componenti: gli edifici (24) e 96 segnalini divisi fra Oro e Punti Vittoria.

I/b – L'espansione






Scoundrels of Skullport aggiunge:

- 2 mini plance di gioco con nuove aree azione (3 per ciascuna);
- una dotazione completa per il 6° giocatore. Porta la riserva generale di Agenti a 6 per ciascuna fazione facendo variare così il loro numero in funzione dei giocatori in partita in questo modo: (ne dovranno piazzare sempre 1 nella casella del 5° turno e ne riceveranno 6 nelle partite a 2, 4 nelle partite a 3 e 3 nelle partite a 4 e 5 giocatori e 2 nelle partite a 6);
- 1 Corruption Track ovvero la plancia su cui tenere traccia della corruzione di ciascun giocatore rappresentata dai relativi segnalini a forma di teschio;
- 116 nuove carte (6 Lord, 50 Intrigue e 60 Quest).

II – Il gioco in breve

LoW si spiega in pochissimi minuti.
Via al tempo...

Come vi ho anticipato prima ciascun giocatore riceve una plancia personale, segnalini e agenti (in funzione del numero di giocatori) del proprio colore. Un agente extra, sempre, del proprio colore viene piazzato sulla plancia generale del gioco. Potrà raggiungere gli altri in riserva a partire dal 5° Turno.
Inoltre riceve, coperte e pescate a caso, due Carte Intrigo e due Carte Missione. Infine, sempre coperta e segreta, una carta Lord.
Scelto a caso il primo giocatore la partita può cominciare.
Nel proprio turno, un giocatore, piazza il proprio agente su uno spazio libero della plancia generale corrispondente a una delle zone in cui è divisa la città di Waterdeep.
Alcune zone, come detto nella descrizione dei componenti, sono esclusive e possono essere occupate da un solo agente, altre (solo 2) possono essere occupate da un massimo di tre agenti.
Una volta piazzato l'agente in un'area azione se ne risolve immediatamente l'effetto.


Le aree possono:
  • offrire risorse (guerrieri, ladri, chierici, maghi e denaro);
  • determinare il primo giocatore;
  • far pescare nuove Carte Quest o Carte Intrigue;
  • far giocare Carte Intrigue;
  • far acquistare un edificio da controllare (ponendovi il proprio marcatore) e da piazzare sulla plancia generale. Da quel momento in poi l'edificio costituisce una nuova area azione utilizzabile da tutti i giocatori. Se saranno gli avversari ad utilizzare l'effetto di un edificio, il proprietario riceverà un bonus come una specie di rendita.


Sempre nel proprio turno, se possiede le risorse necessarie, può risolvere una Carta Quest della propria riserva.
Il gioco prosegue così per 8 turni. Alla fine della partita i giocatori sommano, ai punti ottenuti durante i turni regolari, quelli bonus determinati dall'abilità della propria identità segreta di Lord.

Stop al tempo!
Quanto ci ho messo?

II/b – Scoundrels of Skullport

L'espansione aggiunge 2 sezioni con nuove aree azione: Undermountain, la montagna interdimensionale governata dal mago pazzo Halaster Blackcloack, e Skullport, una città sotterranea popolata da schiavisti e governata da Xanathar il Beholder (qualcuno per caso ricorda Eye of the Beholder? n.d.r.). Insieme alle due sezioni l'espansione contiene nuove Carte (Missione e Intrigo), nuovi Lord, il 6° giocatore, nuovi edifici ma soprattutto una nuova risorsa: la Corruzione.
All'inizio della partita, ogni casella del tracciato Corruzione viene riempita da un numero di segnalini a forma di teschio blu come indicato sul tracciatto (1 sul primo e 3 sugli altri).
Ogni casella del tracciato è inoltre contrassegnata da un numero negativo.
Quando un giocatore piazza un suo agente in una zona di Skullport (o sugli edifici dell'espansione) guadagna, oltre alle risorse indicate, anche il segnalino (o i segnalini) Corruzione indicati. Da notare che le aree azione (o gli edifici aggiuntivi) che fanno aumentare il proprio livello di Corruzione ovviamente sono più remunerative di quelle che ne sono prive. Alla fine della partita, i giocatori sottraggono dal loro punteggio totale un numero di Punti Vittoria pari al numero negativo stampato sull'ultima casella del tracciato priva di teschi moltiplicato per i teschi che possiedono in riserva.
Mi spiego meglio: se l'ultima casella priva di segnalini corruzione indica "-3" e nella mia riserva ho ancora 6 teschi... dovrò arretrare il mio marcatore segnapunti di 18 posizioni.

III – Conclusioni: Fenomeno ma non troppo...

Lords of Waterdeep è un titolo che piace.
Piazzamento lavoratori, di pregevole fattura, dall'ambientazione improbabile targato Wizards of the Coast che si distacca completamente dalla linea editoriale "da tavolo" che la WotC stessa ha dedicato al franchising fantasy più famoso di sempre.
The Legend of Drizzt, Castle Ravenloft, Wrath of Ashardalon sono progetti ludici dal patrimonio genetico chiaro e definito. Ci troviamo dinnanzi a tre esemplari, più o meno riusciti, di dungeon-crawling prodotti da chi ha fatto della parola "dungeon" un marchio di fabbrica, una sorta di certificato di garanzia. Questa, forse, la causa maggiore della delusione generale collegata ai tre titoli prodotti con la presunzione di un successo annunciato solo grazie al marchio D&D.
La saga Dungeon Command, costituisce, in tal senso, una sorta di riscatto morale e la testimonianza che la Wizards è stata in grado di creare uno spassoso skirmish fantasy resistendo alla tentazione di demandare (esclusivamente) il divertimento all'esplorazione di oscuri cunicoli.
Vi rimando, sull'argomento, a un bell'articolo dell'amico Dado Critico (qui).
Lords of Waterdeep è una sorta di euro-trash in grado di sedurre gli appassionati del Gdr (come il sottoscritto) che mai e poi mai si sarebbero sognati di piazzare worker in nome di Khelben Blackstaff Arunsun. Quegli stessi appassionati che hanno percorso i vicoli della Città degli Splendori solo con l'ausilio della mente e dell'immaginazione magari nei panni di un guerriero nano dal passato tormentato.

Le critiche mosse al gioco possono essere riassunte con la frase: “carino ma l’ambientazione è proprio incollata sopra…”. L’ambientazione, quel sottile velo che separa due modi di concepire il giocatore da tavolo. Lungi da me in questa occasione voler intavolare una discussione (l’ennesima) su euro vs ameritrash, perché non ne ho proprio voglia. Non è costruttiva per nessuno.
Noia pura.
Sono, però, del modesto avviso che un piccolo sforzo di immaginazione nel contestualizzare una certa tipologia di meccaniche in maniera coerente e pertinente all'interno di una cornice di riferimento non è poi una pretesa assurda.
Vi pare?
Il pretesto del gioco poteva essere qualsiasi cosa: l'antica Roma, cyber-corporazioni impiegate a darsi battaglia per il dominio di una fantomatica rete d'informazioni oppure nazioni in continua lotta fra di loro, in una linea temporale alternativa, in cui a soldati di fanteria di inizio secolo si affiancano maestosi mech a vapore...
Lords of Waterdeep è un buon prodotto: meccanica fluida e ben rodata, cattivo e stretto quanto basta. Regala una buona interazione diretta fra i giocatori grazie alle Carte Intrigue mentre le Identità Segrete con condizioni di vittoria personalizzate assicurano variabilità, longevità e soprattutto profondità strategica.
Non è un capolavoro, ma adempie ai suoi doveri con dignità.
L'espansione, Scoundrels of Skullport, è imprescindibile. Lo completa in maniera perfetta e una volta innestata non potrete più farne a meno.
Vi segnalo un “Tutti contro Tutti” della Tana dei Goblin proprio su LoW (qui il link).
Dategli un'occhiata.

PS: qualcuno da tempo si chiede perché non sia stato mai geolocalizzato. Il motivo è legato, banalmente, alla politica editoriale della casa editrice statunitense, che sceglie di distribuire la maggior parte delle sue produzioni in lingua originale dopo passati dissidi con le versioni, appunto, tradotte (specialmente dei manuali di D&D). Attualmente l'unica eccezione, fra i prodotti della Wizards, è costituita da Magic: The Gathering.

IV – La Scheda

Titolo
: Lords of Waterdeep
Autore: Peter Lee, Rodney Thompson
Anno: 2012
Editore Originale: Wizards of the Coast
Editore ITA: nessuno
Giocatori: 2-5 (fino a 6 con l'espansione)
Durata: 60-120min

Componenti: di ottima fattura. Robusti e piacevoli al tatto. Intriganti le illustrazioni e tutto sommato coerente la scelta di utilizzare cubetti e meeple. Le carte sono telate.

Ambientazione: demandata esclusivamente alla grafica e alle illustrazioni. LoW non costituisce un'esperienza di gioco immersiva in questo senso e risulterà difficile, per i giocatori, cogliere l'epicità dell'avventura da una manciata di cubetti colorati. Tutto sommato, però, il flavour è piacevole.

Meccanica: piazzamento lavoratori piuttosto classico e, se giocato senza Scoundrels of Skullport, privo di particolari twist. Si assimila facilmente ed è piacevole da giocare e rigiocare. L'espansione aggiunge l'intrigante gestione della Corruzione che modifica direttamente (e sensibilmente) i punteggi finali. Il gioco è in inglese con una certa dipendenza dalla lingua causa testo nelle carte.

Longevità: le partite sono sempre diverse. Gli edifici che costituiscono aree azioni aggiuntive variabili, il buon numero di identità segrete giocabili e le Carte Intrigue garantiscono freschezza e genuinità a questa pietanza in salsa fantasy.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: gioco che si apparecchia sul tavolo senza problemi.
Si spiega in poco e difficilmente lascerà delusi voi e i vostri compagni di gioco.

Il titolo è in commercio ormai da tempo e quindi è possibile trovare dei gustosi bundle per portarsi a casa entrambe le scatole a prezzi onesti.
Da avere in collezione assolutamente.

Consigliato: agli affezionati di D&D che hanno comunque scoperto un discreto appagamento nel giocare a titoli più teutonici, ragionati e gestionali. Se cercate un buon piazzamento lavoratori che si ispira al fantasy (ma giusto nell'art work) ecco un titolo che fa per voi.
Sconsigliato: a coloro che concepiscono i lavoratori solo come operai o contadini e che le uniche risorse possibili sono grano, pietra e legno. Non adatto agli euro-ortodossi.

Il gioco è come sempre disponibile su egyp.it (qui)

8 commenti:

  1. Ottimo recensione! Sono molto legato a Lord of Waterdeep, ricordo quando anni fa lo provai per la prima volta al Romics. E' stato amore a prima vista

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  2. Sempre in grande spolvero lo zio-due-ante! :D

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  3. Eye of Beholder su Amiga... indimenticabile! LoW è un buon prodotto, non imprescindibile, ma assolutamente valido. Purtroppo ho difficoltà a "spingerlo" in qualche gruppo per via dell'inglese.

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    1. Davvero indimenticabile. Anche se poi sono rimasto più affezionato alla saga per PC Pool of Radiance... (quella originale ovviamente)

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