lunedì 13 marzo 2017

[Recensione] Junk Art

scritto da Fabio (Pinco11)


La Pretzel Games, dopo il successone planetario ottenuto con il suo Flik 'em Up!, gioco che cala i giocatori, a colpi di schicchera, nel selvaggio west, torna ora sulla medesima scena del crimine, ovvero il settore dei giochi di abilità manuale, proponendo Junk Art, per 2-6 giocatori, ideato dalla coppia Jay Cormier e Sen-Foong Lim, indipendente dalla lingua, salvo il manuale (qui in inglese), età 8+, tempo a partita anche meno di mezz'oretta.
Si tratta, come vedremo, di un ottimo gioco di impilamento, dotato di materiali davvero ben realizzati, che propone diverse simpatiche modalità di gioco.


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

All'interno della scatola abbiamo una sessantina di componenti, tutti in legno, in quindici forme diverse, ciascuna presente in quattro colori e ad ogni pezzo corrisponde una carta nell'apposito mazzo.
Ad essi si aggiunge una piccola base, ovvero un parallelepipedo nero, sulla quale nel corso della partita ognuno andrà a costruire (impilando e incastrando i pezzi) la propria scultura, assemblando i pezzi disponibili, creando così un'ideale opera d'arte moderna astratta.
Fondamentalmente lo spirito del gioco è quello di impilare pezzi, cercando di non farli cadere, ma l'idea fresca che è stata aggiunta è quella delle carte sfida (ognuna con il nome di una città), le quali determinano di volta in volta le modalità di gioco.

Per esempio, così, ci può essere la sfida 'base' di cercare di essere i primi a completare la propria opera utilizzando i dieci pezzi indicati dal proprio mazzetto di carte, oppure ci si alterna con gli altri nel costruire un'unica opera, con la sfida, al proprio turno, di piazzare (senza far cadere tutto) il pezzo indicato dalla carta che il vicino ti passa, oppure ancora ad ogni turno si fa un draft tra le carte che si hanno in mano scegliendo il pezzo da piazzare e poi si gira il tutto al vicino. Anche i punti attribuiti variano in base al tipo di sfida ed agli obiettivi in essa raggiunti e una partita è in genere composta da tre sfide successive.

I COMPONENTI

Belli, belli, belli.
Poco da dire qui, se non che Junk Art ha una dotazione da primo della classe, a partire dalla scatola in legno, passando per i pezzi, tutti ben studiati e pensati anche per consentire interessanti incastri (es. vedi le due ruote con asse che si incastrano bene nelle scanalature di certi pezzi, oppure i cilindri appositamente schiacciati su di un lato).
Ideale la dimensione dei pezzi, non troppo piccoli (così da essere maneggevoli per tutti) e non troppo grandi (così da poterci giocare su di un tavolo 'normale'), messi sul tavolo fanno davvero un effettone.
Per gli amanti dell'imbustamento le carte meritano la loro protezione.

COME GIRA IL TUTTO?

Benissimo.
Non so se si capisce, ma sono risultato entusiasta di questo gioco, che è schizzato direttamente sulla vetta dei giochi di abilità manuale in casa mia, scalzando al volo il predecessore Riff Raff.
Quest'ultimo resta un gioco del tutto particolare grazie all'idea della nave con il contrappeso, ma la giocabilità di Junk Art appare infatti essere superiore, grazie all'idea delle sfide variabili e agli ottimi componenti.

Fermo restando che il principio di base del gioco resta quello di impilare cose, stavolta le regole davvero valgono a far compiere al gioco (per altro realizzato per eccellere, come accennavo, sul piano dei materiali) il classico salto di qualità.
Ad ogni partita, infatti, si pescano un tot di carte sfida e la partita si svolgerà sulla base del numero di manche prescelto, ognuna con le sue regole speciali, attribuendo punti sulla base di esse (resta l'idea, in generale, che non si esce dal gioco appena cade un pezzo, ma dopo che se ne sono fatti cadere un tot).


Si resta sempre, naturalmente, nel mondo dell'impilamento e in genere le cose non sono troppo complicate (le regole di ogni carta sfida, ciascuna con il nome di una città, stanno in una colonna di mezza pagina), vertendo su varianti del drafting di carte, ma la varietà si sente e fa gioco.
Le principali idee sono quelle, al di là del fai più veloce che puoi a piazzare un tot di pezzi che è propria delle carte sfida più basiche, di scegliere tra un tot di carte quella che indica il pezzo che l'avversario piazzerà nella sua struttura o nell'unica struttura comune, ma ci sono anche varianti che prevedono che i giocatori girino intorno al tavolo proseguendo ad ogni turno l'opera di un altro, così come una prevede la possibilità di prendere dei pezzi di Flick 'em Up! e di integrarli per una modalità di gioco particolare.

Ad essere pignoli non tutte le sfide, dal punto di vista del punteggio, sono idonee a creare voragini tra i giocatori, per cui può capitare che uno che abbia scavato un divario nella prima, possa aver già quasi vinto, ma in questo tipo di giochi ciò che si guarda non è certo l'aspetto del punteggio, ma quanto siano idonei a far divertire tutti.
Junk Art, in questo, riesce sicuramente e l'evoluzione dai concetti di base di un Jenga è davvero notevole, un poco come passare dalla ruota in pietra a quella di legno, che sono accomunate, alla fine, solo dal fatto di rotolare ...

COSA NE DICONO SU INTERNET?

Scorrendo i pareri su BGG, si raccolgono in genere ottimi riscontri. Segnalo, tra gli altri, quelli entusiasti di villageeediot che sottolinea la sua natura di gioco per famiglie (Fantastic and entirely uncontroversial family game. I can imagine few people who would actively dislike playing this. Being able to choose the length of game and the type of challenges means you can easily fit it to the available time and audience. Great at family Christmas.) e di rollthemdices, il quale lo ritiene il miglior gioco di impilamento in giro, sottolineando l'effetto positivo della varietà delle modalità di gioco (One dexterity game to end them all. Junk Art takes it past the gimmicky nature of dexterity games and gives you lot of variaty without removing any fun).

I pochi voti negativi provengono in larga parte da utenti che ammettono di non gradire il genere o sono legati al prezzo, non economico. Per il resto le critiche sono limitate all'aspetto competitivo del gioco, come per grasa total, il quale, nell'ambito di una valutazione più che positiva (8.1), fa qualche appunto sul meccanismo di punteggio (Many of the rulesets are better than other balancing games, and the variety is nice, but the scoring seems designed for a 3 or 4 player game. With 5 or 6, I think you need variant rules), ma per il resto i giudizi appaiono davvero ottimi, tanto che il voto medio su BGG è ora di 7,6.

CONCLUSIONI

Junk Art entra in un settore, quello dei giochi impilamento, che già aveva in Riff Raff e Bausack/Bandu due primattori e si candida seriamente a divenire il capofila del genere.
Ai materiali molto curati si aggiunge, infatti, una modalità di gioco che, pur non rivoluzionaria, introduce una certa varietà (ad ogni partita si affrontano diverse sfide successive, ciascuna con le sue regole) e dona freschezza e rigiocabilità al tutto.
Provato sia con piccoli che con grandi, il suo successo, a casa mia, lo ha riscosso sempre, per cui merita sicuramente una chance anche sui vostri tavoli (a patto di gradire, ovviamente, il genere).
Il prezzo, infine, è sicuramente di quelli non economici, ma è da considerare rapportato a ciò che è fornito nella scatola e alla potenziale longevità (e anche i suoi competitori Riff Raff e Bausack viaggiano su quella fascia, più o meno).
Tra i miei suggeriti dell'anno (e in questo momento, anche grazie all'aria di novità, in vetta alla lista ristretta dei miei giochi di impilamento, dove fa compagnia a Riff Raff e Splash), ci sta che lo proponga per la nostra top 100 :)

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.

Ecco, infine, il link alla pagina del negozio online Egyp.it dove è reperibile.

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