domenica 26 marzo 2017

[Report] PisaCON 2017


scritto da Bernapapà

Ciao a tutti. Come ogni anno, eccomi a raccontarvi la mia esperienza della giornata trascorsa a PisaCON, lo scorso weekend, alla Stazione Leopolda di Pisa. Oramai è un appuntamento fisso, complice anche i soli 60 chilometri che mi separano dalla manifestazione, dove, come già riportato nel nostro articolo, troviamo un bello stuolo di tavoli e una fornitissima ludoteca gratuita, con annesso servizio di spiegazione giochi, organizzata dalla Tana dei Goblin di Pisa. C'è anche qualche negozio specializzato, i giochi di legno e un paio di tavoli stracolmo di pezzetti Lego per la gioia dei più piccoli. Ma ovviamente non è di questo argomento che voi voglio parlare. Semplicemente ripercorro insieme a voi la giornata, raccontandovi le impressioni sui titoli giocati. Come capita di solito, ero accompagnato dal nostro redattore capo (il grande Pinco11) e da un altro nostro compagno di giochi, Pier. Nel pomeriggio li ho abbandonati per dare una mano ai ragazzi della Tana per la spiegazione dei giochi, però sono riuscito comunque a provare un sufficiente numero di titoli, per cui è stata una giornata ludicamente molto appagante.

Partenza ore 9...

Siamo arrivati verso le 10 a destinazione e la prima cosa che si fa di solito è un giretto, ripetuto a più riprese durante la giornata, nell'interessante mercatino dei giochi usati, organizzato dalla Tana. Finisce sempre che qualcosa rimante attaccato alle mani, per non parlare della IOLAI, iniziativa di asta all'incanto di giochi usati, moto simpatica e condotta con grande piglio dal banditore Goblin.
Ma veniamo al primo gioco giocato, che aspettavo da tempo di provare, dato che l'autore non è altro che il nostro collega blogger Christian Giove; sto parlando di Guilds, uscito quest'anno per la Giochi Uniti. che ci vede proiettati in una'epoca medieval-fantasy, dove dovremo accaparrarci il favore delle varie gilde, assumendo i personaggi più influenti e adornando il proprio palazzo con le stanze più belle. 
Gioco basato su aste e composizione di ambienti (alla Mad King Ludwig, per intenderci), dove il nostro autore ha mischiato e shakerato un po' di generi diversi per fornire un prodotto fresco e spumeggiante, estremamente interessante. Il gioco mi ha favorevolmente impressionato, già dalla prima partita. A breve una recensione tutta per lui.
Il secondo gioco provato è stato NMBR9, di Peter Wichmann, che sarà a breve edito dalla dV Giochi con il nome Level9. Trattasi di semplice gioco a incastro di numeri, dove dovremo cercare di incastrare le cifre, estratte in maniera casuale, in modo da poter posizionare le cifre ai piani superiori, con il solo vincolo che la loro superficie deve poggiare completamente sul piano inferiore: più in alto si arriva, maggiore sarà il punteggio ottenuto. Gioco semplice, dalla durata contenuta. Una bella intuizione direi, una sorta di Tetris rivolto a un pubblico decisamente ampio.


...frugale panino giocando...

È poi stata la volta di Fields of Green, del greco Vangelis Bagiartakis, edito dalla Artipia Games, ma che sarà edito a breve in italiano dalla Ghenos Games (c'è testo nelle carte, quindi è una buona notizia!). Il gioco che ripropone le meccaniche di Among the Stars, ma ambientano nel mondo dell'industria agreste. Partendo da una carta cisterna, da una carta silos e da poche monete, dovremo espandere la nostra industria agricola acquisendo carte che posizioneremo ortogonalmente alle carte già possedute, con un meccanismo di draft alla 7 Wonders
Alla fine di ogni turno (4 in tutto) è necessario portare l'acqua ai vari campi (che possono stare ad una distanza massima dalla cisterna), raccogliendo così il grano nei silos per poi utilizzarlo per produrre monete nei vari edifici produttivi  Gioco molto interessante, che si apprezza mano a mano che si conoscono le carte. Dedicato a un pubblico di giocatori, il poterlo godere a breve pure in italiano sicuramente faciliterà la sua diffusione anche nel nostro paese.
Terminata la partita, come anticipato, ho dato il mio contributo alla causa della diffusione della cultura ludica, prestando il servizio di spiegatore di giochi. 
L'ho già detto lo scorso anno, ma lo ripeto: è una esperienza particolarmente appagante, soprattutto quando ti capita un riscontro molto favorevole. Un paio di aneddoti su tutti: la cosa buffa è che il gioco di Giove, Guilds, imparato la mattina stessa, mi è capitato di doverlo poi spiegare un paio di volte (quando dici la fortuna). Per il resto, non mi è capitato di spiegare giochi particolarmente impegnativi , come accaduto lo scorso anno, ma da un certo punto di vista la cosa è anche più appagante: spiegare Camel Cup a una famigliola che, dopo la prima partita se ne spara altre due di seguito, be', significa aver colto nel segno e aver fatto vivere a qualcun altro un bel momento. Così come veder un paio di ragazze universitarie che, entusiaste dall'aver imparato Splendor, sono arrivate a fare 5 partite (chi arriva prima a tre!). 
O di nuovo il papà con un paio di ragazzini di 6/7 anni, già giocatori di Carcassonne, che scoprono Cacao e te li ritrovi un paio d'ore dopo che sono andati a prendersi a casa la mamma per farglielo provare! Insomma, è sempre bello condividere l'entusiasmo delle persone stupite dal trovare nel modo dei giochi così interessanti spunti di divertimento!

...cena, dopocena e rientro!

Terminato il "servizio", ci siamo recati nel piazzale antistante il locale dove erano presenti ben tre carretti per palati sfiziosi: uno faceva cibo cileno, un altro panini ripieni di pesce e il terzo panini di non so quale prelibatezza di particolare taglio di carne (roba toscana, quindi roba buona!).
I miei due compari, durante la mia assenza, hanno provato Rhein: River Trade, della coppia Niccolini-Canetta, edito dalla Giochi Uniti, gioco di pick and delivery, caratterizzato dalla necessità di aggregare le proprie spedizioni a quelle degli avversari: l'avevo provato a Lucca e l'avevo trovato molto interessante. Si sono poi sparati una partitona a Terraforming Mars, approfittando del fatto che quel gioco non è proprio nelle mie corde.
Esausti quindi dopo siffato sforzo, abbiamo provato insieme l'ultimo gioco della giornata, che ci ha portato all'ora di chiusura della manifestazione: Town Center, di Alban Viard, edito dalla Ludibay. In questo gioco, caratterizzato da una componente aleatoria non trascurabile, dovremo costruire i grattacieli della centro della città, utilizzando i cubi colorati che sceglieremo a turno fra quelli pescati da un sacchetto: ogni colore rappresenta un tipo di edificio, con precise regole di costruzione, sia per l'espansione (alcuni tipi di edifici "figliano" in talune situazioni), che sopratutto per l'edificazioni in verticale, che porterà prestigio (soldi e punti) sia durante la partita che alla fine. L'idea non è assolutamente brutta, anche se le regole non sono così immediate da capire (soprattutto quelle per la "figliazione" degli edifici), ma la cosa che lascia un po' perplessi è, come dicevo, la parte aleatoria, per cui, a seconda di chi è di turno e di quali cubi pesca, si possono attivare posizioni favorevoli di gioco che non si riesce a colmare nel corso della partita. Ovviamente vi sto parlando dell'impressione dopo l'unica partita fatta e dovete considerare che a quell'ora si è cominciata a fare sentire anche un po' di stanchezza...

Ecco qui il resoconto: bella giornata, intensa e solo un impegno improrogabile per la domenica non mi ha consentito di effettuare il bis il giorno dopo. Un sentito ringraziamento ai ragazzi della Tana dei Goblin di Pisa, che si fanno carico di mettere in piedi questa manifestazione, completamente gratuita, che porta ogni anno un sacco di gente ad avvicinarsi al mondo dei giochi da tavolo.
Vi lascio con un po' di foto...








I giochi provati li potete trovare su Egyp: ecco i link: Guilds, Rhein: River Trade, Terraforming Mars, Town Center.

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