lunedì 22 maggio 2017

[Prime impressioni] Samhain

scritto da Fabio (Pinco11)

Il termine Samhain indica una festa pagana di origine celtica, ritenuta essere tra i possibili antenati delle odierne Halloween e Tutti i santi ed è posta sullo sfondo dell'omonimo gioco di produzione italiana, che a brevissimo (inizio il 23 maggio) avvierà il suo progetto di finanziamento collettivo nella piattaforma Giochistarter (qui il link alla pagina).
Autori ne sono Alessandro e Mario Chiabotto, Giochix ne è l'editore e ai dati tecnici troviamo il classico 2-4 giocatori e il tempo a partita viaggia sull'oretta. Passando al livello di complessità diciamo che ci troviamo di fronte a un peso medio, con meccaniche di selezione azioni e maggioranze.


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

Il tabellone (virtuale) di gioco è modulare, in quanto ad ogni partita si assemblano le 15 carte divinità che rappresentano gli spazi azione sui quali i giocatori andranno nel corso della partita a muoversi. A fianco di ogni riga (da 3 carte con la stessa divinità) è collocata la traccia della relativa divinità, utile ai fini dell'attribuzione dei punti maggioranza. Ogni giocatore riceve poi 10 omini (cubetti) e due risorse per tipo e piazza alcuni omini (il numero dipende dai giocatori che partecipano) su alcune carte.


Al proprio turno, semplicemente, il giocatore altro non fa se non scegliere uno dei propri omini ancora inutilizzati, (se lo desidera) muoverlo in una casella vicina ed eseguire l'azione corrispondente. Le particolarità stanno nel fatto che a seconda del tipo di round cambia l'azione consentita (sezione diurna o notturna della carta) e che l'attivazione della carta fa svolgere l'azione nell'ordine a tutti i giocatori che hanno un omino piazzato su di essa. Gli omini attivati quindi si esauriscono.
Una volta esauriti tutti gli omini il turno finisce.
In alternativa è possibile anche far crescere il proprio clan di un nuovo membro, spendendo però risorse (o punti vittoria o punti divinità) crescenti con l'aumentare degli uomini disponibili per quel giocatore. Alla fine di ciascun round di gioco (il numero varia a seconda dei giocatori) sono attribuiti punti vittoria (2) a chi è più in alto nella traccia di ogni divinità e al secondo.

Il flusso del gioco è incentrato sullo svolgimento delle azioni e vi sono complessivamente una trentina di effetti diversi (15 attivi ad ogni turno) tra i quali scegliere, i quali prevedono, in generale, la fornitura di punti divinità, di risorse, la possibilità di guadagnare punti vittoria, di uccidere un avversario e così via. A dare più spessore e varietà al tutto, ci sono poi gli speciali cubetti fuoco fatuo, che rappresentano un peso (quando si esauriscono chi ne ha di più paga pegno) e alcune tessere (menhir, runa, ...), il cui possesso dona poteri speciali (es. guadagni risorse, hai un movimento gratuito, ...). A fine partita si è dichiarati sconfitti se non si possiedono almeno risorse pari a quelle iniziali e si ricevono penalità per i fuochi fatui o bonus per le risorse in eccesso. Chi ha più punti ... be', vince ... ;)

A VISTA D'OCCHIO

Premetto subito che Samhain si propone come il classico gioco nella produzione del quale si sono compiuti sforzi per contenere al massimo i costi (la campagna, infatti, propone un prezzo intorno ai 10 euro), per cui, in controtendenza rispetto alle classiche campagne di finanziamento collettivo (dove ti vogliono stupire con effetti speciali), qui tutto è ridotto all'osso.
Abbiamo infatti cubetti per indicare gli omini, così come per le risorse e il tabellone è composto utilizzando allo scopo le carte, con l'effetto di ottenere una scatolina di dimensioni contenute, portatile e sbarazzina.
Qui si punta, insomma, molto sul prezzo, senza fronzoli, e questo, in un periodo in cui i prezzi delle scatole lievitano, può essere un fattore da tenere in conto e che può spingere a pledgiare senza troppi sensi di colpa.

COME GIRA

Premetto che, nello spirito di essere di aiuto alla campagna, ho cercato di scrivere l'articolo al volo prima del suo inizio, per cui sotto la cintola ho solo poche partite e le mie sono impressioni di massima.
La prima sensazione che si ha, messi di fronte al gioco, è di lieve disorientamento, perché, per quanto il flusso della partita sia facile (al tuo turno se vuoi muovi un cubetto omino e svolgi prima tu e poi gli altri che la occupano l'azione corrispondente alla carta sulla quale si trova), hai da capire a colpo d'occhio quale tra le 15 opzioni azione disponibili scegliere.
Lì per lì, alla prima partita, le domande (questo simbolo che vuol dire?) sono quelle classiche e si viaggia un poco a fari spenti, poi, mano a mano che si memorizza tutto, si intuisce come in realtà le informazioni da ricordare non siano poi così tante (alla fine tutto ruota intorno a pochi effetti azione di base, poi combinati in modo vario) e come si debba scegliere quale strategia perseguire, con un equilibrio tra punti immediati e predominio nelle tracce delle divinità, che attribuisce punti a fine di ogni turno.
Diciamo che sul fuoco c'è abbastanza carne: non troppa per bruciare tutto, abbastanza per far risultare impegnative le primissime esperienze di gioco e per dare il giusto spessore al tutto.
L'interazione è piuttosto sentita, sia in virtù del gioco delle maggioranze, cosa che vale anche ad autoequilibrare il gioco (in genere se qualcuno fugge troppo in esse, gli altri si dividono il compito di riprenderlo in ciascuna traccia ...), sia della presenza di alcune azioni (poche) di attacco diretto, sia per via del meccanismo che prevede che quando qualcuno sceglie un'azione tutti gli omini presenti la svolgono (esaurendosi per quel round), cosa che può incidere sulla propria catena di eventi che ognuno di era programmato.

In sostanza il gioco è di quelli sufficientemente densi, che diventano sempre più lineari giocando (si imparano a memoria gli effetti), passando da un suo impatto iniziale (ricordo anche che l'effetto prodotto da ogni carta cambia di round in round, passando dal giorno alla notte) di difficoltà a metabolizzare tutto, a una successiva maggiore rapidità (i primi turni poi volano via in un batter d'occhio visto che si parte con pochi omini sul tabellone ...). Le sgomitate, inoltre, possono essere all'ordine del giorno.


A CHI PUÒ PIACERE E A CHI NO

Se siete nel novero dei sommellier del boargaming questo non ve lo lascerete scappare, ingolositi dal basso prezzo di acquisito, che è meno di un gioco di carte leggero e che vi restituisce un gioco da tavolo, con selezione azioni e maggioranze, a suo modo completo, anche se venduto in modalità modello base.
Se amate che il gioco, pur rimanendo sul gestionale, proponga anche un poco di sana interazione, eccovi a vostra volta in fila a cliccare sul tasto lo voglio.
Se invece siete di quelli che amano, piuttosto, nei gestionali, viverli come una sorta di corsa parallela per vedere chi costruisca semplicemente la migliore filiera produttiva, lasciate stare. Parimenti, se per voi l'occhio vuole la sua parte e se non ci son miniature o almeno almeno pezzi sagomati, vi viene l'orticaria a toccare i componenti ... lasciate stare ;)

IN CONCLUSIONE

Samhain si presenta con un titolo efficiente, rifinito al meglio per poter essere contenuto in un pacchetto compatto, sfrondato del superfluo, ma conservando tutti gli elementi propri di un gestionale classico, a maggioranze e selezione azioni. Prezzo contenuto, interazione, varietà di effetti (facile espansibilità aggiungerei ...) sono i suoi punti di forza. Non troppo innovativo quanto a meccaniche, ma efficace e assai intelligente come realizzazione. 
Per chi volesse saperne di più, ricordo il link alla campagna (qui). 

3 commenti:

  1. Bella recensione, mi ha molto incuriosito, di sicuro un giochino easy, da tenere d'occhio ;)

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  2. A livello di meccaniche il gioco sarà anche carino, però la componentistica è a dir poco ripugnante. I cibi che sono usati sia per indicare i membri dei clan, che le risorse, non si possono proprio vedere. Capisco il prezzo estremamente contento, ma qualche sforzo in più a livello produttivo potevano comunque farlo.

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