mercoledì 3 maggio 2017

[Recensione] Kingsport Festival: Il gioco di Carte

scritto da Simone M.

Come se ormai non ne aveste avute abbastanza, oggi mettiamo sul tavolo un'altra novità presentata alla Play di Modena di quest'anno, ovvero Kingsport Festival: Il Gioco di Carte. Filler di Gianluca Santopietro per 3-5 giocatori della durata approssimativa di 45 minuti prodotto dalla Sir Chester Cobblepot e distribuito da Giochi Uniti (che ringraziamo per la copia di review).
Spin-off della versione da tavolo datata 2014 ambientato nell'universo letterario lovecraftiano (sempre ad opera dello stesso Santopietro, ma in coppia con Andrea Chiarvesio) in cui, anche questa volta, i giocatori vestiranno i panni di spietati cultisti intenti a celebrare oscuri rituali nella Caverna d'Erebo per ingraziarsi i Grandi Antichi e distruggere il nostro mondo. A tentare di interrompere i piani di questi loschi figuri un investigatore (scelto a caso all'inizio della partita) che effettuerà alcune incursioni per sconfiggere il male e interrompere la cerimonia oscura.
Deck-building ultra-leggero e veloce, adatto a smaltire i bagordi pasquali, che fa ampio uso di dadi da utilizzare come risorsa per acquisire nuove carte e innescare combo. Titolo ben confezionato e dall'appeal accattivante con luci ed ombre.
Come sempre non resta che cominciare da una sbirciatina dentro la scatola.


I Componenti

Paragrafo presto scritto.
La confezione contiene un regolamento piuttosto chiaro e con diversi esempi di gioco. Le ultime pagine sono anche arricchite di alcune FAQ che chiariscono gli aspetti meno lineari del titolo (che comunque possiamo affermare con tranquillità essere un peso leggero).
In formato "tarocco" troviamo le Carte Divinità (66), suddivise per livello crescente di invocazione, e le Carte Investigatore (14). Di queste ultime se ne userà una sola per partita.
Le illustrazioni delle carte sono le medesime del gioco da tavolo del 2014. Una menzione (positiva) va sicuramente fatta per un aspetto puramente tecnico: l'editing delle carte è particolarmente riuscito. Sono di facilissima lettura. Ogni Carta Divinità ha: (sempre) un costo in risorse (Dominio), un valore in Punti Vittoria (espresso in icone Segno degli Antichi), un'Abilità Speciale e (non sempre) un valore di Forza da scatenare contro l'Investigatore.
Sulle Carte Investigatore viene riportato il numero del turno in cui effettuerà una delle 3 incursioni della partita e la sua abilità, che si traduce sempre in un malus per i giocatori. Questo malus può influenzare l'intera partita o la fine della partita stessa.
Completano la dotazione i 5 dadi Sanità Mentale (d12), 2 dadi Conta Turni (d10) e i 5 dadi Dominio (d6) sulle cui facce sono rappresentate le risorse del gioco: Male, Morte e Distruzione.

II Come si gioca

Setup velocissimo: al centro del tavolo vengono piazzate le carte Grandi Antichi secondo lo schema riportato dal regolamento partendo dalla carta di livello più basso (Nephren-Ka) sino a quella di livello più alto (Azathoth). Si pesca a caso l'Investigatore, dal rispettivo mazzo, e si posiziona in modo che il suo effetto di partita e i round d'incursione siano ben visibili a tutti. Creiamo, infine, una riserva di dadi Dominio da porre accanto allo schema di carte. Ciascun giocatore riceve un dado Sanità Mentale che posiziona sul valore 10. Il Primo giocatore riceverà anche il dado conta-turni. Alla fine del turno il dado dovrà essere passato al giocatore alla sua sinistra (che sarà primo nel turno successivo). Ogni volta che il dado conta-turni viene passato, il suo precedente possessore recupera 1 punto Sanità Mentale.

Il turno di Kingsport Festival: Il Gioco di Carte si sviluppa in fasi. Ogni giocatore svolge tutte le fasi in base all'ordine che hanno nel turno (ad eccezione dell'Incursione, che viene affrontata da tutti simultaneamente). I nomi delle fasi sono gli stessi della versione da tavolo:
  1. Invocazione: ciascun giocatore riceve 1 dado Dominio e lo lancia, poi può giocare dalla propria mano tutte le Carte Divinità (acquistate nei turni precedenti) che desidera e applicarne gli effetti pagando (se richiesti) i dovuti costi in Sanità Mentale. Generalmente le Carte Divinità permettono di generare altri dadi Dominio da lanciare o direttamente aggiungono alla riserva del Giocatore dadi Dominio con uno specifico risultato.
  2. Propagazione: i giocatori, in ordine di turno, spendono le risorse generate per acquistare 1 (e una sola) Carta Divinità e la pongono direttamente in mano. Non possono acquistare Divinità già presenti nel loro deck.
  3. Incursione: se prevista dalla Carta Investigatore i giocatori la affrontano. Giocano dalla propria mano (le carte a terra non valgono) tutte le Carte Divinità non invocate sommando i simboli di attacco (la Pistola blu) a loro disposizione. Ogni giocatore risolve l'Incursione separatamente. Se il numero di simboli è inferiore alla forza dell'Investigatore i cultisti che hanno perso lo scontro sottraggono, alla propria riserva, punti Sanità Mentale pari alla differenza. Se pareggiano il valore non accade nulla. Se invece superano la forza dell'Investigatore guadagnano punti Sanità Mentale pari alla differenza di forza. Se un cultista non può pagare Sanità Mentale perché ha 1 o meno punti a disposizione pagherà quanto dovuto in Punti Vittoria (scartando carte sino a coprire la perdita) 
  4. Risoluzione: tutti i giocatori raccolgono le carte giocate e riformano la loro mano di carte che, alla fine della partita, sarà ovviamente al massimo di 9. Si procede così con un nuovo turno, ripartendo dalla prima fase sino alla fine della partita
Alla fine del 9° turno ciascun giocatore sommerà i Punti Vittoria delle proprie carte e romperanno i pareggi le riserve di punti Sanità Mentale. Vince chi ha più punti.

II/a La variante in solitario di Max Troscia

L'amico Max Troscia, patron di Idee Ludiche sulle pagine del suo blog, poco tempo fa, ci ha raccontato della nascita della sua variante "Il Solitario di Providence" (qui l'articolo) per Kingsport Festival: il Gioco di Carte che nel giro di pochissimo ha abbandonato i confini della semplice "home rule" divenendo una vera e propria espansione ufficiale del gioco approvata dall'autore.
Dopo averla testata e parecchio apprezzata io stesso (...bravo Max!!! n.d.r.) non potevo che integrarla nella mia recensione spiegandovi, in maniera sintetica, di cosa si tratta.
Innanzitutto va preparata l'area di gioco come il consueto schema del regolamento, ma utilizzando 1 sola Carta Divinità per tipo. Tutte le altre (ad eccezione di Nephren-Ka e Azathoth) vengono suddivise per livello in 4 pile. Ogni pila va mescolata e posta a faccia in giù accanto alla riga dello schema iniziale corrispondente al suo livello.

Il gioco comincia normalmente, ma a partire dal turno 2 viene inserita un nuova fase: la Transizione (dopo la Propagazione e l'Incursione, ma prima della Risoluzione). La prima volta che si innesca questa fase si pesca la prima carta dalla pila di livello II. Se la divinità pescata è ancora presente sullo schema iniziale si eliminano entrambe le carte (e tutta la pila coperta). Se non è così si pescano carte dalla pila sino ad ottenere l'eliminazione di 1 Divinità o l'esaurimento della pila stessa. Si ripete la stessa operazione nel turno 4, 6 e 8 rispettivamente con le pile di livello III, IV e V.
Un ultimo elemento della variante si innesca nelle Incursioni: il giocatore "solitario" guadagna 1 Punto Sanità addizionale quando pareggia e quando eccede nel confronto di forza con l'Investigatore.
Tutto chiaro, no?

III Impressioni Finali

La versione di carte di Kingsport Festival è un gioco lineare e senza troppi fronzoli a interazione zero. Pochi minuti per prepararlo, ancora meno per spiegarlo.
Cotto e mangiato.
Il tempo di gioco promesso è quello effettivamente che si impiega nel completarlo. Kingsport Festival: il Gioco di Carte è un'insieme di ingranaggi perfettamente compenetrati, che innescano dinamiche in progressione matematica.
Ed è proprio questa, a mio personale avviso, l'unica sua pecca.
Tale precisione negli incastri diminuisce drasticamente il numero di strategie possibili, imbrigliando i giocatori in pochi binari percorribili. Alcune scelte sono, a parità di risultati ottenuti con i dadi o con le combo, palesemente migliori di altre. È vero che questo sistema limita e quasi annienta ogni paralisi d'analisi, ma fagocita, avidamente, anche il tema proposto lasciando (secondo me) l'ambientazione un po' al margine e relegandola alla splendida grafica che correda il gioco.
La caoticità del dado mitiga, lievemente, il peso di questa sorta di automatismo insito nel gioco e ci ricorda (come faceva anche nella versione da tavolo) che è proprio al Caos che i nostri alter-ego incappucciati si stanno votando. I turni (9) sono poi sufficienti a cercare di aggiustare il tiro anche contro gli Investigatori che all'inizio sembrano più insidiosi. Forse un numero inferiore di turni avrebbe aumentato la tensione nell'ottimizzare al massimo il Deck-Building per evitare la disfatta.
Molto azzeccato e ben bilanciato il sistema dell'Incursione che riversa quella giusta dose di pepe sulla pietanza: spesso la tentazione di giocare (nella fase precedente) una carta che potrebbe comunque aiutarci a sconfiggere un Investigatore (o limitarne i danni) troppo forte in quel momento alimenta stuzzicanti dilemmi tattici.
La variante in solitario di Max Troscia completa in maniera impeccabile il comparto delle regole aumentando, sicuramente, la longevità del titolo rendendolo anche piuttosto sfidante per gli amanti dei titoli in solitario.
Qualche cenno sulla scalabilità: il gioco dà il meglio di sé quando attorno al tavolo c'è un numero di giocatori dispari.
Pezzo, con luci ed ombre, da aggiungere alla propria collezione per i fanatici del tentacolo, soprattutto per l'eleganza della confezione e, ovviamente, se siete alla ricerca di un filler a tema... solido e a un buon prezzo.
Alla prossima!

IV La Scheda

Titolo: Kingsport Festival: il Gioco di Carte
Autore: Gianluca Santopietro
Anno: 2017
Editore: Sir Chester Cobblepot / Giochi Uniti
Giocatori: 3-5 (variante in solitario disponibile)
Durata: 45 minuti circa

Componenti: grafica splendida e carte molto leggibili. La grammatura delle carte è buona, anche se non sono telate. Se possibile imbustatele senza pietà. 

Ambientazione: purtroppo in gran parte demandata alla grafica. Risulta, da questo punto di vista, meno immersivo del gioco da tavolo o in generale di altri giochi a tema Cthulhu. Molti potrebbero pensare che solo le versioni trimensionali possono rendere giustizia a questo aspetto. Tale ragionamento si può applicare a titoli come le Case della Follia... ma meno a "carrozzoni" presuntuosi e pretestuosi come Cthulhu Wars...



Meccanica: Deck-building e gestione di dadi si mescolano perfettamente. Kingsport Festival: il Gioco di Carte gira come un orologio. 

Longevità: a mio avviso bassa. Consiglio di giocarlo occasionalmente, perché una volta imparato "dove si va a parare" le partite potrebbero risultare poco divertenti...

Rapporto Giocabilità / Prezzo: il gioco si aggira a meno di 25 euro. Qualche euro in più e avrei sicuramente scritto che il rapporto G/P era assolutamente svantaggioso. A questo prezzo invece... 

Consigliato: ai maniaci ossessivi del "tentacolo" ecco per voi... un nuovo gioco che si ispira alla vostra ambientazione preferita. Cosa dareste per avere "Cthulhu!" letteralmente fra le mani?

Sconsigliato: a chi disdegna Lovecraft ed il deck-building. Ragazzi non è proprio aria stavolta...

Come sempre il gioco è disponibile su egyp.it (qui)

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