mercoledì 14 giugno 2017

[Intervista] Alla scoperta de… La Congrega del Dado Incantato

scritto da Simone M.


L’articolo di oggi è un'intervista che pubblico con immenso piacere sulle pagine di GSNT. L’intervistato non è un autore o un editore, ma un giocatore. Alessandro Sciacqua è il portavoce di un gruppo di ragazzi che, orgogliosamente, a titolo gratuito e facendo affidamento solo ai propri mezzi percorre in lungo e in largo la Puglia diffondendo la cultura del gioco da tavolo.
Questa che leggerete a breve è la storia di una passione, vera.
La storia di un Movimento Ludico-Culturale che si ispira al manifesto italiano per eccellenza di questa tendenza ovvero La Tana dei Goblin e che nel suo piccolo, in maniera indipendente, nell’Italia meridionale degli steriotipi sociali (e culturali), presenzia le fiere e le manifestazioni locali (inferiori per frequenza e numero di eventi rispetto a quelle più blasonate di Lucca, Modena e Catania) con spirito di sacrificio e una missione ben precisa. Non aggiungo altro a questo mio preambolo, se non una chiosa: buona lettura.


1) Prima domanda, banale ma di rito, puoi presentarti (e presentarvi) ai lettori di GSNT?
Ciao a tutti i lettori di GSNT, ringrazio Simone per l’intervista. Io sono Alessandro Sciacqua, ho 37 anni e sono un “giocatore da tavolo” da quasi dieci anni, ma ho una ventina d’anni alle spalle da giocatore e master di GDR. A condividere questa passione per l’universo ludico ci sono Nicola Antonio Minervini, 36 anni, che con la sua simpatia riesce a coinvolgere sempre tutti, e Alessandra Cino, 24 anni, che si dedica solo da qualche anno ai giochi da tavolo, ma che li approccia con buone doti analitiche. Noi siamo La Congrega del Dado Incantato.


2) Che cos’è La Congrega del Dado Incantato? 
Ci piace definirci “Movimento Ludico-Culturale” composto per la maggior parte di appassionati che si mettono a disposizione come dimostratori indipendenti (attingendo alla propria collezione personale di giochi) nelle varie fiere o come divulgatori, con l’idea di diffondere la cultura, appunto, del gioco da tavolo in giro nella nostra regione: la Puglia.


3) Cosa vi differisce da altri gruppi di divulgazione ludica come la 3M di Modena, ad esempio?
Noi non siamo un’associazione, siamo un gruppo di amici legati al mondo del gioco, che cerca di trasmettere questa passione ad altre persone divertendoci a nostra volta. Prendiamo come fonte di ispirazione molte realtà ludiche proprio come la 3M che hai citato, ma anche (ed ovviamente) La Tana dei Goblin e personaggi, dell’ambiente ludico italiano, che si occupano del “gioco intelligente” e della sua divulgazione come Luca Giuliano, Andrea Angiolino e il nostro amico Gilbert Gallo. Non avendo una sede fissa siamo itineranti e il nostro lavoro si concentra per la maggior parte nelle fiere del fumetto. Cerchiamo di migliorarci tenendoci sempre informati, leggendo vari articoli sui vari blog ludici come il vostro e guardando video di recensioni come quelli di Recensioni Minute, Sganazium e tanti altri. Mi scuso se non cito tutti quanti, ma la lista è lunga e non finirebbe mai. 😱


4) Ricordi un aneddoto, un episodio significativo, da quando tu e il tuo gruppo avete intrapreso questa avventura?
Non c’è un solo episodio significativo in particolare, perché ad ogni evento è sempre una nuova avventura. Ci capita, e ci fa piacere, quando un gruppo di giocatori ritorna ai nostri tavoli per spiegare ad altri amici il gioco che poco prima avevamo dimostrato loro, oppure le chiacchierate con genitori o a volte anche con gli insegnanti che vogliono saperne di più su “questi giochi divertenti ed educativi”. Per non parlare del divertimento che si crea sui tavoli durante lo svolgimento di una partita demo. Un’altra soddisfazione, infine, è vedere ragazzi neo-giocatori incontrati ad eventi precedenti che, accresciuta la loro conoscenza e la loro esperienza, giocano nuovamente con noi (in altri eventi) magari a titoli più impegnativi.


5) Sul “Tubo” ormai girano anche i vostri video (attraverso il canale RigorMortisGaming) al grido di “Cicciuzzi… e Cicciuzze!” che non sono altro che delle partite fra amici riprese e condivise con una community di giocatori sempre più esigente e spietata. Com’è nato il “format"?

Ci siamo ispirati ai video che spiegano il “gameplay” dei videogiochi. L’idea è venuta al nostro amico Giacomo Damone, in arte Rigor Mortis Gaming, che, vedendo il divertimento sfrenato delle nostre partite durante gli eventi, ha voluto ricreare la stessa situazione nei suoi video. Ci ha coinvolti. Per noi la videocamera è come se non ci fosse, perché è come se stessimo facendo delle partite dimostrative rivolte a “Rigor” e alle persone che partecipano ai video assieme a noi. Come ti dicevo questo formato è molto sfruttato nel mondo dei videogiochi e volevamo proporlo nel “nostro mondo” e a modo nostro (scusa il gioco di parole), esaltando il divertimento e le situazioni impossibili che affrontiamo durante le partite.


6) Se al vostro tavolo si siedono un paio di ragazzi che fino a ieri avevano una percezione minima della varietà e dell’offerta dei giochi da tavolo moderni e vi chiedono di fargli provare un titolo, cosa tirate fuori dallo zainetto? Qual è il titolo introduttivo, secondo te, per eccellenza o quello che vi piace dimostrare (e quindi diffondere) come tale e perché?
Innanzitutto, una volta seduti al tavolo, ci basiamo sull'osservazione: cerchiamo banalmente di capire che tipo di gruppo è facendo loro qualche domanda. Quindi se davanti ci troviamo un gruppo che vuole “fare caciara” tiriamo fuori titoli come Vudù, Sì, Oscuro Signore, Lift it! o Stay Away insomma quelli che definiremmo dei “party game”. Se invece ci accorgiamo che sono interessati a qualcosa di leggermente più impegnativo allora il ventaglio di scelte è formato da titoli come Dixit, Carcassonne, Jewels. Insomma giochi leggeri che però alzano un po’ l’asticella dell’impegno. Questo perché la maggior parte del pubblico giovanile delle fiere in Puglia è composto da “neofiti” oppure da persone che vogliono provare un gioco da tavolo solo ed esclusivamente per rilassarsi. 
Secondo me non esiste un solo gioco introduttivo, ma una sorta di “scaletta” ideale che una persona, che si avvicina per la prima volta ai giochi da tavolo, può intraprendere per arrivare alla fine ad affrontare, se vuole, titoli più impegnativi e scegliere anche quale tipo di gioco lo attira di più (american o german). La nostra “scaletta” ideale in ordine di difficoltà è formata da: Dixit, Carcassonne, Ticket to Ride, Dominion, Coloni di Catan e Stone Age. Da qui, poi, è possibile (se lo si vuole) proseguire con titoli dalle meccaniche più complesse. 
Ripeto, questa, è la mia “scaletta”.




7) Prossimi impegni e progetti futuri…
I prossimi progetti sono piuttosto dei desideri, perché non è sempre facile anche con il duro lavoro, le risorse e l’impegno che ci stiamo mettendo. Per ora siamo alla ricerca di una sede fisica a Bari dove poter far giocare la gente. Una sede in cui organizzare degli incontri (se ci fosse un contesto ideale o un evento particolare che lo consenta) per poter discutere di giochi da tavolo e di ruolo cercando, soprattutto, di sfatare alcuni pregiudizi su questo “hobby” e di aumentare così le schiere di quelli che ci piace definire “dimostratori indipendenti”. Che è, alla fine, quello che siamo noi della Congrega. Non ti nascondo anche che ci piacerebbe collaborare con qualche blog che si occupa di giochi da tavolo.
Ma il mio sogno nel cassetto è andare alle fiere di Essen e a quella di Norimberga, per poter provare in super anteprima più giochi possibili. 😊
Ti ringrazio Simone per questa intervista e ti lascio con il nostro motto: “La passione e l'ardore per il gioco bruciano dentro di noi!”



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1 commento:

  1. é incredibile constatare la ritrosia di moltissime persone quando si propone loro anche un semplice gioco di carte diverso dalla briscola. Probabilmente questa é dovuta a un'idea sbagliata del gioco da tavolo, percepito come qualcosa di impegnativo e stancante oppure, al contrario, di infantile . Spiace soprattutto quando a farsi pregare sono persone che spendono centinaia di ore alla playstation .
    Ma visto che quando, dopo immani sforzi di persuasione , si convincono dei neofiti a giocare un'enorme percentuale di questi apprezza l'esperienza e non disdegna di rifarla, mi chiedo: qual é il problema di fondo? una semplice questione culturale( per esempio in Germania la cultura del gioco di società é radicata da tempo immemore mentre da noi é più recente) o c'é dell'altro?
    Ad ogni modo complimenti e in bocca al lupo ai ragazzi della congrega

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