venerdì 30 giugno 2017

[nonsolograndi] Ticket to Ride: Primo Viaggio

scritto da
Simarillon (Davide)

Si può dopo più di cento recensioni avere il dubbio su come impostare la recensione dell’ultimo gioco arrivato in casa? Dubbio legittimo e vissuto in prima persona, visto che questo è quello che mi è successo con l’arrivo di Ticket to Ride: Primo Viaggio, recente gioco di Asmodee Italia per i più piccoli. Al gioco, che scorre via in partite in un tempo inferiore ai 30 minuti, si può giocare a partire dai sei anni, da due a quattro giocatori, le illustrazioni sono di Djib & Régis Torres, mentre la grafica è a cura di Cyrille Daujean, particolare interessante che vengano segnalati anche i nomi dei playtester del gioco, il che dimostra un'assoluta cura del dettaglio. Autore del gioco ancora Alan Moore (come per l’illustre papà) che sottolinea come "Uuna mappa europea per i giocatori più piccoli era il prossimo passo più logico per la serie di Ticket to Ride. La versione europea di Ticket to Ride è un bestseller in tutta Europa e ora anche i bambini avranno una loro versione con cui sfidare i genitori".


I MATERIALI
Nella scatola del gioco di medie dimensioni troviamo:
  • La Mappa dell’Europa;
  • Ottanta vagoni di plastica colorati (20 per giocatore) nei colori blu, rosso, giallo e verde. C’è
    poi un set aggiuntivo di due vagoni di scorta per ogni colore;
  • Settantadue Carte Treno, divise nei colori bianco, giallo, verde, rosso, blu, nero e carte Locomotiva;
  • Trentadue Biglietti;
  • Quattro Carte Bonus “Da Est a Ovest”;
  • Un Biglietto d’Oro.
Ottimi i materiali, i contenitori prestampati in plastica aiutano a tenere tutto ordinato, la presenza delle bustine nella scatola è un ottimo plus, le carte sono resistenti e ben illustrate. Belli i vagoni e le illustrazioni, soprattutto quelle sul tabellone: catturano l’attenzione e sono adeguate a un pubblico di piccoli giocatori. Il fatto che ci sia un set aggiuntivo di vagoni in caso se ne perdano è ulteriore nota di merito. Materiali sicuramente promossi e con un voto alto, come è negli standard Days of Wonder (e quindi Asmodee Italia).

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Le regole del gioco sono molto semplici: prima di iniziare ad ogni giocatore vengono distribuite quattro carte treno e due carte biglietto.
Compito del giocatore sarà collegare le città presenti sui propri biglietti: ogni volta che viene completato un biglietto il giocatore lo annuncia agli altri e gira il Biglietto a faccia in su davanti a sé indicando la tratta completata, poi pesca una nuova carta treno. Durante il proprio turno, un giocatore può effettuare una di queste due azioni:
  • Pescare Carte Treno: Il giocatore pesca due carte Treno dalla cima del mazzo;
  • Controllare una Linea: Il giocatore gioca delle carte Treno (tutte di un unico colore) dalla sua mano per prendere il controllo di una linea, collocando i suoi vagoni di plastica su quella linea. Più precisamente, per prendere il controllo di una linea, un giocatore deve giocare dalla sua mano una serie di carte Treno che corrispondano al colore e alla quantità di caselle che compongono la linea. Deve collocare uno dei suoi vagoni di plastica su ogni casella della linea. Tutte le carte usate per prendere il controllo della linea vanno scartate a faccia in su accanto al mazzo delle carte Treno.
Se un giocatore completa una linea da est a ovest (o viceversa), deve subito annunciare a voce alta “Da Est a Ovest!”, prendere uno dei Biglietti Bonus e collocarlo davanti a sé. Per completare una linea da Est a Ovest, un giocatore deve controllare una linea che va da una delle città dell’est (Mosca, Rostov o Ankara) a una delle città dell’ovest (Dublino, Brest o Madrid). La carta Biglietto Bonus conta come un Biglietto completato sulla strada verso la vittoria.
La partita termina immediatamente quando un giocatore completa il suo sesto Biglietto. Quel giocatore è il vincitore e prende il Biglietto d’Oro come ricompensa! La partita termina anche se un giocatore colloca il suo ultimo vagone sul tabellone. In questo caso il vincitore è il giocatore che ha completato più Biglietti. In caso di parità, tutti i giocatori in parità condividono la vittoria.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Sopra ho scritto dei dubbi che ho avuto nello scrivere la recensione e i dubbi mi sono venuti dal rapporto che il gioco ha con il suo illustre papà e in generale con tutti i suoi parenti della linea Ticket to Ride. L’idea di questa recensione è che il gioco goda di una sua assoluta personalità e, di conseguenza, non ci saranno paragoni con TtR Europa, che è la versione che più ho giocato; in futuro spero di riuscire a scrivere, invece, un articolo comparato tra questa versione con TtR Europa e TtR Vagoni e Velieri, in una sorta di crescita del giocatore e del gioco. Fatta questa premessa posso dire che TtR: Primo Viaggio è davvero un gran bel gioco, al top nella categoria per cui viene proposto con materiali molto belli, aspetto questo assolutamente fondamentale per far sedere i piccoli giocatori di fronte al gioco. I treni fanno bella mostra di sé su un tabellone illustrato e dove le città sono sempre molto ben visibili.

Il gioco, ovviamente, non è esente da fortuna: alla fine pescare i biglietti giusti aiuta sulla strada verso la vittoria, così come non trovare il colore che proprio ci serve (improbabile, ma non impossibile) può in alcuni momenti essere un po’ frustrante per i piccoli giocatori. La locomotiva jolly è sicuramente un valido aiuto nella costruzione della linea, che è comunque lunga al massimo tre vagoni, quindi non è mai troppo difficile da completare, inoltre non ci sono ostacoli e c’è sempre una valida alternativa nel raggiungimento delle varie città, lasciando il gioco sempre molto fluido e facile da giocare, solo in quattro giocatori c’è un piccolissimo rischio di riempimento un po’ troppo veloce di alcune aree del tabellone.

Il gioco è sicuramente un ottimo introduttivo per i piccoli giocatori e l’esperienza di gioco è lunga il giusto, si conclude sempre in meno di trenta minuti, inoltre non si ha (quasi) mai l’impressione di essere tagliati fuori dalla vittoria: forse in quattro se non girano le carte è la configurazione che può creare più problemi. I piccoli giocatori avranno qualche difficoltà iniziale a dissociare il colore delle tratte dal colore dei propri treni, ma una volta inseriti bene nel meccanismo gestiranno il tutto con la massima semplicità. Se poi volete potete aiutare vostro figlio a vincere, senza che lui se ne accorga troppo, pescando carte o allungando le linee di collegamento tra le diverse città.
Ho trovato molto interessante il fatto che la partita finisca quando finiscono i vagoni di uno dei giocatori, in modo che i giocatori non rimangano mai senza la possibilità di eseguire un’azione, così che anche se i piccoli giocatori non ottimizzeranno al massimo le proprie mosse avranno sempre la possibilità di vincere per la strada (inconsapevole naturalmente) dell’aver posizionato tutti i vagoni sulla plancia.

La scatola indica un 6+ come età per iniziare a giocare: posso dirmi d'accordo con questo target, dal momento che il gioco richiede piccoli ragionamenti che al di sotto dei sei anni sono piuttosto difficili da fare.

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “il treno è in ritardo solo quando è necessario che non lo sia”, Arthur Bloch, La legge di Murphy.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) ha imparato giocando al gioco Ticket to Ride: Primo Viaggio… o che avrebbe imparato se già non le avesse sapute:
  • si fa la conoscenza con l’Europa e con un po’ di geografia europea a partire dalle capitali europee e alle loro posizioni;
  • l’ottimizzazione delle proprie scelte e la valutazione ottimale delle risorse, può essere importante giocare alcune tratte anche se non collegate tra loro in funzione delle carte che si possiedono;
  • a giocare da grandi.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Altro paragrafo particolarmente difficile da scrivere: il gioco è davvero molto bello, ma si pone come primo step verso l’approccio al mondo Ticket to Ride; è anche vero, però che il gioco (dimenticando il suo illustre papà) è sicuramente piacevole anche oltre l’età in cui si può iniziare a giocare a Ticket to Ride (8 anni), quindi diciamo che è un gioco che ha una sua piacevolezza sino all’adolescenza.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Perché mamma deve giocare? Perché così poi da Ticket to Ride: Primo Viaggio passerà insieme al suo piccolo a Ticket to Ride: Europa, accompagnandolo nel suo percorso verso il gioco, ma anche potrà, finalmente, giocare con papà.
E poi qui i treni arrivano in orario… quando arrivano le carte giuste!

Se avete trovato il gioco interessante lo potete trovare su Egyp.

Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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