domenica 4 giugno 2017

[Recensione] Papà Paolo: viva la pizza, abbasso le patatine fritte!!!

scritto da Sergio

Più per curiosità che per altro ho scoperto che esiste veramente! In un impronunciabile paesino del Belgio esiste una pizzeria Papà Paolo che effettua consegne a domicilio e c'ha anche il suo bel sito. Non so perché, forse per il nome della pizzeria che non mi sembra tipico delle pizzerie nostrane, me la aspettavo più a New York che in Belgio, comunque esiste. Chissà se l'autore del gioco, belga appunto, si è ispirato a questo locale per la sua creatura ludica.
Comunque sia, Belgio a parte, il gioco di cui parliamo oggi si svolge a Napoli e i giocatori rappresentano proprietari di pizzerie a domicilio che devono espandere la propria attività intensificando la propria rete di vendita, costruendo nuove pizzerie, gestendo al meglio i ricavi e i finanziamenti ottenuti, il tutto allo scopo di crescere e arricchirsi più degli avversari.
Il gioco per 2-4 giocatori, da 10 anni in su, è edito dalla olandese Quined Games e ha una durata annunciata di 20 minuti per giocatore. L'autore è il belga Fabrice Vandenbogaerde, mentre le illustrazioni sono di David Cochard (uno del mestiere già disegnatore tra l'altro di Alchemists e Dungeon Lords).


Diciamo subito che non è un family, anche se un gamer non lo troverà di certo complesso.
Le meccaniche sono varie e ben mixate fra di loro: piazzamento lavoratori, piazzamento tessere, prendi e consegna e infine una fase di asta. Insomma, un buon minestrone o per meglio dire, una buona 4 stagioni!

SCATOLA E CONTENUTO

All'interno della bella scatola rettangolare di roba ce n'è parecchia, a partire da un tabellone riccamente e finemente illustrato rappresentante la città (ha 2 facce, una per 2 giocatori una per 3/4).
Ci sono 84 tessere quartiere, 21 per colore (blu, rossa, verde o oro). Ogni tessera ha uno, due o tre case rappresentate che sono le case in cui dobbiamo consegnare pizze. Poi troviamo le tessere di partenza su cui sono raffigurate la nostra pizzeria iniziale e il quartiere adiacente. Ovviamente non mancano le tessere ordinazioni: ce ne sono 20 e se ne usano 4 (2 se si gioca in 2) per ciascuno dei 5 round di gioco.
Ognuna dice quante pizze possiamo consegnare in quel round e quanto lontano possiamo andare a consegnarle.
Troviamo anche 8 tessere pizzerie di valore diverso ed ovviamente più costano, più pizze sono in grado di produrre
Ogni giocatore ha poi la sua game board su cui teniamo traccia dei finanziamenti ricevuti dagli sponsor, degli sconti sull'acquisto degli ingredienti, di quante pizze espresso possiamo consegnare e infine di quanti viaggi di consegna possiamo fare alla fine del round. Tutti questi indicatori partono da 1 e, durante la partita, possono essere upgradati fino a 5 spazi: ad ogni upgrade aumentano i poteri dei giocatori.
Poi c'è il comparto legno con diversi token: 4 meeples per giocatore per le azioni e 1 per il turno di gioco; un mare di simpatici quadratini rappresentanti i cartoni delle pizze. Per tutti questi token ci sono gli sticker da appiccicare. Fatelo pure anche se, nella prima edizione del gioco la bandiera italiana (da appiccicare ai token delle pizze) è sbagliata col rosso al posto del verde.
Anche il manuale (anzi i manuali) sono in 4 lingue escluso l'italiano: non è elegante trattare così il Paese in cui si svolge il gioco e che ha dato origine alla prelibatezza culinaria su cui questo è incentrato.

SETUP E COME SI GIOCA

Innanzitutto si mescolano le tessere città e se ne pescano 16 da porre negli appositi spazi del tabellone dove si metteranno anche le monete. Sul tabellone vanno sistemate anche le tessere investimenti e consgna. Da parte metteremo le pizzerie in ordine di prezzo di acquisto.
Ogni giocatore prenderà poi la sua player board, la sua tessera di partenza (pizzeria e prima casa per consegnare), 10 soldi ed ovviamente tutti i suoi token.
Fatto tutto questo si può iniziare.

1) Fase piazzamento lavoratori e piazzamento tessere
Ad ogni turno ciascuno giocatore piazzerà il suo pizzaiolo sopra una delle 16 tessere città potendo scegliere:
  • di prelevare la tessera e aggiungerla ai suoi quartieri di consegna;
  • di svolgere l'azione corrispondente selezionando una delle 2 azioni corrispondenti in senso ortogonale (in questo caso lasciando la tessera al suo posto).
Nel primo caso si seguono tutte le regole del piazzamento tessere classiche, nel senso che tutte le tesssere quartiere devono essere connesse con una pizzeria, che le strade non devono interrompersi all'improvviso. Unica regola nuova: il quartiere da costruire, come dimensione, non deve superare il 4x5 o viceversa.
Nel secondo caso il giocatore, in base a dove ha posizionato il suo meeple, può svolgere una delle seguenti azioni:
  1. prendere soldi, tanti quanti gliene consente l'avanzamento sulla sua game board;
  2. comprare ingredienti per le pizze. Nella sostanza spenderà dei soldi per posizionare sulle proprie pizzerie un certo numero di pizze: a seconda dell'avanzamento del suo track ne riceverà alcune gratis;
  3. consegne espresso. Pagando 2 soldi posso consegnare pizze immediatamente nel mio quartiere (la distanza non conta) guadagnando la relativa esperienza. A seconda dell'avanzamento del relativo segnalino aumenta il numero di pizze che posso consegnare in espresso;
  4. costruire una pizzeria. Pago quanto richiesto e la piazzo nel mio quartiere con 2 pizze già pronte sopra. Questa azione non è influenzata dalla game board del giocatore.
Dopo che tutti i giocatori hanno piazzato i loro meeples, si passa alla fase della riscossione: chi ha la maggioranza in ogni riga e in ogni colonna prende la moneta corrispondente (i casi di parità si spezzano a favore di chi ha il meeple più vicino alla moneta).

2) Fase asta
Ora che tutti abbiamo (o dovremmo avere) le pizze pronte e le case in cui le stanno aspettando, bisogna appropriarsi delle tessere consegna che ci dicono quante pizze in totale e a quante tessere di distanza (dalla pizzeria) possiamo consegnare. E questo avviene tramite una sorta di asta a piazzamento lavoratori da svolgere sul tabellone stesso: ci sono 4 colonne di una scalinata (la location è piazza del Plebiscito a Napoli) ed ogni colonna ha diversi spicchi su cui sono scritti dei numeri (le offerte appunto). Ogni giocatore fa la sua offerta e alla fine il vincitore, dopo aver pagato la somma pari allo spazio su cui ha sistemato il suo token, avrà il diritto di essere il primo a scegliere fra le tessere consegna. Non solo, avrà anche il diritto di scegliere una tessera investimento dal tabellone: la scelta gli consente di far avanzare il relativo segnalino sulla sua home board o, in alternativa, di esercitare l'azione corrispondente (prendere soldi, produrre pizze, costuire pizzerie, ecc.).

3) Fase consegne e investimenti
A questo punto non rimane che la fase di pickup and delivery: consegnare le pizze nei propri quartieri precedentemente costruiti, rispettando alcune semplici regole:
  • per ogni pizza consegnata si piazza il relativo token sulla casetta della tessera città;
  • se siamo avanzati sulla nostra home board nel relativo tracciato possiamo fare più viaggi di consegna, ma ogni viaggio deve rispettare la distanza massima prevista dalla tessera acquistata (la distanza si misura in tessre città);
  • ricordiamoci poi che il numero di pizze massimo consentito da consegnare è dato dal numero scritto sulla tessera a prescindere da quanti viaggi facciamo;
  • ogni volta che una tessera città è pienamente rifornita avanziamo sul tracciato relativo della nostrta home board (ogni tessera città ha infatti un colore oro, verde, rosso e blu che corrisponde ai tracciati sulla nostra experience board)
Dopo la fase consegne, il round è finito: si sostituiscono le tessere città rimaste sul tabellone, si piazzano 4 nuove tessere di consegna e 4 nuove tessere investimento mentre i token pizze consegnate rimangono al loro posto.

3) Fine partita e vittoria
La partita dura 5 round in tutto. Alla fine del 5° si sommano:
  • ogni pizza consegnata (1 punto vittoria);
  • i punti vittoria dati dagli avanzamenti sulla propria home board.
A questo punteggio si sottraggono i punti dati dalle pizze rimaste sulle proprie pizzerie e chi ha più punti ha vinto. I pareggi si spezzano a favore di chi è rimasto con più soldi.
Il regolamento narra che, come variante, si può introdurre la regola secondo cui il giocatore che ha più soldi guadagna 2 punti vittoria e il secondo uno.

CONSIDERAZIONI FINALI

Giocabilità: abbiamo visto che le meccaniche sono diverse, ma devo riconoscere che tutto sommato sono ben assemblate all'interno del gioco. Non c'è nulla di nuovo, nulla che faccia gridare al miracolo, ma d'altro canto non c'è neanche la sensazione che il tutto sia appiccicato alla bell'e meglio e lasciato al caso.
Dietro Papà Paolo mi sembra ci sia un buona fase di playtesting che sia riuscita ad equilibrare e mixare in modo preciso tutto quanto sia necessario per vincere.
Il fatto stesso che le partite giocate siano finite tutte con punteggi molto vicini dimostra che alla fine non sembra esserci una strategia dominante e che, a meno di errori clamorosi, tutti i giocatori se la possono giocare fino alla fine.
La sensazione, che può piacere o meno sia chiaro, è che il gioco si autoequilibri da sé ristabilendo ad ogni round una certa parità fra giocatori (ad esempio se scommetti tanto per una tessera consegna al round successivo avrai meno soldi rispetto agli avversari e questo ti penalizza). 
Questo fattore sembra comunque effettivamente voluto e cercato dagli autori, che hanno limitato al massimo gli elementi che danno punteggio finale. 
Insomma hanno creato un gioco con molte meccaniche, ben assemblato, in cui tutti possono giocare per vincere, ma ben poco differenziato. A parte la home board non ci sono bonus, premi o strade alternative per far punti: o consegni pizze o consegni pizze. 
È come essere su un'autostrada: non fai altro che andare dritto e seguire la strada per arrivare!!!!!
E questo, lo sappiamo tutti, alla fine non premia la rigiocabilità, per cui se le prime partite possono essere divertenti proprio per scoprire il gioco e conoscerlo, il rischio che dopo la quarta o la quinta volta Papà Paolo venga a noia per una certa ripetitività c'è tutto.

La grafica e i materiali: a prima vista l'artwork sembra molto curato e ben fatto dando una bella sensazione di piacere agli occhi. Poi però ci devi giocare e quando la partita comincia iniziano i problemi. A parte la difficoltà di distinguere i meeple viola da quelli marroni, il vero problema è distinguere il colore dei tetti dorati delle tessere città che tendono a confondersi benissimo con quelli normali.
Niente da dire invece sul tabellone, dove è rappresentata in modo abbastanza verosimile una delle piazze più belle d'Italia. La nostra città per il resto, come han ben detto i ragazzi della Tana, è "rappresentata in modo iperfolkloristico, come solo olandesi e belgi se la possono immaginare".
I materiali sono ottimi, con le tessere città belle robuste e solide. Poi effettivamente c'è tanto legno e questa è una bella cosa: da complimentarsi soprattutto per la scelta degli editori di fare tutti i token rappresentanti i cartoni delle pizze in legno anziché in cartone. 

Scalabilità: una faccia del tabellone è riservata al gioco per 2 e in effetti, anche se il suo meglio Papà Paolo lo da in 4 giocatori, in 2 si difende dando vita a sfide abbastanza interessanti.

Dipendenza dalla lingua: come abbiamo detto il manuale in italiano non l'hanno fatto e su questa cosa non ci posso passare, ma il gioco è di per sé assolutamente indipendente dalla lingua. Non ho trovato comunque, in una breve ricerca sul web, traduzioni in italiano del regolamento.

Ricordo infine, come sempre per chi fosse interessato, che il gioco è attualmente disponibile sul sito on line EGYP.IT.

Buone giocate a tutti!!!

2 commenti:

  1. Gioco interessante.Vorrei sapere se in due cambiano le regole e se la scalabilità in due è buona.Grazie.

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  2. In 2 cambia il tabellone..... cambiano un Po le regole dell' asta. Per il resto tutto uguale. Come ho scritto in 2 gira benino con sfide abbastanza coinvolgenti anche se non è certo il target di questo gioco. Lo si può fare certo ma c è di meglio.

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