domenica 25 giugno 2017

[Prime impressioni] Valletta

scritto da Faustoxx

Da qualche anno la Hans im Glück inizia la campagna ludica con una prima uscita primaverile che viene presentata in anteprima alla Fiera del giocattolo di Norimberga e disponibile dopo qualche settimana nei negozi specializzati. È il vero calcio d'inizio della stagione delle novità e HiG ha sempre proposto titoli interessanti, in alcuni casi dei veri successi editoriali, come è stato per Sulle tracce di Marco Polo, in altri casi titoli a mio avviso validi, ma che sono passati (ingiustamente) sotto silenzio, come Dynasties di Matthias Cramer.
Quest'anno la HiG si affida alle sapienti mani di Stefan Dorra per proporre Valletta, un deck-building (2-4 giocatori, tempo a partita 20 minuti a giocatore, dipendente dalla lingua, per via di testo sulle carte) ambientato nel Mediterraneo, più precisamente sull'isola di Malta, dove aiuteremo Jean de la Valette ad edificare la cittadina di Valetta, odierna capitale dell'arcipelago maltese.


APRIAMO LA SCATOLA

All'interno della scatola troveremo una plancia di gioco a forma di strada che ripropone l'attuale via della Repubblica, via centrale che divide la cittadina. Al di sopra e al di sotto della strada disporremo in file di 5 le carte edificio (da 20 a 30 a seconda dei giocatori), Le carte edificio sono in 3 colori (verde, blu e giallo) e all'interno degli edifici disporremo le corrispondenti carte personaggio.
Sono presenti inoltre 4 plancette giocatore; completano la dotazione di gioco 32 casette in legno nei quattro colori dei giocatori e mattoni, pietre, legno e monete (i quattro beni presenti in Valletta).


Le carte personaggio, vero motore del gioco, sono 73, di cui 32 a formare i quattro mazzi iniziali per i giocatori, quattro carte costruttori che verranno piazzate a fianco della plancia segnapunti disponibili per l'acquisto e le altre nei colori verde, giallo e blu abbinate alle carte edificio. Ad ogni carta edificio corrisponde una specifica carta personaggio.

COME SI GIOCA

Valletta è essenzialmente un deck-building. Al proprio turno il giocatore dalla propria mano di 5 carte ne sceglie tre, le gioca sulla sua plancia giocatore, esegue le azioni corrispondenti e prima di passare la mano al prossimo giocatore, pesca dal proprio mazzo tante carte fino ad averne nuovamente 5 in mano. Quando il mazzo è esaurito, si mischiano i propri scarti a formare un nuovo mazzo di pesca.

A inizio partita, ciascun giocatore parte con un mazzo di 8 carte. 5 di queste fanno prendere dalla riserva il bene descritto sulla carta (legno, pietra, mattone e monete), 1 carta è l'assistente e permette di duplicare l'azione della carta giocata precedentemente, 1 fa muovere di uno spazio lungo il tracciato la figura di Jean de la Valette e poi di assumere un personaggio tra quelli a disposizione oppure di licenziare uno dei propri lavoratori. L'ultima carta di partenza è quella del costruttore che permette di costruire un edificio o di migliorare uno dei propri edifici costruiti precedentemente.
I costi di costruzione sono indicati sulla carta edificio. Una volta pagato il costo si prende la carta personaggio abbinata a quel personaggio e si aggiunge alla propria mano. Questo è il modo principale per acquisire nuove carte. Se Jean de la Valette è presente nella stessa area in cui avete costruito l'edificio, vi premierà con due punti vittoria aggiuntivi.
I personaggi sono distinti da tre colori: 
  • Verdi sono quelli che generano risorse e sono più efficienti di quelli rossi di partenza;
  • Blu personaggi che fanno cose. Le carte blu sono uniche e fanno varie cose, dal costruire edifici con uno sconto sul materiale a quello di convertire merci in moneta e viceversa. Alcune carte blu presentano un elemento di interazione diretta, costringendo gli altri giocatori a cedere al proprietario beni e/o monete;
  • Gialli sono quelli che trasformano beni in punti vittoria in maniera efficiente.


Il miglioramento di un edificio permette di raddoppiare sia il punteggio della carta edificio sia la rendita che questo edificio offre. Per eseguire un miglioramento, bisogna giocare la carta del costruttore e pagare nuovamente il costo in materiali di un proprio edificio (ma non le monete) e girare la carta edificio dal lato migliorato.

Il gioco procede in questo modo fino a che non accade una delle tre cose:
  • il pedone che rappresenta Jean de la Valette raggiunge la casella 25;
  • il segnapunti di uno dei giocatori raggiunge la casella 25 della plancia segnapunti;
  • un giocatore ha costruito 8 edifici (cioè ha esaurito le sue 8 casette che indicano i propri edifici).

Quando accade uno dei tre eventi indicati, scatta la fase finale. Tutti i giocatori mischiano il mazzo degli scarti con il proprio mazzo di pesca e giocano per un'ultima volta il mazzo appena formato.
Quando tutti i giocatori hanno esaurito il proprio mazzo si procede al punteggio finale, in cui si sommano i punti indicati dal segnapunti ai punti vittoria presenti sui propri edifici. Infine si convertono i propri beni avanzati in ragione di 3 beni per 1 punto vittoria e sommati ai punteggi totali. Chi avrà ottenuto più punti sarà proclamato vincitore.

IMPRESSIONI DI GIOCO

Se siete arrivati fino a questo punto alcuni di voi avranno pensato: "Be', tutto qui?" Vi confesso che è stato anche il mio primo pensiero e con questo atteggiamento l'ho proposto al tavolo.

Poi l'abbiamo giocato e alla fine siamo rimasti tutti positivamente colpiti dall'esperienza di gioco, perché in un gioco essenziale nel regolamento, l'autore è riuscito a confezionare un gioco niente affatto banale. La cosa che ha colpito di più è il puzzle che è dentro il gioco: costruire un mazzo di carte più efficiente di quello degli altri. Mentre gli effetti delle carte verdi e gialle sono abbastanza tradizionali, il twist è fornito dalle carte blu che sono tutte diverse tra loro e tutte interessanti: occorre capire quelle che sono più adatte al mazzo che stai costruendo, ma senza avere la miriade di possibilità che altri giochi di deck-building offrono. Questo fornisce anche una buona interazione indiretta tra i giocatori. Come accennato precedentemente c'è anche una componente di interazione diretta con alcune carte blu che permettono di "rubare" merci e monete agli avversari. La prima impressione è quella di un gioco ben confezionato e sottoposto a varie sessioni di playtesting per bilanciare gli effetti delle carte. A prima vista sono possibili vari modi per poter confezionare un mazzo efficace, inoltre il fatto che non tutte le carte saranno presenti in una partita offre una buona dose di rigiocabilità al gioco.


La durata si attesta sui 90 minuti in una partita con quattro giocatori e non abbiamo notato un problema di downtime, perché mentre gli altri giocano stai continuamente a pensare a quale carta possa essere più utile o a come procurarsi le merci necessarie per quell'edificio o al piano B nel caso in cui un altro giocatore ti soffi quella carta che volevi tanto.
Per quello che riguarda la componentistica ancora una volta la HiG si distingue per i suoi standard decisamente elevati e in particolare per il regolamento estremamente chiaro, esaustivo e ricco di esempi in modo da non lasciare alcun dubbio ai giocatori. I regolamenti dovrebbero essere scritti sempre così. 
Buona anche la realizzazione grafica di Valletta affidata alle sapienti mani di Klemens Franz.

Il punto debole del gioco è nell'originalità del tema e nelle meccaniche di gioco proposte. Manca l'elemento di novità, cosa ahimè sempre più comune nelle recenti produzioni ludiche.
Paradossalmente, questo gioco potrebbe non piacere agli appassionati dei titoli di deck-building. In effetti, la complessità e la necessità nel far dimagrire il proprio deck in Valletta non esiste o quasi, perché le nuove carte si acquistano principalmente costruendo nuovi edifici e al massimo ne potremo costruire soltanto otto, per cui il nostro mazzo difficilmente sarà maggiore di 16 carte.
È questo il segreto di Valletta: sembra un deck-building, ma in realtà si tratta di un gioco che oltre a cercare di creare il mazzo più efficiente rispetto a quello degli altri, vi impegnerà a prendere certe carte sottraendole ai vostri avversari. Questo non vuol dire che ci siano carte superiori ad altre.
Non ho fatto moltissime partite, ma ho visto svariate combinazioni di carte tutte molto promettenti. Senz'altro occorre un minimo di programmazione su che tipo di mazzo vogliamo formare e al tempo stesso vedere cosa fanno gli altri giocatori e se possibile rompere i loro schemi. Questo è il sale e il bello di Valletta.
Altro punto debole, se così possiamo chiamarlo, sta nella dipendenza dal linguaggio. Ci sono alcuni elementi in lingua sulle carte e questo rende necessario un lavoro di traduzione delle carte e dei loro effetti (in arrivo però c'è la versione inglese della ZMan ...).
A riscontro di quanto il gioco mi sia piaciuto, ho tradotto regolamento e carte e grazie all'importantissimo contributo di Emanuele "EmaEma" Violani a breve saranno disponibili sulla Tana dei Goblin.

CONCLUSIONI

Valletta è uno di quei giochi che mi vanno proprio a genio. Non sto dicendo che sia un capolavoro, ma ho apprezzato la solidità del gioco che è stato ben testato e calibrato. Ho apprezzato inoltre la qualità dei materiali, la chiarezza del regolamento e anche quello che Valletta offre come caratteristiche in un tempo relativamente breve. Se cercate queste qualità in un gioco provate Valletta, sono certo che non ve ne pentirete.

5 commenti:

  1. Ma verrà tradotto oltre che in inglese, anche in italiano?

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  2. Puoi trovare la traduzione delle carte nel formato originale sulla Tana dei goblins.
    https://www.goblins.net/download/valletta-carte-tradotte

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  3. Ho anche tradotto il regolamento, devo solo trovare un volontario che lo metta nel formato originale.

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  4. Si grazie le carte sulla tana le ho viste, aspetterò allora la pubblicazione del regolamento bye :)

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  5. Bravo Fausto. Ottima recensione! Grazie!

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