lunedì 26 giugno 2017

[Recensione] Wettlauf nach El Dorado

scritto da Fabio (Pinco11)

Al momento dell'uscita della terna dei nominati per lo Spiel des Jahres (ovvero la terna all'interno della quale sarà scelto il vincitore) un poco di sorpresa (per noi italiani, almeno) l'ha suscitata la presenza di un titolo che era da considerarsi in larga parte sconosciuto, ma che gode di validi motivi per farsi notare, ovvero Wettlauf nach El Dorado (qualcosa tipo Corsa a El Dorado).
Alla voce autore, infatti, il gioco vede il nome di Reiner Knizia, designer tedesco che è nel giro da oltre vent'anni e che nel suo curriculum vanta titoli classici come Tigri ed Eufrate, Medici, Ingenious, Lost Cities, Keltis (Spiel 2008) e così via. L'editore, poi, è la Ravensburger, per cui alla fine diciamo che i crismi sono più quelli del predestinato che quelli dell'underdog.
Meccaniche? Deck-building e corsa, mescolati e shakerati in salsa familiare.


IL GIOCO IN POCHE PAROLE

2-4 i giocatori, 10+ l'età (indicata prudenzialmente), lieve dipendenza dalla lingua (alcune carte contengono testo, anche se poi ci sono pure simboli per capirne il significato). Qui trovate, su BGG le regole tradotte in inglese.
A livello pratico il gioco è una corsa tra i trippolini dei giocatori, che rivestono il ruolo di avventurieri, i quali competono nell'attraversare una mappa modulare, costruita utilizzando tesserone esagonate, per arrivare per primi alla città di El Dorado (fine percorso).
Per muoversi i giocatori utilizzano le carte che hanno in mano (a inizio partita si forma un mazzetto con le otto carte uguali per tutti disponibili e se ne pescano 4), giocandole ad ogni turno (ripristinandole a fine turno), per muoversi (ogni carta consente di attraversare un certo tipo di terreno) o comprare nuove carte dal mercato (per migliorare il proprio mazzo).


Piccole particolarità consistono nella presenza di alcune carte azione che consentono di svolgere specifiche attività (es. pesca tre carte, rimuovi carte definitivamente dalla mano, ...), così come alcune caselle consentono a loro volta di eliminare carte dal proprio mazzo (per migliorarne la qualità media). Tra le carte movimento poi ve ne sono alcune che consentono di attraversare anche i terreni più difficili (sulla mappa ogni casella ha un costo in punti movimento di quel colore) e vi è anche una variante che prevede la presenza di spazi (cave) che contengono tesserine speciali.
Il tutto, comunque, è semplice, perché al proprio turno giochi le tue carte e con esse o ti muovi o compri (le carte hanno un valore movimento e uno di acquisto dove non indicato il valore è mezza moneta) e il primo che arriva vince.



COME SI PRESENTA

La valutazione sui componenti direi che rientra nei parametri del classico adeguato allo scopo, con qualche tocco positivo, legato alla curata grafica di casa Vohwinkel e allo spessore del cartone tipica della Ravensburger.
Per il resto abbiamo un tabellone esagonato e cartine di formato mini standard (o giù di lì ... io non imbusto ...), per cui non è che la cosa faccia gridare al miracolo, ma sul tavolo la sua presenza scenica, occupandone una buona dimensione, la fa ...

COME GIRA

Il gioco, come suggeriva l'inserimento nella categoria base dello Spiel, è semplice da spiegare e da giocare, proponendosi, come difficoltà (almeno per la versione base del gioco), a un livello chiaramente familiare, tanto che il 10+ indicato sulla scatola risulta addirittura leggermente tarato per eccesso.
Le schede territorio disponibili consentono di elaborare, di volta in volta, dei percorsi sempre più impegnativi (cosa che dona estrema longevità al gioco) e, una volta passato lo schema di base, si comprende come nel procedere sia possibile assemblare il tutto in modo tale da dar vita a diverse strettoie, nelle quali i giocatori più smaliziati potrebbero approfittare per portarsi davanti e poi bloccare l'altrui passaggio, cosa che rappresenta la principale dinamica interattiva del gioco. Nel contempo sono presenti anche i materiali (tessere cava) per una sorta di mini espansione, per cui ancora qualche partita extra, sempre nella logica family, la cosa la può donare.
A livello pratico, poi, l'abilità sta nel capire, dando un'occhiata al percorso steso, quali carte siano più frequentemente ricorrenti e quindi cercare di comprare, rapidamente, ciò che può risultare più utile per affrontare la conformazione del territorio proposta.
Il tutto gira rapido, perché non è che le scelte al proprio turno siano poi troppe e qualche momento in più di riflessione si pone, in pratica, solo quando uno dei settori occupati dalle carte sul mercato si svuota, in quanto in quell'occasione si ha la possibilità di scegliere quale dei mazzetti di carte disponibili inserire al posto di quello esaurito. Nel complesso un classico titolo di quelli che pensi a cosa fare mentre gli altri giocano e quindi l'attesa, superata la prima partita di apprendimento, può essere minima.
Fortuna?
Sì, perché è chiaro che, vista la natura del gioco, è anche importante che ti capitino in mano le carte giuste al momento giusto e qui perdere un turno può essere vitale, dato che vince chi arriva prima, non chi ha ottenuto più punti ... ;)
Può ingolosire anche i gamers?
Sì, è chiaro che se lo provate nella versione base, senza tessere cava e magari con il percorso iniziale proposto per imparare, lo vedrete come titolo adatto addirittura per un 8+ smaliziato, ma se iniziate a mettere su un percorso di quelli già suggeriti come medi o addirittura quelli complessi, allora capirete come le scelte di costruzione del mazzo diventino fondamentali e chi sbaglia a inserire i giusti potenziatori che il percorso richiede di volta in volta rimarrà inesorabilmente indietro.
Alla fine direi che della terna dei titoli che concorrono per lo Spiel questo, alla fine, mi risulta essere quello con lo spessore (inteso come livello di difficoltà relativa) più alto (è tutto relativo alla categoria, ovviamente) e sono lieto di averlo provato più volte, superando la primissima impressione (con il gioco base) che mi aveva lasciato meno entusiasta.
Per fare un esempio, al termine delle ultime partite con l'amico Sergio, quest'ultimo mi ha chiesto di lasciargli la scatola per farlo provare ad altri suoi amici, per cui il suo successo il gioco lo ha riscosso.

COSA RICORDA

Il gioco si propone come un'interessante rielaborazione di meccaniche, tutto sommato, piuttosto note, a partire dal deck-building, che in Dominion compariva nella sua prima versione, pulita e fine a sé stessa, e che in seguito è stato assorbito e arricchito in diverse categorie di giochi che hanno fatto seguito all'ideale capostipite.
Mentre in un'ampia fetta dei giochi del genere le carte sono utilizzate per combattere con teorici mostri (es. Ascension), in altri si è inserito un tabellone sul quale i giocatori possono operare grazie alle carte, aumentando quindi i centri di interesse e così la profondità del gioco, altrimenti potenzialmente troppo lineare. Un titolo che abbina, così, per esempio, il deck-building con la costruzione di reti è stato Trains.
Quanto alla mappa, infine, diciamo che essa ricorda un attimo, se non altro per l'esagonatura e la modularità, quella di Kingdom Builder (altro Spiel), per cui nel complesso i richiami al già noto sono numerosi.

COSA NE DICONO IN GIRO

Be', la nomina tra i candidati allo Spiel ha già attirato qualche attenzione extra (compresa la mia) verso questo titolo, per cui gradualmente i primi commenti stanno uscendo. Su BGG viaggia su un comodo 7,3 di media, che sta di solito per "può piacere a molti" e, scorrendo i commenti che compaiono, si comprende come il gradimento sia molto, molto legato a cosa vi aspettate da lui.
Intendo che se ci si avvicina al gioco prendendolo per quello che è, ossia un family, le soddisfazioni possono arrivare (es. Ajax: Wow! A nice surprise from the good Doctor. This game combines deck-building and racing in a way that feels fresh, original, and accessible.; Kystas: Nice ideas and the gameflow is excellent - you'll play El Dorado in 30 minutes. This is family game and works best with that kind of situations. For the gamers El Dorado might be a bit too lightweight. Allthough this is a deck-building game, there is quite amount of luck too), mentre se si parte dal presupposto di voler cercare qui della particolare profondità, direi che non si può che rimanere delusi (ex. Michiel: All of that doesn't excite me much at forehand and this game couldn't surprise me. It's very simple and quick: draw cards, play cards to move forward on the raceboard or buy more cards, then refill your hand. Not very interesting).

CONCLUSIONI

Tirando le somme questo El Dorado direi che merita appieno, nel complesso, l'inserimento nell'elenco dello Spiel, rientrando perfettamente nei parametri della categoria, essendo di difficoltà bassa, adatto per famiglie, con un minimo di spessore per soddisfare il giocatore più scafato che si siede al tavolo con gli occasionali.
La presenza di un poca di alea e la leggerezza può risultare meno gradita ai giocatori più esigenti, per i quali può rappresentare, alla fine, poco più di un filler e nel contempo non sono presenti poi particolari innovazioni, per cui i gamer più accaniti probabilmente passeranno oltre, ma se avete esigenze di mettere sul tavolo qualcosa di più adatto a tutti direi che dovrebbe soddisfare parecchi palati.
Premesso che si tratta di diverse meccaniche, direi però che potrebbe essere gradito da chi ha apprezzato titoli come Kingdom Builder o il primo Dominion.
Attendo riscontri da chi lo abbia provato o lo proverà ... :)

5 commenti:

  1. Dalla lettura dell'articolo mi ha richiamato alla mente Lewis and Clark, ovviamente più light.
    Sbaglio?

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    1. Lo ricorda il tema, ma qui le sensazioni sono molto diverse, a partire dalla varietà di percorsi (qui maggiore), arrivando alla complessità (qui molto minore).

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  2. Sembra proprio un bel gioco, speriamo venga tradotto. Bell'articolo e grazie per la segnalazione :)

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  3. Grazie a voi. Per la cronaca a casa dell'amico Sergio, che mi ha chiesto di lasciargli la mia copia in prestito, ha ottenuto un ottimo successo messo sul tavolo con giocatori occasionali o non 'core', confermandosi una piacevole sorpresa :)

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