domenica 2 luglio 2017

[Prime impressioni] Chariot Race: troppo poco per scomodare Ben Hur!

scritto da Sergio

Della magnificenza delle corse delle quadrighe ne abbiamo tutti più o meno un'idea dalle immagini del famoso film e del suo recente remake. Questo terribile, straordinario e roboante evento accompagnato da scommesse frenetiche e accanite, da feste, da cortei, da immancabili tumulti sugli spalti, dalla magnificenza degli imperatori che vi assistevano, dalla frenesia dei cavalli è stato portato in gioco da tavolo dal noto Matt Leacock.
Già autore e disegnatore di titoli quali Pandemic e tutta la sua corte, di Roll for the Galaxy e di altri importanti titoli, in questo caso, diciamolo subito, si è risparmiato alquanto dando vita a un gioco a metà fra un family e un filler e in tutta sostanza di non molte pretese.
Chariot Race è edito dalla Pegasus, prevede da 2 a 6 giocatori e ha una durata fra i 30 e i 40 minuti



PANORAMICA SUL GIOCO
Scatola di dimensioni contenute al cui interno spiccano ben 5 manuali in lingue diverse, fra cui l'italiano. Per il resto, a parte 20 cubetti grigi e 5 dadi, c'è solo del cartone (anche del cartoncino). Un essenziale piano di gioco che rappresenta la pista, le 6 bighe, le 6 schede biga dove si tiene costantemente traccia (con appositi fermagli segnapunti) dei punti fortuna da spendere, dello stato di salute del carro, della velocità della nostra biga e dei dadi da tirare.
Il gioco si svolge ovviamente a turni, con la sequenza dei giocatori data dalla posizione sul piano di gioco.
Ogni turno è composto da 6 fasi, di cui alcune sono opzionali:
1) riparazione del carro (opzionale): si spendono 3 punti fortuna per riparare la propria biga di 3 danni.
2) adattamento della velocità di partenza (obbligatorio): nel caso la velocità indicata dalla scheda avesse un valore superiore al valore dei danni, è obbligatorio adeguarla a quest'ultimo valore determinando in questo modo anche quanti dadi si tirano.
3) ovviamente a questo punto si tirano i dadi considerando che, per una volta, se ne può ritirare qualsiasi numero. Dopodiché, spendendo 2 punti fortuna, si può ritirare un numero a piacere di dadi o girarne uno sul lato desiderato.
4) in base al risultato ottenuto a questo punto si aumenta la barra fortuna, si decide a quale velocità si deve affrontare il percorso e si adeguano gli eventuali danni (se decidiamo di sprintare un danno lo subiamo), si decide quanti cambi di corsia si faranno nel turno e si parte. Per ogni punto di velocità avanzeremo di una casella.
Ma non è così facile:
- le curve vanno affrontate a una determinata velocità (scritta sul percorso) che deve essere tanto più bassa quanto più stretta è la curva. Nel caso si sfori questa velocità si prendono tanti danni quanta la differenza fra quella consentita e quella reale;
- nel caso di urto con un altro carro entrambe le bighe subiscono 2 danni e, nel caso il giocatore di turno abbia altri punti velocità da spendere, può continuare ad avanzare. Se così non fosse, si ferma sulla prima casella libera dietro.
5) l'ultima fase, anch'essa opzionale, è quella dell'attacco: anche qui in base al risultato dei dadi o si lasciano cadere dietro di sé dei triboli (palle di ferro piene di spunzoni acuminati) che danneggino chi ci passa sopra (ecco il perché dei dadi grigi) o si tira una lancia a due caselle di distanza massimo (anche in questo caso un danno all'avversario colpito).
Si va avanti per 2 giri e chi alla fine arriva più avanti, oltre la linea del traguardo, vince.

Il manuale prevede poi, nell'ultima pagina, altre varianti di gioco tra cui la possibilità di usare le bighe alternative utilizzando l'altro lato della relativa scheda: in questo caso ogni carro ha le sue caratteristiche tutte diverse le une dalle altre. L'unica volta che ci ho provato il mio carro è stato distrutto prima della fine del primo giro!!!!!

CONCLUSIONI

Il piano di gioco ridotto (50x18 cm circa), i materiali in cartoncino (la scheda biga poi, con questi fermagli che vanno su e giù, deve essere rinforzata, perché non dà l'idea di essere resistente) e l'essenzialità minimalista anche della grafica non aiutano di certo questo gioco, peraltro in larga parte dominato dall'alea.
Per carità, giocare si fa giocare. Una volta che ci sei può anche essere divertente per le strategie adottabili: le alleanze per eliminare definitivamente una biga, gli attacchi con le lance per infastidire chi cerca di passarti avanti, sbattere sugli avversari per danneggiarli sapendo di potersi riparare all'inizio del turno successivo. 
Insomma considerando poi anche la durata relativamente breve il gioco non è del tutto malaccio.

Bisogna però tenere presente alcune caratteristiche che possono far storcere il naso: la fortuna dovuta ai dadi che, ovviamente, se non ti girano non ti girano. L'analisi dei dadi (anche se poi le scelte a disposizione dei giocatori sono limitate) poi crea inevitabilmente un po' di downtime soprattutto quando se ne tirano 5, spezzando la frenesia che il gioco dovrebbe avere.
Infine bisogna tener presente che l'importante spesso è riuscire a tagliare il traguardo prima di vedere la propria biga irrimediabilmente perduta. In tutte le partite giocate infatti la metà dei carri non ha finito la corsa perché distrutti: una volta che questo succede, non c'è modo di rientrare in gara e devi fare da spettatore... D'altro canto non si può neanche giocare al risparmio e senza osare, perché risulterebbe poco più di un gioco dell'oca.   
Il gioco dà il meglio di sé in 5 e 6 giocatori, ma meriterebbe un piano di gioco più consono. In 2 si comandano 2 bighe a testa e non è certo avvincente.
Insomma un gioco un po' al risparmio sia nella componente grafica, nei materiali e nel gameplay stesso: il nome dell'autore, così blasonato, aveva creato ben altre apettative.
Concludo dicendo che in questi giorni ho poi avuto modo di provare un altro gioco di corsa: Wettlauf Nach El Dorado, dell'immarcescibile Knizia e candidato allo Spiel des Jahres 2017.
Non c'è confronto: il gioco dell'autore di Pandemia esce sconfitto su tutti i fronti!!!

Buone giocate a tutti.
Per chi fosse interessato il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.it

1 commento:

  1. Ci ho fatto una partita tempo fa, per uno che negli anni 80 dello scorso millennio giocava a "Circus Maximus" (https://boardgamegeek.com/boardgame/244/circus-maximus), che dire, mi è venuto da piangere

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