lunedì 24 luglio 2017

[I Classici] Tikal

scritto da Fabio (Pinco11)

Ci sono titoli che non sembrano sentire il passare del tempo, grazie all'eleganza delle meccaniche o alla genialità delle regole, ma che alla fine un pelo di fatica sembrano accusarla, messi sul tavolo, apparendo, come materiali, un pochino spartani.
È quindi una gran bella idea recuperare, ogni tanto, qualcuno di questi classiconi e concedergli una seconda vita, adeguando i materiali agli standard di oggi: questo è accaduto anche per Tikal (2-4 giocatori, tempo a partita intorno ai 60-90 minuti), ideato nel lontano 1999 dal duo Kramer-Kiesling e soggetto a una riedizione moderna ad opera di Super Meeple (editore che ha sottoposto al medesimo lifting anche Mexica e Amun-Re), con distribuzione italica di dV Giochi.
Bello, bello, bello: un'occasione per rivivere esperienze passate, finalmente nei colori del grande schermo :)


DI CHE SI TRATTA IN POCHE PAROLE

Ogni giocatore assume il ruolo di esploratore nella foresta centroamericana, alla ricerca di tesori e piramidi maya, comandando una spedizione che si avventura sul tabellone (esagonato) alla scoperta di reperti, partendo dalle poche caselle iniziali visibili (4) e riempiendolo progressivamente.
Al proprio turno, semplicemente, il giocatore al quale sta preleva una tessera esagonale e la colloca a contatto con quelle presenti espandendo così la mappa. Subito dopo l'interessato può spendere i propri 10 punti azione per collocare omini (costo 1), muoverli (al costo indicato sulle tessere), piazzare un nuovo campo base (costo 5), scavare alla ricerca di tesori, disseppellire livelli delle piramidi, ....
Per tre volte il normale flusso del gioco si interrompe, all'uscita delle tessere vulcano, aprendosi un turno speciale, con attribuzione, al termine del turno di ogni giocatore di punti legati ai tesori scoperti sino a quel momento e alle piramidi sulle quali si ha la maggioranza.
A fine partita (terminate le tessere) vi è un'attribuzione finale del punteggio e chi è più avanti nella traccia punti vince.

COME GIRA

Bene, bene, bene.
È chiaro che in questo ventennio il gioco da tavolo dei passi avanti li ha fatti e l'evoluzione nelle meccaniche di gioco c'è stata, per cui in Tikal non vedete i frutti di questo progresso, ma la bellezza del gioco, la sua linearità e nel contempo complessità, la sua eleganza, insomma, si vedono tutte anche oggi e l'aggiornamento dei componenti ha avuto l'effetto di restituirci un titolo del passato ora fruibile come se fosse uscito ieri.
I materiali sono davvero belli, perché l'effetto scenico complessivo, vedendo crescere sul tavolo in 3D le piramidi che mano a mano si alzano è davvero d'impatto e anche gli omini coloratissimi (con i mini meeple degli esploratori che spiccano) la loro figura la fanno, eccome. Diciamo che l'impatto visivo è di ottimo livello e fa meritare (almeno per chi non abbia a casa la versione originale) l'acquisto. Unica minima pecca il fatto che i numeri sui livelli delle piramidi siano in nero su nero (incide sul colpo d'occhio), ma la cosa si può rimediare semplicemente colorandoli ... :)

Le regole le spieghi, alla fine, in pochi minuti e l'unica 'difficoltà' che i giocatori affrontano è quella di memorizzare le numerose scelte a disposizione: arrivati alla prima attribuzione intermedia di punti, però, tutti di solito (parlo di chi sia alla prima esperienza) hanno già metabolizzato le meccaniche e la partita scorre, di conseguenza, consapevolmente per ogni partecipante e la guerra infuria.
Il gioco, infatti, cosa che può stupire alcuni, ma non chi conosca il buon Kramer (che è sempre stato uno degli autori più votati all'interazione, utilizzando come cavallo di battaglia le maggioranze), è molto interattivo e difatti i punti sono attribuiti a chi ottenga la maggioranza sulle piramidi: quindi la lotta è di quelle a gomitate, per acquisire il controllo su zone più o meno ampie del tabellone, sfruttando le difficoltà di movimento che si incontrano mano a mano.


Focale è comprendere come piazzare, quindi, le tessere che si pescano e spesso esse sono collocate più per bloccare l'altrui avanzata che per poterne fruire direttamente: non a caso tra le regole è presente poi un paragrafo addizionale, il quale prevede la possibilità (della quale farete uso appena acquisito il controllo del sistema di gioco) di aggiudicare le tessere in uscita nel turno all'asta, per ridurre l'effetto dell'alea sul gioco (che così rimane limitata all'uscita delle tessere tesoro, per le quali c'è per altro una regola atta anche qui a diminuirne l'effetto).
Ognuno costruisce poi, nel corso del gioco, il proprio motore di punti, cercando di isolare (con un piazzamento accorto delle tessere) le zone di propria competenza, nella quali magari si fanno rapidamente affluire truppe (opsss, volevo dire esploratori) grazie ai campi base aggiuntivi opportunamente installati. Diverse sono quindi le tattiche, a partire da quella classica, che prevede di inviare subito in qualche zona difficile un esploratore, per poi piantare il campo base, rapidamente disseppellire una piramide sino al livello massimo e poi prenderne il controllo definitivo sacrificando due omini (altra azione disponibile), così da avere una rendita alta fissa.
Altri invece puntano ad essere i primi sui bordi, per avere la possibilità di scavare tanti tesori, i quali a loro volta danno belle rendite, mentre altri cercano di rivestire il ruolo di rompiscatole, puntando sulla diversificazione.

Alla fine, pur rimanendo un titolo essenzialmente lineare (mancano le carte azione e gli effetti speciali tipici di molto titoli odierni), tutt'oggi rifulge di luce propria e ammetto di averlo messo sul tavolo con piacere, risultando un potenziale top100 senza dubbio.

COSA NE DICONO IN GIRO

Su BGG il gioco conserva, a quasi vent'anni dall'uscita, un lusinghiero 7,3 di media (tenete conto che una volta non fioccavvano i 10 come oggi ...
Tra i vari giudizi alcuni sottolineano la fluidità del gioco (Ricky Marti: Brilliant, fully immersed in its theme and the element of exploration despite its semi-abstract feel. Players who love Torres will also love this game. A rare game that is simple, deep, incredibly replayable, and very fun. As brilliant with 4 as it is with 2.) ed il fatto che, per i giocatori 'veri', l'uso delle regole aggiuntive dell'asta sia indispensabile,
Tra chi gli riserva, invece, qualche appunto alcuni rilevano come in due l'esperienza sia meno brillante (ricordiamo che è un gioco a base di maggioranze ...) e lo trovano soggetto ad analysis paralysis.

CONCLUSIONI

Tikal è un grande classico che dimostra di aver retto benissimo, quanto a giocabilità, il passare del tempo, risultando piacevole da giocare, abbastanza semplice per essere proponibile anche a utenti non esperti, ma anche sufficientemente vario (grazie alle diverse azioni eseguibili e al concetto di punti azione) per consentire di pianificare ai giocatori più appassionati.
La variante aste, infine, elimina buona parte del fattore alea e nel complesso il gioco, rivisitato con l'ottima attuale componentistica, si propone senza difficoltà come adatto alla maggior parte delle tavole.
E voi che ne pensate? Ha retto effettivamente bene al passaggio del tempo come penso io?


Si ringrazia l'editore per la copia di review concessaci.
Il gioco è disponibile nel negozio online Egyp.it.

3 commenti:

  1. nel mirino da quando é stato ristampato dalla supermeeple. Sapete se c'é speranza di vedere anche una ristampa di Java?

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  2. Tiene botta bene il tikal :)

    e ti dirò, a me i materiali della vecchia edizione non dispiacevano, anzi.
    Assolutamente non superlativi ma funzionali e carini.insomma tutta sta plasticanza è superflua (e costosa) :)

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    1. La nuova edizione è stata l'occasione per riprendere un mano un titolo come questo e devo dire che la plasticanza (ma anche i mini meeple ...) il suo effetto scenico lo fa tutto. In tempi nei quali si fa fatica a trovare giochi che meritano di rimanere nella raccolta personale ed a farsi rigiocare più e più volte, la riedizione mi ha aiutato sia a riscoprire questo classico, che ad apprezzare, anche dal punto di vista tattile, il tutto. Aggiungici che il predecessore non lo possedevo ed ecco il perché , forse, non sono nostalgico della vecchia edizione :)

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