venerdì 14 luglio 2017

[nonsolograndi] Manolesta

scritto da
simarillon (Davide)

Ci sono giochi che ti regalano la prima idea di recensione soltanto sentendo le spiegazione. Così è stato per Manolesta gioco di Gianluca Daffi (psicologo che collabora con lo SPAEE, Servizio di Psicologia dell’Apprendimento in Età Evolutiva tra le altre attività) pubblicato da Erickson (eh sì, un nuovo esordio oggi a nonsolograndi). È il classico gioco di velocità, in cui i piccoli giocatori sono competitivi quasi come (se non più) degli adulti.

Si può giocare da due a sei giocatori, in partite di quindici minuti circa iniziando a giocare dai cinque anni.


I MATERIALI 
Nel gioco si possono trovare:
  • un mazzo di sessanta Carte Numeri con i valori da 1 a 3;
  • un mazzo di sessanta Carte Gesti con indicati tre gesti da fare con le mani;
  • trenta pepite.
La scatola è forse un po' sovradimensionata rispetto al materiale, con le carte sicuramente di buona qualità. Mentre davvero azzeccata la grafica, che ha uno stile fumettoso, ma con una buona personalità.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Distribuite le carte facendo in modo che ogni giocatore abbia lo stesso numero di carte «Gesti» e di carte «Numeri». Dividete equamente le pepite tra tutti.

Si gioca a coppie: due giocatori, in contemporanea, rivelano una carta gesti e una carta numeri.
Per il gesto da effettuare si segue la logica descritta: se le due carte gesti dei due giocatori che si stanno sfidando rappresentano lo stesso gesto, si eseguirà il gesto rappresentato sulle carte; se le carte dei due giocatori sono diverse, si eseguirà il gesto non rappresentato sulle carte.

Per quante volte il gesto deve essere effettuato si segue la logica descritta: se le due carte numeri dei due giocatori sono dello stesso colore, si dovranno sommare i numeri presenti sulle carte; se le carte dei due giocatori sono di colori diversi, si dovrà sottrarre il numero minore dal numero maggiore. Nel caso in cui il risultato sia zero, bisognerà gridare «Manolesta» e non eseguire i gesti.


Il giocatore che per primo esegue il gesto corretto nel numero corretto di volte (o, nel caso dello zero, che urla «Manolesta» per primo) ottiene una pepita dal suo avversario. Vince chi avrà sottratto tutte le pepite al(ai) suo(i) avversario(i) o chi – terminate le carte del mazzo – avrà più pepite.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
 
Al Salone del Libro di Torino, per puro caso, iscrivo mio figlio a un laboratorio e… sorpresa: era un
laboratorio che insegnava a giocare!

Non conoscevo Erickson, o meglio consocevo la casa editrice Erickson, ma non sapevo che si occupasse anche di giochi educativi, però appena ho visto i loro giochi mi sono detto che non poteva non entrare in nonsolograndi vista la tipologia di catalogo proposto!

Il gioco per alcuni versi mi ha ricordato Fantascatti dal momento che uno dei suoi twist, è il fatto che oltre al colpo d’occhio, sempre necessario, serva anche una rapida associazione mentale deduttiva e privativa: infatti si deve scegliere se fare un gesto o perché presente due volte o perché non presente e, allo stesso tempo il numero di volte che il gesto deve essere eseguito viene determinato dal colore delle carte, decidendo se sommare o sottrarre i due valori. Ci sono quindi delle associazioni mentali che devono essere fatte rapidamente e che non sono (per i più piccoli ovviamente) banalissime.

Altra cosa interessante è che le sfide avvengono a due a due con i giocatori in cerchio: questo, pur creando un po' di downtime se si gioca in molti, elimina invece il giocatore più bravo di tutti che sarebbe stato sempre lui ad effettuare il gesto corretto. Piccolo ulteriore suggerimento: dopo il primo giro rimescolate le posizioni del cerchio, così che tutti si possano sfidare con tutti.

La scatola indica un 5+, target assolutamente perfetto per iniziare a divertirsi con questo gioco.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO  
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e che Il gioco è l'occupazione più seria del bambino; da Albert Brie.

Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bimbi – e adulti – che lo hanno giocato) ha imparato giocando a Manolesta:
  • nel gioco è necessario gestire la tensione che si genera tra la girata di una carta e un’altra e
    allo stesso tempo e necessaria una velocità di elaborazione mentale, come velocità di reazione agli stimoli;
  • l’aggregare le informazioni per la soluzione di un quesito, visto che ci sono da comporre due informazioni prima di decidere il gesto da fare e quante volte farlo;
  • la gestione delle eccezioni, il fatto che la somma dia zero e si debba dire “manolesta” crea una ulteriore strada per risolvere le carte presenti sul tavolo;
  • per i bambini nei primi anni di scuola a calcolare, rapidamente, a mente;
  • l'inibizione alla risposta, la capacità di non mettere in atto la prima risposta che, impulsivamente, si tenderebbe a dare.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco è dedicato soprattutto ai piccoli giocatori ed esaurirà il suo appeal con il crescere dei fruitori, anche se una partita fra adulti, ogni tanto, vi farà vedere come il nostro cervello possa essere più lento di quanto ci immaginiamo.


PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA 
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Un buon motivo per giocare con mamma? Questo è un ottimo gioco per sdoganare  le scatole dei giochi in casa e poi è divertente sfidare sia mamma sia papà sia soprattutto vedere chi vincerà la sfida tra mamma e papà. E poi vediamo quanto sarà veloce mamma a imparare a gesticolare… mmm… volevo scrivere a giocare :D

3 commenti:

  1. Scusa, ma non mi è chiaro questo passaggio: "...se le carte gesti dei due giocatori che si stanno sfidando rappresentano lo stesso gesto, si eseguirà il gesto rappresentato sulle carte, se le carte dei due giocatori sono diverse, si eseguirà il gesto."
    Non capisco. Nel primo caso si esegue il gesto illustrato nelle due carte, e nel secondo il gesto... quale?

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  2. i gesti sono tre, i giocatori due, quindi si farà o il gesto in comune sulle carte, oppure l'unico gesto non rappresentato sulle carte dei due giocatori.

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  3. ah ok! ho visto che hai corretto. Grazie

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