[Giochi da ombrellone] Vampire Queen

scritto da Bernapapà

Eccoci anche oggi a presentarvi un simpaticissimo Gioco da ombrellone: Vampire Queen, del mitico Wolfgang Kramer (vi dice niente El Grande?), edito dalla Schmidt Spiele, uscito lo scorso anno (in realtà riedizione di un vecchio gioco del lontanissimo '96). 
Trattasi di gioco di carte per pubblico numeroso (3-12) e vasto (8+), senza alcun testo nel gioco, che ci terrà impegnati per una mezz'oretta.
Come spesso accade in questi tipi di giochi, l'ambientazione è un mero pretesto: in teoria saremmo dei vampiri che devono riuscire a rientrare nella propria tomba prima del sorgere del sole, prestando attenzione alla comparsa dei cacciatori di vampiri che vorranno ostacolarci nel nostro obiettivo.
Il twist del gioco si riassume in questo modo: bisogna sbarazzarci delle carte il prima possibile, perché alla fine della mano si avranno punti negativi per le carte che ancora si possiedono.
In questo tipo di giochi la differenza la fa proprio la meccanica di gioco della mano, che, pur non ideando qualcosa di estremamente innovativo (richiama un po' The Great Dalmuti), rimane comunque godibile, leggero e divertente, soprattutto sei si è in tanti giocatori (fino a 12!).

I materiali e le regole

Nella scatolina, delle dimensioni tipiche dei giochi di carte, troviamo un mazzo da 110 carte, comprensivo di 104 carte vampiro (con valori da 1 a 13, ripetute 8 volte), 4 carte Vampire Queen (da usare come jolly, di valore 14) e 2 carte cacciatori di vampiri (con valori 15 e 20), che sono carte double-face. 
Le carte vampiro con lo stesso numero hanno anche lo stesso colore e lo stesso disegno.
La qualità dei materiali è standard: i disegni sono molto belli ed evocativi: Bonus per il regolamento in italiano incluso nella confezione, come spesso accade per i giochi della Schmidt. Se lo portate al mare, forse le bustine protettive sarebbero d'uopo.
Obiettivo del gioco: liberarsi al più presto delle proprie carte.
Le regole del gioco sono presto dette: il mazziere riceve la carta del cacciatore di vampiri da 15, mentre il suo vicino (in senso orario) riceve quella da 20.
Vengono quindi mischiate tutte le altre carte e ne viene distribuito un numero uguale a tutti i giocatori, che dipende dal numero di partecipanti (se si gioca in pochi avanzeranno un po' di carte). Il gioco si sviluppa in 5 mani.
Ad ogni mano il mazziere parte giocando un numero di carte vampiro desiderato, purché abbiano tutte lo stesso valore (le Vampire Queen assumono il valore delle altre carte giocate), oppure gioca una carta cacciatore di vampiri. 
Se ha giocato carte vampiro, a turno gli altri giocatori rispondono, se possono e vogliono, con lo stesso numero di carte, ma di valore superiore
Terminato il giro, si verifica se qualcuno è rimasto senza carte. In tal caso la mano è finita ed ognuno paga come punti negativi la somma dei valori delle carte che ancora possiede, considerando che i cacciatori di vampiri e le Vampire Queen sommano i propri valori.
Se la mano non è finita, parte a giocare chi aveva giocato le carte di valore più alto.
Se invece viene giocata una carta cacciatore di vampiri, tutti sono obbligati, a turno, a rispondere con una carta: che avrà giocato la carta di valore maggiore, prenderà tutte le carte giocate in mano e potrà partire con un nuovo giro (se nessuno ha terminato le carte), ma non un giro di cacciatore di vampiri. A parità di valore, prenderà le carte quello che ha giocato per ultimo.
Fra una mano e l'altra, chi possedeva le carte cacciatore di vampiri le conserva per la mano successiva. Chi possiede il cacciatore di valore 20 diventa il primo giocatore della mano successiva.
Alla fine della quinta mano, chi ha ottenuto meno punti negativi sarà il vincitore.

Le impressioni

Come avrete capito dalle regole, il gioco è estremamente semplice, ma anche molto tattico
Ci può giocare chiunque e, malgrado il numero elevato di giocatori, il gioco rimane comunque molto rapido. Richiama un poco il Grande Dalmuti, ma la presenza di tutte le carte di tutti i numeri (che diventano randomicamente di meno se si gioca in pochi), rende le tattiche di gioco abbastanza differenti.
Nel Grande Dalmuti si tende ad accaparrarsi le carte più prestigiose (ossia quelle con il valore numerico più piccolo), per poter poi ripartire liberandosi delle carte più alte, solitamente più numerose, che spesso non permettono alcuna risposta da parte dei giocatori.
In questo gioco, invece, le carte di valore basso servono soprattutto per rispondere al giro di caccia vampiri, ma non è un problema avere carte di valore alto, perché si riuscirà a liberarsene senza problemi.
Le carte di valore basso, invece, se non giocate nel giro del cacciatore, rimangono sovente in mano, anche se arrecano poco danno dal punto di vista dei punti persi.
Il vero problema è giocarsi in maniera molto oculata la mano del cacciatore di vampiri: se la si possiede all'inizio del gioco o poco dopo, risulta una carta molto forte per inguaiare gli avversari, ma se ti arriva verso la fine della mano, be', sarà molto probabile pagare un pegno parecchio salato e l'unico modo di evitare la sciagura è avere una carta di valore inferiore a quelle che saranno giocate dagli avversari.
Insomma, un gioco adatto a tutti, leggero, frizzante e non completamente dominato dalla dea bendata: un buono compagno di viaggio per le vacanze in corso.

Ah, dimenticavo: Buon Ferragosto a tutti!!!

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