mercoledì 2 agosto 2017

[NonsoloGDT] Omegha - il Fumetto di Enzo Troiano

scritto da Simone M.

Drift è un ragazzo coraggioso, sognatore e determinato, per il quale giunge il momento di lasciare le amorevoli cure dei nonni e un'oasi lussureggiante (l'ultima, forse, rimasta) ed esplorare quel che resta della nostra Terra.

In un futuro lontano, infatti, il nostro pianeta è assediato da una razza di umanoidi alieni, dalla pelle blu, che hanno come unico obiettivo sterminare gli umani e razziare le ormai esigue risorse che il sottosuolo terrestre ha da offrire.
Drift giunge, in maniera fortunosa, ad Agharta, ultima roccaforte dell’ormai decimata resistenza umana su cui si stanno concentrando gli attacchi del nemico, accolto da Guebesk il carismatico capo della comunità.

Drift si integra immediatamente: inizia a collaborare attivamente alla controffensiva ribelle e alla creazione di un equipaggiamento evoluto per respingere gli invasori.
Dall'inaspettata amicizia fra Drift e Omegha, l’unico prigioniero alieno catturato dagli uomini di Guebesk, nascerà la migliore opportunità di salvezza per la razza umana ancora ben lontana dall'essere spazzata via. Un mondo devastato e quasi desertificato farà da sfondo a una disperata ed epica battaglia per la sopravvivenza, una battaglia che pare avere un esito scontato.

I – Il Fumetto di Enzo Troiano

Piacevolissima lettura estiva uscita la scorsa Lucca C&G, l’opera di Enzo Troiano (Harcadya, Engaso 0.220, Gulliver) per Giochi Uniti (che ringrazio per l'albo) è il primo “frammento” del più vasto progetto Omegha, ovvero una nuova sfida editoriale per GU che parte da un fumetto per creare un'esperienza ludica completa e crossmediale.
Omegha – il Fumetto costituisce infatti l’ambientazione di riferimento per il gioco sviluppato da Stefano Castelli (Bomarzo) e Diego Cerreti (Godz) di cui, in questi mesi, è trapelato pochissimo e che prevede, a quanto pare, la creazione di un vero e proprio "sistema di gioco" su cui basare una serie di uscite relative alla linea “Omegha”.
La storia è un mix tra fantascienza e fantasy incastonati in un immaginario vintage e retrò che si ispira, per stessa ammissione dell’autore, a capolavori come Nausicaa della Valle del Vento di Miyazaki. Le tavole del maestro Troiano sono morbide, colorate a mano e con pochi interventi digitali (per maggiori dettagli tecnici vi lascio alla bellissima intervista rilasciata su fumettodautore.com qui). Lo stile di colorazione e realizzazione ricorda un po' quello di Glenn Fabry o Simon Bisley. Le figure femminili sono sinuose e burrose e rimandano a un certo immaginario molto caro alla scuola del fumetto italiano (Manara su tutti). I fisici maschili sono esagerati, deformati e possenti. La trama è epica e si dipana attraverso una serie di cliché e icone di genere: il fallimento della tecnologia, l'umanità del futuro in crisi che riscopre la forza nell'unità d'intenti, l'amicizia e la diversità, lo sfruttamento delle risorse e l'ecologia nonché la guerra e la sua crudeltà. Anche in questo caso l'affinità con Miyazaki è piuttosto accentuata e palese.

Le immagini sono potenti ed ogni tavola colpisce il lettore. I dettagli sono sempre pertinenti, anche se le immagini corali a volte disorientano per la ricchezza e per l'effetto della colorazione pastello. Chiudendo con qualche dettaglio tecnico ci troviamo fra le mani un brossurato (grande formato) di 60 pagine a colori ben confezionato e prezioso, con copertina cartonata realizzata sempre dallo stesso Troiano. 
Un fumetto d'autore con la "A" maiuscola, per intenditori.
Questo volume mette moltissima carne al fuoco, offre parecchi spunti e il finale aperto lascia presagire ulteriori sviluppi.

II – Il progetto Omegha: quattro chiacchiere con Diego Cerreti

Tornando a piè pari a un argomento a noi più congeniale, il gioco da tavolo, ho rivolto un paio di domande a uno dei due autori del GDT.
Cerchiamo di "estorcergli" qualche curiosità in più.

1) Ciao Diego, innanzitutto grazie per la disponibilità e benvenuto sulle pagine di GSNT.
Le notizie trapelate, su Omegha – il Gioco da Tavolo sono pochissime, quasi delle indiscrezioni. Un gioco tratto da un fumetto d’autore è, indubbiamente, un progetto intrigante e una bella sfida editoriale: ci puoi dare qualche accenno su com’è nata l’idea di trasposizione in GDT e cosa ti è piaciuto di più di “Omegha”?
Ovviamente, quando l'edizione dell'albo è finita in mano a Giochi Uniti, il passo dalla carta alle carte è stato quasi inevitabile. Se ne sarebbe potuto realizzare un gioco di ruolo, generalmente più idoneo allo stile narrativo, ma c'era la volontà di farne un prodotto più fruibile e più fisico, con la possibilità di coinvolgere più immediatamente sia i lettori dell'opera del maestro Troiano, sia i curiosi del gioco in sé. Stefano era già in contatto con Giochi Uniti e quando ha sentito puzza di lavoro sporco mi ha chiamato: "Sei stato tu?". Forse, forse sì, ma l'importante è che a quel punto ero dentro. Abbiamo percepito gli spunti di Troiano, insieme ai suoi omaggi alla cultura fumettistica internazionale, come un terreno fertile per una grande varietà di esperienze ludiche, e ci siamo messi sotto.

2) Gioconomicon, lo scorso 18 luglio, aveva iniziato a darci qualche dritta sul titolo: un cooperativo in cui i giocatori guidano un gruppo di ribelli contro gli alieni invasori. Senza troppi spoiler… hai qualche “ghiotta” anticipazione in più sul sistema di gioco?
Stefano ha tirato fuori dalla sua borsa delle idee di Mary Poppins una meccanica per il combattimento tanto originale quanto semplice (perché "Pew-pew Ka-boom" ci piace sempre), l'abbiamo inserita in un sistema familiare ai giocatori di videogiochi come Faster Than Light e immersa completamente nelle pagine di Omegha.
Abbiamo cercato di tenere la stessa linea del fumetto: un mix di novità in salsa retrò. Anche per questo la scelta di un collaborativo (con l'asterisco), l'idea di una campagna composta da missioni con conseguenze nelle missioni successive o la possibilità d'intavolare partite singole in scenari differenti. Sempre dai videogiochi invece abbiamo importato la possibilità di giocare sia la campagna che le singole missioni a difficoltà diverse.
Siamo quindi molto lontani dal solito Monopoly su licenza. Omegha: il Gioco, davvero. Anche perché Monopoly non ce lo hanno lasciato fare.


3) Quanto la storia illustrata da Enzo Troiano (che curerà anche le illustrazioni del GDT) ha influito sullo sviluppo, ad esempio, delle meccaniche sviluppate insieme a Stefano Castelli?
Il fumetto, forse il primo di una serie, pizzica diverse corde della fantasia creativa. Avevamo a disposizione avventure personali, battaglie, interessi, sentimenti, valori sociali e chi più ne ha più ne metta; Troiano ha disseminato quelle pagine di spunti. Tanto o troppo, ne sarebbe potuto uscire un wargame come un gioco di carte collezionabili, noi abbiamo scelto un certo punto di vista in cui calare i giocatori e farli muovere tra gli avvenimenti di Omegha.
Dall'ossatura iniziale sono state fatte diverse modifiche per cercare di caratterizzare i personaggi e il mondo di gioco stesso e, pur non essendo affatto necessario conoscere il fumetto per godere del gioco, per i lettori il gusto di ritrovare quei temi nelle proprie avventure si fa sentire come un critico a segno.

4) Quando potremmo vederlo apparecchiato sul tavolo?
Tu puoi darci qualche informazione in più?
Al momento girano diversi prototipi in costante evoluzione, uno è finito persino sotto le mani del buon Chiarvesio che ci ha fatto dono di perle d'infinita saggezza o, come le chiamiamo noi: "certo che ci avevamo pensato, dobbiamo solo aggiornare il prototipo". Ma è probabile che le prime scatole si vedranno sui tavoli dello Spiel 2017, in quel di Essen, dove a dispetto della nazionalità del fumetto si proporrà il gioco come prodotto editoriale crossmediale interamente realizzato in casa di una Giochi Uniti attivissima.
Per quanto riguarda il suolo nazionale la data più probabile è quella de "Le cinque giornate di Lucca" (alle quali probabilmente verrà dedicata una targa al sacrificio), luogo ideale per l'incontro tra gioco e fumetto. Lì avremo certamente diversi incontri con tutta la squadra per parlare ampiamente del progetto.

5) Domanda di rito: progetti futuri legati ad Omegha e non?
Mentre lavoravamo a Omegha: il Gioco ci siamo resi conto delle potenzialità del sistema di gioco, che potrebbe permettere un ampliamento di Omegha così come la creazione di una serie di nuovi prodotti in grado di coprire le diverse preferenze del pubblico tanto quanto le diverse esigenze editoriali, non è escluso perciò che il progetto non si esaurisca con Omegha.
Per quanto riguarda Stefano Castelli farei prima a dirvi cosa non farà che a elencarvi i suoi attuali progetti, quindi non vi dirò altro che "occhio ai vostri scaffali", potreste ritrovarvi in casa più Castelli che foto del vostro partner.
Per il sottoscritto invece ci sono un po' di progetti che vanno dal party al gioco più fico dell'universo in espansione, ma si parla di date ancora da definirsi e potrebbe trattarsi di roba che uscirà persino dopo la fine del Trono di Spade, quindi non so se avrà senso portarli a termine.
PS: Scusate, l'editore ha detto di sì, quindi probabilmente verranno prodotti comunque.

Se volete approfondire la conoscenza di Enzo Troiano
vi consiglio anche queste due interviste (link1 e link2)

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