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[nonsolograndi] Hiboufou

scritto da
Simarillon (Davide)

Ancora Djeco, ancora un gioco di carte, questa volta però la scatola raddoppia le sue dimensioni e si fa notare… un po’ di più. Ideatore Jean-Jacques Derghezarian, illustratore Christian Montenegro. Si può giocare da 2 a 5 persone in partite di una quindicina di minuti circa. Può entrare a far parte della vostra ludoteca? Se vi piacciono i giochi di carte e volete un qualcosa di davvero colorato… continuate a leggere.


I MATERIALI
La scatola contiene sessanta carte, tutte con raffigurati degli psichedelici gufi in due colori. I gufi combinano fra di loro diversi colori e sono anche riusciti a far innamorare mia figlia con l’accoppiata rosa-viola.

Le illustrazioni delle carte sono buone, con colori molto accesi che donano questo effetto particolare a fissarle. Le carte in sé, come nella norma Djeco, sono forse un po’ leggerine, pensando ai fruitori e/o all’uso spinto che se ne può fare. Nel complesso, comunque, materiali ampiamente nella norma.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Gufi psichedelici
Scopo del gioco è quello di accumulare il maggior numero di carte.
Per iniziate vengono distribuite tre carte ad ogni giocatore e una al centro del tavolo.
Il piazzamento è molto semplice: ogni carta per essere messa giù deve avere almeno un colore in comune con la(e) carta(e) adiacente(i). Quando sul tavolo sono state collocate due carte a fianco di quella iniziale, il perimetro del gioco è completo.
I giocatori al proprio turno devono cercare di collocare le tre carte in loro possesso sulle tre pile del perimetro di gioco, con la semplice regola esposta prima: qualora vi riesca, il giocatore prende l’ultima pila su cui ha posizionato la propria carta e la mette da parte come carte conquistate; se non riesce a piazzare tutte le tre carte, invece, il giocatore pescherà carte a re-integrare a tre la propria mano; se il giocaotre non è riuscito a giocare alcuna carta, ne prenderà una dal mazzo di pesca.

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
L’ultimo gioco di Djeco recensito mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, era quindi necessario trovare un nuovo titolo per far tornare il buon sapore e con Hiboufou ci si è riusciti alla grande.
Il gioco è, come tutti i giochi di carte, soggetto alla fortuna della carta giusta nel momento giusto, ma è un gioco che se non ci si mette la testa non si vince; si può anche provare una sorta di strategia conservando una o più delle proprie carte, sperando nel turno successivo di piazzarle tutte. L’unica cosa che non mi piace del gioco è la possibilità di mettere tutte e tre le carte nella stessa posizione: avrei evitato di dare questa possibilità, cosicché i giocatori non potessero recuperarsi tutte e tre le carte giocate e, contemporaneamente, si facessero accrescere gli altri mazzi.

Se si vuole semplificare un pochetto il gioco si può fare in modo che ogni volta che un mazzo viene prelevato si svincolino le posizioni, in modo che la posizione centrale non rallenti troppo il flusso di gioco.
rulez
Se invece volete rendere il gioco un po’ più difficile si possono dare quattro carte a giocatore e, eventualmente, determinare quattro e non tre posizioni, peccato solo che così le carte siano un po’ poche rispetto all’esperienza di gioco.

Il gioco è un 8+, direi soprattutto perché è un gioco in cui si deve pensare e se non si rimane concentrati sul gioco stesso non si vince. Una sera il mio play-tester preferito mi ha detto: “Papà, questa sera non giochiamo a Hiboufou: è bello, ma bisogna calcolare troppo”. Questo penso possa rendere bene il rapporto tra piccoli giocatori e gioco; nel complesso Hiboufou è un bel gioco con cui intrattenere, se vi fa piacere, anche grandi un po’ meno avvezzi al gioco e dare un’alternativa ai soliti giochi di carte. 

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino. Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Hiboufou:
  • gestione della mano;
  • capacità di astrazione per provare a giocare le carte a mente prima di metterle effettivamente in gioco;
  • gestione della giocata per ottimizzare il proprio risultato (le tre carte di cui prima, che Lorenzo gioca sempre quando ce le ha, sono l’esempio più lampante).

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 8-99 age. Il gioco si presta bene ad essere giocato sia da bambini sia da un pubblico un pochino più adulto: il tema della sfida non sarà troppo complicato per (alcuni) adulti, ma è comunque piacevole da giocare e pone difronte a piccole scelte di ottimizzazione/rischio ad ogni proprio turno.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Perché tutti insieme si potrà gufare la pescata degli avversari e perché mamma (almeno la nostra) questo gioco non lo vuole capire e quindi l’allenamento sul campo non può farle che bene :D

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