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[nonsolograndi] Squelettos

scritto da
Simarillon (Davide)

Ancora Djeco, ancora un gioco di carte, con il suo formato particolare, di cui ho parlato già in questi articoli (Happy FamilyBataflashPiou PiouGorillaPipoloBatameuh), oggi è invece il turno di Squelettos. Ideatore Yann Dupont, illustratore Steve Simpson. Si può giocare da 2 a 5 persone in partite di una durata davvero impronosticabile, da pochissimi minuti a un massimo di una decina di minuti (anche se è altamente improbabile).


I MATERIALI
Eccoci ad elencare il contenuto della scatola, che sarà presto fatto:
  • Trentatré carte suddivise con i numeri da 2 a 12 in sei differenti colori (dorso grigio), tre famiglie con i numeri dispari e tre famiglie con i numeri pari;
  • Sei carte con valore 1 in tre differenti colori (dorso bianco).
Ripeto quanto scritto in precedenza in uno degli articoli sopra citati: “Difficile giudicare i materiali quando questi sono un semplice mazzo di carte, ma per non deludervi ci provo lo stesso. Le carte sono forse un po’ troppo leggerine (e soprattutto non sono plastificate): se si pensa che i fruitori sono dei bambini tenderanno probabilmente a rovinarsi piuttosto (troppo?) in fretta. La confezione, invece, è molto riuscita, essendo un bel cartonato spesso e plastificato: un piccolo punto di demerito per il fatto che non sia prevista una chiusura e possa quindi aprirsi inavvertitamente facendo scivolare via le carte dappertutto.”
Le illustrazioni delle carte sono la parte migliore del gioco: sono perfettamente riuscite, sono simpatiche, molto caratterizzate e strappano più di un sorriso. Diciamo nel complesso materiali promossi, senza lode e senza infamia.

IL GIOCO... OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Scopo del gioco è quello di realizzare sequenze numeriche ordinate il più lunghe possibile. Prima di iniziare la partita viene assegnata la famiglia (le carte di valore 1) ad ogni giocatore. Al proprio turno il giocatore girerà carte sino a quando decide di fermarsi oppure si trovano sul tavolo di gioco due carte dello stesso colore oppure quando pescherà una carta di valore 12. Nel primo caso, quando si ferma, sceglierà in tavola la carta da recuperare, nel secondo caso finirà il turno senza recuperare nessuna carta e, da ultimo, nel terzo caso finirà proprio di giocare. Quando tutti i giocatori hanno un 12 a chiudere la propria catena si contano i punti:
  • -1 per ogni carta che interrompe la serie;
  • +1 per ogni carta della serie;
  • +1 per ogni carta che segue direttamente la precedente numericamente;
  • +1 per ogni carta della serie che include un personaggio della sua famiglia (stesso colore).

CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Il gioco è un push-your-luck, che risente, a mio giudizio, di un evidente difetto di progettazione. L’uscita della carta 12, di qualsiasi tipo, blocca immediatamente la partita del giocatore; se, quindi, un giocatore pesca subito la carta con il valore 12 la sua partita sarà finita dopo un secondo e avrà fatto un piccolissimo punto. È vero che il gioco è molto veloce, quindi non ci sarà troppo tempo per annoiarsi, ma è altrettanto vero che può essere frustante giocare per pochi secondi… e magari per più manche di fila assommando pochi minuti. Personalmente ho provato questi due accorgimenti: dividere il mazzo in due e posizionare i dodici solo nella seconda età del mazzo, oppure vincolare la fine del gioco alla pescata del 12 della propria famiglia-colore. Soprattutto con questa seconda variante il gioco diventa un po’ più piacevole e divertente.
Anche il fatto che il giocatore, pescate due carte dello stesso colore-famiglia, termini di giocare, senza prendere almeno una delle due carte, mi sembra un difetto di design del gioco: se, infatti, si obbligassero i giocatori a prelevare una delle due carte si innescherebbero meccanismi più interessanti sulla valutazione di quale carta prendere e quale eliminare dal gioco, magari guardando anche come giocano gli avversari.

Il piccolo twist del gioco sta nel vedere se forzare la pescata in base sia a quanto già presente nella
propria sequenza in tavola sia in base al colore che raddoppia i punti in caso di sequenza corretta; questo mette di fronte i piccoli giocatori a scelte minimali di quanto si può osare e quando invece è meglio fermarsi, quasi una sorta di sette e mezzo con gli scheletri, sotto questo punto di vista.
Il gioco nel complesso, con il suo regolamento, non mi ha convinto per nulla, ma con le house rules introdotte mi sembra poter funzionare decisamente meglio (devo proporle alla Djeco?). Se vi dovesse casualmente capitare fra le mani vi consiglio caldamente di applicarle, per rendere l’esperienza di gioco un po’ più appagante.

Il gioco è un 7+, forse per l’idea di sequenza e per i numeri presenti sulle carte, ma direi che, con i piccoli giocatori di oggi e le loro conoscenze, questo è sicuramente un 6+ e, se volete osare, un 5+ dal momento che all’atto pratico non si fa altro che girare delle carte.


COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che "ogni delusione, che viene evitata, intensifica quelle inevitabili" (Michael Rumpf).
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo ha imparato giocando a Squelettos:
  • non c’è limite alla sfiga;
  • anche con un tema antipatico come gli scheletri si possono fare disegni molto simpatici;
  • qualche volta un gioco può deludere le aspettative di chi lo gioca.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Sulla scatola compare un eloquente 7-99 age. Il gioco si presta bene ad essere giocato sin da bambini, così come non è un gioco che una volta adulti non si gioca più, dal momento che una partita sotto l’ombrellone la si può sempre fare... con le regole aggiustate dai grandi!

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.

Il motivo principale è che mamma ha trovato il gioco giocabile già con il regolamento base e l’ha giudicato migliore di quanto non abbia fatto papà e poi perché giocare con gli scheletri (no, non quelli negli armadi) è divertente per tutti.

Si ringrazia l'editore per la copia di review concessa.

6 commenti:

  1. Io ho anche Diamoniak, devo dire bello. Questo non m'attira.

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  2. Diamoniak non lo conosco ... ma la scatola rosa difficilmente (per ora) entrerà a casa nostra.
    Della serie, per quelli che conosco io, il mio preferito (e di molto) è Piou Piou.
    Con la scatola che raddoppia molto bello Hiboufou di cui presto pubblicherò la recensione.

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  3. Diamoniak è il gemellO di Piratatak (che a noi è piaciuto).
    Squelettos preso per i disegni e anche noi abbiamo "aggiustato" il 12.

    Altra cosa che si impara: se non va si aggiusta. 😝

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  4. Non ho capito questo gioco..

    "Nel primo caso, quando si ferma, sceglierà in tavola la carta da recuperare".
    Ma questa carta recuperata che fine fa?

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    1. la si mette sul tavolo ad iniziare/proseguire la propria sequenza

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  5. Ci abbiamo messo un po' anche noi a decifrare le regole del gioco! Però non è necessario aggiustare le regole, basta averle capite (ammetto che dal libretto non si capiva granchè). Quando si pesca un 12 non si è obbligati ad aggiungerlo al proprio mazzetto coperto. Sta al giocatore decidere se terminare la partita quando trova un 12, e magari avendo anche un 11 e trovando un 12 della propria famiglia finisce prima degli altri pur di totalizzare quei 2 punti in più (consecutivi e famiglia) e allora si dovrà aspettare che anche gli altri raccolgano dal tavolo altri 12. Se vi interessa abbiamo fatto un tutorial https://youtu.be/VtB7d5b5niw

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