recensione

[Recensione] Ali Baba

scritto da Fabio (Pinco11)

A volte trovi dei giochi che ti stupiscono. Un po' come qualche film che andavi una volta a vedere al cinema d'estate (quando più della metà dei cinema erano chiusi e davano solo cose che erano 'avanzate' dell'annata passata) entrando senza saperne nulla e quindi con aspettative zero e uscendo contento.
Con Ali Baba, di Martino Chiacchiera e Remo Conzadori, edito dalla White Goblin Games (per 2-4 giocatori, età 8+, indipendente dalla lingua) è accaduto proprio così, anche perché praticamente il gioco mi è arrivato prima che ne fosse pubblicizzata l'uscita.
Di che si tratta?
Filler per famiglie, a base di collezione set, facile e veloce, nonché, soprattutto, divertente :)


COME SI GIOCA IN POCHE PAROLE

Abbiamo a disposizione, nella scatola, 60 tessere quadrate (dimensione tipo Carcassonne), su ciascuna delle quali è raffigurato uno dei 10 tipi di tesoro, illustrato con uno sfondo di uno dei sei colori.
Con esse (ne avanza qualcuna ...) si costruisce una classica piramide, rimanendo coperte tutte le tessere, tranne le quattro della punta.
Il gioco prevede semplicemente che il giocatore a cui sta non faccia altro che prelevare una delle tessere visibili, rivelare le eventuali tessere che quella presa ha appena 'liberato' e applicare l'effetto che il colore di sfondo della tessera permette di ottenere.
Gli effetti (sei) sono semplici e concedono punti (5 fissi oppure due per ogni tessera liberata o per ogni tesoro di quel tipo posseduto), tessere extra (una adiacente o una presa da un avversario) o di bloccare il prelievo di certe tessere.
La partita ha termine un giro dopo che tutte le tessere sono state liberate divenendo visibili e, in quel momento, ai punti già guadagnati si sommano quelli dati dalle tessere ottenute, che assumono valori crescenti a seconda del numero di tesori dello stesso tipo che si possiedono (es. 1 tesoro 1 punto, 2 tesori dello stesso tipo 3 punti, 3 danno 6 punti, e così via).

COME GIRA

Ali Baba è il classico gioco facile facile che a vederlo e sentirtelo spiegare (ci si mette un minuto d'orologio, facciamo tre o quattro se volete anche fare utili esempi) rimani perplesso e poi a giocarlo ti stupisce.
Le regole stanno in una pagina (la seconda facciata del regolamento serve solo per esempi e varianti), sono facili da memorizzare (ci vuole qualche giro per ricordare un paio dei sei effetti distinguendoli bene tra loro) e si palesano come facili da capire anche per eventuali bambini al tavolo, per cui il target è chiaramente quello familiare.
A livello pratico le scelte che si hanno a disposizione ad ogni giro sono in genere poche: a inizio partita sono giusto quattro le tessere visibili e nel corso di essa a volte il gioco si svolge facendole aumentare sino a una decina e altre magari ti trovi con una scelta obbligata (probabilmente perché gli avversari ti hanno bloccato le altre opzioni). Il tempo di riflessione è quindi in genere ridotto (salvo momenti in cui si devono compiere le scelte sul finale) e ci siamo trovati spesso stupiti da come, partendo da qualcosa di così facile, fossimo poi tutti presissimi a lottare per il punto in più.

Come avrete probabilmente intuito sono le azioni speciali che ogni sfondo attiva a donare al gioco il tot  di interesse necessario per premiare lo sforzo di chi voglia giocarlo impegnandosi e per aiutare chi riflette a scavare il classico solco rispetto a chi si limita a raccogliere set di cose uguali.
All'inizio quello che si vede è la tattica dell'uovo oggi, ossia tutti prelevano tessere senza tenere troppo in conto del tipo di set che si collezionano, guardando solo ai punti immediati che concedono (quelle rosse danno 5 punti, per cui spesso c'è la corsa a prenderle ...). Poi, appena uno capisce che il lungo termine può premiare di più, ecco che tutti si buttano sulla gallina domani, prendendo a collezionare set senza pensare ad altro e poi, finalmente, si vede la luce, capendo che forse ci sono delle vie di mezzo e che anche contare le tessere aiuta.
Ci sono delle piccole combo da fare: niente di clamoroso, è chiaro, ma tutto sta nel capire per bene i meccanismi delle singole azioni bonus (al di là di quella dei 5 punti immediati, che capisci subito ...) e con due o tre partite sulle spalle si intuisce che l'ideale per un set è raccogliere la marrone verso la fine, perché grazie ad essa una singola raccolta può portare una decina di punti extra o che, volendo fare le cose di fino, si può studiare un attimo il tabellone, capire che ci sono delle tessere  che prenderanno valore se si attende un giro e allora si può prelevare una tesserina teoricamente poco proficua (gallina domani), ma che al turno dopo aprirà nuovi scenari, bloccando nel frattempo il prelievo, da parte degli altri, di ciò che interessa.
C'è anche, lo avrete capito, dell'interazione, che può divenire pure diretta, grazie alle tessere gialle, che consentono di prelevare una tessera da un avversario (la cattiveria è mitigata dal fatto che ognuno degli avversari può scegliere quale delle proprie tessere offrire per il furto e l'avente diritto decide quale preferisce tra le varie offerte).

Nell'insieme, dunque, abbiamo qualcosa che gira in meno di venti minuti, che offre spunti per riflettere e adatto a tutti.
Direi che gli elementi per attrarre ci sono tutti e che, davvero, è stato una bella sorpresa.

LE VARIANTI

Interessante è che siano proposte anche delle varianti, già sperimentate con piacere. Una è quella per il gioco a due, che si svolge sulla plancia nel retro, utilizzando ovviamente un set ridotto di tessere. Il controllo, come avrete intuito, cresce.
C'è poi la variante che prevede l'eliminazione di un set di tesori all'inizio, in modo tale che tutti i set di tesori siano composti esattamente da sei pezzi (in maniera randomica e senza saperlo, invece, sei pezzi totali sono assenti da ogni partita, dando un elemento di imprevedibilità). Anche qui l'effetto è di un maggiore controllo. Applicata nel gioco a due rende il tutto ancor più controllabile, richiedendo a quel punto anche che i giocatori contino le tessere. In quattro semplicemente ha l'effetto di equilibrare un attimo l'alea.
Infine c'è la variante della lampada di Aladino, che di fatto rende visibili (e prelevabili) i tesori extra piramide. Ottima idea quella di inserirle nel manuale!

QUALCHE CRITICA?

Allora, siccome cerco sempre di essere equilibrato, eccovi anche qualche riflessione su aspetti potenzialmente negativi. Come spesso accade, credo che in gran parte i malus possano essere legati soprattutto a ciò che il giocatore cerca, più che a carenze del titolo stesso.
Sui materiali li valuto come più che adatti allo scopo, visto che risultano solidi, non confondono il colpo d'occhio e danno una buona visione d'insieme sul tavolo, il tutto in un titolo che dovrebbe collocarsi in una fascia di prezzo di poco più alta rispetto ai classici giochi di carte. L'unico aspetto negativo che forse noterete è quello che si deve fare attenzione nel rovesciare le tessere che si scoprono, perché tendono, se non si è delicati, a scivolare (con l'effetto di alterare la piramide). I più piccoli, però, con le loro mani piccole, in genere questi problemi, stavolta, non li hanno ...
Sul gameplay direi che si tratta di un qualcosa di disimpegnato, dove non si può pretendere di avere un controllo su tutto, per cui se siete di quelli che non amano troppo l'alea, allora questa potrebbe non essere la vostra proverbiale cup of tea.
A livello pratico direi che potreste pensare a un Coloretto come logica (per altro i punti concessi per la raccolta set sono gli stessi), ovvero un titolo leggero, nel quale è premiata la riflessione e chi conta le carte, ma che nel contempo mantiene una veste del tutto familiare e regole facili da spiegare.

LE IMPRESSIONI RACCOLTE

Sono riuscito a far provare il gioco già a un drappello di amici e, in ordine sparso, ecco qualche breve feedback che ho raccolto. Nell'insieme è piaciuto, direi, a tutti quelli che non sono ostili alla categoria alla quale appartiene il gioco ...
Pier. L'entusiasta. "Quanto costa e dove lo posso comprare?" È l'ideale per i miei amici più occasionali. Ganzo. Ne facciamo un'altra? In due forse lo preferisco senza la variante, perché diventa un pelo troppo calcoloso per il tipo di gioco che è.
Berna. Bel gioco per famiglie. Me lo lasci?
Carlo. Leggerino. Simpatico. I giochi con poco controllo non sono il mio genere, ma come filler di fine serata a mente spenta è ok :)
Sergio. I filler così non li reggo ... 
Luca. Bello e leggero. Mi sembra ottimo come fillerino, anche per farcene un paio di fila alla volta.
Matty (9 anni). Molto bello. Molto facile.
Judy. Dai, carino: per famiglie ...

CONCLUSIONI

Ali Baba si è rivelato un ottimo filler, validissimo sia per famiglie che per gruppi di giocatori che vogliono spezzare tra un gioco e l'altro. Ha quello che deve avere un titolo di questo tipo, ovvero un gameplay facile, con però i giusti piccoli spunti per premiare chi riflette e stimolare ad applicarcisi un attimo.
Ben calibrato, gira bene e risulta (se non siete ostili a questo genere e livello non elevato di complessità) adatto un poco a tutti, tanto da essere entrato nei fillerini di punta di questo periodo in casa mia.

Ringrazio l'editore e gli autori per la copia di review fattami pervenire.

1 commenti:

  1. Lo comprerò per due motivi: sia perché lo trovo interessante, sia per la mia collezione di giochi a tema "Mille e una Notte".

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