[Essen 2017] Siamo alla settima ...

scritto da Fabio (Pinco11)

Ci si avvicina ad ampie falcate all'appuntamento e la marea di titoli annunciati aumenta. Iniziano anche a pronunziarsi le Sibille Cumane, preannunciando, a seconda dell'inclinazione, i loro vaticini sul futuro imminente.
Alcuni parlano di una valanga di cose giavviste e si lamentano sin d'ora per la mancanza di innovazione. Altri se la godono per l'arrivo di tante cosette che pensano di non poter perdere e fanno i conti con il proprio personalissimo gestionale (cosa compro con i soldi che ho, cosa faccio comprare agli amici e cosa lascio perdere per ora). Altri ancora il portafoglio lo hanno già svuotato con i kickstarter e guardano alla fiera con finto distacco.
Poi, quest'anno, c'è anche, la settimana dopo di Essen, la fiera di Lucca, per cui un poco tutti di aspettano di vedere, pochi giorni dopo della kermesse tedesca, il meglio della fiera sui tavoli toscani ...
Alla fine chi avrà ragione? ... lo scopriremo solo vivendo ... Per ora, comunque, eccomi a parlarvi di un autore che molti attendono, di diverse implementazioni del piazzamento tessere (che quest'anno sembra essere la meccanica più diffusa) e non solo, per il classico minestrone da carrellata mista di giochi ... :)


 QUEEN GAMES

Feld.
Feld.
Feld.
Ok, quando esce un Feld sono attratto da esso come una falena dal fuoco ... Però poi ricordo che non tutte le ciambelle escono col buco e che l'anno scorso Delphi ha ottenuto riscontri non sempre entusiasti e che l'ultimo accoppiamento tra l'editore della regina e il mago tedesco non è stato dei migliori (Amerigo) e quindi mi ci avvicino con maggiore criticità.
Allora, a questo giro il Feld è MERLIN, per 2-4 giocatori (qui le regole in inglese) e per l'occasione l'autore è coadiuvato da Rieneck.
Al di che si tratta vi dico che siamo teorici cavalieri che competono per il ruolo di successori di Re Artù e che entreranno quindi in conflitto tra loro per imporsi nei vari ambiti di competenza di un futuro re.
Al centro del tavolo troviamo un bella rondella con una manata di azioni disegnate sopra e su di essa andremo a muovere i nostri pedoncini (uno per giocatore) e Merlino. L'idea è quella che ognuno riceva alcuni dadi, che ad inizio turno rolla e che spenderà, un dado alla volta, per muovere il suo pedone (in senso orario) o Merlino (nella direzione che vuole), per giungere nella casella desiderata e svolgere così l'azione indicata.
A livello pratico le azioni consistono grosso modo nel mandare nei castelli presenti a bordo della rotella uno dei propri quattro collaboratori (prendendo risorse, bandiere, scudi o prestigio), nell'ottenere i classici punti vittoria immediato (l'uovo oggi), missioni (la gallina domani) e via dicendo.

Per tre volte (alla fine del secondo, quarto e sesto round, ovvero a fine partita) si attribuiscono punti vittoria o malus, legati alla presenza di traditori nel proprio castello che non si siano sconfitti prelevando i necessari scudi (la passione per le penalità di Feld rimane ...), ai presidi che si siano costruiti nell'apposita area esagonata sulla quale è implementato il classico minigioco che Feld propone a fianco al principale, ai propri collaboratori inviati e all'infuenza che si sia ottenuta nei vari castelli. A fine partita si contano, infine, anche alcuni elementi che siano presenti nelle proprie schede personali.
Per quanto un'idea esatta di come il tutto giri la si potrà avere solo giocando, la traccia di massima è quella di un titolo che pesca a piene mani dal passato di Feld, vista la presenza, appunto, del minigioco laterale (es. Trajan), delle penalità da annullare (es. Speicherstadt) o del tabellone rotondo a sezioni (AquaSphere). Ci sono poi i suoi dadi, che qui influenzano il movimento dei pedoni azione, e ci sono poi i punteggi intermedi. Nel complesso, dunque, un piatto con una serie di ingredienti classici.
Manca, forse, un pizzico di originalità, ma per chi voleva, dopo il quasi race game di Delphi, un ritorno alla gestionalità dell'autore, l'interesse dovrebbe essere scontato. I 75 minuti indicativi e la modalità di gioco, leggermente più lineare di altre volte (occhio, però, alle regolette legate alle bandiere ...), sembrano suggerire, infine, che si tratterà di un cinghialino leggero o forse, meglio, di selvaggina relativamente più leggera ... :)

HUCH!

In FEUVILLE, di Udo Peise, andrete a confrontarvi con il familiare tema costruisci il tuo castello con le tessere a disposizione, che aveva caratterizzato, per esempio, Castles un lustro fa.
L'idea del gioco è infatti quella di utilizzare, nel corso della partita, le tessere a disposizione nel mercato centrale, le quali raffigurano parti di castello ed elementi di paesaggio, per ampliare nel corso della partita il proprio reame.
Ad ogni turno quindi si tira la classica coppia di dadi numerati a sei facce e si utilizzano per andare ad attivare le varie locations presenti sulla mappa, con la possibilità, qui, di prelevare tessere, ma anche di totalizzare punti grazie agli obiettivi disponibili o di attivare le capacità speciali dei personaggi (sono varie e vanno dallo scommettere nel rollare dadi ad avviare una pesca di tessere per tutti e così via).
Il gioco è scandito quindi dall'alternarsi tra costruire e fare punti, con le due cose che devono essere sviluppate in equilibrio tra loro e nel contempo, periodicamente (all'uscita dei tipici dadi doppi) c'è anche in arrivo il classico drago fantasy che andrà a bruciare le parti incomplete dei vostri castelli.
Nell'insieme una bella mescolanza di elementi, che tende a dare a un tema classico una rivitalizzazione con steroidi.


DARK FLIGHT GAMES

Piccolo editore a stelle e strisce per un titolo che mi ha attirato, nonostante la grafica essenziale che ricorda tanto i container (non esattamente un tema bucolico).
Vi parlo qui di Import/Export di Jordan Draper, titolo che ha ottenuto il finanziamento in un progetto Kickstarter dedicato e che è ora proposto al grande pubblico. Sullo sfondo abbiamo, come immaginerete sulla base del titolo, meccaniche di mercato di merci, ma la prima cosa che spicca è il fatto che questo gioco, a base di carte, parte dal presupposto, già tipico di titoli come Glory to Rome e La Granja, che ogni carta possa essere utilizzata in vari modi, per cui su ognuna di esse potrete trovare la classica marea di informazioni, a seconda del lato dal quale la guardate.
Abbiamo poi una serie di idee, come il turno fluido, ovvero il fatto che una volta che il giocatore di turno abbia scelto la propria azione, ciascuno degli altri giocatori potrà scegliere se seguire o meno nel compierla (guadagnando tempi di gioco, ma spendendo carte) o la presenza di navi da caricare di merci, che possono rimanere davanti a voi o prendere il mare per completare le spedizioni. Ho accennato al fatto che in mare si possono poi trovare anche i pirati? ;)
Ok, di carne al fuoco indubbiamente ne abbiamo parecchia, la grafica è essenziale e i primi commenti dei backer sono positivi, precisando però che si tratta del classico gioco nel quale assolutamente non ci si entra dentro nel primo paio di partite (quindi una curva di apprendimento ripida).
Mi intriga e ci darò quindi un'occhiata ...


APORTA GAMES

L'editore norvegese ha prodotto negli ultimi anni pochi titoli, ma finisce spesso nell'elenco di quelli da tenere d'occhio (Capital Lux, Automania, Doodle City), per cui un'occhiata più approfondita cerco di darla alle loro uscite.

Due i giochi annunciati, ossia Santa Maria, del duo Svenssonn-Ostby e Destinazion X del duo Tuseth-Ostby.
Il primo è un titolo nel quale sono proposte diverse meccaniche classiche, in un mix tra il piazzamento tessere (su di una scheda giocatore quadrettato durante il gioco si vanno a piazzare tessere da due o tre quadretti), gestione di dadi (ce ne sono di due colori e servono per attivare righe e colonne) e compravendita di merci, il tutto gestendo anche lo sviluppo di alcuni percorsi (religione/conquista) e il commercio di esse.
La miscela sembra interessante per un risultato da peso medio, ma con diverse cosette da tenere in considerazione: 45-90 il tempo a partita e una presentazione grafica gradevole, lo hanno fatto entrare nel mio radar di Essen.

Al suo fianco invece Destination X è un gioco adatto anche per gruppi numerosi (2-10 giocatori), nel quale un giocatore assume il ruolo di spia e gli altri, giocando insieme, devono dedurre quale sia la sua destinazione. È previsto l'uso di un manuale e la spia sarà chiamata a rispondere a domande legate al paese dove si trova, cercando nel farlo di non tradirsi troppo. Un deduttivo, quindi, categorizzato come per famiglie (10+) di età.


LUMBERJACKS STUDIO

L'editore francese proporrà ad Essen due titoli in vendita, ossia Arboria di Christophe Boelinger e Gob'z'Heroes del duo Friess-Roffè.

Oggi in particolare vi parlerò brevemente del primo, che mi ha attratto in particolare, perché propone delle meccaniche di piazzamento tessere per nulla banali, ma il tutto partendo da un simpatico manualetto di non più di 4 pagine. La miscela, contando il tempo a partita 30-60', è di quelle tipiche dei titoli per tutti, ma con una certa profondità: da qui il mio interesse.
L'idea è quella che siamo nel mondo floreale e che ogni giocatore compete con gli altri per far crescere le proprie piante, fruendo al meglio del sole, il quale gira, di turno in turno, intorno al tabellone (una griglia quadrettata).
Anche qui, come in Photosynthesis, si devono tenere in considerazione le ombre e cercare di far crescere il meglio possibile gli alberi, ma la tridimensionalità è resa dalla semplice sovrapposizione di tesserine fiore e la gestione del tutto appare più immediata (il piazzamento è regolato dall'uso di poche carte azione).
Il calcolo dei punti, poi, prevede che si conteggino linee di fiori dello stesso colore, moltiplicandone il numero per l'altezza massima raggiunta dal proprio fiore più alto che appartiene a quella riga. La peculiarità è che al calcolo partecipano anche i fiori altrui (ogni giocatore ha un set di fiori del suo tipo per ciascuno dei 4 colori ...), per cui credo che i potenziali calcoli da fare in partita, ai fini delle tattiche di gioco, siano davvero molti, così ad occhio e croce ...
Ci mettiamo dentro anche una bella nuvoletta che gira per il tabellone ed ecco servito un titolo molto bucolico (e un potenziale underdog), che son curioso di provare :)

WIZKIDS

Il piazzamento tessere, forse grazie al successo di Kingdomino, sembra essere la meccanica dell'anno e anche l'editore americano non si è sottratto all'idea di proporre una sua interpretazione del genere, che ammetto di aver trovato piuttosto interessante.
Vi parlo quindi di FAVELAS, di Chris Bryan, titolo nel quale i giocatori utilizzano, per costruire le proprie favelas, delle tessere tipo domino (quindi composte da due caselle), stavolta di forma esagonale (o meglio ogni tessera è composta da due esagoni).
L'idea di base è quella che ogni giocatore parta con una scheda personale composta da nove spazi e la particolarità è quella che qui le tessere si piazzano le une sopra le altre o sopra la scheda, per cui l'estensione della propria favela resterà sempre quella di nove spazi.
La logica diventa quindi quella di cercare di acquisire la maggioranza di uno o più colori, tenendo d'occhio le schede altrui, e di incidere sui bonus che alla fine di ciascuno dei tre turni di gioco sono attribuiti per ciascun colore (ogni volta che si costruisce su di un colore, si può aumentarne o farne scendere il valore, nel range 1-6).
Gioco molto interattivo, data la logica delle maggioranze e da sgomitare, che interpreta per una volta in senso verticale il piazzamento tessere.

IELLO

Volete un giochetto simpatico da proporre ai vostri bimbi (o siete ancora bambini dentro, ottima cosa a sua volta) per momenti di euforia?
Eccovi STICKY CHAMELEONS, di Theo Riviere, titolo a base di colpo d'occhio e 'abilità manuale', che si basa su un paio di regole e un componente base che lo anima.
Ogni giocatore, infatti, riceve una specie di lingua di gomma appiccicosa (lo stesso materiale tipico di parecchi gadget da edicola o da patatine che si attaccano sui vetri e superfici piatte) e lo scopo del gioco, semplicemente, è quello di andare a prelevare dal tavolo, sul quale sono sparse parecchie tesserine in cartoncino che raffigurano vari tipi di insetti, esattamente ciò che è raffigurato di volta in volta dal tiro dei dadi.
Inutile dire che spesso vi rimarrà attaccata roba diversa da ciò che desideravate e qui potrete liberarvene solo scrollando la lingua e perdendo così tempo prezioso mentre gli altri si affannano ad accalappiare i pezzi giusti sul tavolo. 
Party game adatto per sessioni movimentate (o per bimbi allegri ...).

GDM

L'editore spagnolo propone diversi titoli e tra di essi oggi vi parlo di un fillerino simpatico per 2-5 giocatori (che sarà distribuito in Italia da Doppio Gioco), ovvero TICKET TO MARS, di Eugeni Castano.
L'idea è quella che nel corso della partita si vadano, semplicemente, a piazzare dei teorici astronauti su alcune navicelle in fuga da una Terra in procinto di essere distrutta e ad ogni turno ciascun giocatore sceglie una delle azioni (poche) disponibili, tra l'imbarcarne uno che è fuori, farne scendere uno salito, spostarlo da un razzo a un altro o far avanzare il countdown della partenza.
Quando il conto alla rovescia raggiunge lo zero, i razzi partono e ciascun giocatore somma punti sulla base degli obiettivi che ha raggiunto (tra quelli che ha pescato ad inizio partita).
Titolo rapido, semplice (8+) e dal target familiare, dunque. Qui trovate il manuale in italiano.

MUCKE SPIELE

Martin Schlegel è autore di un simpatico gioco astratto che è proposto con l'ambientazione tipica del giorno dei morti messicano, ovvero ADIOS CALAVERA, gioco per due giocatori dal gusto molto classico.
Il tutto si svolge sulla classica scacchiera quadrettata, che è una sorta di quadrato 9x9, con le ultime due righe di ogni lato che si contraggono per diventare rispettivamente di 7 e 5 caselle ed ogni giocatore parte con a propria disposizione otto tondini del proprio colore.
Scopo del gioco è quello di portare sul lato opposto tutti i propri pedoni, alternandosi nel compiere una mossa per volta: il movimento di una pedina può avvenire spostandosi nella casella adiacente ortogonalmente (non in diagonale) ed il numero di passi che si possono compiere è pari al numero di pedine presenti nella riga dalla quale la pedina parte.
A questa regoletta di base si aggiungono poi le capacità speciali delle otto pedine (il setup consigliato prevede di utilizzarne solo 4 per volta con le loro capacità speciali), utili a rendere anche potenzialmente asimmetrico il gioco e a fornire spunti di riflessione (qui le regole complete in multilingua, italiano escluso ...)



COMPETO/MAREKTOY

Dopo il successo avuto con Klask l'editore è finito nel mio radar, per cui eccomi a parlarvi del suo BONK,  di David Harvey, gioco in legno (e plastica) per 2-4 giocatori.
Si tratta di un gioco del tutto diverso dal predecessore che ho citato solo per dare un'idea del tipo di materiale che vi troverete di fronte, perché le specifiche produttive sono qui similari. L'idea, infatti, è quella che nella classica arena in legno con bordi rialzati trovino qui spazio quattro scivoli con una canalina ciascuno, nella quale i giocatori faranno scorrere le biglie in metallo a loro disposizione.
Con le stesse, in sostanza, si deve andare a colpire una palla in legno che rotola sul tavolo, indirizzandola verso gli appositi colli di bottiglia (dovrebbe esserci una lieve pendenza ad aiutare) presenti sui due lati del tavolino, segnando in questo modo i classici goal.
Simpatico e di buona fattura si colloca nello stesso filone di Klask, pur proponendo un gameplay più indirizzato, forse, verso i più giovani.
Anche qui da provare per capire :)

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