[Recensione] Ave Roma

scritto da Bernapapà

Abbiamo lasciato la stagione calda e con l'accorciamento delle giornate si torna a desiderare di passare qualche pomeriggio scervellandosi con un bel gioco da tavolo. 
Oggi voglio proporvi Ave Roma, di Szőgyi Attila, uscito lo scorso anno su piattaforma Kickstarter, poi distribuito dalla ungherese A-Games e in Italia dalla Move the Game, per cui è diventato di facile reperibilità.
Il gioco è un cinghialozzo piuttosto robusto, dedicato a un pubblico tosto (12+), per 2-5 giocatori, che si cimenteranno per un tempo indicativo di circa 25 minuti a giocatore.
La meccanica appare come un classico piazzamento lavoratori, ma l'idea innovativa risiede nel fatto che i lavoratori hanno una forza associata e che, anche se all'inizio si parte ad armi pari, durante il gioco la propria squadra cambierà di valore e si dovrà quindi fare i conti con questo aspetto. Il tutto è poi ingegnosamente incastrato in meccaniche di costruzione edifici, gare su percorsi, obiettivi personali e chi più ne ha più ne metta.
Un guazzabuglio di meccaniche ben orchestrato ed amalgamato.


I MATERIALI

Nella scatola di formato standard, troviamo i 5 pezzi di puzzle che andranno a formare il bellissimo tabellone circolare, contornato dal percorso segnapunti, ai cui bordi prenderanno posto le plance dei giocatori.
Il tabellone centrale è suddiviso in 8 spazi azione, tre dei quali ospitano 5 carte di differente tipo: carte milizia, carte edificio e carte senatore. Sopra ognuno di questi alloggi c'è il posto dove mettere i lavoratori, con i range numerici dei valori di forza consentiti (1, 1..2, 1..3, ..., 1..5).
Procedendo verso il centro, troviamo i 5 alloggi per le carte territorio, identificati da un numero: presso ogni alloggio si trova il percorso di prestigio di quella regione e il percorso di influenza dei giocatori sulla regione stessa. Inoltre ogni alloggio prevede due posizioni che può avere la carta.
Sempre nella parte più esterna troviamo altri 4 spazi azione, ognuno raffigurato con un colore e la descrizione, disegnata, dell'azione stessa, contornati da alloggi per i lavoratori, che in alcuni casi utilizzeranno la forza del lavoratore come riferimento alla carta territorio con la quale interagire per l'azione stessa.
Al centro del tabellone troviamo il percorso del Colosseo (l'azione "Roma"): che riporta su ogni casella il costo di spostamento e, ogni tot caselle, l'avanzamento di notorietà sulla propria scheda personale.
Su un lato abbiamo anche l'ordine di turno.
Le plance dei giocatori contengono al centro i percorsi per le 6 risorse: legno e pietra (grigie), cavalli e grano (verdi), metallo e vino (rosse), che arrivano fino a un valore di 4. Abbiamo poi sulla sinistra il percorso "bonus" e sulla destra la posizione della nona azione possibile, ossia la possibilità di modificare, occasionalmente, la forza di un lavoratore. Sulla parte bassa c'è il percorso notorietà, con i relativi punti vittoria che si guadagneranno: sulle prime 5 postazioni c'è l'alloggio per assoldare i senatori.
Veniamo a una breve descrizione delle carte: partiamo dalle carte territorio, che, oltre al nome e disegno del territorio (inutili ai fini del gioco), riportano, su due righe, i 4 materiali prodotti da quel territorio e in alto la tipologia (anfora, spade o leone) e il tipo di risorsa omaggio all'acquisizione del territorio (una ogni due territori). Sugli altri tipi di carte troviamo sempre al centro il costo di acquisto della carta e nella parte in basso l'effetto della carta, oltre ovviamente al disegno e al nome solo decorativi.
In alto troviamo ancora la tipologia.
Le carte edificio e le carte milizia hanno come effetto l'acquisizione di punti vittoria e/o prestigio sui territori e riportano in altobonus che si ottengono accumulando carte con lo stesso nome; le carte senatore hanno sia bonus permanenti nell'effettuazione di una azione che moltiplicatori di punti per la fine della partita (carte obiettivo).
Ogni giocatore riceverà i segnalini del proprio colore per i vari percorsi presenti nel gioco e i 5 lavoratori neutri (bianchi) numerati da 1 a 5. Terminano la dotazione le monete (da 1, 5 e 10), il riassunto del punteggio finale ed i punti da assegnare per la aree di influenza sui territori.
Dal punto di vista della qualità dei materiali, il livello è molto alto: lo sforzo produttivo è stato molto elevato, nonché lo studio dell'ergonomica nel riuscire a gestire facilmente così tanti aspetti.
Unica pecca, a mio avviso, sono i disegni dei materiali nelle carte, che benché esteticamente impeccabili, risultano un po' piccoli e con tinte confondibili, considerando che le carte sono in formato mini.
Una volta apparecchiato il gioco fa la sua bellissima figura! Bella anche la scatola con lo sondo della Roma imperiale e un primo piano che strizza l'occhio al ritratto del famoso "Ispanico", alias Massimo Decimo Meridio, al secolo il belloccio Russel Crowe...

LE REGOLE

Dalla gran mole di materiali e particolari delle carte, si può intuire che le regole siano abbastanza complesse, anzi, più che complesse, potremmo dire molto articolate.
All'inizio ognuno riceve una dotazione minima di risorse, qualche soldo e 2 punti bonus. Vengono pescate le carte per riempire il tabellone di 5 carte di ogni tipo. Una volta stabilito in maniera casuale l'ordine di gioco, a turno si piazza un proprio lavoratore (bianco) su uno spazio azione. Quando tutti hanno piazzato i 5 lavoratori (è possibile anche passare), in ordine inverso di turno si raccolgono i lavoratori sparsi nelle varie aree, con la logica che vanno presi tutti i lavoratori di un'area, a meno di non raggiungere prima il numero totale di lavoratori pro capite che è sempre 5. Come potete immaginare, benché si parta tutti con lavoratori a forza equivalente, già al secondo turno ognuno avrà 5 lavoratori di forza diversa dagli altri e questo è un po' l'aspetto innovativo del gioco: il tutto viene equilibrato dal fatto che il successivo ordine di turno viene stabilito sommando le forze dei propri lavoratori e ci si riordina in modo crescente.
Ma veniamo alle azioni possibili, che sono il fulcro del gioco. Le azioni di costruzione edifici, di supporto alla guerra e di ingaggio dei senatori si eseguono con la stessa logica: si piazza un lavoratore del valore corretto, sulla base del range presente sopra le carte, si pagano le risorse richieste e si prende la carta, che farà ottenere punti vittoria o bonus per avanzare nell'influenza sulle regioni (da utilizzare in un'altra azione). Alcune combinazioni di carte permettono di ottenere risorse bonus; per i senatori, se gli slot della propria influenza sono già sbloccati, vengono piazzati sotto la plancia, e forniscono il bonus rappresentato su una specifica azione; la parte riguardante i punti di fine partita si attuerà anche se non si è riusciti a liberare lo slot per il senatore ingaggiato. 
C'è poi l'azione di questua che permette di ottenete denari pari al il doppio del valore del lavoratore. Segue l'azione di sfruttamento che permette di ottenere le 4 risorse fornite dal territorio posizionato nello slot del valore del proprio lavoratore. Se si raggiunge il massimo delle risorse è possibile trasformarle in denaro o in punti bonus sulla propria plancia. Nell'azione mercato è possibile vendere 6 risorse delle proprie e/o acquistarne al massimo 4, ma solo del tipo indicato dal territorio corrispondente al valore le lavoratore giocato. L'azione "Roma" consente di avanzare nel percorso del Colosseo, pagando le risorse necessarie (ma solo quelle delle caselle non occupate dagli altri giocatori) e avanzando così nella notorietà, che permetterà di liberare gli slot per l'ingaggio dei senatori (e fornisce punti a fine partita). 
Ma l'azione più importante del tabellone è quella che consente di aumentare la propria influenza nei territri: oltre ad ottenere due delle risorse rappresentate sul territorio, è possibile o ottenerne un'altra, oppure avanzare nell'influenza sul territorio, di uno o più passi, sulla base dei punti influenza presenti sulle carte milizia o edificio possedute, utilizzabili una volta a turno. La regola è che con il primo punto ci si posiziona sul tracciato e con gli ulteriori si avanza; se la casella finale è già occupata, si retrocede fino a arrivare alla prima casella libera.
La prima volta che si interagisce con la carta territorio viene spostata; la seconda volta che qualcuno interagisce con quel territorio è obbligato a pagare due denari, ma in compenso ottiene la carta, che viene successivamente sostituita. 
La cosa importante è che ogni volta che viene presa una carta territorio, aumenta il prestigio di quel territorio. Ogni carta territorio fornisce mezza risorsa, che si potrà ottenere solo acquisendo una seconda carta territorio con la stessa mezza risorsa.
L'ultima azione possibile è quella di mandare il proprio lavoratore a fare trainig: a seconda di quanto si è disposti a pagare, nel prossimo turno tale lavoratore assumerà un valore diverso da quello proprio.
Quando tutti hanno piazzato i loro lavoratori o hanno passato (ottenendo un denaro per ogni lavoratore non utilizzato) il turno termina, facendo scalare le carte edificio, milizia e senato in senso orario e vengono refillate.
Il gioco termina quando non è più possibile refillare uno dei tre spazi oppure se si esauriscono le carte territorio; a quel punto ognuno ha ancora un'azione a disposizione e poi si passa al conteggio dei punti. Ai punti accumulati durante la partita si aggiunge un punto ogni 5 denari, 1 punto ogni tre risorse, i punti delle carte dei senatori, quelli della propria notorietà e poi si passa a valutare i territori: i segnalini dell'influenza dei giocatori sui territori vengono riposizionati a livello del prestigio del territorio, eventualmente scalando indietro i segnalini di tutti i giocatori. Si moltiplicano quindi i punti sulla base della posizione del proprio segnalino influenza (range da 1 a 27 o da 1 a 30 a seconda del numero di giocatori). Nel rarissimo caso di punteggio pari, vince il più ricco.

LE IMPRESSIONI

Il gioco è destinato a chi ha il palato giusto.
Le regole sembrano complicate, ma giocando scorrono invece molto fluide.
Difficile è governare il gioco, che fornisce più strade per arrivare alla vittoria.
Sicuramente la strada maestra, dove si concentra l'aspetto interattivo del gioco stesso, è la corsa per l'influenza nei territori, che alla fine del gioco fornisce molti punti, ma è anche vero che è una corsa che ha bisogno di più concorrenti, perché da soli non si riesce a fare avanzare il percorso di importanza del territorio stesso. Altra modalità per fare un sacco di punti è giocare sulle carte obiettivo rappresentate dai senatori, che, come tutte le carte obiettivo, fanno dirigere il proprio gioco verso una strada che non sempre si è in grado di portare a termine.

Il percorso più sicuro quello della notorietà (il tracciato sulla propria plancia), ma è molto dispendioso, se percorso in solitaria: diventa invece molto economico se gli altri giocatori sono sparsi per il percorso circolare del Colosseo. Anche quì il fattore interattivo è presente e determinante.
Il modo più semplice, invece, è concentrarsi sui punti vittoria degli edifici, ma difficilmente percorrere su una sola strategia consentirà di ottenete la vittoria. E il bello del gioco è proprio questo: il fatto che non è possibile giocare "da soli", coltivando il proprio orticello, in quanto le strade ce si apriranno dipenderanno anche dalle azioni degli avversari, e non è possibile vincere percorrendo una sola strada.
Un gioco quindi sicuramente strategico, ma dove in corso della partita potrà essere necessario adeguarsi alle scelte degli avversari.
Il fattore aleatorio è presente nella pesca delle carte, ma devo dire che è non affatto determinante: certo, avere qualche combinazione di carte che facilita l'acquisizione di qualche risorsa può rappresentare un piccolo vantaggio, ma non mi è parso mai decisivo. Un buon stratega avrà sempre la meglio sulle bizze della dea bendata.
Particolare importanza riveste anche la scelta dei lavoratori fra un turno e l'altro, che deve essere ben ponderata: avere lavoratori forti aumenta la rendita, ma diminuisce la possibilità di scelta sulle carte milizia, senatore ed edificio (altra idea intelligente degli autori); un saggio utilizzo del training può aiutare a concretizzare i propri obiettivi, ma fa perdere un tempo di gioco, che talvolta potrebbe essere determinante, soprattutto nella corsa all'influenza sui territori, dove il primo che arriva meglio alloggia.
Dal punto di vista dell'ambientazione, tutte la azioni sono pensate per integrarsi una con l'altra: se aumenta la notorietà potrà assoldare più senatori, se mi concentro sulla milizia avrò i bonus della milizia, ecc. Non ci si sentirà proiettai nella Roma imperiale, ma una certa linearità è presente.
Come vi avevo anticipato, è un vero guazzabuglio, dove districarsi non sarà semplice, ma molto molto appagante. Ottima prova degli autori!


Chi volesse può trovare il gioco su Egyp.

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