sabato 7 ottobre 2017

Recensioni Minute - (Anteprima) Bali

scritto da TeOoh!

C'è chi ama scovare i giochi passati sotto il radar: è una sorta di vera e propria passione parallela che, a volte, fa scoprire delle piccole perle. È grazie a Ricky, in questo caso, che anni fa scoprii Rapa Nui. Semplicissimo da giocare, ma con un calcolo del punteggio finale che sin dalla prima partita mi ha fatto dire "non ci ho capito niente, voglio subito riprovare". Purtroppo, come tutti i giochi di questo tipo, le tirature sono quelle che sono ed è per me stato sempre impossibile metter le mani su una copia fisica.
Per fortuna però, capita anche che qualche underdog venga scovato da un editore che gli dà una bella pettinata e lo mette sul mercato con la giusta visibilità. 
È questa la storia di Bali, gioco di Klaus-Jürgen Wrede per 2-4 giocatori, durata 45 minuti, edito dalla White Goblin Games. Pronto per debuttare ad Essen 2017.


La minutissima è: nel proprio turno ogni giocatore piazzerà (almeno) 1 carta di fronte a sé, poi preleverà 1 carta da una delle file di carte scoperte centrali per ripristinare a 3 la mano. Tutti, ora, attiveranno le carte uguali a quella appena scoperta dal giocatore di turno, collezionando pietre (risorse), punti o carte sacrificio.
Se la carta giocata è un tempio, allora tutti i giocatori piazzeranno carte sacrificio su un altare. A fine partita, le carte sacrificio sull'altare setteranno il loro valore in base al loro numero finale. I giocatori quindi faranno punti in base a quelle che hanno collezionato sino a quel momento.

Ok, lo so che la prima parte sembra mega easy, poi diventa un po' un macello, ma... è effettivamente il cuore del gioco quel calcolo finale. Nel video, ho deciso di estrapolarlo dal solito spezzone regole per farne un esempio completo proprio per dare enfasi.
In sostanza, tutto scorre molto fluido senza tempi morti. Semplicissimo anche imparare le regole e con una discreta interazione da tener presente per evitare che l'attivazione comune aiuti troppo gli avversari.
Ma bisogna sempre tenere d'occhio il fine partita. È questa pianificazione a lunghissimo termine quello che per me rende il gioco davvero interessante.

Durante la partita, infatti, ci sarà bisogno di acquistare carte sacrificio per aumentare i propri PV finali, ma bisogna stare bene attenti a QUALI carte si acquisteranno: non è inusuale, infatti, trovarsi con alcune carte a fine partita che valgono addirittura zero punti, avendo, quindi, fatto sprecare preziosissime risorse.

La scalabilità è particolare, nel senso che in 2 giocatori è molto più difficile prendere vantaggio durante la partita sulle varie attivazioni, perché si gioca molto di reazione, ma si ha un controllo decisamente migliore con la memoria sulle carte sopra all'altare. Arrivando a 4 giocatori invece, è molto facile monopolizzare un certo tipo di attivazioni, ma, va da sé, si perde di vista tutta la parte dei sacrifici, rendendo quindi indispensabile un pelo di azzardo e l'andare "a traino".

Devo trovarci qualcosa? Che il calcolo del punteggio finale è stranissimo e difficilmente gestibile durante la prima partita. A meno che non entriate subito nel meccanismo, dovrete sicuramente fare una seconda partita per apprezzare a pieno il titolo: questo lo rende quindi un pelo ostico da intavolare solo per farlo provare una botta e via.
Se ci si vuole dedicare tempo, invece... be', io non conto più quante partite ho giocato a Rapa Nui...

Vi lascio al filmato chiarificatore!


2 commenti:

  1. Sembra molto bello come gioco, sicuramente da provare

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