[Crowdfunding] OrcoNero presenta: The Last Heroes by Alan D'Amico

scritto da Simone M.

Gallus si lasciò scappare un sospiro. (...) Sentì a malapena il suo nome e quello del suo avversario. (...) Dapprima pensò che fosse inginocchiato. Probabilmente stava pregando i suoi Dei in qualche strano rituale di quel popolo. Peggio per lui, pensò: gli sarò addosso prima e finiremo questa farsa prima della fine della giornata. Poi si accorse che anche lui si muoveva rapido, pur essendo in ginocchio! Uno stregone forse? Poi la verità lo colpì con la potenza di un colpo allo stomaco. (...)Un nano, uno scarto di soldo di cacio. Un ragazzino grasso o una aberrazione. Una parodia di guerriero con piedi nudi e pelosi e pantaloni sdruciti. Un giacchetto di pelle troppo stretto, teso su un petto ridicolo. Una daga, lunga quanto una spada per le proporzioni nanesche dell'omuncolo, una mannaia da macellaio nell'altra mano e.... per gli Dei, un pentolino sulla testa tenuto fermo da uno spago ad imitazione di un elmo con cimiero. E se questo non fosse stato abbastanza grottesco, un piccolo cinghiale raspava il terreno alle sue spalle. (...)

« Salute a te avversario, io sono Norman the Cook, Campione delle Terre d'Occidente, Protettore dei Deboli e Sventratore di Nemici. E questo è il mio fidato compagno Fatboy. Ti vedo e ti piango!»

dal racconto The Last Heroes - l'Arena di Andrea Gamberini 
pubblicato sul numero #116 de l'OrcoNero.


Quando uno degli illustratori di boardgame più quotato del panorama italiano mette da parte (per poco…) matita e colori per impugnare “martello e scalpello” non può sfuggire all'occhio vigile di GSNT. Se poi, questo losco figuro, è anche uno dei nostri redattori “vip”… be', bisognerebbe essere ciechi forte!!!
Sto parlando del mitico Alan D’Amico, illustratore di una valanga di giochi da tavolo (Blue MaxWendake, Kepler-3042, Bretagne, Bride & Bribes, Apokalypsis, Kingsport Festival, Everzone, Lettere da Whitechapel [di cui ha scolpito anche le miniature] e C.O.A.L.…) e patron della webzine OrcoNero, che ha da pochissimo (lo scorso 15 novembre) lanciato una campagna KS per finanziare un bundle di miniature fantasy disegnate e create con le sue manine sante.
Il progetto si chiama The Last Heroes, un manipoli di bizzarri eroi fantasy da impiegare un po' ovunque per assolvere le più disparate missioni...
Chiediamo comunque direttamente ad Alan, che è meglio.


I – Quattro chiacchiere con... Alan D'Amico!

1) Ciao Alan e bentornato sulle pagine di GSNT, anche se questa volta come intervistato. Puoi presentare a tutti coloro che (colpevolmente) ancora non conoscono la rivista OrcoNero?

OrcoNero Magazine è una rivista trimestrale, scaricabile gratuitamente dal nostro sito www.orconero.com, che tratta tutto quello che riguarda il nostro amato mondo delle miniature, a partire dai consigli su come dipingerle fino a report di partite, tattiche di gioco e anche racconti. Da neonata fanzine siamo partiti solamente con i wargames, ma ora trattiamo anche giochi da tavolo che impiegano miniature, grazie anche a un avvicinamento tra i due mondi con la sostituzione dei classici cubetti di legno con modelli in plastica, a volte di pregiatissima fattura. Per questo motivo in copertina campeggia Viaggio nel mondo delle miniature!
Cerchiamo di inserire in ogni numero sia articoli per chi si avvicina per la prima volta che approfondimenti per gamer duri e puri. Dopotutto c’è chi ci segue dal nostro primo numero, uscito 15 anni fa! Ciò che ci dà maggiore soddisfazione è che, raccogliendo articoli tramite crowdsourcing, chiunque può portare il proprio contributo al magazine e siamo arrivati al numero 116 grazie al supporto di tante persone che han voluto condividere con noi i loro progetti modellistici o utili consigli.

2) A bruciapelo: il tuo gioco di miniature preferito e perché?

Warhammer Fantasy Battle, che mi ha avvicinato al mondo delle miniature a partire dalle scuole medie. Tuttavia il brand originale ora è effettivamente morto (sia al livello di background che per quanto riguarda le regole) e il suo sostituto Age of Sigmar non ha niente in comune con il suo predecessore, ecco perché molti vecchi fan come me si son sentiti orfani del gioco originale.
Quindi mi sono riavvicinato a giochi simili come Mordheim, Blood Bowl e Space Hulk per finire poi al mondo dei puri boardgame, ora pieno di miniature anch’esso!

3) Scatena l’Orco che è in te, parlaci di “The Last Heroes”…

È un manipolo di Eroi da assoldare e utilizzare in qualsiasi gioco fantasy, possono diventare campioni a capo di un esercito in un wargame, avventurieri per il dungeon di un gioco da tavolo, avatar di personaggi giocanti in un gioco di ruolo oppure semplicemente... ci si può divertire a dipingerle!
Ho concepito e realizzato personalmente i The Last Heroes per avere una variante dei classici modelli che si trovano in circolazione: ad esempio abbiamo un Halfling combattivo con il suo fido cinghiale, un misterioso individuo con maschera dal becco adunco e inquietanti strumenti medicinali e per finire un feroce condottiero in groppa al suo enorme Rattogre! Sono tutte miniature in resina da colorare, con pezzi aggiuntivi per essere assemblati come più si preferisce.

4) C’è una miniatura del progetto “The Last Heroes” a cui sei legato per qualche aneddoto o episodio curioso?

L’Halfling è nato proprio dalla mia ricerca di un Mezzuomo che non fosse ancora una volta rappresentato con l’arco in spalla o in maniera troppo tenera e fiabesca, così Norman, the Cook è coraggioso e spavaldo nonostante si tratti di un cuoco Halfling! Inoltre il nome è un omaggio a un artista musicale che ho adorato in gioventù: Fatboy Slim, noto anche come Norman Cook.
Ecco perché l’Halfling si chiama Norman, the Cook e il suo fido famiglio Fatboy!


5) E per l’angolo Art-Attack… magari a qualcuno può interessare il processo creativo che porta a un progetto del genere. Come si crea una “miniatura”?

Avendo il disegno del concept, si comincia con il creare uno scheletro di fil di ferro e a coprirlo con il materiale da modellare grazie all'ausilio di piccoli strumenti simili ad arnesi da dentista. Infine, dopo tanti passaggi e tanto tempo passato a scolpire e modellare, ecco che si ottiene il prodotto finito!
Per creare questi modelli ho usato un banalissimo Fimo che trovi in qualsiasi negozio di belle arti, ma esistono una decina di prodotti simili, ognuno con caratteristiche differenti.
Oggi, con la più recente tecnologia, sono passato a scolpire anche in digitale e poi realizzare le miniature grazie a stampanti 3D di alto livello, ma tutt'ora nel mondo dei giochi da tavolo coesistono modelli analogici (vedi Blood Rage) e modelli digitali (Krosmaster Arena, per dirne uno).


6) Cosa bolle nel pentolone di OrcoNero? Puoi anticiparci già qualche progetto futuro per titillare i lettori?

Nel pentolone di OrcoNero c’è sempre ottimo stufato di Elfo! Per ora posso dire che questa serie di miniature è sì celebrativa dei nostri 15 anni, ma è anche il primo di una serie di progetti che riguarderà il nostro amato mondo dei giochi da tavolo. Come altra curiosità, posso dirti che OrcoNero ha già realizzato le miniature di Whitechapel: Dear Boss e Whitehall Mystery. In cantiere abbiamo altri progetti simili!

II Conclusioni, saluti, baci e abbracci (ok... ma l'OrcoNero ha un abbraccio un po' troppo poderoso...)

Una delle cose che ho imparato dopo 15 anni di onorata carriera da Dungeon Master è che per simulare le dinamiche di un combattimento, in un gioco di ruolo, non puoi fare a meno delle miniature. I riferimenti tridimensionali sono importanti e supportano molto la narrazione, la descrizione, aumentano il livello di simulazione, ma soprattutto evitano che i giocatori si mettano in testa di poter far compiere ai propri PG le evoluzioni di Keanu Reeves in Matrix.
Anche da giocatore da tavolo le miniature e la componentistica in generale mi attirano da sempre come una falena lo è da una fonte di luce. Solo che a bruciarsi è sempre il mio portafogli...
Forse perché mi piace associare all'immagine mentale di una situazione alla sua immediata replica nella realtà, al suo diorama. Già una volta mi sono trovato a parlarvi su queste pagine non di uno specifico gioco, ma degli elementi scenici da usare per giocare (link).

The Last Heroes è un ottimo compromesso (autoriale) che potrebbe assolvere egregiamente a questo scopo e la mano dietro questo bundle è la migliore garanzia possibile per un progetto del genere.
Facciamo un enorme in bocca al lupo ad Alan con relativo crepi!

Aspetta un attimo... tutto qui?

Be', io un'ultima domanda gliel'ho fatta e la risposta è una bombazza...

Alan  visto che sei così in contatto con il mondo ludico hai mai pensato di creare un GDT? E se sì come potrebbe essere? A grandi linee... Oppure ti sei detto... No... A ciascuno il suo mestiere?

Simo, riguardo alla tua domanda in realtà preferisco fare il mio lavoro che già è molto vario (scultore e illustratore) e non sono preparato a fare le meccaniche. Non è detto, però, che in futuro possa creare un gioco "personale" dove però, sicuramente, la parte delle meccaniche sarebbe gestita totalmente da un professionista. Una specie di prodotto coautoriale, dove io curo tutta la parte grafica e il game designer la parte delle meccaniche... ma aspettiamo ancora un paio di anni... è un sogno nel cassetto, per ora voglio continuare a fare esperienza!

O___O

Link utili:
Vi segnalo una simpatica intervista fatta ad Alan da quel Boardgame Friend di un Albo (qui).

2 commenti:

  1. Che intervista Simo!
    Alan è il numero 1 e questo gioco sembra una gran figata.
    Bellalí

    (Essere citato dall'armadio American non ha prezzo ;-)

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    Risposte
    1. Bella Albo!!! Anche la tua intervista merita parecchio...

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