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[nonsolograndi] L'inchiostro invisibile

scritto da Fabio (Pinco11)

Uno dei temi più diffusi nei classici party game familiari è quello del cercare di far indovinare ai propri compagni di gioco oggetti da disegnare ed è questo lo sfondo sul quale si muove anche L'inchiostro invisibile, per 3-6 giocatori dai 10 anni in su (dipendente dalla lingua, essendoci scritte sulle carte), ideato da Martin Nedergaard Andersen ed edito da HUCH!, con localizzazione italiana ad opera di Cranio Creations.
La peculiarità del gioco sta qui nei componenti, con un pennarello di inchiostro invisibile (evidenziatore) e appositi occhiali di cartoncino con delle lenti rosse che impediscono di vedere cosa si sta disegnando :)


LE REGOLE

Easy Peasy, ovvero facile come bere un bicchier d'acqua ;)
Ogni giocatore ricopre in teoria il ruolo di agente segreto, che deve disegnare al proprio turno un oggetto (indicato sulla parte superiore della carta che pesca), facendolo indovinare agli altri presenti, senza però che nessuno di essi nel cercare di azzeccare la parola giusta pronunci quella vietata (indicata nella parte inferiore della carta).
Se qualcuno indovina la parola segreta nel tempo scandito dalla clessidra (poco più di 30 secondi), sia lui che il disegnatore guadagnano due punti, ma se qualcuno nomina la parola vietata entrambi perderanno un punto (ci sono appositi segnalini per tenerne traccia), anche se gli altri avranno sempre la possibilità, fino al termine della clessidra, di indovinare il disegno.
Ci sono in totale 60 segnalini punto: quando essi terminano si va a vedere chi ne ha di più e così si determina il vincitore.
Su questa base si innestano due particolarità.
La prima, essenziale, è che all'inizio di ogni turno, dopo che il disegnatore/agente segreto ha pescato la carta, tira un apposito dado, che determina chi indosserà in quel turno gli occhiali (ovvero solo chi disegna, solo chi indovina o tutti), che impediscono di vedere il colore giallo del pennarello, rendendo assai più difficile indovinare, dato che si vede solo il movimento della mano, dovendo da ciò dedurre il disegno ... ;)
La seconda è che ci sono due mazzi, per regolare il livello di difficoltà. Per il mazzo a bordo nero valgono le regole che ho appena scritto, mentre per quello a bordo blu non vale la regola della parola vietata e si ottengono punti anche se si fa indovinare la seconda parola indicata (anche se indovinando quella superiore per prima, il turno cessa).

I MATERIALI

I componenti consistono in un set da sei occhiali di cartone (tipo quelli del 3D di una volta al cinema) con lenti rosse, quindi due mazzi da 100 carte (uno per la versione facile e uno per quella avanzata), su ciascuna delle quali sono indicate due parole, un evidenziatore giallo a forma di boccetta di inchiostro, una manciata di segnalini punteggio (microfilm), una clessidra, un dado e qualche carta per identificare i giocatori.
Nel complesso direi che i componenti appaiono più che adeguati allo scopo e in particolare gli occhiali, per esperienza vissuta, rappresentano la cosa che i bambini afferrano al volo e che indossano subito, a prescindere ;)
Le carte non contengono illustrazioni di sorta, ma sono telatine di buona qualità e dovrebbero resistere meglio al potenziale maltrattamento dei più piccoli rispetto a quelle di cartoncino leggero, tipiche dei giochi di questa categoria che si trovano usualmente nei centri commerciali.
Uno solo è l'evidenziatore disponibile e questa è una piccola pecca, ma è anche vero che – una volta esaurito – sarà sostituibile con uno acquistato in cartoleria ...

COME GIRA

Si tratta, come accennavo in premessa, del classico gioco di gruppo adatto per famiglie, che strizza l'occhio ai più piccoli, che amano normalmente esibire le proprie capacità artistiche, ma che alla fine gira bene, in linea di principio, anche con al tavolo solo ragazzi e/o adulti che vogliono semplicemente distrarsi e farsi quattro risate in un tempo di gioco contenuto.
Alla base abbiamo una idea nota, che è quella di disegnare oggetti per farli indovinare e qui non ci stacchiamo molto dalla selva di titoli della categoria (Pictionary, Visual Game, ...), per cui l'elemento che caratterizza maggiormente il gioco è costituito proprio dagli occhiali, che effettivamente impediscono di vedere il colore dell'evidenziatore. 
Viene quindi stimolata la capacità dei presenti di fare a meno di vedere il disegno in sé, comprendendo cosa si stia ritraendo sulla base del movimento della mano. Se si vogliono seguire le regole alla lettera si tirerà effettivamente il dado ad ogni turno, per vedere se l'handicap vada solo a carico di chi disegna o se colpisca anche chi indovina, ma se si è fatta qualche partita, è facile che ci si avventuri sempre nella modalità hard tenendo sempre tutti gli occhiali addosso :)


Indovinare che questa è una staccionata può essere facile ...
È difficile indovinare?A volte sì, perché se si hanno oggetti complessi, non è così immediato capire o far capire di che si tratta senza vedere tutto. Inoltre il tempo concesso dalla clessidra è assai contenuto, per cui non è detto che ad ogni giro si riesca nel risultato, soprattutto se si sta giocando con le regole più cattive (ossia con la parola vietata da non far pronunciare).
Alla prova dei fatti, comunque, l'ho giocato senza problemi e senza frustrazioni anche con bambini di 8-9 anni e questo vi dà l'idea di come la difficoltà sia superabile facilmente.
Gli oggetti in sé non sono infatti mai esageratamente complessi da disegnare, per cui a livello pratico nel mazzo nero, per capirci, tra le parole più difficili da indovinare ci sono Menù, sassofono o carte da gioco, mentre più complesso è disegnare rapidamente l'oggetto sopra senza che gli altri nominino la parola vietata. Per esempio non è così difficile che se disegni la motocicletta qualcuno non dica bicicletta o che, mentre stai disegnando il classico bastoncino di zucchero qualcuno non nomini quello normale, da passeggio. 


Con gli occhiali addosso questo è ciò che si vede ... per cui si deve capire mentre si muove il pennarello ... ;)
È divertente?
Sì, direi di sì, perché l'ideuzza alla base, quella dell'evidenziatore che non si vede, è simpatica e gira bene. Lo stesso risultato lo potreste forse ottenere, in un certo modo, disegnando su un foglio bianco con una matita bianca, ma qui è anche carino, alla fine della clessidra, togliersi gli occhiali e vedere che mostruosità si sono disegnate :)

Aspetti negativi?
Be', il primo è dato dal pennarello, che è uno solo, ma qui, come dicevo sopra, basta comprarne uno nuovo. Oltre a questo annoto che se chi disegna lascia un istante di più il pennarello sul foglio, farà assorbire il tratto dallo stesso, rendendo più visibile il disegno (ma qui sto diventando pignolino), per cui se si disegna più lentamente è facile che gli altri vedano qualcosa delle forme. C'è da dire che però alla fine parliamo di un gioco di gruppo, per cui queste sottigliezze di solito non emergono.
Ultimissima cosa è l'effetto memoria per le carte: sono 200, che è un bel numero, ma di solito a questi giochi in una sera se ne fanno tantissime, per cui chi il gioco lo sfrutta parecchio, potrebbe trovarsi dopo un tot di serate a ricordare le parole da indovinare e vietate. Qui però vorrà anche dire che il gioco si è ripagato, visto che lo avrete usato parecchio :)

CONCLUSIONI

L'inchiostro invisibile è un classico party game da pubblico familiare o per gruppi di amici ridanciani. L'idea di base è quella di proporre la sfida di disegnare oggetti in un tempo contenuto e farli indovinare (senza citare l'oggetto simile, ma vietato, indicato dalla carta) e la particolarità è che il disegno avviene utilizzando un evidenziatore il cui tratto è invisibile per chi indossa gli appositi occhiali a lenti rosse forniti nella scatola.
Idea simpatica e utile a distinguerlo dai numerosi prodotti simili presenti sul mercato, rendendolo una valida alternativa nel settore dell'indovina cosa disegno.
Da tenere in considerazione per le imminenti serate delle feste :)

Per chi fosse interessato ecco il link alla pagina del negozio online Egyp.it
Si ringrazia l'editore per la copie di review concessa.

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