[Party Game] Feelinks: emozioni al tavolo di gioco!

scritto da Sergio

Immaginate 4 amici al bar.
Ora immaginate che uno di loro esclami qualcosa tipo "Sapete la novità? Devo trovarmi un nuovo testimone di nozze: Giacomo ha rifiutato, non se la sente! Dice che la sposa, la mia futura moglie, non va bene per me!
Immaginate le reazioni degli altri: sdegno, rabbia, comprensione, solidarietà, il tutto mentre guardano allibiti l'amico cercando di capire dal suo sguardo come l'abbia presa.
E intanto che lo guardano tutti pensano: "Come avrei reagito se una tale situazione fosse capitata a me?
Tutto chiaro? Sì? Allora proseguite nella lettura!
Trasformate questa situazione in un gioco, dategli un paio di regole, un piccolo tabellone, qualche token, delle carte ed ecco spiegato Feelinks.
Gli autori sono tali Vincent Biadault e Jean Louis Roubira, quest'ultimo salito agli onori delle cronache per Dixit mentre i disegni sono di Franc Chalard.
Questo gioco dalla forte componente psicologica è edito dalla francese Act in Games, è per 3-8 giocatori dagli 8 anni in su (ma saranno pochi otto anni) e ha una durata variabile di circa mezz'ora.
È distribuito dalla Black Rock Games mentre, udite udite, sarà presto portato in Italia pare proprio dalla Raven Distribution.


Come funziona?
Prima cosa si sceglie il tema da trattare (rappresentato da tre mazzi di carte di colori diversi): 
  • famiglia (mazzo verde), si parla e si commentano situazioni familiari;
  • amici (mazzo rosso), si parla di cose "sociali", situazioni che ci coinvolgono nella vita di tutti i giorni fuori dalla ristretta cerchia familiare;
  • a scuola (mazzo celeste), situazioni per studenti.
Scelto il tema si selezionano 8 stati emotivi scegliendo 8 carte fra le 24 disponibili e si pongono negli appositi spazi numerati attorno al tabellone ottagonale, tabellone che è fatto in modo che tra le emozioni che compaiono ce ne siano alcune di segno opposto e alcune più "neutre".
Poi ogni giocatore prende 9 carte del suo colore (numeri da 1 a 8 più una carta con 2 faccine) e posiziona il suo token all'inizio del percorso dei punti vittoria.

Si comincia
Il giocatore di turno sceglie una carta situazione e la legge ad alta voce.
Dopodiché ogni giocatore sceglie, tra le 8 sul tavolo, un'emozione che corrisponda il più possibile a quello che proverebbe trovandosi a vivere realmente la situazione letta e giocherà di fronte a sé la carta del relativo numero.
E fin qui ci siamo.
Adesso viene il bello: infatti è il momento, tramite apposite carte, di formare 2 squadre.
Ogni giocatore deve individuare tra le 8 "carte emozioni" quella che l'altro o gli altri giocatori della propria squadra hanno selezionato come propria reazione all'evento.
Andiamo di esempio però, prima che vi addormentiate: 
Io sono il master of emotions e leggo la carta dell'esempio iniziale (sto per sposarmi e il mio testimone di nozze dopo averci riflettuto mi lascia a spasso, perché pensa che la mia sposa sia "poco seria"... sia chiaro che, onde evitare accuse di sessismo, la situazione può essere letta ugualmente a sessi invertiti); mettiamo che sul tabellone tra le 8 carte, al numero 3 ci sia rabbia e al numero 4 sbigottimento.
Io gioco rabbia e posiziono di fronte a me la carta numero 3; Marco è nella squadra con me e lui per sé gioca un 4. Adesso io e Marco ci conosciamo bene, sappiamo che lui è più riflessivo e io più impulsivo. Pertanto mettendo da parte le proprie emozioni e cercando di entrare in modo corretto nell'emozione del compagno, io giocherò il 4 sulla sua carta e lui il 3 sulla mia carta.
Bene: abbiamo entrambi indovinato l'emozione del compagno di squadra. Facciamo entrambi 3 punti vittoria.
Mettiamo però che io mi immedesimi talmente nella situazione da incazzarmi al punto da non riuscire a ragionare, considerando l'enormità del torto subito da Giacomo.
A mio parere quindi anche Marco di fronte alla situazione, non può che provare una forte rabbia nei confronti del traditore: per cui io gioco la carta con le faccine (c'è solo un 3 nel mazzo e gioco la carta con le faccine quando ritengo che anche Marco provi la mia stessa emozione) sul suo 4 mentre lui, bello pacioso, gioca sempre il 3 sulla mia carta.
Lui ha indovinato la mia reazione, ma io non ho indovinato la sua. Entrambi facciamo 1 punto.
Terza ipotesi: Marco quella sera non ha voglia di giocare: pensa alla scaletta da trasmettere in radio il giorno dopo e non gliene frega una beata minchia di Giocomo: non immedesimandosi nella situazione gioca davanti a sé la carta 8 (noia) e per me la carta 4 (sbigottimento).
Nessuno ci ha preso: io non ho indovinato lui e viceversa: possono sì partire offese e polemiche facilmente immaginabili, ma sta di fatto che non facciamo punti.
Bene! Si va avanti così, cambiando squadre a ogni turno, finché se ne ha voglia (dicevo durata variabile, no?). Poi, se non v'hanno assunto, si rimette tutto a posto e si fa un German!

Considerazioni sparse
La prima considerazione è con chi e quando giocarlo e qui un po' di ipotesi mi vengono alla mente, ma una fra tutte.
Immaginate la scena: ufficio di una grande multinazionale, enorme, tutto vetri, panorama mozzafiato sui grattacieli circostanti, all'interno io, sicuro e e tranquillo, lo psicologo (life coach se volete) di fronte a 7 candidati, alcuni piu timorosi altri meno, ma tutti con la speranza di essere selezionati per il posto di vice responsabile delle risorse umane.

Quale occasione migliore per giocare a Feelinks con i miei 7 candidati per una prima valutazione – seppur parziale e insufficiente – delle loro capacità di discernere le personalità degli altri ?
Ebbe', scherzi a parte il gioco delle reazioni di fronte a determinate situazioni, qualunque vestito abbia, è la base nei processi di analisi della personalità operati da medici, professionisti e insegnati di vario genere e titolo.
Poi certo, se gli metti un vestito così user friendly, i disegni con grafica allegra colorata e un po "pazzoide" di Chalard, situazioni da famiglia e da scuola comunque attuali e "interessanti" ecco che il tutto si trasforma in un gioco che può essere apprezzato sia da amici sia da un gruppo familiare che vogliano, scherzando e ridendo (ma a denti stretti), vedere quanto a fondo si conoscano o quanto siano compatibili o quante emozioni condividano. E chissà che che non venga fuori qualche sorpresa!!!
Insomma Feelinks non è un gioco di quelli classici che giochiamo noi (almeno io), non direi neanche un filler.
Io direi che è un gioco a sé, certo lontano parente di Dixit e di quelli che gravitano intorno a questo best seller, anche se qui ci si espone tanto tanto in prima persona (una volta al mese tua madre offre una stanza della casa a un senzatetto, scopri che tuo figlio minorenne frequenta una persona molto più grande di lui, scopri che tuo padre non è il padre biologico, l'amico che ti confessa di essere gay e tanto altro).
Vedete voi: vi piace essere protagonisti e mettervi in gioco in continuazione? Volete sapere di piu delle persone che vi stanno intorno o forse volete delle conferme? O semplicemente volete farvi 4 risate cazzeggiando e prendendo in giro la vita nella consapevolezza che in qualunque modo noi si reagisca, lei si divertirà sempre a buttarci merda addosso?
Bene, allora Feelinks fa per voi e un'occasione dovete assolutamente dargliela (ma attenzione: al momento dovete sapere bene l'inglese).
Una sola cosa per finire: il gioco vale il suo prezzo, non foss'altro per i disegni di Chalard che, come vedete dalle foto, sono fantastici!!!!!

Buone giocate a tutti

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