prime impressioni

[Prime impressioni] Heaven & Ale

scritto da Fabio (Pinco11)


La Eggertspiele è un editore solido, che da anni ci propone titoli di indubbio interesse, tra i quali cito – tra gli ultimi – Great Western Trail, Mombasa, Rococo, Village, Camel Up, per cui normalmente le sue proposte sono circondate da un certo hype.
Quest'anno però poco si è parlato di esse (Heaven & Ale e Re World), ma, gradualmente e grazie al passaparola, sta emergendo all'attenzione Heaven & Ale, del duo Kiesling-Schmidt, per 2-4 giocatori, 12+, tempo a partita 60'-90', indipendente dalla lingua.
La storia sullo sfondo è quella di un monastero specializzato nella produzione di birra, la cui gestione è affidata ai vari giocatori e le meccaniche sono quelle dei gestionali, mescolate con il piazzamento tessere.
Elevato è il livello di gradimento che il titolo ha riscosso sul mio tavolo, per cui vediamo di capirne il perché insieme ...


LE REGOLE IN POCHE PAROLE

Ogni giocatore (qui le regole tradotte in italiano da ZeroCool) riceve una plancia esagonata, sulla quale si riscontra subito che sussiste un'area a sinistra (è colorata in chiaro) e una a destra (in scuro). Sono inoltre presenti degli spazi appositi nei quali si costruiranno delle casette.
Lo scopo del gioco è prelevare, nel corso della partita, le tessere esagonali (che raffigurano risorse) e i monaci (tesserine tonde), collocandoli nelle varie caselle sulla propria scheda personale: una volta circondate completamente le caselle delle casette, il loro piazzamento consentirà di attivare (con varie modalità) le tessere e i gettoni monaco presenti, ottenendo in genere risorse (per le tessere collocate negli spazi chiari) o denaro (per le tessere negli spazi scuri).



La selezione delle azioni si svolge percorrendo i giocatori un percorso "circolare" composto da numerose caselle azione: al proprio turno il giocatore al quale sta sceglierà liberamente di quanti spazi muoversi in avanti, collocando il suo pedone nella casella corrispondente (terminato il giro attenderà gli altri nella casella d'inizio prima di ripartire per il giro seguente). 
La chiave del tutto sta nel comprendere quando sia il caso di avanzare molto nel percorso, per cogliere le occasioni più gustose offerte da alcune caselle avanzate, e quando soffermarsi in un lento procedere, per poter svolgere più azioni nell'arco di un giro. Tra le azioni a disposizioni, oltre al prelievo di tessere risorsa e monaco, vi è anche la possibilità di prelevare gettoni che consentono di attivare tessere sulla propria scheda (fondamentale) e reclamare obiettivi.
Al termine di un tot di giri (variabili a seconda dei giocatori) il gioco ha termine e sono attributi punti sulla base della risorsa della quale si possiede una minor quantità e degli obiettivi reclamati in corso di partita (il meccanismo è particolare e richiede una partita per essere compreso appieno).

I MATERIALI

La valutazione d'insieme dei componenti è positiva e sono state compiute delle scelte piuttosto intelligenti, visto che la disponibilità delle risorse base (che si accumulano e non utilizzano ai fini del gioco) sono rese da un segnalino che scorre in una apposita traccia e che le monete sono rappresentate da un mix di gettoni (quelle da 1) e di carte spesse (quelle da 5 e 10).
Per il resto le tessere e i gettoni sono di dimensione e grafica sufficiente e adeguate per garantire un'ottima visibilità (diversamente da quanto accadeva, per esempio, in Burgen von Burgund).
Gradevole la grafica, che richiama le vetrate tipiche delle abbazie di una volta: direi che nel complesso il tutto fa la sua figura sul tavolo, con un giudizio d'insieme più che positivo.

COME GIRA

Direi che i pregi maggiori del gioco stanno in due aspetti, ossia nel fatto di scorrere in modo molto lineare e di proporre nell'insieme un qualcosa che, pur nella tradizione, tende a distinguersi un attimo dalla massa.
Sulla linearità vi dico subito che il gioco si spiega, per le sue meccaniche di base, in modo piuttosto rapido e non ho notato, onestamente, grosse difficoltà da parte dei miei commensali in occasione delle prime partite alle quali ciascuno ha partecipato. Non si è verificata, in altre parole, la solita sfilza di domande tipica delle prime partite e questo è stato già un buon segno, perché significa che le regole sono state studiate in modo tale da essere abbastanza immediate e logiche. Restano alcune cosette da digerire e le informazioni fornite nello spiegone iniziale non sono comunque pochissime e c'è, lo ripeto, l'aspetto del punteggio finale che va digerito. Mentre per il punteggio non c'è niente, se non la prima partita, che può aiutare a capire bene come funzioni (ho provato anche a fare esempi del calcolo finale, ma fino a quando non si esegue il proprio, a fine partita, una cognizione al 100% non la si matura ...), il resto viene appreso, da quanto ho notato, abbastanza tranquillamente.

Sulla peculiarità delle meccaniche devo dire che è la loro miscela a rendere il gioco un attimo diverso dal solito. Qui si vanno infatti ad acquisire tessere risorsa, ma le risorse non sono poi commerciate nel corso del gioco (bella semplificazione), ma solo accumulate ai fini del punteggio finale. Nel contempo si vanno a piazzare tessere sulle proprie plance personali, cercando di circondare gli spazi capanno, e anche qui, nel farlo, si devono compiere delle scelte, puntano ad accumulare un maggior ritorno di risorse e denaro oppure a rinunciare ad esse per far muovere il pedone del birraio, che è poi fondamentale a fine partita per il calcolo dei punti. La miscela è interessante, elegante e contribuisce, come accennavo, a rendere particolare il gioco.

Per il resto abbiamo una rielaborazione dell'idea del percorso nel quale ci si muove di tante caselle quante si vuole, già vista forse (con altre implementazioni) in Glen More e Tokaido, ma qui resa in modo particolare e il tutto si mescola in modo armonico con la logica del piazzamento tessere esagonali nella propria plancia (ricorda forse Burgen, ma là le tessere producevano effetti specifici) e si resta stupiti nel notare come, verso la fine della partita, i punteggi possano rimanere abbastanza omogenei, ad onta di strategie seguite piuttosto diverse.

IMPRESSIONI

Devo dire che il gioco ha restituito, ai miei commensali, sensazioni sempre positive e ad oggi conto almeno una decina di feedback, tutti sul soddisfatto, tanto che per alcuni, in un'annata nella quale per ora non sembrano emergere grossi acchiappaconsensi, questo Heaven & Ale si propone per ora come uno dei candidati addirittura al titolo di miglior gioco della stagione. Anche su BGG il suo voto si attesta, mentre scrivo, su di un solido 7,6.
Prestato anche al buon Agza assieme a un certo numero di altre scatole, è l'unico del gruppo che il caro amico ha acquistato anche per sé e anche questo qualcosa vorrà dire, così come lo dice il fatto che nel trio composto da me, Sergio e il Berna, ne abbiamo comprate due copie, proprio per averlo più agevolmente a disposizione.

L'interazione proposta è poi nel complesso buona, perché in effetti molto del gioco sta nell'entrare nel giusto ritmo, ossia nel capire, a colpo d'occhio, cosa serve agli altri e nel predire dove chi ci precede e segue potrebbe saltare alla prossima mossa e quando, di conseguenza, convenga soffermarsi sul fondo della fila, andando poi a raccogliere pazientemente tutto quanto gli altri avranno lasciato per strada e quando invece sia il caso di volare veloci alle caselle nella seconda metà del percorso. 
Rimaniamo sempre nell'interazione indiretta, ma spesso ci si troverà a imprecare per il furto della casella che ci serviva da parte di chi ci precede.
Delicato e spietato, come nella tradizione dell'autore, che non a caso spesso ha in passato collaborato con il grande Kramer, un altro esperto di piccole cattiverie.
Sulla rigiocabilità direi che è garantita dalla distribuzione casuale delle tessere e dal differente approccio che il gioco consente, potendo i giocatori distribuire diversamente l'ordine di esecuzione delle medesime incombenze (le cartelle sono uguali e tutti devono ottenere una distribuzione il più possibile omogenea di tutte le risorse).
La fruibilità, infine, è ottima da parte dei giocatori e il tutto è proponibile anche a utenti meno esperti, anche se direi che un minimo di previa esperienza con altri titoli è probabilmente necessaria per apprezzare il gioco appieno (per cui non lo proporrei a totali neofiti).

Coinvolgo nella rece anche l'amico Pier, che sto coltivando recentemente nelle sue capacità recensorie e che quando posso sfrutto come 2nd opinion. Eccovi il suo parere:
Gioco stretto e caratterizzato da una forte componente tattica, a discapito di una lettura strategica che, seppur presente, risulta più o meno condivisa tra tutti gli avversari al tavolo. Mi è piaciuto fin dall'inizio e ne ho apprezzato l'ottimo bilanciamento tra durata, impegno mentale e soddisfazione a fine partita. Non è certo un peso massimo, ma tra i medi trova il suo spazio.
Pro: immediato, graficamente appagante, divertente; la partita si plasma in una piccola scelta dopo l'altra e l'interazione è indiretta e ben marcata, ma c'è sempre spazio per un piano B (per cui, è meglio iniziare a pensarci fin da subito...).
Contro: qualche dubbio sulla rigiocabilità nel lungo periodo (ma di questi tempi può anche essere un non-problema); lettura del punteggio non immediata durante la partita, per cui non si possiedono in chiaro tutti gli elementi necessari ad operare scelte ottimali o a capire a quale avversario, nel dubbio, convenga pestare i piedi (anche se nel nostro caso con la risposta di default, "al giallo", si va sempre sul sicuro 😃 ); l'ordine di gioco dipende strettamente dalla posizione al tavolo rispetto al più "lento".
(Nota di P11: il giallo in genere lo tengo io ...).

CONCLUSIONE

Heaven & Ale, partito sottotraccia, si sta ricavando una sua popolarità sfruttando il passaparola e questo è in genere il miglior indice della presenza di un buon gioco.
Stuzzicante, parte da logiche note (che ricordano Glen More e Burgen?), per arrivare a proporre qualcosa di fresco e intrigante. Gioco 'stretto', propone un'interazione indiretta, ma ben avvertibile e la costruzione di un motorino (diverso dal solito) sfruttando, di volta in volta ciò che gli altri  lasciano per strada o prendendo, al contrario, l'iniziativa anticipandoli (e rinunziando ad alcune azioni).
Diverse le scelte da compiere, con tattiche da elaborare di mossa in mossa. A livello di difficoltà è ragionevolmente il classico gioco non indicato a neofiti non accompagnati :)
Attendo i riscontri da parte di chi lo abbia già sperimentato.

Ricordo che il gioco è disponibile anche nel negozio online Egyp.it

5 commenti:

  1. Ho giocato parecchie partite a Glen More e l'ho trovato sufficientemente vario e godibile anche dopo una ventina di partite.
    Ho visto qualche video su Heaven and Ale e, a differenza di Glen More, mi dà la sensazione che la rigiocabilità sia bassa, non solo a lungo termine, ma anche a breve termine. La sensazione è che già dopo un paio di partite possa diventare noioso.
    Mi sbaglio?

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    1. In realtà due o tre partite ci vogliono tutte solo per capire come funziona ... ;)
      Personalmente (ho fatto solo alcune partite, però) lo trovo della stessa 'ripetitività' di titoli come Azul o delle carte tradizionali, ossia le logiche restano le stesse di partita in partita, ma ogni volta ci si deve adattare a ciò che si ha a disposizione. Da qui la variabilità ...

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  2. Questo titolo prima o poi arriverà a casa mia...ne sono certo!!! Per diventare un "insta-buy" gli manca solo una modalità in solitario...ma prima o poi chiuderò un occhio e sborserò quei 40€!

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  3. Provato per tre partite per convincermi che ero io a non capire,gioco deludente,lineare,ripetitivo,sopravvalutato.per molti il miglior gioco di Essen,x me il peggiore del 2017.

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    1. Gli americani hanno un modo di dire che forse rende l'idea: "not your cup of tea" :)

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