giochi astratti

[Astratti] Katarenga

scritto da Valerio

Oggi vi parlerò di un altro ottimo gioco astratto uscito ad Essen 2017, ovvero di Katarenga di David Parlett, edito dalla HUCH!, che con pochi materiali e regole semplici riesce a mettere in campo una bella sfida per 2 giocatori.

L’obiettivo qui è di far arrivare 2 pedine oltre la linea base avversaria. Questo può sembrare facile, ma i movimenti delle pedine, tratti dai movimenti degli Scacchi, cambiano da una mossa all’altra a seconda del colore della casella di partenza.

Come amante degli Scacchi non potevo non parlare di questo intrigante gioco di scacchiera che mi ha affascinato dalla sua prima comparsa. 



MATERIALI

Nella scatola di 24 x 24 x 6 cm sono presenti:
  • 8 Pedoni bianchi;
  • 8 Pedoni neri;
  • 1 cornice del tabellone composta da 2 parti;
  • 4 quadranti del tabellone a doppia faccia;
  • 1 regolamento in 4 lingue (inglese, francese, tedesco e olandese).



COME SI GIOCA?

Si gioca su una scacchiera 8x8 composta di 16 caselle per ognuno dei 4 colori diversi, inoltre con 8 pedine nere e 8 bianche della stessa forma del Pedone degli Scacchi.
La scacchiera è variabile, essendo costituita da 4 quadranti asimmetrici a doppia faccia che vengono composti casualmente all’interno di una cornice a formare migliaia di possibili combinazioni diverse. Inoltre ai 4 angoli della cornice sono presenti 4 caselle chiamate campi base.
I due giocatori dispongono i propri Pedoni nella riga più vicina a sé, chiamata linea di base. Inizia il Bianco e i giocatori alternano le mosse.

Un Pedone si muove in base al colore della casella che occupa attualmente e il disegno sulle caselle aiuta a ricordare il tipo di mossa.


 



Un Pedone su una casella rossa si muove in linea retta orizzontalmente o verticalmente, come la Torre degli Scacchi. Può percorrere qualsiasi distanza, ma deve fermarsi non appena incontra la prossima casella rossa.




  


Un Pedone su una casella gialla si muove in linea retta diagonalmente, come l’Alfiere degli Scacchi. Può percorrere qualsiasi distanza, ma deve fermarsi non appena incontra la prossima casella gialla.








Un Pedone su una casella verde si muove come il Cavallo degli Scacchi, cioè a L.


 




Un Pedone su una casella blu si muove come il Re degli Scacchi, cioè in qualsiasi casella adiacente ortogonalmente o diagonalmente.





Un Pedone non può saltare una casella occupata, eccetto quando si muove come Cavallo, né può terminare il suo movimento su una casella occupata da un Pedone del suo stesso colore. Se termina il suo movimento su un Pedone del colore opposto, lo cattura e lo rimuove dal tabellone.
Anche se non è esplicitato dal regolamento, l’autore nel suo sito aggiunge la regola che non è consentito catturare alla prima mossa (ciò potrebbe avvenire se un Pedone su una casella rossa o gialla non incontra altre caselle rosse o gialle lungo tutta la colonna o diagonale).

L’obiettivo è di portare i propri Pedoni dalla propria linea di base alla linea di base dell’avversario. A quel punto, se non viene catturato, il Pedone può, in una mossa successiva, spostarsi in uno dei due campi base dell’avversario da dove sarà al sicuro dalla cattura e non potrà più essere mosso. Si può vincere in due modi (al contrario degli scacchi non esiste la patta):
  1. portando 2 propri Pedoni nei campi base dell’avversario;
  2. facendo in modo che sia impossibile per l’avversario portare 2 Pedoni nei campi base, ovvero catturandogli 7 Pedoni.

Per assicurarsi che il vincitore non sia stato favorito dalla configurazione iniziale della scacchiera, si consiglia di giocare una seconda partita con la stessa scacchiera scambiandosi i colori. Quando i giocatori diventano esperti possono capire dall’inizio se una configurazione è bilanciata e cercare di giocare solo con configurazioni bilanciate.



ASTRATTOMETRO

Gioco di scacchiera duro e puro che non fa niente per negare la sua natura astratta. A dirla tutta nel regolamento è presente un’introduzione su due armate persiane del 300 A.C. che si scontrano con l’obiettivo di occupare i campi nemici, ma questo non gli fa raggiungere quella minima ambientazione presente negli scacchi.
Katarenga: 10/10


IMPRESSIONI

Katarenga fa parte della linea di giochi astratti della HUCH! di cui il gioco che più lo ricorda è Kamisado, anch’esso giocato su una scacchiera colorata, ma le somiglianze finiscono qui.



I materiali sono di buona fattura e funzionali al gioco, con i pedoni di plastica a imitazione legno, il tabellone formato dalla cornice in 2 pezzi e i 4 quadranti in cartone resistente.
La scacchiera è stata pensata in modo da aiutare a ricordare le mosse, perché su ognuno dei 4 colori è riportato anche un disegno che rappresenta il tipo di movimento del Pedone che parte da quella casella.

Per chi ha avuto sempre timore degli Scacchi, qui abbiamo un gioco più leggero che garantisce comunque un’ottima profondità, perché bisogna pensare in avanti e cercare di sfruttare e combinare al meglio le 4 possibilità di movimento dei Pedoni. Inoltre si aggiunge una difficoltà di astrazione data dal pensare a come cambierà il movimento del Pedone che sto muovendo alla prossima mossa.

Qui è difficile valutare la forza dei propri pezzi. Negli Scacchi – usando come unità di misura il Pedone – il Cavallo e l’Alfiere valgono 3 punti, la Torre 5 e il Re infinito, visto che se viene catturato si perde la partita. Qui essendo tutto dinamico ha poco senso dare un valore ai pezzi. In generale si può dire che una Torre e un Alfiere sono pezzi più d’attacco, mentre il Re è un pezzo di difesa, essendo l’unico pezzo a proteggere tutte le caselle circostanti. Il Cavallo come negli Scacchi è invece il pezzo più imprevedibile e usato con saggezza può essere una spina nel fianco.

Visto che lo scopo del gioco è arrivare dalla parte opposta della scacchiera, la Torre e l’Alfiere – essendo pezzi a lungo raggio – sono molto potenti e per questo sono limitati dalla regola di doversi fermare se incontrano una casella rossa o gialla rispettivamente e quindi, come vediamo in questo esempio, il Pedone Bianco arrivato nella linea di base Nera non può più essere fermato.

Quando si porta il primo Pedone sulla linea di base avversaria senza che possa essere catturato alla prossima mossa, invece che portarlo subito nel campo base ci si può concentrare su altro mantenendo sempre viva la minaccia e inoltre può tornare utile altrove, se necessario, mentre un Pedone nel campo base è effettivamente fuori dal gioco e dal quel momento bisogna giocare di fatto con un Pedone in meno. D’altra parte se si vede che un Pedone è inarrestabile ha poco senso ostacolarlo e conviene concentrarsi su altro.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che si può anche vincere catturando 7 Pedoni avversari e cioè rendendo impossibile per l’avversario portare i 2 Pedoni nei campi base. Potrebbe capitare che si arrivi ad avere 2 Pedoni a testa e in questo caso il primo che cattura un Pedone (anche se potrebbe essere ricatturato) vince istantaneamente la partita, dato che non esiste la patta.

La rigiocabilità è alta, viste la disposizione casuale del tabellone tra le migliaia di possibilità e le partite veloci. La durata è infatti contenuta in circa 20 minuti, poi dipende dai giocatori. In caso di lunghi pensatori si può usare un timer, in mancanza di un vero orologio scacchistico esistono ad esempio app (Chess Clock) che lo simulano con un doppio timer, dove si imposta un tempo fissato per ogni giocatore e poi una volta effettuata la mossa si tocca il proprio timer per fermare il proprio tempo e far partire il tempo dell’avversario.


Come suggerisce anche il regolamento, visto che a causa della grande variabilità non tutte le posizioni possono essere bilanciate, l’ideale, viste anche le partite brevi, è di giocare due partite di fila con la stessa scacchiera, ma a colori invertiti. Poi quando si diventa più esperti si può decidere insieme se una posizione è bilanciata e giocare solo con posizioni bilanciate.

Il gioco ha un bug curioso, perché in certe configurazioni alla prima mossa è già possibile catturare, con una Torre o un Alfiere, un Pedone avversario senza che si possa essere catturati e quindi poi portare un Pedone al campo base. Sul sito web dell’autore del gioco è però indicato che proprio per questo motivo è vietato catturare alla prima mossa, ma è strano che non sia riportato nel regolamento. Ad ogni modo con questo accorgimento il tutto scorre liscio senza problemi.

L’autore sul suo sito suggerisce altri giochi possibili con gli stessi materiali, come All Change!, Battle Stations, Colorado, Congress, Cornered e Troika (e altri ancora).
Chi è interessato può trovate tutte le informazioni qui.

L’autore spiega anche quante sono le possibili configurazioni iniziali. In pratica il primo quadrante di tabellone può essere posizionato da entrambe le facce e con 4 diversi orientamenti, dando 8 possibilità. Lo stesso vale per ciascuno degli altri, dando in tutto 84 o 4.096 possibilità. Inoltre ognuno dei 4 può essere collocato in una delle 6 diverse posizioni rispetto agli altri tre, vale a dire ABCD, ABDC, ACBD, ACDB, ADBC, ADCB. Quindi 6 x 4.096 = 24.576.  Il fatto che la scacchiera possa essere posizionata con due coppie di lati opposti come linee di base raddoppia il numero di schemi iniziali a 49.152.



Concludendo, il gioco offre una sfida a informazione completa senza fortuna su scacchiera asimmetrica, permettendo un’enorme rigiocabilità, viste anche le partite brevi e tese e una fase di setup rapidissima.
Il gioco è adatto a tutti, anche ai bambini dagli 8 anni, data la semplicità delle regole e il fatto che le mosse ci sono ricordate dal disegno sulle caselle colorate.
Il gioco comunque è un bruciacervelli e quindi deve piacere questo tipo di giochi. I materiali e la scatola purtroppo non aiutano ad avvicinare giocatori che si tengono alla larga da giochi di scacchiera astratti. Chi però, superate le apparenze, entra più in profondità, si troverà tra le mani una piccola perla che darà molte soddisfazioni.

2 commenti:

  1. azteca nella foto.....completamente sparito dal mondo . quanto lo vorrei..grrr

    RispondiElimina
  2. seriamente parlando...adoro questa rubrica. Garantisce tante belle scoperte per me che amo gli astratti...ma anche altrettante frustrazioni, dal momento che quasi ogni gioco recensito (questo é un'eccezione) é assolutamente introvabile. sigh...

    RispondiElimina

Powered by Blogger.